Dott.sa Debora Rasio

Medico, specialista in oncologia medica, ricercatrice presso la Sapienza Università di Roma, nutrizionista Rai, Mediaset e La7, autrice dei bestsellers “Death by Medicine” -Axios Press; “La dieta non dieta” -Mondadori- e il recente “La dieta per la vita” -Longanesi, vanta una notevole attività di ricerca anche all’estero – fra le collaborazioni quella con il Kimmel Cancer Center della Thomas Jefferson University di Philadelphia. Proprio l’attività come oncologa e i suoi studi nel campo della biologia molecolare l’hanno portata a interessarsi di alimentazione come strumento per tutelare la salute

Pancia gonfia? La colpa potrebbe essere dei FODMAPS

Indice

La distensione addominale o meteorismo è un sintomo frequente che in alcuni individui può diventare addirittura invalidante.

L’eccessivo gonfiore può manifestarsi come disturbo isolato o essere associato a dolori, stitichezza e/o diarrea, in un quadro di sindrome del colon irritabile.

All’inizio vanno sempre ricercate ed eliminate eventuali possibili cause, quali ad esempio intolleranze alimentari come quella al lattosio o l’eccessiva crescita di batteri nell’intestino tenue detta SIBO o Small Intestinal Bacterial Overgrowth. Nella maggior parte dei casi, però, l’origine resta sconosciuta e le cure a base di  antibiotici o probiotici associate alle modifiche dietetiche comunemente prescritte non sembrano aiutare.

Oggi abbiamo ampia evidenza scientifica che nella maggior parte dei pazienti affetti da sindrome del colon irritabile una dieta a basso contenuto in FODMAPS apporta benefici.

Il termine FODMAPS è l’acronimo di alcuni carboidrati non assorbibili e fermentabili (Fermentable Oligo-, Di- Monosaccharides And Polyols) presenti negli alimenti vegetali che, se presenti in eccesso, possono essere digeriti dalla flora batterica intestinale con richiamo di acqua e produzione di abbondante idrogeno.

Sono FODMAPS i seguenti carboidrati:

Fruttosio: abbondante in miele, mele, pere, mango, anguria, sciroppo di fruttosio e agave;

Fruttani: presenti in carciofi, asparagi, cicoria, radicchio, barbabietola, lattuga, aglio, cipolle, porri, grano e segale;

Lattosio: presente nel latte e nei derivati non stagionati (il parmigiano è ok):

Galattani: contenuti nei legumi;

Polioli: di cui sono ricche le drupe o frutta con nocciolo come pesca, albicocca, ciliegie, prugne, susine e avocado, i funghi e tutti quei dolcificanti artificiali che terminano in -olo.

La lista degli alimenti vegetali da eliminare all’inizio è davvero lunga e potrebbe indurre a desistere. La restrizione, però, non dura per sempre, ma va attuata per un periodo massimo di 6-8 settimane al termine del quale gli alimenti banditi vanno gradualmente reinseriti valutandone di volta in volta, magari con l’ausilio di un diario alimentare, la tolleranza.

Dottoressa Debora Rasio
Nutrizionista presso l’ospedale Sant’Andrea
Università di Roma La Sapienza

Laureata in medicina e chirurgia e specialista in oncologia, Debora Rasio vanta una notevole attività di ricerca anche all’estero – fra le collaborazioni quella con il Kimmel Cancer Center della Thomas Jefferson University di Philadelphia. Proprio l’attività come oncologa e i suoi studi nel campo della biologia molecolare l’hanno portata a interessarsi di alimentazione come strumento per tutelare la salute. La Dott.ssa Rasio vanta inoltre collaborazioni con le trasmissioni televisive Uno mattina (RaiUno) e Cose dell’altro Geo (RaiTre), oltre a curare la rubrica settimanale Salute & Benessere su Radio Monte Carlo.

 

 

 

 

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