Dott.sa Debora Rasio

Medico, specialista in oncologia medica, ricercatrice presso la Sapienza Università di Roma, nutrizionista Rai, Mediaset e La7, autrice dei bestsellers “Death by Medicine” -Axios Press; “La dieta non dieta” -Mondadori- e il recente “La dieta per la vita” -Longanesi, vanta una notevole attività di ricerca anche all’estero – fra le collaborazioni quella con il Kimmel Cancer Center della Thomas Jefferson University di Philadelphia. Proprio l’attività come oncologa e i suoi studi nel campo della biologia molecolare l’hanno portata a interessarsi di alimentazione come strumento per tutelare la salute

Chi soffre di reni corre una maggiore rischio di demenza senile

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C’è un collegamento tra la salute dei reni e quella del cervello? Il quesito è all’attenzione degli scienziati già da qualche anno dopo che diversi studi epidemiologici hanno messo in luce come gli anziani affetti da demenza senile venissero spesso da una storia di malattia renale cronica. A oggi sono già numerosi gli studi che forniscono riscontro a questa tesi, non ultimo questo dell’University of California che ha visto come le persone con malattia renale cronica corrano un rischio cinque volte superiore di soffrire di micro sanguinamenti cerebrali, cioè piccole emorragie, rispetto a chi ha una situazione renale nella norma. 

RENI E CERVELLO, UN LEGAME NON DEL TUTTO ESPLORATO

Per appurarlo i ricercatori hanno condotto una sperimentazione su topini e su cellule endoteliali cerebrali umane in coltura, oltre a confrontare tramite risonanza magnetica nucleare l’evoluzione nel tempo dei micro-sanguinamenti nel cervello delle persone con malattie renali e in quelle sane. 

L’urea è un sottoprodotto del processo di metabolizzazione delle proteine che si accumula nel sangue quando i reni non sono in grado di svolgere al meglio il loro compito. Le cellule endoteliali, invece, rivestono le pareti dei vasi sanguigni e, tra le altre, svolgono la funzione di costituire una barriera intorno al cervello che lo protegge da tossine, virus e frammenti batterici che circolano nel sangue. Esponendo le cellule endoteliali in coltura all’urea i ricercatori hanno visto che esse ne escono fortemente danneggiate e non più in grado di mantenere integra la barriera emato-encefalica.  

LA BARRIERA PROTETTIVA DEL CERVELLO SI DANNEGGIA

Ancora, è stato visto che i topini affetti da malattie renali presentavano il doppio dei micro-sanguinamenti nel cervello rispetto a quelli sani e, in generale, mostravano una maggiore permeabilità della barriera protettiva del cervello. Infine, l’ultimo dato rilevato dai ricercatori è che il 50% delle persone con malattie renali presentava micro-sanguinamenti, mentre tra i sani la percentuale scendeva al 10%.

Dettaglio assolutamente non trascurabile considerando che più sono frequenti queste micro-emorragie più ne esce compromessa la funzione cognitiva fino a degenerare in forma più o meno gravi di demenza senile.

ALIMENTAZIONE E STILE DI VITA: COME AIUTARE I NOSTRI RENI

Anche in questo caso stile di vita e alimentazione ci vengono in soccorso per cercare di assicurarci una vecchiaia in autonomia fisica e mentale. Nello specifico, la salute dei reni passa per tutto ciò che aiuta a controllare la pressione arteriosa. A partire da una regolare attività fisica, passando per una dieta con corretto apporto di proteine animali, povera di fruttosio (presente in succhi di frutta e bibite zuccherate) affettati, insaccati, affumicati, cibi ultratrasformati e contenenti fosfati (additivi che danneggiano fortemente i reni) e ricca di alimenti ad azione protettiva come cioccolato fondente, frutta secca oleosa, verdure e grassi “buoni” omega-3, dal forte potere antiossidante. 

Dr.ssa Debora Rasio

Medico, specialista in oncologia medica, ricercatrice presso la Sapienza Università di Roma, nutrizionista Rai, Mediaset e La7, autrice dei bestsellers “Death by Medicine” -Axios Press; “La dieta non dieta” -Mondadori- e il recente “La dieta per la vita” -Longanesi, vanta una notevole attività di ricerca anche all’estero – fra le collaborazioni quella con il Kimmel Cancer Center della Thomas Jefferson University di Philadelphia. Proprio l’attività come oncologa e i suoi studi nel campo della biologia molecolare l’hanno portata a interessarsi di alimentazione come strumento per tutelare la salute.


FONTE: Wei Ling Lau, Ane C. F. Nunes, Vitaly Vasilevko, et al. Chronic Kidney Disease Increases Cerebral Microbleeds in Mouse and Man. Translational Stroke Research. Volume 11, pages 122–134 (2020) doi: 10.1007/s12975-019-00698-8

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