L’Italia, secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero della Salute, è tra i paesi europei dove il problema è più urgente, con una percentuale di bambini in sovrappeso del 20,4% e di bambini obesi del 9,4%, compresi i gravemente obesi che rappresentano il 2,4%. Si tratta di bambini che hanno un’altissima probabilità di diventare degli adulti malati di diabete, tumori, problemi cardiovascolari e altri gravi malattie non trasmissibili. Per ribaltare questo destino gli adulti possono fare molto evitando che i più piccoli aderiscano alle cattive abitudini insite nel modello di vita dei paesi più benestanti e sviluppati.
LUCE ARTIFICIALE E PESO
Una di queste è l’esposizione alla luce artificiale di smartphone e schermi vari, tutti strumenti con i quali i più piccoli iniziano a familiarizzare fin da tenerissima età. Bene, già un’ampia letteratura dimostra che per gli adulti il mancato rispetto dei ritmi circadiani e di un’adeguata alternanza sonno- veglia porta nel tempo a prendere peso, ma solo di recente alcuni studi si stanno concentrando sullo stesso problema legato ai bambini.
UNO STUDIO SUI BAMBINI
È il caso di una ricerca condotta in Australia su 45 bambini in età prescolare, di età compresa tra 3 e 5 anni, frequentatori dell’asilo nido, che ha provato a collegare il peso corporeo al tempo di esposizione alla luce artificiale e alla luce naturale. I ricercatori hanno misurato l’indice di massa corporea (IMC) dei bambini, la durata e i tempi del sonno, l’esposizione alla luce artificiale e naturale e i livelli di attività fisica. I valori sono stati raccolti all’inizio dell’esperimento e replicati 12 mesi dopo.
Dopo la prima valutazione è emerso che i bambini che sin dalle prime ore del giorno erano esposti a luce proveniente da fonti artificiali avevano maggiori probabilità di avere un IMC più elevato. Quelli che, invece, durante il pomeriggio erano più esposti alla luce naturale tendevano ad avere un IMC più basso. Un anno dopo, i ricercatori hanno inoltre rilevato che i bambini con una maggiore esposizione alla luce artificiale avevano guadagnato più peso rispetto ai loro coetanei meno esposti.
NIENTE SCHERMI SOTTO I DUE ANNI
Sviluppare obesità – con le ricadute a livello emotivo e sociale – e disturbi del sonno sono solo alcuni dei rischi legati all’utilizzo eccessivo e/o scorretto da parte dei bambini delle tecnologie audiovisive e digitali, le cui evidenze scientifiche sono in aumento. Un’altra conseguenza è il disturbo del linguaggio. Per questo la raccomandazione è di limitarne l’accesso ai bambini e di evitarne del tutto l’uso tra i bambini al di sotto dei tre-quattro anni di vita. Ciononostante, i dati ci dicono che, almeno in Italia, è ancora molto diffusa l’esposizione alle tecnologie audio visive e digitali al di sotto dei due anni: il 34,3% dei bambini di età inferiore a 6 mesi, il 64,1% di quelli tra 6 e 12 mesi e il 76,4% dei bambini oltre l’anno di età passa del tempo davanti a TV, computer, tablet o telefono cellulare.
Dr.ssa Debora Rasio
Medico, specialista in oncologia medica, ricercatrice presso la Sapienza Università di Roma, nutrizionista Rai, Mediaset e La7, autrice dei bestsellers “Death by Medicine” -Axios Press; “La dieta non dieta” -Mondadori- e il recente “La dieta per la vita” -Longanesi, vanta una notevole attività di ricerca anche all’estero – fra le collaborazioni quella con il Kimmel Cancer Center della Thomas Jefferson University di Philadelphia. Proprio l’attività come oncologa e i suoi studi nel campo della biologia molecolare l’hanno portata a interessarsi di alimentazione come strumento per tutelare la salute.
FONTE: Cassandra L. Pattinson, Alicia C. Allan, Sally L. Staton, Karen J. Thorpe, Simon S. Smith. Environmental Light Exposure Is Associated with Increased Body Mass in Children. PLOS ONE, 2016; 11 (1): e0143578 DOI: 10.1371/journal.pone.0143578