Dott.sa Debora Rasio

Medico, specialista in oncologia medica, ricercatrice presso la Sapienza Università di Roma, nutrizionista Rai, Mediaset e La7, autrice dei bestsellers “Death by Medicine” -Axios Press; “La dieta non dieta” -Mondadori- e il recente “La dieta per la vita” -Longanesi, vanta una notevole attività di ricerca anche all’estero – fra le collaborazioni quella con il Kimmel Cancer Center della Thomas Jefferson University di Philadelphia. Proprio l’attività come oncologa e i suoi studi nel campo della biologia molecolare l’hanno portata a interessarsi di alimentazione come strumento per tutelare la salute

Covid, la proteina spike erode la barriera protettiva del cervello

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Gli effetti osservati sul sistema nervoso centrale includono sintomi neurologici come mal di testa, nausea, vertigini, “nebbia cerebrale” (un corteo di sintomi caratterizzato da perdita della memoria, stanchezza e ridotta concentrazione), ictus e in rari casi encefalite.

Sembra, infatti, che il SARS CoV-2, il virus che origina il COVID-19, riesca a penetrare la barriera ematoencefalica che protegge il cervello dall’accesso di patogeni. In particolare, uno studio statunitense pubblicato dalla rivista Neurobiology of Disease ha visto che la barriera risulta permeabile alla proteina Spike, presente sulla superficie del virus e riprodotta dai vaccini mRNA. Essa, infatti, potrebbe scatenare in alcuni una risposta infiammatoria che erode le cellule endoteliali schierate ai confini esterni del nostro cervello, rendendolo più vulnerabile e potenzialmente esposto a malattie neurodegenerative come demenza senile e Alzheimer.  

IL TRAGHETTATORE DEL VIRUS

È ormai appurato che il virus SARS CoV-2 penetra nelle cellule facendosi traghettare dalla proteina ACE2 che è presente in tutti i tessuti del corpo e svolge un ruolo importante nel controllo della pressione sanguigna. Una volta entrato nelle cellule il virus scatena una forte risposta immunitaria diffondendo infiammazione a tutti i livelli. 

DIFESA DEL CERVELLO INDEBOLITA QUANDO ATTACCA SPIKE 

I ricercatori hanno estratto campioni post mortem di tessuto cerebrale da individui deceduti per trauma e senza patologie e da altri che erano stati affetti da ipertensione o da varie forme di demenza senile.

In questi campioni è stata cercata la presenza di ACE2 e ne è stata rilevata una maggiore concentrazione, particolarmente abbondante, in quelli provenienti dai malati di ipertensione e demenza. 

Dopodiché, gli scienziati hanno esposto un modello in vitro di barriera ematoencefalica alla proteina spike, il principale agente infettivo del virus. Tale esposizione alla proteina Spike ha reso più debole e permeabile la barriera protettiva del cervello.

LA NEUROINVASIONE DEL VIRUS

Se ne deduce che l’entrata in circolazione del SARS CoV-2 nel corpo, attraverso la proteina ACE2, può indurre una destabilizzazione della barriera cerebrale, minacciando le regioni chiave del nostro organo pensante. Quando s’indebolisce il cordone protettivo del cervello, infatti, aumenta di molto la possibilità di una “neuroinvasione” da parte del virus che spiegherebbe i problemi neurologici manifestati da pazienti COVID, anche molti mesi dopo la guarigione formale. Il rischio, inoltre, aumenta se è già presente una storia di ipertensione o demenza senile.

Dr.ssa Debora Rasio
Medico, specialista in oncologia medica, ricercatrice presso la Sapienza Università di Roma, nutrizionista Rai, Mediaset e La7, autrice dei bestsellers “Death by Medicine” -Axios Press; “La dieta non dieta” -Mondadori- e il recente “La dieta per la vita” -Longanesi, vanta una notevole attività di ricerca anche all’estero – fra le collaborazioni quella con il Kimmel Cancer Center della Thomas Jefferson University di Philadelphia. Proprio l’attività come oncologa e i suoi studi nel campo della biologia molecolare l’hanno portata a interessarsi di alimentazione come strumento per tutelare la salute.


FONTE: Tetyana P. Buzhdygan, et al. The SARS-CoV-2 spike protein alters barrier function in 2D static and 3D microfluidic in-vitro models of the human blood–brain barrier. Neurobiology of Disease, 2020; 146: 105131 DOI: 10.1016/j.nbd.2020.105131

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