Il rapporto c’è ma non tutti lo colgono: da un lato le malattie cardiovascolari, che ogni anno solo in Italia causano la morte di 220 mila persone (circa 25 persone ogni ora), dall’altro l’attività fisica che, invece, riduce il rischio di malattie cardiovascolari. Ma di cosa parliamo quando diciamo che l’attività fisica ci salva la vita? Una risposta ci arriva dal recente studio CardioRace (https://academic.oup.com/eurheartj/article/45/13/1127/7513891), secondo cui l’esercizio aerobico è quello che ci protegge meglio dalle malattie cardiovascolari. E gli esercizi con pesi ed elastici? Anche loro hanno una funzione benefica e protettiva, ma solo se combinati all’aerobica.
Aerobica e malattie cardiovascolari
Lo studio ha analizzato un campione di 406 adulti di mezza età, affetti da pressione alta e sovrappeso o obesità. Tutti i partecipanti sono stati suddivisi in 4 gruppi: 3 hanno seguito regimi di allenamento diversi – forza (pesi), aerobica o forza combinata ad aerobica – per un’ora, tre volte a settimana, per un anno, mentre il quarto gruppo è rimasto inattivo. I risultati hanno evidenziato che il gruppo che aveva svolto solo esercizio aerobico ha continuato a migliorare la propria capacità aerobica misurata dal test VO2max, che valuta il consumo massimo di ossigeno durante uno sforzo intenso su tapis roulant. Al contrario, il gruppo che aveva praticato solo allenamento per la forza non ha mostrato alcun miglioramento significativo in questo test, dando invece buoni risultati nei test di forza muscolare. Il gruppo che aveva svolto attività di forza e aerobica combinate ha ottenuto i migliori risultati, con un miglioramento sia della capacità aerobica che della forza muscolare. Prevedibilmente, il gruppo che non aveva seguito alcun allenamento non ha ottenuto benefici.
Sulla base di questi risultati, gli autori dello studio raccomandano di seguire le linee guida dell’OMS che consigliano almeno 150 minuti a settimana di esercizio aerobico moderato e due sessioni a settimana di allenamento di forza.
Non trascurare l’alimentazione
Altro dettaglio non trascurabile, nessuno dei gruppi ha mostrato riduzioni rilevanti nella pressione arteriosa, nel colesterolo cattivo o nel glucosio a digiuno. E questo ci dice che, sebbene l’esercizio fisico possa contribuire a migliorare alcuni aspetti della salute cardiovascolare, per massimizzare i benefici dell’esercizio e ridurre il rischio di malattie cardiache, è fondamentale abbinarlo a un’alimentazione mirata. In particolare, chi si allena regolarmente, dovrebbe aumentare l’apporto di proteine di alta qualità durante i pasti – specialmente a colazione e pranzo – per supportare la costruzione e il recupero muscolare.
Inoltre, è essenziale fare il pieno di micronutrienti provenienti da una varietà di frutta e verdura colorate per combattere l’infiammazione e fornire al corpo i composti benefici di cui ha bisogno. In alcuni casi, poi, strategie come il digiuno intermittente possono essere prese in considerazione per migliorare i fattori di rischio metabolico. Insomma, l’esercizio fisico e una sana alimentazione vanno di pari passo nel salvarci la vita.