Dott.sa Debora Rasio

Medico, specialista in oncologia medica, ricercatrice presso la Sapienza Università di Roma, nutrizionista Rai, Mediaset e La7, autrice dei bestsellers “Death by Medicine” -Axios Press; “La dieta non dieta” -Mondadori- e il recente “La dieta per la vita” -Longanesi, vanta una notevole attività di ricerca anche all’estero – fra le collaborazioni quella con il Kimmel Cancer Center della Thomas Jefferson University di Philadelphia. Proprio l’attività come oncologa e i suoi studi nel campo della biologia molecolare l’hanno portata a interessarsi di alimentazione come strumento per tutelare la salute

Cancro alla prostata: la dieta che dimezza il rischio di progressione

Indice

Uno studio rivela che aumentare il consumo di alimenti vegetali e ridurre leggermente quello di prodotti animali può dimezzare il rischio di progressione della malattia.

I benefici di una dieta a base vegetale per la salute sono arcinoti, ma se servisse un’ulteriore conferma, un recente studio condotto da ricercatori dell’Università della California, San Francisco, offre nuove evidenze sul ruolo protettivo di questo tipo di alimentazione contro la progressione del cancro alla prostata. 

Pubblicato sulla rivista JAMA Oncology (https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2818122), lo studio ha seguito più di 2.000 americani di età compresa tra 59 e 70 anni con cancro alla prostata non metastatico, arruolati in 43 cliniche urologiche tra il 1999 e il 2018. I partecipanti hanno completato un questionario completo su dieta e stile di vita tra il 2004 e il 2016. I ricercatori hanno misurato il consumo di alimenti vegetali utilizzando due indici specifici: l’indice di dieta a base vegetale complessiva (PDI) e l’indice di dieta a base vegetale sana (hPDI). Durante un follow-up mediano di 6,5 anni, sono stati osservati 190 casi di progressione del cancro alla prostata e 61 decessi per questa malattia.

Basta una porzione (in più) al giorno

Il rischio di progressione della malattia è stato ridotto del 47% nei partecipanti appartenenti al quintile più alto di consumo di cibi vegetali (il 20% della popolazione studiata che consumava più alimenti vegetali), rispetto ai partecipanti nel quintile più basso (il 20% della popolazione studiata che consumava meno cibi vegetali e più alimenti di origine animale).  

Inoltre, gli individui con tumore della prostata con un punteggio di Gleason di 7 o superiore che appartenevano al quintile più alto di consumo di una dieta vegetale sana avevano un rischio ridotto del 55% di progressione della malattia, rispetto a quelli nel quintile più basso di consumo della stessa dieta.

In pratica, anche solo consumare 1 o 2 porzioni extra al giorno di cibi vegetali sani, come verdure, frutta e cereali integrali, riducendo allo stesso tempo di poco l’assunzione di latticini e carne, permette una significativa riduzione del rischio. Per essere precisi, i partecipanti col punteggio più alto hanno consumato in media circa 1,9 porzioni in più di verdure, 1,6 porzioni in più di frutta, 0,9 porzioni in più di cereali integrali, 1,0 porzioni in meno di latticini, 0,4 porzioni in meno di grassi animali, quindi solo leggermente meno uova, carne e pesce. Insomma, nessuna rinuncia totale ma maggiore enfasi sui prodotti vegetali: un approccio semplice che permette di ottenere anche molti altri vantaggi per la salute già noti, come la riduzione del rischio di diabete, malattie cardiovascolari e mortalità complessiva.

Più vegetali per tutti

In conclusione, lo studio offre un’ulteriore prova del potere protettivo di una dieta ricca di alimenti vegetali, in questo caso per gli uomini con tumore alla prostata. Ma ci dice soprattutto che semplici modifiche delle abitudini alimentari quotidiane possono fare una grande differenza nel percorso di cura e nella qualità di vita di questi pazienti, rallentando la progressione della malattia verso stadi più avanzati. Un messaggio positivo che vale per tutti: aumentare il consumo di frutta e verdura di stagione è una scelta saggia per mantenersi in salute.

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