Dott.sa Debora Rasio

Medico, specialista in oncologia medica, ricercatrice presso la Sapienza Università di Roma, nutrizionista Rai, Mediaset e La7, autrice dei bestsellers “Death by Medicine” -Axios Press; “La dieta non dieta” -Mondadori- e il recente “La dieta per la vita” -Longanesi, vanta una notevole attività di ricerca anche all’estero – fra le collaborazioni quella con il Kimmel Cancer Center della Thomas Jefferson University di Philadelphia. Proprio l’attività come oncologa e i suoi studi nel campo della biologia molecolare l’hanno portata a interessarsi di alimentazione come strumento per tutelare la salute

Tecnologia e bambini: quanto tempo davanti agli schermi è troppo?

Indice

Uno studio spiega perché la tecnologia può fare male ai bambini, ma attenzione a non demonizzarla.

Durante la cosiddetta seconda infanzia, tra i 2 e i 5 anni, i bambini attraversano una fase cruciale dello sviluppo. È un periodo caratterizzato da trasformazioni che coinvolgono non solo l’aspetto fisico, ma anche la sfera emotiva e sociale. La formazione della personalità e l’evoluzione delle relazioni interpersonali sono elementi chiave di questa fase. Ma cosa succede se in quell’età della vita i bambini sono esposti troppo a dispositivi elettronici come telefoni, tablet, tv?

Uno studio recente (https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2815689) ha cercato di rispondere a questa domanda, esaminando l’impatto dell’uso prolungato di dispositivi elettronici sui bambini in età prescolare. La ricerca, condotta negli USA, analizzando i dati del National Survey of Children’s Health dal 2018 al 2021, ha coinvolto un ampio campione di bambini (quasi 50.000) di età compresa fra i sei mesi e i cinque anni. E i risultati destano preoccupazione: l’esposizione prolungata agli schermi, intesa come 2 o più ore al giorno per i bambini dai due ai cinque anni, sembra avere effetti negativi sul loro benessere psicologico. 

Il benessere psicologico dei bambini

Ma cosa si intende esattamente per “benessere psicologico” in un bambino? Gli studiosi hanno utilizzato il concetto di flourishing, termine che potremmo tradurre come “prosperità emotiva”. Si tratta di un mix di emozioni positive, relazioni sane e capacità di adattamento. Lo studio suggerisce che più tempo i bambini passano davanti agli schermi, meno probabilità hanno di raggiungere questo stato di benessere. Particolarmente colpiti sembrano essere i bambini tra i 3 e i 5 anni. Per loro, il rischio di sviluppare comportamenti problematici, come aggressività o iperattività, aumenta con ogni ora aggiuntiva trascorsa davanti a uno schermo. Per esempio, i bambini esposti agli schermi per quattro o più ore al giorno avevano quasi la metà delle probabilità di mostrare segni di prosperità emotiva rispetto a quelli che vi trascorrevano solo un’ora al giorno. Un problema significativamente acuito dalla pandemia. Durante il lockdown, la percentuale di bambini che trascorrevano più di quattro ore al giorno davanti a uno schermo, infatti, è aumentata notevolmente, soprattutto nelle famiglie meno abbienti.

Tecnologia: poca va bene

Dunque che fare? Tenere i bambini completamente lontani da smartphone, tablet e PC? Non per forza. Un dato interessante emerso dallo studio riguarda l’esposizione moderata alla tecnologia. I ricercatori hanno osservato che i bambini in età prescolare esposti agli schermi per circa un’ora al giorno mostravano livelli di benessere psicologico migliori rispetto sia a quelli che non erano esposti affatto, sia a quelli con un’esposizione superiore. Insomma, un uso moderato e controllato dell’hi-tech (non più di un’ora al giorno) potrebbe avere alcuni benefici per lo sviluppo infantile. La chiave è trovare un buon equilibrio, offrendo anche tante altre attività stimolanti e momenti di gioco che possano favorire il loro sviluppo emotivo. Ne saremo capaci?

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