Il diabete, in particolare quello di tipo 2, affligge oggi milioni di persone con livelli di diffusione pandemici, senza contare che la sua presenza aumenta il rischio di decesso nei pazienti malati di Covid-19. Dall’alimentazione, in particolare dal consumo di fibre, traggono enorme beneficio i diabetici che hanno bisogno di tenere sotto controllo i livelli di zucchero nel sangue. Se i cibi integrali sono tra le più ricche fonti alimentari di fibra, non tutti quelli che finiscono sulla tavola sono però davvero efficaci contro il diabete; alcuni, infatti, sono “integrali” o “integri” solo in apparenza, essendo stati trattati industrialmente al pari di molti altri alimenti “bianchi”, con effetti (negativi) simili sulla glicemia.
LE FIBRE RIDUCONO IL RISCHIO DI MORTALITA’
A dimostrarlo sono due recenti studi neozelandesi. Il primo ha passato in rassegna i dati sulle abitudini alimentari di oltre 8000 adulti affetti da diabete di tipo 1 e tipo 2 notando che coloro che consumavano più fibre registravano una significativa riduzione del rischio di morte prematura legata al diabete, rispetto a quanti conducevano una dieta più povera in fibre. Più nel dettaglio la riduzione fino al 35% del rischio di mortalità era associata a un consumo di circa 35 mg di fibra al giorno, quasi il doppio della media neozelandese di 19 mg giornalieri. Da qui la prima comune raccomandazione di mangiare abitualmente cibi a base di farine integrali, legumi, frutta e verdura.
RISULTATI INCONFUTABILI
Ma attenzione: questi sforzi potrebbero risultare in parte vani senza la giusta cura nella selezione dei cibi giusti. Non basta, infatti, che pasta, riso e pane presenti in dispensa siano “scuri”. È quanto suggerisce il secondo studio condotto sui dati raccolti da ben 42 precedenti analisi per un campione complessivo di 1789 persone adulte con prediabete, diabete di tipo 1 o di tipo 2, la cui dieta abituale è stata rafforzata con fibre e cereali integrali per almeno sei settimane. Tutti alla fine della sperimentazione avevano perso peso e ridotto i livelli di glucosio e colesterolo nel sangue. Si tratta di risultati ampi e inconfutabili frutto di oltre 40 anni di ricerca.
SCURO NON VUOL DIRE SEMPRE INTEGRALE
Ma i ricercatori si sono anche accorti che non tutti i cibi contenenti fibre producevano eguali benefici e che questi diminuivano con l’aumentare dei processi industriali ai quali venivano sottoposti i vari alimenti. In un ulteriore studio hanno selezionato un campione di pazienti affetti da diabete di tipo 2. Questi per due settimane hanno assunto alimenti integrali minimamente trasformati come avena integrale e pane integrale con chicchi a grana grossa (il tipico pane di segale “tedesco”. Poi, dopo un periodo di pausa, per altre due settimane hanno mangiato alimenti integrali più elaborati come avena istantanea e pane di farina integrale, cibi che insieme alla pasta “scura” o altri biscotti “ricchi in fibra” percepiamo erroneamente come salutari, ma sono ormai ultraprocessati al pari di tanti alimenti “bianchi”.
I CIBI INTEGRALI VERI FANNO ANCHE PERDERE PESO
Avvalendosi dei più raffinati strumenti di rivelazione dei livelli di glucosio nel sangue, gli studiosi hanno riscontrato un miglioramento della glicemia e una maggiore stabilità dei livelli di glucosio in quanti avevano consumato cereali integrali “veri” ovvero minimamente trasformati. I risultati migliori sono stati osservati in particolare dopo la colazione, il pasto in cui si verificava il maggior consumo di cereali integrali.
Risultato inatteso, poi, è stata la perdita di peso registrata in quanti avevano mangiato cibi più integri nonostante non fosse stato chiesto loro di stare a dieta e contenere l’apporto di calorie. Il peso medio è invece aumentato dopo due settimane di consumo di cibi integrali molto trasformati.
L’IMPORTANZA DI ESSERE CONSUMATORI CONSAPEVOLI
Questi due studi confermano ancora una volta che una maggiore assunzione di cibi ricchi di fibra come cereali in chicco, frutta intera, verdure a foglia verde o legumi è una scelta fondamentale per tutti coloro che devono confrontarsi con malattie come il diabete di tipo 1 o di tipo 2. A questo si aggiunge l’importanza di essere consumatori sempre più consapevoli capaci di distinguere la reale autenticità di ciò che finisce sulle nostre tavole, non tutto è oro ciò che luccica.
FONTI:
Dietary fibre and whole grains in diabetes management: Systematic review and meta-analyses. PLOS Medicine, 2020; 17 (3): e1003053 DOI: 10.1371/journal.pmed.1003053;
Whole-Grain Processing and Glycemic Control in Type 2 Diabetes: A Randomized Crossover Trial. Diabetes Care, 2020; dc200263 DOI: 10.2337/dc20-0263;
Carbohydrate quality and human health: a series of systematic reviews and meta-analyses. The Lancet, 2019; 393 (10170): 434 DOI: 10.1016/S0140-6736(18)31809-9
Dr.ssa Debora Rasio
Laureata in medicina e chirurgia e specialista in oncologia, direttore del master di II livello in Medicina Integrata presso l’Università Telematica San Raffaele di Roma, autrice del bestseller Mondadori “La Dieta Non Dieta”, Debora Rasio vanta una notevole attività di ricerca anche all’estero – fra le collaborazioni quella con il Kimmel Cancer Center della Thomas Jefferson University di Philadelphia. Proprio l’attività come oncologa e i suoi studi nel campo della biologia molecolare l’hanno portata a interessarsi di alimentazione come strumento per tutelare la salute.