Appuntamento della rubrica dei nostri diari di viaggio. Viaggio in estate in Umbria e Toscana per un itinerario in solitaria, con foto, dettagli sulle soste camper e informazioni pratiche
Indice dell'itinerario

Condotti da un’affezionata guida del PLEINAIRCLUB, seguiamo in camper un tratto del percorso di San Francesco tra i borghi fra Toscana e Umbria, quel cuore verde che da secoli è alcova di poeti, santi, pittori e letterati.

Road map della Toscana e Umbria in camper

  • 1° GIORNO: Arrivo a Chiusi della Verna, visita al santuario. Partenza per Caprese Michelangelo, visita a borgo e Museo Casa Natale, spostamento e sistemazione a San Sepolcro.
  • 2° GIORNO: Visita al borgo e al Museo Civico di Sansepolcro. Arrivo a Città di Castello, visita al Palazzo del Podestà e alla Pinacoteca. Spostamento e sistemazione a Montone.
  • 3° GIORNO: Visita al borgo di Montone. Partenza per Gubbio, visita lungo il tragitto a Pietralunga. Arrivo e sistemazione a Gubbio.
  • 4° GIORNO: Inizio della visita a Gubbio: Loggia dei Tiratori, Palazzo dei Consoli, Palazzo Pretorio, chiesa di San Giovanni, chiesa di San Francesco, chiesa di San Francesco della Pace o dei Muratori.
  • 5° GIORNO: Visita a Gubbio verso la parte alta dell’abitato: Botte dei Canonici, cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo, Palazzo Ducale, basilica di Sant’Ubaldo.
  • 6° GIORNO: Escursione lungo il percorso dell’acquedotto medievale nella gola del Bottaccione. Partenza e visite a Scheggia, Abbazia di Santa Maria di Sitria, Abbazia di Sant’Emiliano in Congiuntoli e Costacciaro. Arrivo e sistemazione all’Area Attrezzata Sigillo Val di Ranco.
  • 7° GIORNO: Visita alle grotte del Monte Cucco. Partenza per Gualdo Tadino, con breve visita a Sigillo e Fossato di Vico lungo il tragitto. Arrivo e visita a Gualdo Tadino.

Il viaggio in camper tra Umbria e Toscana

Fin dalle più remote epoche, l’animo del viaggiatore è sospinto dalla curiosità, dal piacere della scoperta e dalla ricerca dell’insolito. Esso gode ancora del fascino di un tramonto, della maestà di un contrafforte montano, della solitudine di un sentiero, della bellezza di un antico borgo abbarbicato su una roccia. Tutto questo giunge a sintesi, componendo un quadro di straordinario fascino, tra Toscana e Umbria, terra capace di esprimere ancora genuinità, tradizione e cultura.

Un itinerario in camper che voglia abbracciare il territorio di Umbria e Toscana non può che partire da La Verna, santuario francescano posto nel cuore del Casentino, in provincia di Arezzo, all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Qui, sotto la corona del Monte Penna, San Francesco d’Assisi avrebbe ricevuto le stimmate nell’anno 1224: il bel santuario è vivida testimonianza di questa storia, locale e insieme universale.

Leggi anche: Umbria in camper da Assisi a Monteleone di Spoleto

Da Chiusi della Verna a Sansepolcro

Ai frati va il merito di aver curato come loro creatura la foresta monumentale, dove l’abete e il faggio si uniscono e dove ancora vivono, protetti dalla presenza dell’uomo, lupi, gufi reali, falchi pellegrini, cinghiali e altre specie. Il comune nel cui territorio ricade l’area del santuario è Chiusi della Verna; qui e nei dintorni sono presenti varie aree adatte alla sosta dei camperisti.

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A tredici chilometri di distanza, seguendo la SP54, in una ventina di minuti si giunge a Caprese Michelangelo, borgo che con Chiusi della Verna si contende i natali del celeberrimo artista Michelangelo Buonarroti (1475 – 1564) e che, comunque sia andata la storia, ospita il Museo Casa Natale dell’artista a Palazzo Clusini.

Deviando per la SP43 della Libbia e passando per Anghiari si giunge a Sansepolcro, dove si può visitare il Museo Civico con la pregevole pinacoteca, nella quale spiccano le opere di Piero della Francesca. Interessante anche la fortezza medicea, opera concepita da Giuliano da Sangallo e completata da Alberto Alberti nel 1561, purtroppo in stato di abbandono.

Un tuffo nel verde

Attraverso la SS3 bis Tiberina, nota anche come E45, si lascia la Toscana e ci si immerge in Umbria: il primo centro che si incontra sul percorso è Città di Castello, l’antica Tifernum Tiberinum. La località ha una ricca storia alle spalle e offre numerose attrattive per il turista: dal Palazzo del Podestà, con nove volte ogivali sulla facciata, lunette, bifore e loggiato seicentesco aperto sull’ariosa Piazza Fanti, fino ai palazzi Bondi-Mancini, Vitelli-Bufalini e Cappelletti. Meritevoli di visita sono la pinacoteca (ospitata a Palazzo Vitelli alla Cannoniera, in stile rinascimentale, con facciata realizzata da Cristoforo Gherardi su disegno del Vasari) e la Collezione Burri (ospitata a Palazzo Albizzini).

Montone

Lasciata Città di Castello si giunge a Montone, centro pittoresco inserito nella rete dei Borghi più belli d’Italia. È storicamente noto per la dinastia dei Fortebraccio, valorosi capitani di ventura tra i quali ricordiamo Andrea, il celeberrimo Braccio da Montone, principe di Capua e signore di una lunga serie di città, dalla pianura padana all’Abruzzo e al Lazio, passando per l’Umbria. Degna di nota è la pieve di San Gregorio Magno, lungo la vallata del torrente Lana.

Pietralunga

Proseguendo si arriva a Pietralunga, dove si può ammirare la rocca longobarda con torre pentagonale. Il borgo offre un ampio ventaglio di manifestazioni, folkloristiche e non: dal Palio della Mannaja – rievocazione storica tra il sacro e il profano e sfida che si tiene ogni seconda domenica di agosto – alla Mostra Mercato del Tartufo Bianco e della Patata, organizzata di solito dall’8 al 10 ottobre.

Attraverso la SP204 si entra nel vasto territorio di Gubbio: con ben 525,78 chilometri quadrati è il settimo comune d’Italia per estensione, più grande di quello di quasi tutti i capoluoghi di provincia e di regione del Belpaese! Il primo abitato è la frazione di San Benedetto Vecchio, che sul rilievo dell’antico Monte Pellio ospita un’antica abbazia, con struttura originaria dell’XI secolo, poi rimaneggiata nel corso del tempo. In trenta minuti circa, superando gli abitati di Mocaiana, Casamorcia, Semonte e Madonna del Ponte, si fa ingresso nella città di Gubbio. Qui l’ospitalità segue antichi riti e si alimenta da sempre di una cultura nella quale schiettezza, rispetto delle tradizioni, buona cucina e convivialità rappresentano cardini incrollabili.

A Gubbio, la città di pietra

Rooftops and church towers in the cathedral city of Gubbio, Italy in summer

Gubbio è ricca di storia, di variegate testimonianze artistiche e architettoniche, oltre che di richiami naturalistici e paesaggistici assolutamente affascinanti: non è un caso che essa venga definita, anche nella cartellonistica, “la più bella città medievale”. Il suo cuore identitario, storico e artistico appartiene al Medioevo, quell’epoca che fu tutto tranne che il “periodo buio” di un luogo comune duro a morire: basta fare un giro nel centro storico per rendersene conto.

Il centro storico

Il principale edificio che richiama egregiamente quest’epoca è Palazzo dei Consoli, sede del Museo Civico che ospita sei collezioni e diversi capolavori. Solo per citare alcuni dei tesori che vi si possono ammirare ricordiamo il Gonfalone di Sant’Ubaldo (patrono della città) realizzato nel 1503 da Sinibaldo Ibi, le Tavole Eugubine (la più importante testimonianza dell’antica civiltà umbra) e le monete della Zecca eugubina, attiva dall’antichità sino alle soglie del 1800. Progettato e costruito nel ‘300 con il concorso di architetti del calibro di Angelo da Orvieto e Matteo Gattaponi, Palazzo dei Consoli ha una magnifica loggia panoramica ed è unito al Palazzo Pretorio – oggi sede del Comune – attraverso la passerella di Piazza della Signoria, una piazza pensile tra le più grandi del mondo.

La chiesa di San Giovanni Battista, costruita tra il XIII ed il XIV secolo, presenta un campanile romanico e una facciata gotica. È diventata famosa grazie al piccolo schermo per aver ospitato il set del fortunato sceneggiato televisivo Don Matteo. In Piazza Quaranta Martiri si può ammirare la Loggia dei Tiratori, edificata dall’antica Corporazione dell’Arte della Lana come stiratoio per le stoffe. 

Dirimpetto, superati i giardini pubblici, si può ammirare la chiesa di San Francesco, che sorge dove un tempo era presente il fondaco della famiglia Spadalonga: questa avrebbe ospitato il santo rifugiatosi a Gubbio dopo l’abbandono della casa paterna. Nella chiesa edificata nella seconda metà del Duecento (forse su progetto di Fra Bevignate) si possono ammirare vari dipinti di artisti quali Virginio Nucci, Francesco Allegrini, Giovanni Battista Michelini, Ottaviano Nelli e Francesco Ferdinandi detto l’Imperiali; particolare interesse suscita per il suo fascino la Cappella Sforzolini.

La parte alta di Gubbio

Gubbio Palazzo dei Consoli 01

Risalendo verso la parte più elevata della città, in Via Savelli della Porta incontriamo la chiesa di San Francesco della Pace o dei Muratori, al tempo stesso luogo di culto e parte integrante della rete museale cittadina. Fu edificata dall’Università dei Muratori Scalpellini e Arti Congeneri – altra antica corporazione eugubina – nel luogo dove, secondo la leggenda, visse la lupa che San Francesco incontrò e ammansì nei pressi della chiesa di Santa Maria della Vittorina (altro sito assai interessante da visitare).

Nella chiesa di San Francesco della Pace si può ammirare la pietra (ora mensa d’altare) sopra la quale il Poverello tenne un sermone dopo l’ammansimento, il sepolcro della lupa e altre testimonianze. Vi sono inoltre custodite le statue di Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio abate, i cosiddetti “Santi dei Ceri”. Ogni 15 maggio, infatti, durante la grande festa che si tiene in onore del patrono, le statue sono poste su enormi ceri (raffigurati nello stemma della Regione Umbria) e trasportate in una corsa appassionata dalla Città al Monte Ingino.

La Botte dei Canonici

Con l’ausilio degli ascensori o a piedi lungo Via Federico da Montefeltro si può salire per ammirare la “Botte dei Canonici”, costruita nel XVI secolo e capace di contenere oltre 20.000 litri di vino, frutto della raccolta dai vigneti sparsi nel territorio, di proprietà della Chiesa e dei suoi enti. Proseguendo il cammino si giunge alla cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo, edificata tra XII e XIII secolo e poi rimaneggiata nel corso del tempo: essa ospita pregevoli dipinti di Giuliano Presutti, Sinibaldo Ibi e di altri artisti che hanno segnato la storia culturale cittadina, nonché tombe di personaggi illustri e di persone forestiere decedute nei secoli scorsi a Gubbio, le quali venivano qui sepolte come regola codificata.

Dinanzi alla cattedrale, un capolavoro rinascimentale: Palazzo Ducale, sede dell’omonimo museo, con una stupenda riproduzione dello studiolo di Federico da Montefeltro, duca di Urbino nato a Gubbio, eseguita da talentuosi ebanisti eugubini nel 2009.

Il Monte Ingino

Salendo a piedi lungo gli stradoni del Monte Ingino, oppure prendendo la funicolare dal quartiere di Sant’Agostino, si arriva alla basilica di Sant’Ubaldo. Qui sono custoditi il corpo incorrotto del santo patrono in un’urna di cristallo e d’oro e i tre ceri della festa, che poi vengono portati nell’arengo del Palazzo dei Consoli la prima domenica di maggio. 

Il chiostro è ampio e arioso e da esso si accede alla Raccolta delle Memorie Ubaldiane, in un’area dove è attivo anche un punto vendita con articoli per tutti i gusti: da libri di carattere storico e religioso a crocifissi, da medaglie a quadri, da oggetti minuti a pregevoli creazioni in ceramica. Interessante e suggestivo è anche il percorso dell’acquedotto medievale, che si snoda lungo la gola del Bottaccione, situata lungo il tragitto della SS298, culla degli studi sull’iridio e sulla scomparsa dei dinosauri, come ben si può vedere dalla cartellonistica che illustra egregiamente la storia geologica di questa parte di territorio.

Ceramica d’arte e da arredo, ferro battuto, artigianato librario sono tra le note più interessanti dell’economia cittadina, assieme a una gastronomia sopraffina, che vive grazie a una ricca rete di ristorazione, diffusa nel centro come in periferia, nelle località montane e rurali come tra le mura secolari della città.

Strade dell’Appennino

Percorrendo in discesa la SP209 e svoltando a destra sulla SS298, si può proseguire il viaggio lungo l’arco appenninico. A circa dodici chilometri si può visitare il comune sparso di Scheggia e Pascelupo, che nel suo vasto territorio ospita chicche come l’abbazia di Santa Maria di Sitria, fondata da San Romualdo nell’XI secolo, e quella ancora più antica (X secolo) di Sant’Emiliano in Congiuntoli, alle porte delle Marche. Proseguendo lungo la Flaminia, si incontrano i comuni della fascia appenninica: Costacciaro, Sigillo e Fossato di Vico. D’estate, particolarmente in agosto, in questa zona si svolgono competizioni sportive nazionali di deltaplano e parapendio. 

Le grotte del Monte Cucco offrono altresì agli appassionati di speleologia, ma anche ai semplici turisti, un panorama intrigante e la possibilità di conoscere meglio la conformazione fisica del territorio e la sua vicenda geologica. Superando il territorio di Fossato di Vico si entra in quello di Gualdo Tadino. Nella città si può ammirare la Rocca Flea – ricostruita nel corso del tempo da Federico II di Svevia e poi restaurata in più passaggi – e la rete museale ricca di testimonianze sulla ceramica e l’artigianato artistico, nonché sulla storia dell’emigrazione. Interessante la zona montana della Valsorda, accessibile dalla SP139, dove dei laghetti carsici ospitano specie sempre più rare come la salamandra pezzata e il tritone crestato.

Il Sentiero Francescano

Questa parte di Umbria ha punti di eccellenza indiscussi e unanimemente apprezzati, che la legano all’eredità storico-artistica e spirituale d’Europa: abbiamo menzionato San Francesco e non si può non parlare, pertanto, del Sentiero francescano, che qui si snoda per cinquanta chilometri, molti dei quali in territorio eugubino.

Esso è meta e viatico di pellegrini da ogni parte del mondo, ha un proprio sito web e una rivista, completi di informazioni di ogni genere, anche incentrate sulla passione di tante persone per il ciclismo, sport praticabile lungo il sentiero e in vari tratti del nostro percorso. La sentieristica umbra ha indubbi punti di pregio, testimoniati dall’interesse istituzionale dimostrato anche in sede europea e nazionale.

Cos’altro si potrebbe dire? Compiendo questo itinerario, gli occhi, il cuore e la mente potranno godere di tutte quelle meraviglie che le parole non riescono a ritrarre appieno. Se è vero quanto scriveva Antoine de Saint-Exupéry ne Il Piccolo Principe, ovvero che l’essenziale è invisibile agli occhi, è anche vero che il cuore riesce sempre a cogliere l’essenziale. Ed è col cuore, insieme al Camper Club Gubbio, che saluto gli amici di PleinAir e li invito a sperimentare di persona questa proposta di viaggio, certo che si rivelerà una piacevole avventura.

Giuseppe Fronduti

Tradizioni da record

L’Albero di Natale di Gubbio

Un evento che rende Gubbio davvero unica: l’accensione dell’Albero di Natale più grande del mondo. Dal 1981, infatti, la squadra dei solerti “alberaioli” allestisce con sette chilometri e mezzo di cavi un insieme di novecentocinquanta corpi illuminanti lungo i sentieri e le pendici del Monte Ingino o Monte di Sant’Ubaldo. Le luci vanno a comporre la sagoma e l’interno di un gigantesco abete natalizio alto ben settecentocinquanta metri.

Conosciuto e ammirato in tutto il mondo, il suo record è entrato nel Guinness dei Primati. Degno di nota è il raduno organizzato dal Camper Club Gubbio ogni anno in occasione dell’evento. L’associazione coinvolge i camperisti in un gran numero di attività, alcune delle quali vedono la collaborazione di PleinAir e del PLEINAIRCLUB.

Il Palio della Balestra

Abbiamo parlato della Festa dei Ceri, tripudio di spiritualità, storia e identità di tutto un popolo, ma è giusto menzionare anche il Palio della Balestra, rievocazione e tenzone che vede fronteggiarsi le città di Gubbio e Sansepolcro lungo un filo rosso che si snoda dal XIV secolo. 

Nel magnifico scenario di Piazza Grande i balestrieri, in costumi tradizionali di foggia medievale e rinascimentale, con le loro armi devono cercare di centrare il bersaglio, detto tasso, da una distanza di 36 metri. Al vincitore va in premio il Palio, l’antico Pallium, stendardo in stoffa decorata ogni anno in maniera diversa da pregevoli artisti. 

Il Palazzo del Bargello, ubicato nei pressi della nota fontana dei matti, ospita la Società Balestrieri della città di Gubbio, e l’Esposizione Permanente della Balestra.

Altro evento degno di menzione è la Processione del Cristo Morto, organizzata il Venerdì Santo dalla venerabile Confraternita di Santa Croce della Foce. Il corteo si snoda per le vie del centro storico in un’atmosfera pregna di pathos, tra il suono delle battistrangole (strumenti in legno con battente in ferro su ambedue le facce), i costumi tradizionali dei membri delle confraternite e il canto, potentemente suggestivo, del Miserere.

Si ricorda che l’accessibilità ai siti e alle strutture ricettive descritti in questo diario di viaggio potrebbe subire restrizioni a causa dell’emergenza sanitaria in corso.

GIUSEPPE FRONDUTI

Dove sostare

  • Santuario Francescano La Verna Parcheggio del Santuario (a pagamento), Via del Santuario 45, www.laverna.it.
  • Caprese Michelangelo Parcheggio in Via il Cerro 121.
  • San Sepolcro Area di sosta attrezzata comunale, Via Alessandro Volta 7.
  • Città di Castello Punto sosta con camper service in Piazzale E. Ferri, nei pressi dell’uscita nord della E45, direzione stadio – centro storico.
  • Montone Area sosta camper, Via dello Sport; dotata di camper service e allaccio corrente.
  • Gubbio Area di sosta attrezzata, Via del Bottagnone 38, www.camperclubgubbio.it; a 850 m dal centro. Gestita dalla locale associazione Camper Club Gubbio, è ampia, ombreggiata e dotata di cinquantotto posti con ogni confort: carico acqua, camper service, docce calde, lavandini per stoviglie, elettricità e videosorveglianza. Servizio navetta in occasione di festività ed eventi.
  • Parcheggio Centro Commerciale Le Mura, Piazza Martiri Umbri della Resistenza.
  • Parcheggio nei pressi dello Stadio Pietro Barbetti (porzione ovest).
  • Scheggia Area camper nei pressi degli impianti sportivi.
  • Sigillo Area Attrezzata Sigillo – Val di Ranco, tel. 335 6447708, ass.amicidelparco@gmail.com; situata nei pressi delle Grotte del Monte Cucco.
  • Gualdo Tadino Area sosta, Via Perugia. 
  • Area sosta, Piazza Federico II di Svevia; a eccezione del giovedì, giorno di mercato.

Dove mangiare 

  • Pietralunga Agriturismo la Cima, Vocabolo Fontinelle, tel. 075 9460272 o 347 2354006, agriturismolacima@gmail.com.
  • Gubbio All’Antico Frantoio Ristorante Pizzeria, Via del Teatro Romano – Via Cavour, tel. 075 9221780, info@allanticofrantoio.it, www.allanticofrantoio.it.
  • Ristorante Parco Coppo, Via Sant’Ubaldo Località Coppo, tel. 075 9272755, info@parcocoppo.it, tel.075 9272755.
  • Bar Ristoro La Valle, Strada Contessa 20, tel. 075 9276422.Costacciaro Agriturismo 
  • Borgo Umbro, Località Termine, tel. 075 9170119 o 333 8484761, info@borgoumbro.it.

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