Di certo variegata collana di monti della Repubblica Ceca compensa pienamente chi è in cerca di paesaggi pittoreschi, aria salubre, luoghi tranquilli e opportunità di praticare trekking e sport outdoor. Con scarponcini e bastoni o in sella alla mountain bike, sono tanti gli itinerari in quota che conducono alla scoperta di una Cechia meno nota, dove la natura è ancora padrona e dove staccare la spina per davvero.
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La selva boema
A percorrere questo territorio in lungo e in largo è una fitta rete di sentieri escursionistici e itinerari cicloturistici. Molti di questi ricalcano gli antichi tracciati, realizzati per la sorveglianza di frontiera e un tempo aperti solo ai mezzi militari. Il limite invalicabile imposto a lungo dall’esercito ha involontariamente contribuito alla salvaguardia dell’equilibrio naturale di quest’area e dell’aspetto selvaggio dei suoi paesaggi.
La Šumava (questo il nome in ceco della Selva Boema) oggi è a sua volta parco nazionale, oltre che riserva della biosfera Unesco. Spina dorsale di questo verde lembo sud-occidentale di Repubblica Ceca è l’omonima catena montuosa, che con le sue cime segna il confine con Germania e Austria. Con i suoi profili arrotondati, questa regione è anche nota come “il tetto verde d’Europa”. Tetto perché i tanti belvedere e la singolare torre panoramica abbarbicata in cima al Monte Polednik (1.131 m) regalano visuali che con le giuste condizioni metereologiche spaziano fino alle Alpi. Verde perché le sue foreste, considerando anche le porzioni che ammantano il versante tedesco, rappresentano il territorio boschivo più vasto di tutto il continente.

Ne fa parte anche la foresta vergine protetta di Boubin, con alberi pluricentenari, tempio di flora e fauna. Due le fortezze da non perdere nella Šumava: il castello gotico di Švihov, con il raro sistema d’acque congeniato per allagarne i dintorni in caso di attacco, e quello di Rožmberk nad Vltavou affacciato sul fiume, dove nelle sere d’estate vengono organizzate visite guidate in costume. Godersi il paesaggio da una prospettiva diversa è possibile noleggiando una canoa o un kayak sui fiumi Moldava, Otava e Vydra. Il lago Laka, il più alto (si trova a 1.100 m) e anche il meno vasto del paese, è una piccola gemma lasciata in eredità dall’era glaciale.
Lungo il fiume in mountain bike
Di media difficoltà, ma adatto anche alle famiglie e percorribile anche in mountain bike, l’itinerario che conduce alla sorgente del fiume Moldava (sì, proprio quello che scorre sotto il Ponte Carlo a Praga) parte dal borgo di Kvilda e risale lungo le pendici del ˇCerná Hora. È qui che sgorga il fiume-simbolo della Repubblica Ceca, il cui corso è stato magistralmente messo in musica dal compositore Smetana. La torbiera che circonda la fonte è tutelata dalla riserva naturale Sorgente della Moldava.
A proposito d’acqua: una facile passeggiata nei dintorni del fiume Vydra (che prende il nome dalle lontre che ne popolano le acque) riserva davvero tante sorprese, a partire dal carattere del corso d’acqua: all’inizio niente più di un torrente tranquillo, poi un fiume impetuoso che schiaffeggia le aspre pareti granitiche di un canyon e si getta in rapide e cascate fragorose. Dal campeggio Antýgl di Srní si prende il sentiero – adatto anche a carrozzelle e passeggini – che porta all’antica segheria ad acqua e si snoda in bizzarri scenari di rocce plasmate dal fiume e ammantate di muschio. Dista solo venti chilometri il castello medievale di Kašperk, immerso fra i boschi.

Intorno ai laghi
E poi ci sono i laghi, piccoli e grandi, selvaggi o “addomesticati” dall’uomo, solitari o affollati di bagnanti. Quello di Plešné è un tipico esempio dei bacini di origine glaciale di cui è punteggiata la Selva Boema. Uno sperone di roccia alto trecento metri gli fa da sentinella. Dalle sponde si può prendere il sentiero contrassegnato con il colore giallo che da Nova Pec porta in vetta al Monte Plechý, la massima altura della Sumava ceca (1.378 m). Per rientrare al lago si può optare invece per il bellissimo percorso naturalistico, dal nome evocativo di “Lo spirito della foresta primordiale”, che s’inoltra nel folto di un bosco incontaminato.
Sempre di origine glaciale, ecco anche i laghi Cerne e Certovo, ovvero il Lago Nero e il Lago del Diavolo. Il primo è il bacino più grande e più profondo della Selva Boema e deve il suo nome al riflesso sulle proprie acque dei fitti boschi che lo circondano. Lo si raggiunge inerpicandosi lungo le pendici del Monte Špiˇcák (1.202 m). Dal Lago Nero ci si può poi allungare fino al Lago del Diavolo, che la leggenda vuole sia stato chiamato così da Satana stesso, mentre affogava trascinato da una pesante pietra legatagli alla coda da una fanciulla che avrebbe voluto portare con sé all’inferno. Restando sul Monte Špiˇcák, le ripide pendenze che in inverno ne fanno meta prediletta degli sciatori, nella bella stagione invitano gli amanti della mtb al downhill: a trasportare bike e biker in vetta ci pensa la funivia.

E poi c’è la grande diga di Lipno nad Vltavou, costruita lungo il corso della Moldava a protezione di Cesky Krumlov, vera e propria attrazione balneare, proprio ai piedi di uno dei comprensori sciistici più apprezzati del Paese. Nel bacino artificiale nella bella stagione si può nuotare e praticare altri sport acquatici, prendere il sole in spiaggia o noleggiare una barca. Nei dintorni di Lipno nad Vltavou c’è anche un sentiero “vertiginoso” (ma adatto a tutti, comprese le persone in carrozzina, e amatissimo dai bambini) che corre tra le cime degli alberi.
Si tratta di una passerella in legno, sospesa fino a ventiquattro metri da terra, che alla fine si avvolge a spirale in una torre panoramica, dalla cui cima l’occhio spazia su tutto il territorio circostante la diga e oltre, tra gli scenari verdissimi della Selva Boema. I più coraggiosi, possono scegliere di scendere dentro lo scivolo tubolare, lungo cinquantadue metri: una scarica di adrenalina che piacerà ai giovani componenti dell’equipaggi. Sosta rigenerante alla Wellness Sport Arena che offre piscine, saune, percorsi Kneipp, massaggi e trattamenti.
Il bosco delle fiabe
Cuore verde e selvaggio della Selva Boema è la già citata foresta vergine di Boubín, raggiungibile sia da Kaplice che dal villaggio di Kubova Hut’. Adulti e bambini ne resteranno incantati: pare un bosco delle fiabe, di quelli popolati da gnomi e folletti. Sebbene a originarla non sia stato un incantesimo, la sua storia si può considerare comunque magica. Una tremenda tempesta nel 1724 colpì la Selva Boema, provocando ingenti danni. La zona era troppo inaccessibile per poter recuperare gli alberi abbattuti e ripristinare il bosco e l’area fu abbandonata al proprio destino.
Oggi la foresta appare come un affascinante groviglio di radici contorte, tronchi spezzati, cortecce cadute e rami intrecciati. E c’è anche un lago, antica riserva d’acqua un tempo impiegata per il trasporto del legname destinato alle fucine delle vetrerie di Lenora.

I monti Iser
Qui ce n’è per tutti i gusti, le gambe e le ruote. Il comprensorio della Boemia settentrionale, al confine con la Polonia, offre oltre venti sentieri pianeggianti o dolcemente ondulati con lunghezze tra i cinque e i venticinque chilometri, praticabili comodamente e in sicurezza sia a piedi che in bicicletta. I punti di ristoro, i chioschi e le toilette disseminati lungo i tracciati sono a loro volta senza barriere architettoniche (appositi cartelli ne segnalano l’accessibilità).
Un bel sentiero naturalistico, tra boschi e radure, conduce per esempio dal rifugio Smedava, attrezzato con parcheggi e crocevia di diversi percorsi escursionistici, al caratteristico villaggio di Jizerka, cuore di un antico insediamento legato prima all’estrazione di gemme preziose e poi alla lavorazione del vetro. Fino a che, nel 1911, la vetreria alimentata a legna fu chiusa in favore di moderni stabilimenti a carbone, giù a valle, e il borgo si spopolò. A rianimarlo è stato proprio il turismo escursionistico.
Altro suggestivo ex-villaggio di vetrai è Kristiánov, che ruotava intorno all’omonima fabbrica e che oggi, con la sua casa nel bosco carica di memorie, è considerato una succursale del Museo del vetro e dell’Oreficeria di Jablonec nad Nisou. Il borgo è raggiungibile grazie a un bel sentiero, sempre accessibile a tutti, che tocca anche la torre panoramica di Královka e il pittoresco invaso di Blatný.

Monte Ještˇed, spazio agli allenati
Hiker, biker e famiglie possono salire (eventualmente anche in macchina o in funivia) in cima al Monte Ještˇed (1.012 m), sulla cui sommità svetta la silhouette argentea dell’omonima torre per le telecomunicazioni, monumento tecnico ma anche attrazione turistica in virtù dell’incredibile vista a trecentosessanta gradi, che spazia fino alla città di Liberec. La torre ospita tra l’altro un ristorante panoramico. Si tenga però leggero chi deciderà di affrontare l’adrenalinica discesa a valle in mountain bike, lungo la nuova pista “La Spaghetta”.
Proprio ai ciclisti, anche quelli meno spericolati, è dedicato il lungo itinerario Nova Hrebenovka, che da Špindler˚uv Mlýn e Harrachov, nei Monti dei Giganti, giunge qui e conduce al già citato villaggio di Jizerka, per proseguire poi verso Hrádek nad Nisou passando da Bedˇrichov, oppure in vetta allo Jested. È possibile il noleggio della bicicletta, con servizio di pick up and drop off in località diverse. Accanto ai percorsi adatti a principianti, bambini e persone con disabilità, ai ciclisti più appassionati e allenati proponiamo infine di cimentarsi con lo Singltrek pod Smrkem, un sistema di sessantacinque chilometri di sentieri naturali e avventurosi alle falde dello Smrk (1.276 m), il monte più alto degli Iser. Una combinazione adrenalinica di uphill, downhill e corsa a ostacoli tra gli alberi che non mancherà di soddisfare i palati più esigenti.
Testo e foto di Giulia De Vecchi
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