Dott.sa Debora Rasio

Medico, specialista in oncologia medica, ricercatrice presso la Sapienza Università di Roma, nutrizionista Rai, Mediaset e La7, autrice dei bestsellers “Death by Medicine” -Axios Press; “La dieta non dieta” -Mondadori- e il recente “La dieta per la vita” -Longanesi, vanta una notevole attività di ricerca anche all’estero – fra le collaborazioni quella con il Kimmel Cancer Center della Thomas Jefferson University di Philadelphia. Proprio l’attività come oncologa e i suoi studi nel campo della biologia molecolare l’hanno portata a interessarsi di alimentazione come strumento per tutelare la salute

Animali e alimentazione: il cibo sano adatto a loro

Indice

Cani e gatti oggi si ammalano come gli esseri umani. Obesità, parodontite, problemi gastrointestinali, dermatiti, allergie, tumori, epilessia, diabete, problemi renali. Sempre più spesso emanano odori forti e hanno alito cattivo, pelo spento, feci maleodoranti, difficoltà nei movimenti. È il segnale di qualcosa che non va, e il primo posto dove guardare è nella loro ciotola. Vediamo la corretta alimentazione da utilizzare per questi animali.

IL MITO DELL’ALIMENTO “COMPLETO”

Da anni ci viene detto che l’unico modo giusto per nutrire un animale è usare crocchette o scatolette, bilanciate e formulate “scientificamente”. Eppure questi prodotti sono alimenti ultraprocessati: cotti a temperature elevate, privati dei nutrienti più delicati, pieni di additivi, conservanti, aromi artificiali. Sappiamo che nell’uomo questi cibi sono legati a malattie quali obesità, diabete, artrite, tumori. Perché dovremmo pensare che possano far bene ai nostri compagni pelosi?

CANI E GATTI: COSA MANGIANO PER NATURA?

Il cane è un onnivoro con una forte inclinazione carnivora ed è portato a una dieta prevalentemente proteica. Il suo apparato digerente lo dimostra: dentatura adatta a lacerare, stomaco estremamente acido, intestino corto. Tutto progettato per gestire carne e ossa, non biscotti secchi e poltiglie umide.

Il gatto è un carnivoro stretto. In natura, entrambi mangerebbero prede: carne, ossa, interiora, un po’ di erba o vegetali fermentati nello stomaco delle vittime. Nessun cereale soffiato, nessun olio vegetale raffinato, nessun additivo né “antiossidante di sintesi”.

È con l’avvento dell’industria alimentare per animali, circa mezzo secolo fa, che abbiamo iniziato a considerare “normale” una dieta a base di mangimi secchi e scatolette. Prima di allora gli animali di casa venivano nutriti con avanzi di cucina, ossa, frattaglie. E non esistevano patologie croniche diffuse come oggi.

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LA DIETA BARF

BARF è l’acronimo di Biologically Appropriate Raw Food, cioè “cibo crudo, adatto alla specie”. L’idea alla base è semplice: offrire all’animale un’alimentazione che rispecchi la sua natura evolutiva. Non una moda, quindi, ma un ritorno a ciò che ha sempre funzionato.

Nella pratica, la dieta BARF si basa su ingredienti freschi, crudi e non trasformati: carni muscolari, ossa polpose crude, frattaglie, uova, pesce, verdure, un po’ di frutta. Le proporzioni variano a seconda dell’animale, della taglia e delle esigenze specifiche, ma il principio resta uno: tornare al cibo vero. Niente alimenti processati, niente conservanti, niente farine vegetali. Solo ingredienti freschi, naturali e non cotti.

Una dieta BARF si compone generalmente di:

  • 70% di carne muscolare cruda (incluso il cuore, che è un muscolo) Fornisce proteine essenziali, amminoacidi e vitamine idrosolubili.
  • 10% di ossa polpose crude (collo di pollo, alette, cartilagini) Fonte di calcio, fosforo e altri minerali essenziali. Le ossa, in aggiunta, aiutano a mantenere i denti puliti e forti, e offrono un’attività masticatoria che stimola e rilassa l’animale. La percentuale del 10% è una base di partenza, ma non è rigida: alcuni cani digeriscono meglio con una quota leggermente più alta, anche fino al 12–15%. Ogni cane è diverso: osserva le feci e regolati di conseguenza (le ossa compattano le feci). 
  • 5% di fegato Fonte di vitamine liposolubili e idrosolubili, è uno degli organi più nutrienti e non dovrebbe mai mancare in una dieta cruda bilanciata.
  • 5% di altri organi (come reni, milza, trippa) Completano il profilo nutrizionale fornendo minerali essenziali e vitamine. La proporzione del 5% è un buon punto di partenza, ma può essere adattata alle esigenze specifiche dell’animale per coprire al meglio i fabbisogni nutrizionali.
  • 10% verdure crude frullate o cotte a vapore o fermentate e frutta. Gli alimenti vegetali aggiungono fibre e antiossidanti.

A questa base si aggiungono tuorli d’uovo crudi, pesce 1 volta alla settimana, olio di pesce (fonte di omgea-3, anche semplicemente dando da masticare le capsule gelatinose all’animale), kefir o yogurt naturale (per i cani).  

Le proporzioni sono indicative, ma è importante ricordare che la carne cruda è una fonte di proteine non denaturate, più utilizzabili rispetto a quelle cotte, per cui il cane si sazietà con meno cibo.

Due precisazioni importanti

la carne deve essere congelata per almeno una settimana prima di darla agli animali, per abbattere i rischi di contaminazioni parassitarie; la carne di maiale, invece, deve essere consumata solo previa cottura.  

Le quantità? In genere il 2-4% del peso corporeo dell’animale al giorno per i cani adulti, il 2-3% per i gatti. I cuccioli o gli animali molto attivi hanno bisogno di più, circa il 5-7% del loro peso.  

Non è obbligatorio seguire una dieta 100% cruda in modo rigido. 

Se si ha un budget limitato, poco tempo per preparare i pasti o spazio ridotto per conservare gli alimenti, si può affiancare al crudo anche cibi minimamente lavorati ma nutrizionalmente completi come riso o miglio cotti, aumentare le porzioni di verdure e inserire dello yogurt bianco al naturale come fonte di calcio.

Anche una piccola parte di crocchette di qualità, con ingredienti  semplici e senza additivi inutili, può aiutare a bilanciare e semplificare la gestione quotidiana. L’importante è che il pasto copra i fabbisogni nutrizionali dell’animale.

IL POTERE DEL CRUDO: IL CASO POTTENGER

Negli anni Trenta del secolo scorso il medico americano Francis Pottenger condusse un esperimento con oltre 900 gatti, suddivisi in due gruppi. Ai primi somministrò carne cruda e latte crudo; ai secondi, carne cotta e latte pastorizzato. I gatti nutriti con cibo cotto svilupparono deformazioni ossee, ridotta fertilità, allergie, malattie croniche, peggiorando di generazione in generazione. Anni dopo si è compreso che la carenza di taurina, un amminoacido essenziale per i gatti, è stata una delle principali cause di questi problemi. La taurina si degrada facilmente con la cottura: per questo i gatti, che non la sintetizzano da soli, hanno bisogno di carne cruda per restare in salute.

4 MOSSE PER APPROCCIARE LA DIETA BARF 

Il passaggio alla BARF va fatto in modo graduale. Per i cani bastano 4-5 giorni. Per i gatti serve più tempo: anche due settimane. Ogni animale ha il suo ritmo. Servono ascolto, osservazione, presenza. Gli effetti, spesso, sono evidenti da subito: feci compatte, pelo lucido, odore corporeo assente, più vitalità, energia e resistenza, risoluzione di allergie, ridotto rischio di malattie.

  1. Informarsi
Leggere, confrontare fonti, parlare con chi ha già fatto questa scelta. Non serve diventare esperti subito, ma è importante capire i bisogni nutrizionali di cani e gatti e cosa significa costruire una dieta “bilanciata”.
  2. Procedere gradualmente
Iniziare con pochi alimenti, facilmente digeribili, per poi ampliare la varietà. Nei cani bastano 4-5 giorni di transizione, magari mescolando il vecchio cibo con il nuovo cibo. Nei gatti ci vuole più pazienza: anche due settimane. La costanza è più importante della velocità.
  3. Osservare Le feci, il pelo, l’alito, l’energia. Ogni animale reagisce a modo suo. A volte servono piccoli aggiustamenti: meno ossa, meno frattaglie, o il cambio di una carne.
  4. Farsi accompagnare Conoscere un esperto in nutrizione animale naturale può aiutare. Anche chi è alla prima esperienza si sentirà più sicuro, e l’animale ne beneficerà.

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PREPARARE IN CASA LA PAPPA BARF

Per chi desidera avvicinarsi alla dieta BARF, ecco un esempio di pappa bilanciata adatta a cani adulti in buona salute. La preparazione può essere fatta in anticipo, porzionata e congelata, per avere sempre a disposizione un pasto naturale e vicino a ciò che il corpo del cane davvero riconosce. Un’avvertenza: è sempre consigliabile adattare la dieta alle necessità specifiche del cane con un esperto in alimentazione naturale.

Ingredienti base

1 kg di carne muscolare cruda: bovino, tacchino, pollo, agnello – anche in mix

300 g di cuore crudo: muscolo 

nobile, ricco di taurina e ben equilibrato in ferro e vitamine

200 g di fegato crudo: fonte preziosa di vitamina A, da usare sempre con misura

1 kg di verdure a foglia: bieta, 
spinaci, cicoria, lattuga romana, 
cavolo nero – da tritare finemente
o scottare leggermente

1 kg di verdure a radice: carote, 
zucca, pastinaca, barbabietola – 
crude o cotte a vapore, poi frullate

3 uova intere, con guscio:
il guscio apporta calcio biodisponibile, 
l’albume e il tuorlo offrono 
proteine, biotina e colina.

Preparazione

Frullare o tritare finemente tutti gli ingredienti, inclusi i gusci d’uovo. Porzionare in contenitori o sacchetti singoli, per un uso pratico e sicuro. Congelare: la pappa può essere conservata in freezer fino a 2 mesi.

Al momento del pasto

Scongelare e aggiungere un cucchiaio di olio extravergine. Servire a parte 
le ossa polpose crude, adatte alla taglia del cane (esempio: colli di pollo, 
ali carnose, carcassa di coniglio).

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