“Sto bene, prendo solo la pasticca per la pressione”. Quante volte sentiamo ripetere questa frase, soprattutto da quanti hanno superato una certa età? In realtà non stanno tanto bene, perché è vero che l’ipertensione arteriosa – cioè la pressione alta, condizione che riguarda circa il 30% della popolazione mondiale – non è una malattia di per sé, ma è un fattore di rischio, un campanello di allarme che presagisce il possibile arrivo di malattie cardiovascolari, anche molto gravi come ictus e infarto.
In tanti si ritrovano, così, a “prendere la pasticca per la pressione”, laddove correggere stile di vita e alimentazione, nella gran parte dei casi, basterebbe a riportarla a livelli nella norma. Una nuova conferma in tal senso arriva da uno studio sull’efficacia dei carotenoidi, capaci di dimezzare il rischio di avere la pressione alta.
PIÙ CAROTENOIDI, MENO IPERTENSIONE
Lo studio in questione ha coinvolto oltre 11.000 adulti iscritti a NHANES, un programma di monitoraggio continuo dello stato di salute e nutrizionale delle persone che vivono negli Stati Uniti. Grazie a questa ampia disponibilità di dati, i ricercatori hanno potuto misurare la presenza di sei carotenoidi (alfa-carotene, beta-criptoxantina, luteina/zeaxantina, trans-licopene, trans-beta-carotene e cis-beta-carotene) nel sangue dei pazienti e confrontarla con i loro valori di pressione sanguigna.
Dall’incrocio dei dati è emerso chiaramente un rapporto inverso tra livelli di carotenoidi e pressione alta: laddove vi erano alti livelli di carotenoidi nel sangue, infatti, il rischio di ipertensione arteriosa era più che dimezzato!
FARMACI NATURALI
Perché, allora, dipendere da una pasticca quando abbiamo a disposizione dei veri e propri farmaci naturali, buoni, economici e facili da reperire? Patate dolci, zucca, carote, peperoni, rapa, pomodori, avocado, broccoli, cavoli, lattuga, spinaci, arance, limoni, meloni, albicocche, mango, papaia, nespole, pesche, ananas, pere, banane, kiwi, uova… Difficile che manchi nella dieta quotidiana un tocco di rosso, giallo, verde e arancione, tipico degli alimenti ricchi in carotenoidi.
GIALLO, ARANCIO, ROSSO, VERDE
La loro azione protettiva va oltre le malattie cardiovascolari poiché sono dei potenti antiossidanti e alcuni di loro possono convertirsi in vitamina A, un ormone essenziale per il corretto funzionamento del sistema immunitario. Sono alleati molto validi anche nella prevenzione dei tumori e delle infezioni. Tra i carotenoidi il beta carotene, da cui dipende il colore arancio, è un potente antiossidante che ci aiuta ad affrontare meglio gli stress esterni, stimolare le difese immunitarie e contrastare i radicali liberi. Un altro asso della squadra dei carotenoidi è il licopene che conferisce al pomodoro il suo colore rosso, anch’esso efficacissimo i radicali liberi e nella prevenzione dei tumori, in particolare alla prostata. Così luteina e zeaxantina assorbono i raggi solari e proteggono l’occhio dall’invecchiamento.
È bene sapere che la cottura aumenta la liberazione dei carotenoidi dalle cellule vegetali e li rende più facilmente assorbibili. Ricordiamo, poi, che per funzionare al meglio i carotenoidi hanno bisogno di essere “accesi” dai grassi e per questo si consiglia di condire i cibi in questione con olio o burro, aggiunti a crudo o in cottura.
Dr.ssa Debora Rasio
Medico, specialista in oncologia medica, ricercatrice presso la Sapienza Università di Roma, nutrizionista Rai, Mediaset e La7, autrice dei bestsellers “Death by Medicine” -Axios Press; “La dieta non dieta” -Mondadori- e il recente “La dieta per la vita” -Longanesi, vanta una notevole attività di ricerca anche all’estero – fra le collaborazioni quella con il Kimmel Cancer Center della Thomas Jefferson University di Philadelphia. Proprio l’attività come oncologa e i suoi studi nel campo della biologia molecolare l’hanno portata a interessarsi di alimentazione come strumento per tutelare la salute.
FONTE: Inverse association of serum carotenoid levels with prevalence of hypertension in the general adult population. Xu Zhu, Mengshaw Shi, Hui Pang, et al. Front Nutr. 2022 Sep 29. doi: 10.3389/fnut.2022.971879