Dott.sa Debora Rasio

Medico, specialista in oncologia medica, ricercatrice presso la Sapienza Università di Roma, nutrizionista Rai, Mediaset e La7, autrice dei bestsellers “Death by Medicine” -Axios Press; “La dieta non dieta” -Mondadori- e il recente “La dieta per la vita” -Longanesi, vanta una notevole attività di ricerca anche all’estero – fra le collaborazioni quella con il Kimmel Cancer Center della Thomas Jefferson University di Philadelphia. Proprio l’attività come oncologa e i suoi studi nel campo della biologia molecolare l’hanno portata a interessarsi di alimentazione come strumento per tutelare la salute

La luce di monitor e display ci accorcia la vita

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L’esposizione prolungata alla luce blu, quella emanata dal telefono, il computer e altri apparecchi di uso comune, potrebbe influire sulla longevità. È quanto suggerisce un recente studio della Oregon State University pubblicato su una rivista del gruppo Nature che ha visto come le lunghezze d’onda blu prodotte dai diodi che emettono la luce dai monitor danneggino le cellule del cervello e le retine. La sperimentazione è stata condotta su moscerini della frutta (Drosophila melanogaster), organismi ampiamente utilizzati in ricerca poiché condividono i meccanismi di sviluppo cellulare con molti altri animali, uomo incluso.

LUCE DANNOSA ANCHE SENZA VEDERLA
Nello specifico, gli studiosi hanno esaminato in che modo i moscerini hanno risposto all’esposizione giornaliera a 12 ore di luce a LED blu – simile alla lunghezza d’onda blu prevalente nei dispositivi come telefoni e tablet – scoprendo che tale condizione ha accelerato il loro invecchiamento. I moscerini soggetti a cicli giornalieri di 12 ore di luce blu e 12 ore di oscurità hanno, infatti, avuto vite più brevi rispetto a quelli nell’oscurità totale o quelli esposti alla luce con lunghezze d’onda blu filtrate. Ancora, gli animaletti esposti alla luce blu hanno mostrato danni alle loro cellule retiniche e ai neuroni cerebrali. Anche la capacità motoria è risultata compromessa: ad esempio, si sono mostrati meno capaci di svolgere un comportamento comune come arrampicarsi sulle pareti dei loro recinti. Ciò che più ha sorpreso i ricercatori è che persino moscerini mutanti privi di occhi hanno mostrato danni cerebrali e motori, segno che la luce blu è dannosa anche senza colpire direttamente gli occhi! 

CONFONDERE LA NOTTE CON IL GIORNO
Lo studio descritto è conferma ulteriore dell’importanza di garantirsi un’esposizione adeguata alla luce naturale la quale svolge un ruolo chiave nell’alternarsi dei ritmi circadiani, quei processi fisiologici vitali che, nell’arco delle 24 ore, garantiscono l’attività cerebrale, la produzione di ormoni, la rigenerazione cellulare. Rispetto ai naturali ritmi biologici l’eccessiva quantità di luce blu che arriva alla retina a causa delle troppe ore che trascorriamo davanti ai monitor, risulta eccessiva e fuori fase. La luce blu, infatti, altera il nostro equilibrio ormonale facendo credere al cervello che sia giorno e sopprimendo, così, la produzione di melatonina, l’ormone coinvolto nella regolazione del ciclo sonno-veglia e della sincronizzazione dell’attività delle nostre cellule. La soppressione della produzione di melatonina interferisce negativamente sul funzionamento delle cellule e, quindi, sulla nostra salute anche perché svolge un’importante funzione antiossidante e anti-tumorale e i suoi livelli tendono e declinare con l’età. L’uso prevalente dell’illuminazione a led dei display, inoltre, induce la morte irreversibile dei fotorecettori della retina e da qui a pochi anni rischia di diventare una delle principali cause di perdita della vista. 

PARADOSSI DI SALUTE
Gli stessi moscerini, potendo, hanno cercato di evitare la luce blu nel corso dello studio. Questo istinto degli animaletti a evitare qualcosa d’innaturale e dannoso evidenzia uno dei tanti paradossi del nostro modello di sviluppo: da una parte abbiamo aumentato drasticamente la durata della vita media rispetto a un secolo fa grazie a un più diffuso accesso al cibo, alle migliorate condizioni igienico-sanitarie e a nuove cure e terapie contro le malattie; dall’altra abbiamo, però, moltiplicato il tempo che trascorriamo alla luce artificiale che sempre più scopriamo essere dannosa per la salute.

COME PROTEGGERSI
Trovare uno spettro di luce più salutare da utilizzare nei nostri dispositivi tecnologici sarebbe un enorme aiuto da parte della scienza. Nel frattempo sono molte le azioni che possiamo svolgere per proteggere la salute in generale e quella degli occhi in particolare. Gli occhiali con lenti color ambra, ad esempio, filtrano la luce blu e proteggono le retine. Altri filtri fisici molti utili sono le apposite pellicole da applicare sugli schermi digitali. Inoltre telefonini, laptop e altri dispositivi possono essere impostati per ridurre le emissioni blu. Bisogna evitare assolutamente di guardare i nostri schermi al buio, ma circondarci sempre di una luce soffusa mentre li utilizziamo in modo da ridurre la dilatazione della pupilla e frenare l’assorbimento di luce blu da parte della retina.

 

FONTE
Daily blue-light exposure shortens lifespan and causes brain neurodegeneration in Drosophila. npj Aging and Mechanisms of Disease, 2019 DOI: 10.1038/s41514-019-0038-6

 

 

 

 

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