Se arrivi a Roma immagini di atterrare a Fiumicino, o di scendere alla stazione centrale di Termini oppure di varcare le porte della città lungo una delle tante consolari che giungono al centro. Il fatto è che ormai Roma non ha più un solo centro – quello più antico racchiuso entro le mura Aureliane ed esteso quanto una media città italiana – ma una serie di nuclei d’interesse, storici e culturali, che si estendono in ogni direzione. In questo itinerario, appunto, cambiamo direzione e usciamo dalla Città Eterna seguendo il primo tratto della Via Nomentana, l’antica Via Ficulensis che giunge fino al comune limitrofo di Mentana prima di congiungersi con la più grande Via Salaria.
Porta Pia

Partiamo dall’origine, il piazzale di Porta Pia, che non ha bisogno di presentazione. Qui a ricordare l’episodio risorgimentale della breccia di Porta Pia – ovvero la presa di Roma avvenuta il 20 settembre 1870 – si erge un monumento che ritrae il bersagliere guardare verso le mura, come in perenne tensione e pronto a lanciarsi all’attacco.

Dalla monumentale porta progettata da Michelangelo, il cui nome è un omaggio al suo committente papa Pio IV, in dieci minuti a piedi viriamo verso Via Nizza e la sede del MACRO, il Museo d’arte contemporanea di Roma firmato dall’archistar francese Odile Decq.

Voluto dal sindaco Veltroni nell’epoca di fermento culturale della Capitale che ha visto anche la costruzione dell’Auditorium, in realtà il museo non ha mai scaldato i cuori dei romani e dei turisti, forse proprio a causa della sua posizione decentrata. La collezione permanente comprende più di seicento opere di artisti italiani del secondo Novecento; le sale ospitano periodicamente numerose mostre temporanee.
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Il quartiere Coppedè

Con un’altra decina di minuti a piedi siamo nel cuore del piccolo quartiere Coppedè, un complesso di circa venticinque edifici realizzati in uno stile elaborato che combina elementi di espressionismo, futurismo, art nouveau, con un richiamo all’architettura classica e medievale.

Al quartiere, concepito negli anni Venti del secolo scorso dall’architetto Gino Coppedè, si accede tramite l’ingresso posto tra i due Palazzi degli Ambasciatori: un enorme arco ornato con affreschi e illuminato da un immenso lampadario in ferro battuto incastonato in un soffitto decorato. Al centro degli edifici, su Piazza Mincio, figura la Fontana delle Rane, adornata da api e rane, un omaggio a Bernini e alle sue fontane presenti nelle piazze Mattei e Barberini. La fontana è nota anche per il bagno che i Beatles vi fecero vestiti, dopo un loro concerto tenuto nella vicina discoteca Piper Club.

Tra marmi, casette barocche, loggiati, archi e torrette sembra di scivolare in una fiaba ottocentesca o di salire sul palcoscenico di un teatro dalle tinte vive. I palazzi intorno sono caratterizzati da un susseguirsi di balconcini e affreschi che prendono spunto dalla natura e dalla mitologia. Da una parte il Palazzo del Ragno con gargoyle dalla testa di animale che sembrano minacciare il visitatore, e dall’altra i Villini delle Fate i cui bassorilievi rendono omaggio alle città di Roma, Firenze e Venezia rappresentando la lupa con Romolo e Remo, Dante, Petrarca, la cupola di Santa Maria del Fiore e il leone veneziano.
3 ville storiche
Villa Paganini

Un piacevolissimo giardino a cui fanno da sfondo gli eleganti prospetti dei palazzi novecenteschi di Via Nomentana. L’aspetto romantico del parco è dettato da un laghetto con isolotto artificiale, la Grotta-Ninfeo e i tracciati viari sinuosi e irregolari. Purtroppo da anni non riceve un’adeguata manutenzione.
Villa Leopardi

Se ci spostiamo di qualche chilometro giungiamo alla piccola Villa Leopardi, in stile neo-medievale, oggi in attesa di restauro. Di tutto il grazioso giardino concepito in stile gardenesque, sono rimasti solo una piccola fontana neo-gotica e le cancellate in ghisa, ma all’interno regna un’atmosfera di tranquillità rispetto al caos cittadino, come testimoniano la presenza della piccola biblioteca comunale e un’area giochi per i bambini.
Villa Torlonia

A Villa Torlonia, è possibile fare lunghe passeggiate incontrando canne di bambù, obelischi, palme tropicali e piccole collinette da cui ammirare il panorama; un tempo villa di campagna dei Colonna, viene acquistata dalla famiglia Torlonia per farne una residenza signorile, come testimoniano gli edifici neoclassici del Casino dei Principi e il Casino Nobile realizzati da Giuseppe Valadier. Quest’ultimo ospita oggi i musei della villa, tra cui gli oggetti di Benito Mussolini che vi soggiornò fino al 1943, come testimonia il bunker sotterraneo adiacente appena riaperto alla visita (come abbiamo scritto qui).

Con il principe Alessandro Torlonia la villa assume l’attuale conformazione con la creazione di finti scenari romani, come il tempio di Saturno, i falsi ruderi romani e due obelischi egizi in granito rosa; vengono in seguito realizzati il giardino all’inglese nella parte meridionale, il teatro e una serie di vialetti tortuosi che portano a due edifici iconici.

La Serra Moresca, colorata struttura in ferro, ghisa e peperino ispirata alle sinuose forme dell’Alhambra, e la Casina delle Civette, dal gusto fiabesco ed esoterico come amava il principe. Dall’esterno si notano i porticati, le grandi finestre, le loggette, le piccole torri, le decorazioni in maiolica e le vetrate colorate che sono la sua cifra distintiva.
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5 mete di epoca romana
1. Basilica Costantiniana

Fino a un paio di secoli fa campi e vigneti tappezzavano il quartiere nomentano. Provando a immaginare il territorio sgombro da edifici e palazzine a nove piani, possiamo avere un’idea dell’imponenza di strutture come la basilica Costantiniana, di cui rimangono in piedi solo i muri perimetrali; il tetto e il pavimento sono andati perduti, e le colonne interne sono state riutilizzate per realizzare la successiva chiesa bizantina.
2. Mausoleo di Santa Costanza

Della stessa epoca è l’adiacente Mausoleo di Santa Costanza, o Costantina, figlia del primo imperatore cristiano che volle essere sepolta accanto alla catacomba che ospitava le spoglie di Sant’Agnese. L’edificio, di forma cilindrica, ben rappresenta la fase di transizione artistica tra paganesimo e cristianesimo, grazie ai monumentali mosaici cristiani, i più antichi sopravvissuti a Roma, custoditi al proprio interno accanto a quelli pagani ricchi di scene naturalistiche e di animali.
3. Chiesa e Catacombe di Sant’Agnese

Proprio da qui si accede alla basilica paleocristiana di Sant’Agnese fuori le mura e alle catacombe annesse, suggestivo insieme di gallerie del III e IV secolo, prive di pitture, che si stendono su tre livelli nel sottosuolo del complesso sfruttando cunicoli e grotte naturali.
4. Monumento funebre di Elio Callistio

Se dovessimo chiedere ai residenti dove si trova il monumento funebre di Elio Callistio, liberto del tempo dell’imperatore Adriano, potrebbero non capirci. Per tutti quest’antica tomba a tempietto è infatti la Sedia del Diavolo. Strutturato su due piani e realizzato in laterizio, a causa del crollo della facciata principale, il rudere assunse la forma di una cattedra vescovile, di fatto una sedia di enormi dimensioni.
Tradizione vuole che presso le sue mura trovassero rifugio viandanti, pastori e prostitute che durante le notti accendevano fuochi per riscaldarsi. Oggi il sepolcro è circondato da alti palazzi, ma in mezzo alle verdi campagne di un tempo non passava di certo inosservato mentre si illuminava, o meglio… quando il demonio trovava posto a sedere.
5. Ponte Nomentano

Deviando da Via Nomentana Nuova giungiamo a Ponte Nomentano, eretto dai Romani tra la fine del II e l’inizio del I secolo a.C. ai piedi della collina del Monte Sacro, un tempo luogo di passaggio delle mandrie transumanti. Sin dall’antichità, insieme a Ponte Milvio, era uno dei ponti extraurbani più importanti; una tradizione locale vuole che sulla sua pedana si siano incontrati Carlo Magno e papa Leone III. Oggi è uno dei pochi ponti pedonali di Roma, ed è un’ottima meta per terminare il viaggio, magari affacciandosi sotto l’arcata centrale in travertino e ascoltare lo scorrere del fiume Aniene.
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Campeggi e soste a Roma e dintorni

- Area di sosta Divino Amore, Via Castel di Leva 371, tel. 06 71355091, assocampiroma@gmail.com, www.agricolturanuova.it.
- Area di sosta L.G.P. Roma Via Casilina 700, tel. 06 2427518, www.lgproma.com.
- Area di sosta Romae, Via Arco di Travertino 5, tel. 06 7886904, romaexpress@romaexpress.it, www.rexbus.it.
- Aurelia Club, Via Castel di Guido 541, tel. 06 61004216, www.aureliaclub.com.
- Camping Village Roma Capitol, Via di Castelfusano 195, tel. 06 20190700, www.campingcapitol.com.
- Fabulous Village, Via di Malafede 205, tel. 06 5259354, fabulous.huopenair.com
- Flaminio Village, Via Flaminia Nuova 821, tel. 06 3332604, www.villageflaminio.com
- Garage Bernardo, Via Scarperia SNC, ingresso in Via Foiano della Chiana 4, tel. 06 5502788, www.garageberardo.it.
- Happy Village, Via del Prato della Corte 1915, tel. 06 33626401, www.happycamping.net.
- Park Colombo, Via Cristoforo Colombo 170, www.sostacamperroma.com.Parkbus Ostiense, Piazzale 12 Ottobre 1492, www.parkbus.it. Solo diurno.
- Roma Camping in Town, Via Aurelia 831, tel. 06 6623018, roma.huopenair.com.
- Ladispoli Gotha Beach Camping, Via Roma 125/129, www.gothabeach.it.
Consigli per dove mangiare lungo via Nomentana

- Dar Nasone, Via Fezzan 24/26, tel. 06 8620 0250.
- La Limonaia, Via Lazzaro Spallanzani 1, tel. 06 95065250, limonaiaroma.it.
- Marziali1922, Piazza Caprera 8, tel. 06 8551040, marziali1922.com.
A tavola Dar Nasone

A Roma ce ne sono più di duemilacinquecento. Il loro nome deriva dalla caratteristica forma del beccuccio, che ricorda un naso lungo e comico. Queste fontanelle pubbliche, introdotte sul finire del XIX secolo, avevano inizialmente tre teste di drago; oggi ne restano solo tre esemplari, come quella in Via delle Tre Cannelle da cui prende il nome. Dietro la Sedia del Diavolo si trova Dar Nasone, una tipica osteria che ricrea la stessa tradizione, ma con una piccola modifica: dal canale non esce acqua, bensì vino.
Testo di Fabrizio Roscini
