Dai crateri sommitali dell’Etna, dove il nero della lava sfida l’azzurro dello Ionio, alle pietre vive dei borghi che si distendono ai suoi piedi, testimoni di una civiltà che ha costruito la propria bellezza sulle cicatrici del vulcano
Indice dell'itinerario

La Sicilia non è solo mare. L’isola è apprezzata molto anche da chi preferisce le alte quote. E in questo caso il camper risulta un valido alleato. In un viaggio in Sicilia un’escursione sull’Etna è d’obbligo. A muntagna come la chiamano i siciliani regala emozioni forti a chi decide di affondare le pedule nella materia scura e instabile della lava. Un paesaggio lunare che incanta. Noi abbiamo provato a scalare i crateri sommitali e ti raccontiamo quest’esperienza straordinaria sperando di riuscire a trasmetterti tutta la bellezza del momento. Ci sono momenti, infatti, in cui la natura si manifesta con una violenza di bellezza inaudita.

Sospesi a tremila metri fra il blu intenso dello Ionio e il rosso viscerale delle colate laviche, ogni pretesa di controllo svanisce: resta solo lo stupore. Sei minuscolo di fronte a una forza che crea e distrugge con la stessa magnificenza. Guardare dentro quel cratere acceso significa guardare l’origine di tutto: il privilegio raro di assistere allo spettacolo più antico del mondo.

Sicilia-Etna-cratere

Tutto inizia all’alba. Lasciata l’area di sosta Mons Gibel Camping Park ci immettiamo su una delle strade più suggestive della Sicilia: la Mareneve. I tornanti sono ampi e hanno un raggio di curvatura che permette al camper di affrontarli senza invadere la corsia opposta. Qui la carreggiata è più larga rispetto alle stradine che si inerpicano da altri versanti e la pendenza è costante. Il mezzo si arrampica dolcemente tra le curve che tagliano vecchie colate laviche ormai ricoperte di vegetazione.

Il percorso di avvicinamento in camper

  • Partenza: Area Camper Mons Gibel (Belpasso – 550 m)
  • Arrivo: Parcheggio Piano Provenzana (1.810 m)
  • Distanza totale: circa 58 km
  • Dislivello totale: 1.260 m
  • Tempo di percorrenza: 1h 30m – 1h 45m
  • Strade principali: SP92, SP59 (Mareneve)

Le due fasi dell’escursione: in fuoristrada e a piedi

Sicilia-Etna-Escursione vetta-4x4
  • Partenza: Piano Provenzana (1.800 m)
  • Arrivo: Crateri Sommitali (ca. 3.300 m)
  • Percorso in 4×4: 18 km (totali, A/R)
  • Percorso a piedi: 4 – 5 km (variabili in base all’attività vulcanica)
  • Dislivello (a piedi): 450 – 500 m (dai 2.850 m della sosta 4×4 alla vetta)
  • Dislivello totale: 1.500 m
  • Durata complessiva: 4 – 5 ore (soste incluse)
  • Difficoltà: E (Escursionistico) / Media

Prima tappa: il parcheggio di Piano Provenzana

Sicilia-Etna-Piano Provenzana-parcheggio

Poco dopo il Rifugio Ragabo, a un bivio si imbocca la strada che porta a Piano Provenzana, punto di partenza delle escursioni nel versante settentrionale dell’Etna. Gli ultimi dieci chilometri sono i più ripidi: si passa da 1.300 a 1.800 metri di altitudine. Il paesaggio cambia: il nero della lava ora inghiotte il verde degli alberi. Il parcheggio in Via Provenzana è una sorta di campo base da cui partono le escursioni con alcuni punti ristoro e negozietti di souvenir. Nel silenzio ovattato capisci subito che questa non sarà una gita come le altre.

Seconda tappa: l’avvicinamento in fuoristrada


Vincenzo, la guida che accompagnerà il nostro gruppo fino alla sommità del cratere, ci dà il benvenuto con qualche nozione di geologia per introdurci a “Idda”, a muntagna (così i locali chiamano con reverenza il Monte Etna). Saliamo sul fuoristrada che si arrampica dove l’aria si fa sottile e l’odore dello zolfo ti graffia la gola. L’asfalto lascia il posto alla pista sterrata. Ogni scossa del veicolo sembra assecondare i sussulti del vulcano. Il paesaggio diventa lunare.

Terza tappa: la salita a piedi

Sicilia-Etna-Escursione crateri sommitali-escursionisti

L’eruzione è in corso. Un pennacchio di gas si staglia contro il nero delle colate laviche e il vento porta con sé il suono secco dei lapilli che cadono lontano. Poi il viaggio continua a piedi. Mentre gli scarponi affondano nella materia scura e instabile, la prospettiva cambia: sei un ospite minuscolo su un gigante che respira. A pochi chilometri le fontane di lava squarciano il fumo con lampi di un rosso viscerale. Il contrasto è brutale: l’aria pungente dell’alta quota che morde il viso e il calore improvviso che sale dalle fratture del suolo, una linfa incandescente che scorre a pochi metri sotto i nostri passi. Poi, d’improvviso, il gigante di fuoco decide di parlare. Non è un boato. È il ticchettio metallico dei lapilli che piovono sulla lava nera. Una pioggia di ghiaia incandescente che danza sulla roccia fredda.

Sicilia-Etna-fumi del vulcano

È in questo momento che capisci che l’Etna non è muto: il suo è un linguaggio fatto di sospiri di zolfo e di questa percussione continua, un croccante calpestio della terra che nasce sotto i tuoi piedi mentre il resto del mondo, là sotto, sembra essere svanito in un nulla ovattato. Vincenzo ci spiega che quella che stiamo calpestando non è solo terra, ma la memoria liquida della terra che si è solidificata. Quando arriviamo sulla sommità si gira per accertarsi che tutti siamo arrivati in vetta. Il suo sguardo lascia trapelare una certa tranquillità. Ormai ci siamo. Manca davvero poco.

Quarta tappa: l’arrivo sull’orlo dell’abisso

Sicilia-Etna-crateri sommitali-escursione-escursionista

L’ultimo tratto a piedi è una prova di resistenza e umiltà. Mentre il 4×4 diventa un puntino lontano tra le dune di cenere, il silenzio viene rotto solo dal sibilo del vento e dal suono ritmico del proprio respiro, che si fa corto per l’altitudine e per l’emozione. L’incedere sulla scia instabile sembra un negoziato con la montagna: un passo avanti, mezzo indietro, mentre l’odore acre dello zolfo si fa così denso da poterlo quasi masticare. Poi, d’improvviso, la pendenza finisce e il mondo si spalanca. Raggiungere i crateri sommitali durante un’eruzione è un’esperienza mistica. Ti ritrovi sull’orlo di un abisso che sembra non avere fine, dove il fumo bianco dei gas si mescola al grigio plumbeo delle ceneri. Un tuono sotterraneo che scuote le piante dei piedi.

Sicilia-Etna-crateri sommitali (2)-escursione-escursionista


Davanti ai nostri occhi lo spettacolo è primordiale. Le fontane di lava, spinte da una pressione inimmaginabile, si innalzano verso il cielo come getti di sangue incandescente per poi ricadere pesantemente. È un paradosso: senti il ghiaccio del vento che ti taglia la pelle del viso, mentre l’aria che sale dalle viscere del cratere ti investe con un calore infernale. Il contrasto è anche cromatico: il nero della lava, l’azzurro del mare che si confonde col cielo. Adesso capisci perché se visiti la Sicilia l’escursione sull’Etna è fortemente consigliata?

Il ritorno, la discesa

Sicilia-Etna-crateri sommitali-escursione-discesa-escursionisti.

Per scendere scivoliamo letteralmente sulla cenere, lasciamo andare libere le gambe per sciogliere la tensione della salita. Come ogni volta che si percorre la strada del ritorno, il tragitto sembra più breve, più leggero. L’euforia fa dimenticare la fatica. Tornati a Piano Provenzana sorseggiamo un caffè guardando dal finestrino del camper la vetta che continua a fumare nel crepuscolo. Ora sappiamo cosa bolle davvero lassù.

L’Etna: gli altri versanti

Sicilia-Etna-crateri Silvestri
l’escursione ai crateri Silvestri

Incluso dal 2013 nel Patrimonio dell’Umanità Unesco, il Monte Etna è caratterizzato da un ecosistema assai vario: in pochi chilometri si passa dal verde scuro dei pini larici al nero delle colate laviche. Un microcosmo unico da scoprire a piedi, in mtb o a bordo di fuoristrada, avendo cura di attrezzarsi adeguatamente (scarponi da trekking, guscio antivento e antipioggia, crema solare e occhiali da sole).

Sopra i 2.800-2.900 metri di quota vige l’obbligo di essere accompagnati da guida vulcanologica; in concomitanza con l’intensificarsi dell’attività vulcanica, le autorità potrebbero vietare l’accesso ai crateri sommitali (3.300 m) per ragioni di sicurezza. In tal caso le escursioni vengono riposizionate ad altitudini inferiori (circa 2.900 m). Si consiglia pertanto la prenotazione online con opzione di rimborso. In tutti i versanti dell’Etna vengono organizzate escursioni di varia durata e difficoltà in compagnia di guide vulcanologiche autorizzate: i loro riferimenti sono facilmente reperibili sul web. Per offrire un’idea dei costi: un’escursione sul versante nord con tragitto in fuoristrada e un tratto a piedi con guida ha un costo tra 120 e 140 euro a persona.

Chi cerca un’esperienza meno impegnativa può esplorare il versante sud. Dal parcheggio del Rifugio Sapienza, base della stazione sciistica Etna Sud, si raggiungono facilmente a piedi i due coni spenti dei Crateri Silvestri. Da qui parte la funivia che sale a 2.500 m; si prosegue a bordo dei bus 4×4 che salgono ai piedi dei crateri sommitali (a quota 2.900 m). Suggestivo e relativamente semplice è il sentiero Schiena dell’Asino (nella foto qui sopra): si cammina su creste affilate che si affacciano sulla Valle del Bove, un anfiteatro naturale dove si riversano quasi tutte le colate laviche recenti.

3 borghi da non perdere

Durante il tour della Sicilia e l’escursione sull’Etna inserisci tra le tappe anche i paesi etnei, spesso sottovalutati. Meno noti rispetto alle più blasonate località della costa, meritano una sosta anche breve. Vediamo perché:

1. Linguaglossa

Già citato nei documenti nel 1175, è il primo centro che s’incontra scendendo da Piano Provenzana. Deve il nome alla “lingua di fuoco”, la colata lavica che si riversò a valle modellando il paesaggio e arrivando a lambire il centro abitato. Merita una visita anche per i murales, una galleria a cielo aperto realizzata da artisti provenienti da tutta Italia. Da provare la salsiccia al ceppo di Linguaglossa, Presidio Slow Food, realizzata con vari tagli suini tagliuzzati con il partituri, il coltello locale, su un tronco di quercia dell’Etna e poi impastati e conditi con sale, pepe nero e finocchietto selvatico.

2. Castiglione di Sicilia

Sicilia-Castiglione di Sicilia-Cuba di Santa Domenica
la Cuba di Santa Domenica

Il borgo si è sviluppato intorno al castello di Lauria, da cui si gode una vista spettacolare sull’Etna da un lato e sulla valle del fiume Alcantara dall’altro. Vale la pena di visitare la Cuba di Santa Domenica (nella foto qui sotto), una chiesetta rurale realizzata con roccia calcarea e blocchi lavici: in passato era probabilmente decorata da affreschi di gusto bizantino, oggi perduti.

3. Randazzo

Sicilia-Randazzo-Chiesa di Santa Maria Assunta
Basilica di Santa Maria Assunta a Randazzo

Benché sia il comune più vicino al cratere centrale, non è mai stato raggiunto dalla furia distruttrice della lava. È costruito interamente in pietra lavica scura: la tonalità grigio antracite caratterizza la basilica di Santa Maria Assunta, esempio unico di architettura religiosa vulcanica; la chiesa di San Martino con un notevole campanile in mattoni di lava, considerato tra i più belli della Sicilia; e il chiostro dell’ex convento francescano, oggi sede del Comune. Dai vigneti terrazzati provengono i vini della denominazione Etna DOC: non andate via senza visitare una cantina e aver fatto incetta di bottiglie.

Dove sostare e risparmiare con la tessera del PLEINAIRCLUB

Se sei iscritto al PLEINARCLUB sono tanti i vantaggi offerti dalla tessera se fai un viaggio in Sicilia e l’escursione sull’Etna.

  • a Belpasso c’è l’area camper Mons Gibel dove risparmi se sei iscritto al PLEINAIRCLUB: 19 euro per piazzola standard, due persone e elettricità eccetto agosto; sconto 10% a luglio
  • a Calatabiano c’è Camping Almoetia (tel. 095 641936, 346 6939479) dove risparmi il 10% sulla sosta.
  • a Castiglione di Sicilia Agricampeggio Etna Wine dove risparmi il 10% sull’ acquisto di vini e prodotti tipici
  • a Fiumefreddo di Sicilia Oasi Park Garden Club hai lo sconto del 10% su sosta e altri servizi
  • a Naxos hai due possibilità: Parking Ristoro (naxosparkingristoro@tiscali.it) applica il 20% sulla sosta e il 10% sulla ristorazione e Eden Parking il 10% sulla sosta eccetto luglio e agosto

Non è convenzionato il parcheggio di Piano Provenzana (1.800 m) a Linguaglossa composto da 4 stalli riservati ai camper nel livello più basso del parcheggio di Monte Conca; è consentita soltanto la sosta diurna.

Indirizzi utili

testo di Ida Santilli, foto di Edoardo Boni

Sei hai in programma una vacanza in Sicilia e l’escursione sull’Etna leggi anche Borghi della Sicilia: i 5 più belli da visitare in camper

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