Un itinerario tra i borghi del Molise aggrappati alla roccia. Caratteristica che li ha uniti per un obiettivo comune: cercare nuove opportunità per farsi conoscere
Indice dell'itinerario

È diventato virale sui social il tormentone “il Molise non esiste”. Seppur piccolo, il Molise esiste eccome. Nasconde piccoli tesori di arte e di natura che non hanno nulla da invidiare alle località più note e battute. Seguici in questo itinerario al Parco delle Morge e tra i borghi del Molise isolati sui monti e appollaiati su pinnacoli di roccia. Molti di questi paesi non dispongono di aree camper o campeggi. Ma i sindaci sono disponibili ad accogliere i turisti in camper offrendo un’accoglienza attenta e genuina.

Si scrutano a distanza i borghi dell’entroterra molisano. Ignorati dai grandi percorsi turistici e abitati da poche anime, si rivelano pieni di fascino, gelosi e fieri custodi di tradizioni popolari conservate con tenacia. In bilico su speroni rocciosi, questi paesi sono collegati tra loro da strade che impongono al visitatore tempi lenti, adatti alla riflessione. Perfetti per il viaggio pleinair, rendono impossibile la pratica del “mordi e fuggi” che altrove impera.

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Pietracupa, la Betlemme del Molise

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l’ingresso della chiesa madre a Pietracupa

Da Isernia si imbocca la strada statale Fondo Valle del Biferno. Quindi si prende lo svincolo per Fossalto. La strada che porta a Pietracupa è una sequenza di curve e tornanti. Si tratta della prima tappa del nostro itinerario. Scorgiamo un’enorme roccia fare capolino tra gli alberi mossi dal vento. L’area che unisce Pietracupa, Salcito, Bagnoli del Trigno e Trivento, è ricca di rocce di natura sedimentaria.

Si sono formate in ambiente marino, spinte in superficie dai movimenti tettonici della crosta terrestre milioni di anni fa. Queste rocce, chiamate morge risalgono per lo più all’era cenozoica. Sono esplose in tutta la loro bellezza e oggi sono rifugio per volpi, tassi e rapaci come la poiana, il nibbio bruno e lo sparviero.

La chiesa rupestre e il Cristo senza braccia

La Morgia di Pietracupa, è quella più sviluppata: intorno ad essa sorge il nucleo abitato con la chiesa di Sant’Antonio Abate del XIII secolo. Scendendo le scalette del belvedere si arriva alla grotta. Qui si può ammirare una bella chiesa rupestre (al momento chiusa e non visitabile). Essa custodisce un crocifisso cinquecentesco e un altare ricavato dalla macina di un vecchio mulino.

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la chiesa rupestre

Il Museo delle Torture

Le altre cavità ospitano il Museo della Rupe che raccoglie una nutrita riproduzione degli strumenti di tortura usati nel Medioevo. Un percorso espositivo di grande suggestione. Dalla balconata antistante la chiesa si gode un gran panorama sulle colline che abbracciano il borgo. L’intricato gomitolo di stradine che si dipana sotto alla principale Via Trento porta in Via San Rocco. Qui ci si imbatte in un piccolissimo Museo dei Ricordi (a ingresso gratuito su prenotazione). Al suo interno custodisce oggetti d’arredo, utensili da cucina e capi d’abbigliamento di una volta.

I pietracupesi nel mondo

Per capire il forte legame tra il paese e la comunità pietracupese all’estero vale la pena spendere anche una mezz’oretta al Museo dei Pietracupesi nel Mondo. Visitabile su prenotazione, racconta la storia del paese attraverso una ricca collezione di fotografie. Sono un centinaio le famiglie originarie di Pietracupa che oggi vivono e lavorano in New Jersey e nella vicinissima New York. Il paese si è dotato di un albergo diffuso che può ospitare fino a 12 posti letto.

Pietracupa è il capofila del Parco delle Morge nato nell’ottobre del 2014 con l’obiettivo di valorizzare e tutelare il patrimonio storico e paesaggistico di questo territorio. Rientrano nel parco anche i comuni di Limosano, San Biase, Montefalcone nel Sannio e Sant’Angelo Limosano. Pietracupa, che conta circa 200 residenti, è la sede di MoliHub, un polo tecnico giovanile che sostiene la nascita di start-up di giovani. L’obiettivo è quello di dare un nuovo impulso all’economia del Molise.

La Morgia di Pietravalle a Salcito

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la Morgia di Pietravalle dall’agriturismo Morgia dei Briganti

Nel territorio di Salcito sorge la Morgia di Pietravalle, la più ricca di cavità naturali e di fossili, la maggior parte dei quali pectinidi. Per questa ragione nel 2009 è nato – grazie all’interessamento dello storico e giornalista Roberto Colella e del professore Rocco Cirino  – un percorso che parte dall’agriturismo Morgia dei Briganti e arriva fino ai piedi della morgia. L’azienda propone una cucina tipica e genuina utilizzando prodotti della terra a chilometro zero (tel. 0874 418960).

L’arrampicata sulla Morgia Pietra Martino

Poco noto e pochissimo frequentato, l’interno del Molise regala al pleinair tutte le soddisfazioni del vero turismo di scoperta: un importante patrimonio culturale e sociale, un ventaglio di tradizioni popolari, un’accoglienza di stampo antico. Oltre alle escursioni a piedi e in mountain bike, ci si può cimentare nell’arrampicata sportiva sulla Morgia Pietra Martino a Salcito.

Le uscite, per un minimo di quattro persone, sono organizzate da Riccardo Quaranta (tel. 339 4360362, info@riccardoclimbing.com ). Chi sceglie il Molise per un weekend a tutta natura può trovare ottimi spunti nella guida Molise. Rocce da scalare, sentieri da percorrere di Andrea Imbrosciano e Riccardo Quaranta: è possibile richiederne una copia all’ufficio turistico della Provincia di Campobasso (tel. 0874 415662).

Continua il tour tra i borghi del Molise. Prossima tappa: Trivento.

La scalinata di Trivento

Percorrendo la strada provinciale da Salcito in circa dieci minuti si raggiunge Trivento, di cui si ammira soprattutto la cripta della cattedrale, raggiungibile attraverso la lunga scalinata di San Nicola. Intorno alla sua Morgia, che si trova fuori dal centro abitato, è stata realizzata un’area picnic attrezzata.

Santa Maria del Canneto a Roccavivara

Anche altri luoghi interessati dal percorso vantano tesori d’arte e artigianato: la chiesa di Santa Maria del Canneto del XII secolo a Roccavivara presenta uno splendido pulpito e una pregevole Madonna con Bambino risalente al 1300. Anche il giardino che lo circonda è degno di nota, per la ben tenuta area picnic e per le rovine di una villa romana adiacenti alla chiesa.

il murale “Il Molise non esiste” a Pietracupa

Il castello D’Evoli a Castropignano

Degno di nota è il castello D’Evoli a Castropignano che prende il nome dalla famiglia feudale che ne fu proprietaria per maggior tempo (dal 1345 al 1799). Sorge sulla cima di un ampio costone roccioso di natura calcarea che sovrasta la valle del fiume Biferno. Verso il V-IV secolo alcune tribù di sanniti crearono proprio qui un accampamento, luogo di rifugio e di difesa, cinto da mura megalitiche con una o più porte. Ma il maniero vero e proprio è di origine medievale, costruito nella prima metà del XII secolo dai normanni, probabilmente discendenti del Duca di Molise.

Adiacente al castello, sulla stessa spianata, sorgeva un’antica chiesa, probabilmente antecedente, che sovrastava una cripta composta da quattro ambienti. Le modifiche sopraggiunte nei secoli hanno in gran parte fatto perdere l’aspetto di castello medievale all’edificio, per il momento non visitabile, che oggi sembra più un palazzo signorile.

Oratino, il paese degli scalpellini

Percorrendo la strada statale 618 arriviamo a Oratino, borgo aggrappato a una rupe incastonato nella valle del Biferno. Prima di addentrarsi nell’intricato gomitolo di strade del nucleo antico con le casette di pietra bianca, vale la pena affacciarsi al belvedere e ammirare le rotte degli antichi tratturi, le vie d’erba che scendevano dall’Appennino, percorse dalle greggi. Passeggiando per via Piedicastello o attraversando Piazza Giordano, colpiscono i portali in pietra, come quelli di Palazzo Ducale e di Casa Giuliani – opera di scalpellini, scultori, pittori e indoratori oratinesi – i balconi e le balaustre delle dimore gentilizie. La chiesa di Santa Maria Assunta, più volte rimaneggiata, custodisce un pregevole affresco di Ciriaco Brunetti, L’Assunzione della Vergine, nella volta della navata centrale.

In prossimità della chiesa, di fronte all’antica Porta del Colle, si trova uno dei ristoranti più caratteristici della zona, Olmicello, con le mura di pietra, rustico ed elegante allo stesso tempo. Da provare l’antipasto “del trappito”, la pasta fatta in casa, il capretto con patate sotto la coppa (via Regina Margherita, 48; tel. 0874 38285, prezzo medio: 25 euro).

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Sosta camper nei borghi del Molise

Le località toccate dall’itinerario non dispongono di aree attrezzate. Ma molti Comuni si stanno organizzando per realizzare approdi per camper. Il pleinair, infatti, può diventare un’ulteriore opportunità di sviluppo turistico. Lo dimostra il successo d’iniziative che ogni anno richiamano visitatori itineranti da ogni parte d’Italia, come il raduno camper delle Maitunate organizzato ogni anno dagli amici del Club Campeggio Molise o il Cammina, Molise!, il trekking tra i borghi organizzato dall’associazione culturale La Terra.

È consigliabile contattare direttamente i comuni interessati per annunciare il proprio arrivo. Un comodo approdo per gli equipaggi che scelgono questo itinerario potrebbe essere Il Casino di Caccia a Montagano, a circa 23 chilometri da Oratino, un punto sosta dotato di acqua ed elettricità che organizza degustazioni e ristorazione su richiesta. Dispone di un orto biologico ed è un centro di addestramento di cani da tartufo (tel. 0874 503259 o 338 5215915, passard@libero.it).

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