Avete mai sentito dire che l’intestino è il nostro secondo cervello? Questa affermazione, un tempo considerata bizzarra, sta ottenendo sempre più riconoscimento nel mondo scientifico. Lo dimostra, tra gli altri, un recente studio (https://www.sciopen.com/article/10.26599/FSHW.2022.9250162) che getta nuova luce su come il microbioma intestinale possa influenzare le nostre capacità cognitive e agire sui disturbi del sonno.
Il probiotico rilassante
Gli scienziati hanno esplorato l’effetto di un probiotico chiamato Bifidobacterium breve su alcuni topi da laboratorio sottoposti a privazione del sonno. Questo minuscolo batterio, che si trova comunemente nell’intestino umano e abbonda nei neonati allattati al seno, ha mostrato esiti sorprendenti. La ricerca ha infatti rivelato che i topi trattati con B. breve avevano prestazioni nettamente migliori nei test di memoria e comportamento. In particolare, eccellevano nel test di riconoscimento di oggetti nuovi, dimostrando una memoria più acuta rispetto ai loro compagni non trattati con il Bifidobacterium breve. L’assunzione di probiotici, inoltre, li aiutava a regolare i ritmi circadiani alterati dalla mancanza di sonno.
L’autostrada Intestino-cervello
Come funziona questa “magia” microscopica? In pratica, il Bifidobacterium breve CCFM1025 stimola la produzione di alcune sostanze nell’intestino, come il GABA, l’acido isovalerico -un tipo di acido grasso a catena corta – e il SAMe o S-adenosilmetionina, una molecola che partecipa a numerosi processi metabolici e che aumenta i livelli di alcuni neurotrasmettitori nel cervello, come la serotonina e la dopamina, migliorando il tono dell’umore.
Questi composti, a loro volta, sembrano essere in grado di “comunicare” con il cervello, influenzando processi importanti come la produzione di melatonina (l’ormone del sonno) e la regolazione del nostro orologio biologico interno, due fattori cruciali per un buon sonno e una mente lucida. Le analisi hanno anche rilevato cambiamenti nei livelli di alcune sostanze nel sangue e nell’espressione di geni legati al ritmo circadiano nel cervello dei topi. Non è tutto: gli autori della ricerca ritengono che i batteri intestinali potrebbero influenzare la mente attraverso molteplici vie, creando una vera e propria “autostrada” di comunicazione tra intestino e cervello.
Conclusione
Queste scoperte aprono nuove prospettive per il trattamento dell’insonnia e di altri disturbi del sonno. È possibile migliorare la qualità del sonno e le funzioni cognitive semplicemente modificando la nostra dieta o assumendo probiotici specifici. Diversi studi, ad esempio, hanno mostrato che il Lactobacillus reuteri, il Lactobacillus rhamnosus e il Lactobacillus casei possono migliorare la qualità e la durata del sonno nei bambini. Il “secondo cervello” potrebbe avere la chiave per mantenere il primo in perfetta forma, dimostrando ancora una volta quanto sia complesso e affascinante il nostro organismo.