Dott.sa Debora Rasio

Medico, specialista in oncologia medica, ricercatrice presso la Sapienza Università di Roma, nutrizionista Rai, Mediaset e La7, autrice dei bestsellers “Death by Medicine” -Axios Press; “La dieta non dieta” -Mondadori- e il recente “La dieta per la vita” -Longanesi, vanta una notevole attività di ricerca anche all’estero – fra le collaborazioni quella con il Kimmel Cancer Center della Thomas Jefferson University di Philadelphia. Proprio l’attività come oncologa e i suoi studi nel campo della biologia molecolare l’hanno portata a interessarsi di alimentazione come strumento per tutelare la salute

Riattivare il metabolismo e dimagrire in estate: 4 sane abitudini

Indice

L’estate si avvicina e in tanti siamo tentati dalle lusinghe delle diete “miracolose”, ma piuttosto che cedere a soluzioni drastiche e spesso inutili, la chiave per dimagrire è adottare un approccio equilibrato e duraturo. Niente privazioni o restrizioni severe difficili da perseguire, ma quattro semplici abitudini da integrare nel proprio stile di vita per riattivare il metabolismo in modo sano e naturale. Le buone pratiche alimentari consentono di raggiungere risultati significativi con minore sforzo, sfruttando le tendenze naturali del corpo verso la salute e l’efficienza, anche metabolica.

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Accendere il metabolismo con vitamine e minerali

Vitamine e minerali sono cruciali per le reazioni biochimiche che trasformano il cibo in energia. Una loro carenza può rallentare il metabolismo, compromettendo il benessere generale. Le vitamine del gruppo B, ad esempio, sono fondamentali per il metabolismo energetico e la salute neuronale, agendo come coenzimi in numerosi processi metabolici. Minerali come magnesio, cromo e vanadio svolgono ruoli chiave nel metabolismo dei carboidrati e nel mantenimento di livelli stabili di glucosio nel sangue.

È quindi essenziale includere nella dieta quotidiana alimenti ricchi di questi preziosi micronutrienti, come frutta, verdura, cereali integrali, legumi, frutta oleosa e semi, senza tralasciare uova, pesce, carne e latticini di animali allevati a pascolo.

Se consumiamo cibi privi di sostanze nutritive, il nostro cervello continua a inviarci segnali di fame perché gli mancano vitamine e minerali. Ecco perché è bene evitare gli alimenti molto trasformati a livello industriale, ricchi di zuccheri, oli di semi e additivi che possono scatenare reazioni infiammatorie e attivare le aree del cervello coinvolte nella dipendenza, spingendoci a volerne sempre più.

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Proteine al momento giusto

Un’altra abitudine salutare consiste nell’incorporare una buona quantità di proteine nella prima parte della
giornata, particolarmente durante la colazione. Le proteine sono i veri “mattoni della vita”, fondamentali per ogni cellula del nostro corpo. Oltre a fornire materiali per la riparazione e la costruzione di nuovi tessuti, sono coinvolte in numerosi processi biologici, come la formazione di enzimi e ormoni, essenziali per il corretto funzionamento del nostro organismo.

A colazione fonti proteiche quali latticini, uova e frutta oleosa, abbinate a proteine vegetali come fiocchi di avena e pane di segale, forniscono all’organismo una buona dose di energia per iniziare la giornata e promuovono un senso prolungato di sazietà aiutando a regolare i segnali di fame.

Chi consuma poche proteine a colazione tende a mangiare di più nel corso della giornata. Al contrario, coloro che iniziano la giornata con una colazione ricca di proteine tendono spontaneamente a consumare porzioni più piccole a pranzo e cena. Questo perché, a differenza dei grassi e carboidrati, il nostro organismo ha un appetito innato più marcato per le proteine, rendendoci più sensibili alla loro assenza nella dieta.

Saziarsi con la fibra

Le fibre alimentari giocano un ruolo cruciale nel mantenere stabili i livelli di glucosio nel sangue e nel ridurre la fame. Prive di calorie, assorbono molta acqua, formando nel nostro intestino un gel che rallenta la digestione e l’assorbimento dei nutrienti.

Questo processo non solo mitiga l’ingresso di zuccheri nel flusso sanguigno ma induce anche una sensazione duratura di pienezza, facilitando la perdita di peso. Gli alimenti raffinati come pane bianco e pasta, invece, possono causare rapidi picchi di glicemia seguiti da bruschi cali, scatenando la sensazione di fame poco dopo il loro consumo.

Al contrario legumi e cereali integrali come quinoa, farro, orzo, segale, grano saraceno e riso integrale, mantengono più stabili i livelli di glucosio nel sangue aiutando a regolare l’appetito. Incorporarli nella dieta non solo aiuta a gestire il peso, ma migliora anche la salute generale, riducendo i rischi associati alle fluttuazioni glicemiche, fonte di stress ossidativo e infiammazione.

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Mangiare a ritmo circadiano

Un’abitudine salutare per riattivare il metabolismo è allinearsi al ritmo circadiano del nostro corpo, ovvero al ciclo naturale di luce e oscurità. Consumare la maggior parte delle calorie durante le ore diurne e limitare l’apporto calorico serale può fare una grande differenza. Una cena leggera e anticipata facilita il digiuno notturno, favorendo la riparazione e la rigenerazione cellulare. 

Il nostro corpo segue uno schema fisso di luce e buio che influenza l’elaborazione dei nutrienti a seconda dell’ora del giorno. Al risveglio, con livelli elevati di cortisolo e melatonina, la digestione risulta più impegnativa. Ecco perché è consigliabile aspettare un’ora prima di fare colazione, riducendo l’impatto di questi ormoni. Un recente studio ha dimostrato, per esempio, che posticipare la colazione e anticipare la cena, limitando l’assunzione di cibo in una finestra di 10 ore, migliora i livelli di energia, i valori di colesterolo e la pressione sanguigna.

Tuttavia, in linea con il principio di rispettare i ritmi circadiani, è preferibile evitare un consumo elevato di proteine e carboidrati durante la cena, optando per un pasto più leggero che aiuti il corpo a riposare meglio.

Il digiuno intermittente

Consiste nel limitare l’assunzione di calorie a una finestra temporale ristretta, permettendo al corpo di digiunare per almeno 13-14 ore tra la cena e la colazione successiva. Il digiuno intermittente supporta i cicli naturali legati ai ritmi circadiani che regolano il metabolismo, migliorando la digestione e riducendo l’infiammazione. Adottare una routine con una cena leggera e anticipata facilita questo processo, massimizzando i benefici del digiuno sulla salute metabolica.

Esso permette al corpo di utilizzare in modo più efficiente le proprie riserve energetiche, favorendo la perdita di peso e regolando i livelli di zucchero nel sangue. 
Il digiuno notturno migliora la qualità del sonno e riduce il reflusso acido, con effetti positivi come minore infiammazione, maggiore energia e memoria rafforzata.

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