Un kit con la dotazione minima per far fronte alle piccole emergenze non deve mai mancare nel nostro zaino durante le escursioni. La natura, infatti, ci attira con la sua bellezza, con la grandiosità e la serenità dei paesaggi, ma è un ambiente potenzialmente pericoloso, dove anche una semplice distorsione può mettere nei guai. E inoltre è lontano da una farmacia, un pronto soccorso o da qualsiasi altro presidio dove poter ricevere aiuto.
Kit di emergenza o di sopravvivenza? Le differenze
In una tasca del nostro zaino dobbiamo trovare lo spazio per infilare un contenitore che comprenda tutto quello che ci può servire in caso di guai. Non solo per noi, ma anche per aiutare compagni di cammino o altri escursionisti che ne avessero bisogno.
E non parliamo solo di presidi medici, ma anche di altri piccoli accessori. Non sono solo una ferita o una vescica, infatti, a poter richiedere un cerotto, ma anche, ad esempio, uno scarpone con la pronta sostituzione di un laccio che si rompe.
E per le nostre escursioni dobbiamo distinguere fra kit d’emergenza e kit di sopravvivenza:
- I kit d’emergenza sono quelli che fanno al caso nostro: poco ingombranti e con quei semplici ausili che ci permettano di risolvere piccoli problemi.
- I kit di sopravvivenza invece prevedono una quantità di accessori che probabilmente non avremo mai modo di usare nella vita, tranne che pensiamo di andare a perderci per molti giorni in zone selvagge.

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Kit di emergenza per le escursioni: meglio comprarlo o assemblarlo da soli?
Possiamo tranquillamente acquistare un contenitore morbido o rigido (meglio se stagno), che si adatti a una tasca del nostro zaino e rifornirlo con quanto riteniamo opportuno. Ecco una lista minimale con materiali da controllare periodicamente:
- Coperta isotermica (fondamentale per prevenire l’ipotermia)
- Piccola bussola di riserva
- Fiammiferi in contenitore stagno
- Pinzetta per togliere spine
- Pinzetta per rimuovere zecche (essenziale nei mesi caldi)
- Cerotti (inclusi quelli specifici per vesciche)
- Una garza emostatica
- Salviette disinfettanti
- Fischietto di emergenza
- Un metro di cordino
- Lacci di riserva
- Un pacchetto di fazzoletti

Tuttavia, in commercio troviamo numerosi kit di emergenza già pronti estremamente completi per le nostre escursioni. Ad esempio il First Aid Kit Outdoor di Salewa, che include anche forbici, strisce di chiusura per la pelle e soluzione salina (circa 32 euro). Oppure l’Ortovox First Aid Waterproof Mini (circa 35 euro).

Da non dimenticare, infine, il bracciale da sopravvivenza che vi permette di avere al polso 12 metri di robusto cordino, bussola, fischietto e acciarino accendi fuoco (circa 14,99 euro su Amazon).

Come chiedere aiuto in montagna
Per richiedere soccorso in caso di necessità, è fondamentale conoscere le procedure internazionali. Per la segnalazione acustica con il fischietto:
- Emettere 6 fischi al minuto: 1 fischio ogni 10 secondi per 1 minuto.
- Effettuare una pausa di 1 minuto.
- Ricominciare la sequenza.
La risposta dei soccorritori è convenzionalmente di 1 segnale ogni 20 secondi.
Pronti a tutto: l’importanza del Primo Soccorso
Secondo i dati del CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) ogni anno oltre il 12% degli interventi di soccorso è determinato non da incidenti ma da malori: infarti, shock anafilattici, colpi di calore e altro.
Per la nostra e altrui sicurezza è una buona idea essere in possesso delle conoscenze per iniziare delle procedure di Primo Soccorso. Questo vuol dire essere in grado di:
- Esercitare una rianimazione cardiopolmonare.
- Mettere una persona incosciente in posizione laterale di sicurezza.
- Operare la manovra di Heimlich su una vittima di soffocamento.
- Conoscere l’uso del defibrillatore (DAE).

Su tutto il territorio nazionale la Croce Rossa e diverse associazioni offrono Corsi di Primo Soccorso, strutturati in circa 16 ore teoriche e pratiche con rilascio di certificazione. Diffidate però dei corsi esclusivamente online: l’acquisizione di determinate competenze tecniche non può prescindere dalla prova pratica.