Il diabete di tipo 2, che insorge tipicamente nell’adulto, rappresenta il 90% dei casi di diabete. È una malattia cronica caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue ed è dovuta a un’alterazione della quantità o del funzionamento dell’insulina. Secondo gli ultimi dati Istat (2020) gli italiani affetti da diabete tipo 2 sono circa il 6% della popolazione, cioè quasi 4 milioni di persone, mentre nel 2021 l’International Diabetes Federation (IDF) ha calcolato che oltre 530 milioni di persone nel mondo tra 20 e 79 anni soffrono di questa condizione.
MENO CARBOIDRATI, PIU’ PROTEINE E GRASSI AL MATTINO
Frutto principalmente di uno scorretto stile alimentare, l’eccesso di zucchero nel sangue può in gran parte essere limitato proprio intervenendo sui comportamenti sbagliati. In tal senso, un recente studio canadese pubblicato sulla rivista American Journal of Clinical Nutrition, ha messo in luce come anche solo modificare la prima colazione possa incidere positivamente sul controllo del glucosio nei malati di diabete mellito. Preferire, infatti, alla classica colazione occidentale ad alto apporto di carboidrati (cereali, fette biscottate, pane, biscotti…) un pasto composto da uova e pancetta o formaggio, in cui prevalgano proteine e grassi, facilita la gestione della glicemia per l’intero arco della giornata. Ridurre le oscillazioni glicemiche post-prandiali e i rapidi cambiamenti del glucosio è, infatti, fondamentale per limitare l’infiammazione e le complicanze del diabete di tipo 2, comprese le malattie cardiovascolari, la principale causa di mortalità nei pazienti.
COLAZIONI A CONFRONTO
Ecco che il primo pasto della giornata può, da solo, fare molto, come emerge dall’esperimento che i ricercatori hanno condotto su 121 persone diabetiche partecipanti allo studio. Sono state divise in due gruppi e per 12 settimane a entrambi è stato chiesto di consumare una colazione da 450 calorie. Nel caso del primo gruppo, però, trattasi di colazione low carb, con appena 8 gr di carboidrati, 25 g di proteine e 37 g di grassi. Al secondo gruppo, invece, è stato consigliato un pasto ad alto contenuto di carboidrati, pari a 56 grammi, insieme a 20 g di proteine e 15 g di grassi.
Durante l’intera sperimentazione a tutti i partecipanti è stato fornito un dispositivo di monitoraggio continuo del glucosio. Ancora, prima e dopo le 12 settimane sono state loro effettuate analisi del sangue e misurati il peso e la circonferenza della vita. Il monitoraggio ha riguardato, infine, le sensazioni di sazietà ed energia dei partecipanti e i livelli di attività.
CAMBIARE UN SOLO PASTO PER STARE MEGLIO TUTTO IL GIORNO
Dall’incrocio di questi dati è emerso che mentre non vi erano differenze significative tra i due gruppi per peso, indice di massa corporea o circonferenza della vita, solo nel gruppo a basso contenuto di carboidrati è stata rilevata una marcata diminuzione dei livelli di zucchero nel sangue, al punto di consentire ad alcuni membri del gruppo di ridurre il ricorso ai farmaci. Così, nel gruppo della colazione “low carb” gli sbalzi glicemici sono stati molto più contenuti che per il gruppo dalla colazione “high carb”, suggerendo il potenziale benefico di consumare pochi carboidrati al mattino per stabilizzare gli zuccheri nel sangue durante l’intero giorno.
È emerso, poi, un altro dato di forte interesse: chi aveva consumato pochi carboidrati a colazione tendeva a mangiarne meno anche a pranzo e nel resto della giornata. Questo potrebbe suggerire che una colazione ricca di grassi e proteine, sebbene povera di carboidrati, possa avere un impatto sulle abitudini alimentari complessive.
In altri termini, anche se per un diabetico può risultare difficile stravolgere le proprie abitudini alimentari e seguire regole e privazioni rigorose, concentrare gli sforzi nella correzione di un solo pasto può rivelarsi estremamente utile!
Dr.ssa Debora Rasio
Medico, specialista in oncologia medica, ricercatrice presso la Sapienza Università di Roma, nutrizionista Rai, Mediaset e La7, autrice dei bestsellers “Death by Medicine” -Axios Press; “La dieta non dieta” -Mondadori- e il recente “La dieta per la vita” -Longanesi, vanta una notevole attività di ricerca anche all’estero – fra le collaborazioni quella con il Kimmel Cancer Center della Thomas Jefferson University di Philadelphia. Proprio l’attività come oncologa e i suoi studi nel campo della biologia molecolare l’hanno portata a interessarsi di alimentazione come strumento per tutelare la salute.
FONTI:
Barbara F. Oliveira, Courtney R. Chang, Kate Oetsch, Kaja Falkenhain, Kara Crampton, Matthew Stork, Malvinder Hoonjan, Thomas Elliott, Monique E. Francois, Jonathan P. Little. Impact of a Low-Carbohydrate Compared with Low-Fat Breakfast on Blood Glucose Control in Type 2 Diabetes: A Randomized Trial. The American Journal of Clinical Nutrition, 2023; DOI: 10.1016/j.ajcnut.2023.04.032