Cosa c’entra il nomadismo moderno del pleinair con la millenaria stabilità della vita monastica? Molto più di quanto pensi. Il Cammino di San Benedetto in camper è un viaggio da assaporare a ritmo lento. Trecento chilometri di curve panoramiche, borghi arrampicati sul vuoto e vallate selvagge che collegano Norcia a Montecassino. Risalendo l’Appennino tra Umbria e Lazio abbiamo scoperto che le antiche regole di accoglienza dei monaci sembrano scritte su misura per chi viaggia oggi con una casa al seguito.
Ideato nel 2012 dallo scrittore Simone Frignani, il Cammino di San Benedetto è suddiviso in sedici tappe unendo i luoghi più importanti della vita del santo: Norcia, dove nacque il 2 marzo 480 d.C., Subiaco, dove il monaco visse a lungo e trascorse periodi di eremitaggio, e Montecassino, dove scrisse la Regola, fondò il primo monastero del suo ordine e morì nel 529 d.C. Tre luoghi cardine da raggiungere assecondando la filosofia della lentezza abbracciata da pellegrini e camminatori. Tre tappe da raggiungere alla guida del camper e da cui incamminarsi fra borghi arroccati, valli fluviali e montagne solitarie.
Norcia

A distanza di dieci anni dal terribile sisma del 2016 le gru dei cantieri fanno ancora capolino sopra il profilo delle mura e delle porte medievali. Gli abitanti hanno messo in pratica la regola del loro concittadino San Benedetto, che qui fondò l’ordine destinato a ricostruire l’Europa sulle macerie dell’Impero Romano: non arrendersi alla distruzione ma rimboccarsi le maniche per rimettere in piedi la propria casa e i palazzi storici del tessuto urbano avvolto dalla corona dei Monti Sibillini. Il parcheggio di Via Circonvallazione è la soluzione ideale per fermarsi qualche ora, visitare la Basilica di San Benedetto finalmente accessibile, a circa trecento metri, e fare acquisti di prodotti tipici. La facciata a capanna con il portale ogivale è stata letteralmente “ricucita” pezzo dopo pezzo: i restauratori sono riusciti a recuperare affreschi prima nascosti.
La norcineria, un’arte

Il toponimo ha battezzato un’intera professione: nella lingua italiana chiunque lavori la carne di maiale con maestria viene chiamato “norcino”. Nel Medioevo e nel Rinascimento gli esperti nella lavorazione di carni suine della località umbra erano così rinomati che venivano chiamati in tutta Europa (persino dai papi) per eseguire operazioni chirurgiche delicatissime per la loro abilità nell’usare il coltello. Entrate in una norcineria: i soffitti sono una sequenza di prosciutti appesi a stagionare e l’aria è intrisa di un inebriante mix di pepe nero, aglio, fumo di caminetto e tartufo nero.

Fate incetta di Prosciutto di Norcia IGP, dei cojoni di mulo (o d’asino), un salame a grana fine che racchiude al centro un tassello di lardo intero, e di corallina, un salame che compare sulle tavole pasquali accompagnato alla pizza al formaggio, con i cubetti di grasso ben visibili nell’impasto. Lo shopping a Norcia non può dirsi completo senza fare incetta dei rinomati legumi del territorio, tra cui la Lenticchia di Castelluccio di Norcia IGP.
Subiaco

Il paese appare dal basso, dominato dalla Rocca abbaziale. Bisogna superarlo e proseguire per tre chilometri per raggiungere l’imponente mole del Monastero di Santa Scolastica, il più antico monastero benedettino al mondo e l’unico sopravvissuto dei dodici fondati da San Benedetto nella Valle dell’Aniene. Non è solo un luogo di preghiera: qui è nato il libro a stampa in Italia. Nel 1465 due tipografi tedeschi allievi di Gutenberg, Conrad Sweynheym e Arnold Pannartz, vi impiantarono la prima tipografia dello Stivale da cui uscirono i primi tre libri a caratteri mobili del nostro Paese, tra cui il De Oratore di Cicerone. La biblioteca del monastero custodisce circa 150mila volumi tra cui manoscritti, codici miniati, incunaboli e altre opere di inestimabile valore.

Dal piazzale si può imboccare il Sentiero di San Benedetto e raggiungere in circa venti minuti il Sacro Speco (in alternativa si può salire in camper). La grotta aggrappata alla parete di roccia contiene la statua di Benedetto scolpita dal Raggi, allievo del Bernini, e gli affreschi che coprono quasi ogni centimetro di parete non rocciosa, tra cui il più antico ritratto esistente di San Francesco, dipinto prima della sua beatificazione, senza stimmate e senza aureola. Da vedere il Roseto di San Benedetto, dove il santo si gettò nudo per vincere la tentazione carnale e che San Francesco, secoli dopo, trasformò in rose senza spine.
Montecassino

Da Cassino ci vogliono nove chilometri di tornanti (ben percorribili anche da un camper, occhio alle curve strette) per raggiungere l’Abbazia di Montecassino, visibile da lontano con la sua mole monumentale. Qui Benedetto scrisse la Regola, un insieme di pratiche per organizzare la vita comunitaria dei monaci.

Questa imponente struttura toglie il fiato non solo per la sua maestosità, ma per la sua incredibile resilienza: fu rasa al suolo ben quattro volte nel corso dei suoi quindici secoli di storia, l’ultima delle quali nel 1944 a opera degli Alleati in quanto erroneamente ritenuta una roccaforte delle truppe tedesche. La ricostruzione, seguendo il principio del “dove era, come era” iniziò nel 1945 e durò quasi vent’anni. Restituendo un luogo carico di fascino, storia e significati.
Altre tappe lungo il Cammino di San Benedetto
L’itinerario di San Benedetto in camper si può arricchire prevedendo delle tappe in più che meritano sen’zaltro la nostra attezione.
Cerreto di Spoleto
Monastero di San Benedetto in Faucibus
Noto come Santuario della Madonna della Stella, è incastonato in una gola rocciosa. Benedetto fu ispirato dagli eremiti provenienti dalla Siria che vivevano nelle grotte delle valli tra Cerreto e Preci.
Ferentillo

Abbazia di San Pietro in Valle
Fondata nel VII secolo, presenta affreschi romanici tra i più antichi d’Italia.
Assisi
Abbazia di San Benedetto al Subasio
È isolata tra i boschi del monte che domina Assisi. Benedetto percorse la Valle Spoletana per raggiungere Roma e poi Subiaco.
Campello sul Clitunno
Borgo San Benedetto
Sulle pendici del monte Revaglioso, è un insediamento medievale che conserva memorie benedettine.
Spoleto
Abbazia di San Giuliano sul Monteluco
Fondata nel XII secolo, affonda le radici nel monastero esistente già nel VI secolo.
Monteleone di Spoleto
Monastero di Santa Caterina
Un antico monastero di monache benedettine di clausura. Oggi il complesso è stato recuperato ed è visitabile. Dopo Monteleone, il Comune più alto dell’Umbria, il Cammino di San Benedetto prosegue nel Reatino. I benedettini coltivarono una varietà di cereale adatta a resistere ai rigidi inverni a mille metri d’altezza: oggi il farro di Monteleone di Spoleto è l’unico farro in Europa a vantare la DOP.

Dove sostare
- A Cassino Parking Europa Via Agnone 5,
- Parcheggio a pagamento per la sosta diurna sul piazzale dell’abbazia.
- A Norcia Parcheggio in Via Circonvallazione 50 nei pressi di Porta Ascolana, a circa 300 m a piedi dalla Basilica di San Benedetto. Gratuito, non custodito.
- A Subiaco Area attrezzata comunale in Via Montore, vicino al centro sportivo e al cimitero. A pochi metri dall’ingresso del Sacro Speco c’è un piccolo parcheggio, posti limitati.
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Quando andare
Ad Assisi dal 24 al 25 settembre c’è il World Tourism Event, l’unica manifestazione dedicata alla promozione turistica dei beni inseriti nel Patrimonio Mondiale Unesco. In programma incontri di approfondimento e animazioni a tema all’interno dello storico Palazzo del Monte Frumentario; ingresso libero.
Prodotti tipici
A Montecassino a un paio di chilometri dall’abbazia, superato il Cimitero Militare Polacco si raggiunge la sede di Albaneta Tenuta di Montecassino, un birrificio con annesso ristorante.
Indirizzi utili
Per organizzare al meglio il tuo itinerario
Sito di Informazione Turistica della Città di Assisi.
Sito ufficiale del Cammino di San Benedetto.
testo di Ida Santilli
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