In uno studio sui topini l’assunzione di fibre di semi di lino modifica in senso positivo la composizione del microbiota, migliora la salute metabolica e protegge dall’obesità indotta dalla dieta.
L’insieme degli organismi che vivono nel tratto digestivo prende il nome di microbiota intestinale e svolge un ruolo importante nella regolazione del peso corporeo e nel modo in cui le cellule del corpo utilizzano il glucosio e i grassi.
I batteri intestinali scompongono la fibra alimentare – un processo chiamato fermentazione – producendo acidi grassi benefici che entrano nel circolo sanguigno e migliorano il metabolismo, ottimizzano il funzionamento del sistema immunitario e nervoso e possono ridurre la deposizione di tessuto adiposo nel corpo.
I semi di lino svolgono numerose azioni positive sulla salute grazie alle loro proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, antitumorali, immunostimolanti e di supporto alla funzione cognitiva. In aggiunta, contribuiscono a ridurre la glicemia, il colesterolo e la pressione sanguigna.
Uno studio condotto su animali ha voluto approfondire il ruolo di questi piccoli semi nel contrasto all’obesità indotta da una dieta sregolata. A questo scopo i ricercatori hanno assegnato ai topini quattro diete diverse:
- con normale apporto di grassi e con il 4,6% di fibre da soia (“controllo”);
- ricca di grassi e senza fibre (“ricca di grassi”);
- ricca di grassi e con il 10% di fibra di cellulosa indigeribile (“cellulosa”);
- ricca di grassi e con il 10% di fibre di semi di lino (“semi di lino”).
Alla fine di 12 settimane (l’equivalente di qualche anno per gli esseri umani), il gruppo con dieta ricca di grassi era aumentato di peso e aveva nell’intestino un numero ridotto di batteri associati a salute metabolica, livelli più bassi di acidi grassi benefici e un aumento dei batteri legati all’obesità, rispetto agli altri gruppi.
Il gruppo “semi di lino” era più attivo fisicamente e aveva avuto un minor aumento di peso, rispetto agli altri gruppi con una dieta ricca di grassi. I topini che hanno ricevuto i semi di lino avevano anche un migliore controllo del glucosio e livelli di acidi grassi benefici paragonabili al gruppo di controllo sano.
I ricercatori hanno poi dimostrato che i batteri intestinali fermentano le fibre dei semi di lino producendo acidi grassi che influiscono positivamente sul metabolismo dell’ospite aumentando il dispendio energetico e riducendo l’obesità, nonché migliorando la tolleranza al glucosio.
Aggiungere un cucchiaio di semi lino macinati alla dieta quotidiana rappresenta un passo semplice dalle molteplice azioni benefiche sull’intestino, non ultima quella di poter contrastare gli effetti metabolici di una dieta non proprio “perfetta”.
Dr.ssa Debora Rasio
Medico, specialista in oncologia medica, ricercatrice presso la Sapienza Università di Roma, nutrizionista Rai, Mediaset e La7, autrice dei bestsellers “Death by Medicine” -Axios Press; “La dieta non dieta” -Mondadori- e il recente “La dieta per la vita” -Longanesi, vanta una notevole attività di ricerca anche all’estero – fra le collaborazioni quella con il Kimmel Cancer Center della Thomas Jefferson University di Philadelphia. Proprio l’attività come oncologa e i suoi studi nel campo della biologia molecolare l’hanno portata a interessarsi di alimentazione come strumento per tutelare la salute.
Fonte:Tulika Arora, Olga Rudenko, Kristoffer Lihme Egerod, et al. Microbial fermentation of flaxseed fibers modulates the transcriptome of GPR41-expressing enteroendocrine cells and protects mice against diet-induced obesity. American Journal of Physiology-Endocrinology and Metabolism, 2018; DOI: 10.1152/ajpendo.00391.2018