Espresso, alla moka, americano, alla turca… Ognuno beve il caffè che preferisce e, contrariamente a quanto si possa pensare, l’italianissimo espresso non è nemmeno il più forte dal momento che una tazzina contiene mediamente 25-35 ml di bevanda a fronte dei circa 50 ml della moka e dei circa 200-250 ml dei “bibitoni” in tazza grande.
Un’ampia letteratura associa il consumo di caffè alla protezione dalle malattie neurodegenerative. Bere regolarmente fino a tre-cinque tazzine al giorno di caffè rallenta il declino cognitivo tipico dell’invecchiamento e contrasta lo sviluppo del morbo di Parkinson, dell’Alzheimer e di altre forme di demenza.
I meccanismi che conducono a questi benefici non sono ancora completamente chiariti ma passano per l’azione antiossidante, antiinfiammatoria, rigeneratrice sulle cellule del nostro sistema nervoso e di regolazione della produzione di neurotrasmettitori dei composti attivi presenti nel caffè.
Un recente studio condotto dall’Università di Verona e pubblicato sulla rivista Journal of Agricultural and Food Chemistry mette in luce un’altra importante azione protettiva del caffè: la sua capacità di inibire l’aggregazione e il deposito della proteina tau, un processo che è alla base dell’Alzheimer.
ALZHEIMER E PROTEINA TAU
La proteina Tau presiede all’eliminazione delle sostanze potenzialmente tossiche all’interno dei neuroni e il suo contributo è essenziale per far funzionare correttamente le cellule nervose. In presenza di malattie neurodegenerative, invece, le proteine Tau si aggrovigliano tra loro e precipitano nello spazio tra i neuroni, formando reticoli che danneggiano le cellule nervose. Per questo si presume che prevenire l’aggregazione delle proteine Tau possa incidere sulla riduzione dei sintomi delle malattie neurodegenerative. Con tale obiettivo i ricercatori hanno esaminato in vitro gli effetti sull’aggregazione delle proteine Tau dei vari composti presenti nel caffè.
CAFFE’ E PROTEINA TAU
Più nel dettaglio, dai chicchi di caffè sono stati estratti alcune molecole: caffeina e trigonellina (entrambe alcaloidi); teobromina (presente anche nel cioccolato); genisteina, uno dei flavonoidi del caffè. Queste molecole singolarmente, oltre all’estratto complessivo della bevanda, sono stati aggiunti in vitro alle proteine Tau e incubate per 40 ore. Trascorso questo arco di tempo è stato visto che con l’aumentare della concentrazione di estratto di espresso, caffeina o genisteina, gli aggregati di proteine Tau erano più corti e ricoprivano aree più piccole. I migliori risultati si sono avuti con l’estratto completo di espresso. Oltre che di dimensioni ridotte, questi reticoli di proteine Tau “trattati” con il caffè sono risultati atossici per le cellule del cervello e, soprattutto, non hanno innescato ulteriori aggregazioni a catena.
ALIMENTAZIONE E PREVENZIONE
Una scoperta importante che rafforza ulteriormente il ruolo dell’alimentazione nella prevenzione e nel contrasto delle malattie neurodegenerative. Via libera, dunque, fino alle tre /cinque tazzine di espresso al giorno – per chi le tollera – tanto più se il caffè che ingeriamo quotidianamente ci assicura non solo il pieno di energia, ma anche la protezione da tante malattie, Alzheimer incuso.
Dr.ssa Debora Rasio
Medico, specialista in oncologia medica, ricercatrice presso la Sapienza Università di Roma, nutrizionista Rai, Mediaset e La7, autrice dei bestsellers “Death by Medicine” -Axios Press; “La dieta non dieta” -Mondadori- e il recente “La dieta per la vita” -Longanesi, vanta una notevole attività di ricerca anche all’estero – fra le collaborazioni quella con il Kimmel Cancer Center della Thomas Jefferson University di Philadelphia. Proprio l’attività come oncologa e i suoi studi nel campo della biologia molecolare l’hanno portata a interessarsi di alimentazione come strumento per tutelare la salute.
FONTE: Roberto Tira, Giovanna Viola, Carlo Giorgio Barracchia, Francesca Parolini, Francesca Munari, Stefano Capaldi, Michael Assfalg, Mariapina D’Onofrio. Espresso Coffee Mitigates the Aggregation and Condensation of Alzheimer′s Associated Tau Protein. Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2023; DOI: 10.1021/acs.jafc.3c01072