Dott.sa Debora Rasio

Medico, specialista in oncologia medica, ricercatrice presso la Sapienza Università di Roma, nutrizionista Rai, Mediaset e La7, autrice dei bestsellers “Death by Medicine” -Axios Press; “La dieta non dieta” -Mondadori- e il recente “La dieta per la vita” -Longanesi, vanta una notevole attività di ricerca anche all’estero – fra le collaborazioni quella con il Kimmel Cancer Center della Thomas Jefferson University di Philadelphia. Proprio l’attività come oncologa e i suoi studi nel campo della biologia molecolare l’hanno portata a interessarsi di alimentazione come strumento per tutelare la salute

Il segreto per un sonno rigenerante e una mente serena? L’attività fisica.

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Uno studio rivela come l’esercizio fisico migliora la qualità del sonno e riduce lo stress, mentre la sedentarietà ha l’effetto opposto

Ammettiamolo, tutti desidereremmo svegliarci al mattino pieni di energia per affrontare la giornata nella maniera giusta. Non sempre però riusciamo nell’intento. Ma la soluzione potrebbe essere a portata di mano: uno studio pubblicato su Scientific Reports (https://www.nature.com/articles/s41598-024-56332-7) ha esplorato il legame tra qualità del sonno, salute mentale e stile di vita, scoprendo che a fare la differenza è… l’attività fisica. In pratica, se vogliamo svegliarci riposati e sentirci meglio durante il giorno, dovremmo farne di più.

Sebbene fosse già noto che l’attività fisica influenza la struttura del sonno, gli studi precedenti erano stati condotti principalmente in laboratorio, sollevando dubbi sulla loro applicabilità alla vita reale. In questo caso, invece, grazie all’uso di dispositivi indossabili come fit tracker e smartphone, i ricercatori hanno potuto misurare il sonno di 82 partecipanti, la loro attività fisica e anche l’umore. I risultati hanno evidenziato una forte correlazione tra attività fisica e struttura del sonno: sia l’attività fisica a bassa intensità che quella moderata e vigorosa erano associate a un aumento del sonno NREM (non-REM) e una diminuzione del sonno REM, nonché a un tempo più lungo per entrare nella fase REM. L’esercizio sembra quindi aiutare a consolidare le fasi di sonno più profondo prima di passare alla fase REM, durante la quale tendiamo a fare sogni vividi e il nostro cervello sembra essere attivo come quando siamo svegli. E ciò si traduceva in un maggiore senso di benessere per chi era attivo, che riportava infatti più energia, meno stress e la sensazione di aver riposato bene al risveglio. Esattamente il contrario di ciò che accadeva ai sedentari. 

Questo suggerisce che sia l’attività fisica leggera che quella moderata-vigorosa favorisce un sonno più profondo e rigenerante, riducendo anche il tempo necessario per addormentarsi. E, in una sorta di circolo virtuoso, sia svolgere esercizio fisico che dormire meglio si associano a una maggiore energia e a una riduzione dello stress il giorno dopo. Ecco perché se desideriamo migliorare la qualità del riposo, sentirci meglio e avere un umore più sereno, l’attività fisica potrebbe essere la chiave per raggiungere questi obiettivi. Al contrario, essere sedentari e fare poco movimento rischia di allontanarci dal raggiungimento di un più profondo benessere fisico e mentale, influendo negativamente sulla qualità del sonno e sulla nostra capacità di gestire lo stress quotidiano. 

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