Gli emulsionanti sono un tipo di additivo ampiamente utilizzato negli alimenti trasformati per stabilizzare miscele di olio e acqua, migliorando la consistenza e la durata dei prodotti alimentari trasformati. Sono presenti in gelati, prodotti da forno, margarina, condimenti per insalata e salse. Il loro utilizzo riflette il ruolo più ampio degli additivi alimentari, sostanze che esaltano il sapore, preservano la freschezza e migliorano l’aspetto visivo e la texture dei prodotti alimentari trasformati, spesso a scapito della salute.
Uno studio recente ha messo in luce come gli emulsionanti alterino il microbiota intestinale, compromettendo la barriera mucosa protettiva e favorendo lo sviluppo di alterazioni metaboliche e infiammazione sistemica.
Il microbiota intestinale: un alleato della salute
Il microbiota intestinale, l’insieme dei microrganismi che popolano il nostro tratto gastrointestinale, svolge un ruolo essenziale nel mantenimento della salute. Un microbiota equilibrato favorisce la digestione, regola il sistema immunitario e protegge dalle infezioni. Per contro, uno squilibrio microbico, noto come disbiosi, è stato associato ad una serie di condizioni, tra cui obesità, sindrome metabolica, infiammazione intestinale, malattie cardiovascolari e persino malattie neurodegenerative.
Tra i batteri che vivono nel nostro intestino e il sangue esiste una barriera essenziale rappresentata dallo strato di muco che ricopre l’epitelio intestinale, che impedisce al microbiota di invadere i tessuti sottostanti. Tuttavia, l’integrità di questa barriera può essere compromessa da fattori esterni, tra cui il consumo di emulsionanti alimentari.
Lo studio
I ricercatori hanno somministrato ai topi con diete contenenti quattro emulsionanti comunemente usati: lecitina, esteri degli acidi grassi e del saccarosio, carbossimetilcellulosa e mono- e digliceridi. Hanno poi analizzato come questi composti influenzavano la barriera protettiva del muco intestinale e la diversità microbica.
L’effetto degli emulsionanti sul microbiota intestinale
Hanno scoperto che gli emulsionanti influenzano negativamente il microbiota intestinale attraverso diversi meccanismi:
1. Alterazione della diversità microbica
Tutti gli emulsionanti hanno dimostrato di ridurre la diversità del microbiota intestinale e indurre disbiosi, aumentando i batteri pro-infiammatori e diminuendo quelli benefici, destabilizzando così l’ecosistema intestinale.
2. Compromissione della barriera mucosa
Mono- e digliceridi assottigliano lo strato di muco che protegge l’epitelio intestinale. Questo favorisce l’invasione batterica nello strato di muco interno e aumenta il rischio di infezioni e infiammazioni locali e sistemiche.
3. Aumento della permeabilità intestinale
La disgregazione della barriera mucosa facilita il passaggio di sostanze tossiche come i lipopolisaccaridi (LPS) nel flusso sanguigno, scatenando infiammazione cronica a bassa intensità, una condizione che favorisce lo sviluppo di malattie croniche e dismetabolismo.
4. Disbiosi e sindrome metabolica
La carbossimetilcellulosa e gli esteri degli acidi grassi e del saccarosio hanno causato iperglicemia e iperinsulinemia negli animali provocando l’insorgenza di obesità, insulino-resistenza e disordini metabolici. Allo stesso modo, i mono- e digliceridi hanno alterato il metabolismo del glucosio e dei lipidi.
Proteggi la tua salute: limita gli emulsionanti e scegli alimenti freschi
Gli emulsionanti alimentari, approvati per l’uso alimentare per migliorare apparenza, consistenza e gusto dei prodotti trasformati, potrebbero rappresentare un rischio significativo per la salute, mediato dall’alterazione del microbiota intestinale e dalla compromissione della barriera mucosa, due condizioni associate ad aumentata permeabilità intestinale.
Per ridurre il rischio di disbiosi, infiammazione e disturbi metabolici, condizioni sempre più frequenti che aprono le porte alla maggior parte delle malattie, limitiamo il più possibile il consumo di alimenti altamente processati a favore, come sempre, di una dieta ricca di cibi freschi e naturali.