Ecco una Croazia lontana dalle mete di massa che puoi girare tranquillamente in camper salendo dal mare ai monti.
La Lika è una regione in cui natura, storia e curiosità s’intersecano per la gioia del viaggiatore pleinair. Il parco nazionale del Velebit settentrionale è il più recente e piccolo della Croazia, quello di Plitvice con i suoi laghi color smeraldo è il più antico e visitato del paese. Il nostro itinerario inizia a Senj (Segna, in italiano), i cui cinquemila abitanti godono il panorama sulla lingua di Mare Adriatico che li divide dalla prospiciente isola di Krk.
Acque tra le più trasparenti del Mediterraneo, tanto pulite da assomigliare a quelle dei più agognati paradisi d’Oltreoceano. Il merito è della bora, un vento ribelle e tenace che secondo un detto popolare “nasce a Segna, si sposa a Fiume e muore a Trieste” (ma nelle terre che furono della Venezia Giulia ci sono diverse varianti di questo proverbio).

Di certo esprime tutta la sua forza nel periodo invernale, quando le raffiche possono superare abbondantemente i duecento chilometri orari e rendere problematica la navigazione; d’estate perde d’intensità, porta refrigerio nei giorni più caldi e purifica l’aria, soprattutto dal tramonto all’alba. Nelle ore centrali della giornata si calma, “per il pranzo” dicono gli abitanti del Quarnaro. In bilico tra mare e montagna, Senj ha una storia antica, testimoniata da citazioni di geografi e storici fin dal IV secolo a.C.; su questa costa si avvicendarono Liburni e Romani, Goti e Bizantini, Avari e Slavi, i Croati e infine, come vedremo tra poco, gli Uscocchi.
La fortezza Nehaj
La poderosa fortezza Nehaj fu eretta nella seconda metà del Cinquecento sulla sommità del promontorio che le offriva un facile controllo di questo tratto di mare: costruita con materiale recuperato dalle rovine di vari edifici sacri, difese la città dalle incursioni degli Ottomani e dei Veneziani. Alta poco meno di venti metri, questa costruzione di forma quadrata è dotata di cinque torrette d’avvistamento collegate tramite il più classico dei cammini di ronda. Percorrendolo, lo sguardo spazia dall’abitato sottostante all’isola di Krk e dal litorale all’entroterra, brullo ma affascinante.
Al piano terra la fortezza custodisce i resti della chiesa medievale di San Giorgio, mentre salendo di sopra si può visitare una interessante esposizione che mette in mostra un plastico che illustra l’abitato nel Seicento e gli stemmi, gli abiti e la riproduzione in scala di un’imbarcazione in dotazione agli Uscocchi, gruppi di guerrieri che avevano lasciato i Balcani per sfuggire alla conquista dei Turchi.

Una volta giunti a Senj impararono a costruire navi in grado di spostarsi velocemente lungo la costa e compiere azioni piratesche, da cui per più di ottant’anni trassero sostentamento; non si piegarono alla Repubblica di Venezia e solo nel 1617, con l’intervento di Francia e Spagna, l’Austria – che li sosteneva – s’impegnò ad allontanarli dalla costa e a distruggere le loro navi.
Il loro ricordo rivive nelle Giornate degli Uscocchi, evento che per tre giorni, a luglio, manda in scena figuranti in costumi d’epoca: cavalieri impegnati in tornei, arcieri, musicanti e giullari. Altro evento unico è il Carnevale internazionale estivo, quest’anno giunto alla quarantanovesima edizione, che culmina con una spettacolare sfilata di persone provenienti da tutto il mondo. Ad agosto, per una settimana, musica, eventi e balli animano Senj di giorno e di notte, per la gioia di circa quindicimila
spettatori.
Il parco nazionale del Velebit
Chi preferisce la tranquillità può rifugiarsi in una delle tante baie isolate della costa… oppure spostarsi nell’entroterra e raggiungere il parco nazionale del Velebit settentrionale (in italiano la catena del Velebit è nota come Alpi Bebie). Fulcro dell’area protetta è il centro visite di Krasno Polje (siamo a circa trentacinque chilometri da Senj), con un’interessante esposizione articolata su quattro piani. Pannelli retroilluminati, fotografie e postazioni multimediali portano alla scoperta di un territorio selvaggio, vario e misterioso. Si ascolta il canto del bruco, si annusano piante e funghi, si approfondisce la storia di chi vive sui pascoli mungendo le mucche per produrre formaggi. Fotografie e filmati svelano le abitudini di
animali che vivono alla luce del sole o nelle viscere della terra: spugne, crostacei e gamberi perfettamente adattatisi al buio della vita sotterranea.

Dal mare ai monti
In questo territorio carsico sono state censite ed esplorate oltre centocinquanta grotte; la più famosa è la Lukina Jama, la più profonda del paese (e tra le venti più profonde del mondo): spingersi 1.400 metri sotto la superficie del suolo non fu un’avventura facile per i primi speleologi che la esplorarono affrontando il buio dei cunicoli angusti e gli scrosci delle acque sotterranee. Un mondo irreale e misterioso al quale oggi ci si avvicina senza bagnarsi né infangarsi, grazie a un inaspettato e spettacolare “ascensore ipogeo”, nel cuore della Velebit House.
Ci dirigiamo verso il rifugio Zavižan, che prende il nome dalla montagna (1.676 m) che lo sovrasta. La struttura ospita la più antica stazione meteorologica di montagna della Croazia e dal giorno della sua inaugurazione, il 1° ottobre 1953, fornisce all’istituto idrometeorologico di Zagabria dati preziosi, giacché la zona è oggetto di fenomeni naturali particolarmente intensi: venti, fulmini e tuoni, ma anche nebbie persistenti che vi languono da novembre a febbraio, quando più cospicue sono anche le precipitazioni nevose.
D’estate il parco svela il suo volto più colorato e turistico, soprattutto nel periodo delle fioriture. A tal proposito vale la pena visitare l’orto botanico del Velebit, situato a circa 1.500 metri di altitudine sulla strada solo in parte asfaltata che da Krasno Polje sale al rifugio Zavižan. Tra le cinquecento specie che vi crescono non mancano begli esemplari endemici come il garofano velebitico e la gialla degenia, simbolo del territorio tanto da campeggiare persino sul rovescio della moneta da 50 lipa, i centesimi della valuta croata (la kuna).

Le passeggiate sullo Zavižan
Sulle pendici dello Zavižan si sviluppa un percorso molto amato dagli escursionisti croati: il sentiero di Ante Premuži´c, l’ingegnere forestale che nella prima metà del secolo scorso lo ideò e si prodigò per renderlo agibile. Privo di significative difficoltà tecniche, l’itinerario misura cinquantasette chilometri di cui sedici all’interno del parco nazionale del Velebit settentrionale. Articolato tra il rifugio Zavižan e Baške Oštarije, il sentiero si sviluppa su un tracciato spesso fiancheggiato da muri a secco conducendo il camminatore fra cime e valli incantevoli, abitate da lupi, camosci, volpi e orsi.
Imbattersi nel plantigrado è un evento piuttosto raro; chi vuole vederlo e fotografare da vicino può recarsi a Kuterevo, borgo di poche case passato agli onori della cronaca per il Bear Refuge (quando è stato realizzato il servizio la stretta strada principaleche vi conduce era interrotta, costringendo gli autori a una lunga deviazione su un percorso inadatto a veicoli ingombranti – n.d.r.): qui, in recinti non particolarmente ampi, vivono cuccioli rimasti orfani e orsi adulti provenienti da zoo dismessi e non in grado di vivere autonomamente in natura, come ci spiegano alcuni volontari della struttura.

Il viaggio può proseguire per Otoˇcac, a circa diciotto chilometri da Kuterevo. Una delle principali attrazioni turistiche della cittadina è il fiume Gacka, nelle cui acque cristalline prosperano grandi trote che attirano pescatori da tutta l’Europa. Il corso d’acqua solletica l’interesse anche degli appassionati di canoa o di kayak: la facile discesa da ponte Tonˇcin a ponte Rogi´c consente di ammirare le ordinate campagne coltivate… e frotte di pennuti starnazzanti, chiaramente abituati alla presenza degli umani.
Lo Smiljan
Ci rimettiamo in marcia puntando a sud per raggiungere Smiljan, dove si trova il Memorial Center Nikola Tesla. Il geniale fisico nacque in questo villaggio nel 1856, “a mezzanotte esatta tra il 9 e il 10 luglio, durante una tempesta di fulmini” come viene sottolineato quasi a suggellare l’importanza dei suoi studi nel campo dell’elettromagnetismo. Il memoriale include la chiesa dei santi Pietro e Paolo – dove era impegnato il padre del ricercatore, sacerdote ortodosso – e la casa natale dello scienziato, che ospita una mostra multimediale permanente e le repliche di alcune sue grandi invenzioni.
Dal motore a corrente alternata agli oscillatori a radiofrequenza, dalla turbina senza pale agli strumenti che utilizzano campi magnetici rotanti, sono davvero numerosi e rilevanti i contributi che Tesla offrì al progresso umano. Nel laboratorio che riproduce quello che lo scienziato ebbe a Colorado Springs (nel 1884 era emigrato negli Stati Uniti, di cui presto prese la cittadinanza), più volte al giorno, si può assistere alla dimostrazione del funzionamento della bobina di Tesla, una serie di trasformatori in grado di creare scariche simili ai fulmini, di trasmettere energia e di accendere tubi fluorescenti. Il tutto senza che l’apparecchio sia collegato alla rete elettrica.

Il trionfo delle acque
Ultima imperdibile tappa del viaggio è il parco nazionale dei laghi di Plitvice, una straordinaria area protetta visitata ogni anno da un milione di turisti. Istituito nel 1949, dal 1979 rientra nei siti protetti dall’Unesco. Le acque di varie sorgenti sotterranee e quelle del Bijela e del Crna Rijeka – letteralmente, il fiume bianco e quello nero – formano sedici bacini principali, quattro nel livello inferiore (Donja) e dodici in quello superiore (Gornja). Qui si trova il Kozjak Jezera, il più esteso e profondo bacino lacustre; si può scarpinare sul periplo a piedi o attraversarlo comodamente seduti a bordo di battelli elettrici che fanno la spola da una riva all’altra.
Oltre ai laghi maggiori se ne contano numerosissimi più piccoli e più di novanta cascate (tra le più spettacolari la Veliki Slap, alta 78 metri) raggiungibili grazie a sentieri, a ponticelli e a passerelle di legno sopraelevate che consentono di attraversare le aree acquitrinose; si può scegliere di passeggiare su percorsi brevi e semplici o lunghi e impegnativi, sempre su sentieri ben segnati e abbracciati da boschi rigogliosi. Questa oasi verde è abitata da oltre centocinquanta specie di volatili, da una cinquantina di mammiferi… e dalla Regina Nera del Velebit: la leggenda vuole che un tempo la siccità mise a dura
prova i raccolti e così i contadini, disperati, invocarono la pioggia.
Ella accolse la loro preghiera scatenando un violento temporale che ingrossò i fiumi e formò i laghi. E a dispetto del nome della fantomatica figura fantastica, l’effetto che scaturì da tale magia è davvero idilliaco.

Informazioni pratiche
TRAGHETTI
Chi non parte dal settentrione può prendere in considerazione di traversare l’Adriatico su una delle possibili tratte. Tra le compagnie di navigazione che offrono vantaggi agli amici del Ranocchio, SNAV collega Ancona a Spalato garantendo uno sconto del 10% sui biglietti del titolare della tessera, dell’equipaggio e del veicolo (al netto di tasse e addizionali).
Per ottenere la riduzione si accede alla pagina della convenzione su www.pleinairclub.it o www.snav.it, inserendo il codice snavpleinairclub; in alternativa si può contattare il call center allo 081 4285555.
DOVE SOSTARE
Senj Camping Škver, Flipa Vuckasovića 5, tel. 00385/53/885266, visitsenj.com, kamp_skver@yahoo.com.
Una quarantina di piazzole affacciate sul mare, non ombreggiate, a circa 300 metri dal centro della cittadina, sotto la strada principale. Aperto da aprile alla fine di ottobre, è un buon punto d’appoggio per chi vuole visitare la regione o proseguire verso sud. La struttura dispone di elettricità, acqua e servizi sanitari (ma non di pozzetto di scarico), WiFi gratuito nei pressi della reception e in parte del campeggio; il supermercato più vicino si trova a breve distanza.
Il ristorante annesso alla struttura propone piatti di carne e di pesce e garantisce uno sconto del 10% agli ospiti del campeggio. Rakovica Camping Korana, Čatrnja 167, tel. 00385/53/751888, GPS 44°57’1,024” N, 15°38’28,705” E, www.np-plitvicka-jezera.hr/it/, info@np-plitvicka-jezera.hr. Aperto dal 1° aprile al 31 ottobre, il campeggio è consigliato a chi vuole visitare il parco nazionale dei laghi di Plitvice: l’ingresso più vicino si trova a circa sei chilometri dalla struttura, che fornisce a chi vi soggiorna il servizio gratuito di navetta con partenza alle 9 e rientro alle 17.
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