Il Trentino è una destinazione top per le vacanze invernali in camper. Seguici in questo itinerario in Val di Fiemme
Indice dell'itinerario

Dove puntare il muso del camper per le vacanze sulla neve? La Val di Fiemme, circondata da montagne alte, rocciose e coperte di boschi, è una destinazione top per chi ama lo sci e le ciaspolate.

Le grandi foreste di Fiemme, da sempre, emozionano i visitatori della valle. L’esperto di leggende delle Dolomiti Karl Felix Wolff, nato nell’impero asburgico in territorio croato e altoatesino d’adozione, scrisse di “montagne fosche, alte e rocciose, coperte di boschi”, dove “si può camminare per giorni senza vedere anima viva”. Negli anni Sessanta il suo collega trentino Aldo Gorfer coniò un’immagine più dolce, quella della “miniera verde” dove l’industria del taglio degli abeti e della lavorazione del legno è da secoli un pilastro dell’economia e della società.

Lo sci in Val di Fiemme

In altre zone delle Dolomiti e del Trentino, da Madonna di Campiglio alla Val di Fassa, la montagna invernale è prima di tutto sci di pista. In Val di Fiemme, dove pure i comprensori di discesa del Cermis, di Pampeago e Predazzo e del Castelir di Bellamonte attirano migliaia di appassionati, le cose da fare sono molte di più. Per scoprirlo, dal piazzale del Castelir, dove gli sciatori s’imbarcano sulla cabinovia che sale verso il comprensorio sciistico del Passo Lusia, basta calzare le ciaspole e imboccare la stradina innevata che inizia alle spalle del ristorante El Zirmo.

Il percorso non è segnato ma è evidente, ed è quasi sempre indicato dalle tracce lasciate dai ciaspolatori e dagli sci alpinisti che sono passati prima di noi. La strada sale con qualche svolta nel bosco, si allontana progressivamente dalle piste di discesa, guadagna quota seguendo un largo crinale. Un cartello poco oltre 1.600 metri di altitudine annuncia l’ingresso nel Parco di Paneveggio-Pale di San Martino.

Poco più avanti, a un bivio, ci si tiene sulla destra, e si sbuca su una serie di radure innevate. Poi il tracciato rientra nel bosco di abeti, e sale obliquamente verso sinistra. L’ultimo tratto, su un comodo pendio, conduce ai 1.973 metri di Malga Canvere, un gruppo di piccole costruzioni in legno che offre uno straordinario panorama sulle Pale di San Martino. Gli edifici sono privati e chiusi, ma è possibile avvicinarsi e sostare al riparo dal vento. In salita si impiega da un’ora e mezzo a due ore. I camminatori più allenati possono proseguire a destra in direzione dell’ancora più panoramica Malga Bocche, che dista ancora una buona ora di cammino. La discesa sul viottolo di salita è rapida. Quando la cabinovia che sale dal Castelir alla Morea è in funzione, si può arrivare con pochissima fatica dall’impianto.

I percorsi con le ciaspole nella Valle

“La nostra valle è famosa nel mondo grazie allo sci nordico e per le piste di discesa, ma è un paradiso anche per chi utilizza le ciaspole” spiega Nadia Delvai, che cura per l’APT di Fiemme. Tra i percorsi consigliati con le racchette da neve ai piedi sono itinerari tra le magnifiche foreste dei Lagorai, come la lunga risalita della Valle delle Stue in direzione di Malga Cazzorga, ai piedi della Cima delle Stellune e della Cima delle Buse.

Un altro piacevole percorso, a piena immersione nella foresta di abeti, conduce dal Passo degli Oclini, ai piedi del Corno Bianco, verso i 1.923 metri del Passo Cugola, dove ci si affaccia dall’alto sui paesi di Daiano, Cavalese e Varena.

Nella stessa zona (siamo oltre il Passo di Lavazè, e quindi in Alto Adige), non c’è bisogno delle ciaspole per seguire il viottolo battuto che conduce in leggera discesa a Malga Gurndin, scende più nettamente alla Isi Hütte e poi risale fino al punto di partenza.

Tra le mete più invitanti per i visitatori della Val di Fiemme rientrano la meravigliosa passeggiata invernale in Val Venegia, che tocca l’omonima Malga e poi la Malga Venegiota, e quella che dal Passo Rolle sale alla Capanna Cervino e poi alla Baita Segantini, fantastico belvedere verso il Cimon della Pala e la Cima Vezzana. L’ultimo percorso citato viene regolarmente battuto d’inverno, e può essere quindi seguito senza ciaspole. Per le condizioni del tracciato in Val Venegia, e in particolare per il tratto da Malga Venegiota al Campigol della Vezzana e alla Baita Segantini, è bene informarsi prima di mettersi in cammino.

Non solo racchette

La Val di Fiemme, d’inverno, non è soltanto per chi va con le ciaspole. Il comprensorio del Castelir di Bellamonte, che si collega al Passo Lusia con le piste che scendono verso Moena, in Val di Fassa, offre agli appassionati della discesa ben ventuno piste per lo sci alpino. Se quelle che scendono sul versante di Fiemme sono quasi tutte larghe e facili (celebri la Castelir e la Fraine), dall’altra parte della cresta scendono “nere” impegnative come la Direttissima e il Canalone Tomba.

È interamente in Val di Fiemme il comprensorio bianco del Cermis, che si raggiunge in cabinovia da Cavalese. Qui la pista più celebre è un’altra nera, la Olimpia, che riporta gli sciatori fino alla base. Intorno al Paion del Cermis sono tracciati adatti ai principianti, e divertenti e tecniche piste rosse come la Prafiorì.

Il comprensorio più esteso di Fiemme, che interessa anche l’altoatesina Obereggen, include le località di Pampeago e Predazzo. Qui i tracciati riservati alla discesa sono ben trentacinque, di tutte le difficoltà e di tutte le esposizioni. La pista che scende dai 2.174 metri del Monte Agnello consente di scoprire le opere in legno del Museo all’aria aperta RespirArt, ideato dallo scultore Marco Nones e dalla giornalista Beatrice Calamari, e che viene arricchito ogni estate da opere di altri artisti di tutta Europa.


Nell’identità della Valle di Fiemme, però, ha un ruolo fondamentale lo sci nordico. Non a caso, i tracciati di fondo del Lago di Tesero e i trampolini di Predazzo, che hanno già ospitato per tre volte i campionati del mondo, nel 2026 saranno una delle sedi delle Olimpiadi invernali di Milano e Cortina.

Lo sci di fondo in Val di Fiemme

Complessivamente, in Val di Fiemme, gli appassionati del fondo hanno a disposizione centocinquanta chilometri di piste battute. Per chi ama il passo pattinato e le competizioni, la zona da non perdere è il Lago di Tesero, che dispone di una Scuola di Sci di Fondo e di vari tracciati. Grazie a un impianto di innevamento artificiale le piste sono normalmente aperte nerl periodo da dicembre a metà marzo, nonostante i soli novecento metri di altitudine.

La pista più nota è la Lago, lunga tre chilometri e mezzo. Passa da Tesero anche la pista della Marcialonga, utilizzata dalla più nota gran fondo italiana di questa disciplina (si veda il riquadro qui sopra) che si snoda per circa quindici chilometri da Molina di Fiemme a Predazzo; se si prosegue verso Moena e la Val di Fassa il tracciato raggiunge i trentacinque chilometri in ogni direzione. Chi lo vuole seguire a senso unico può utilizzare uno dei frequenti skibus.

La quota più elevata, tra 1.800 e 2.000 metri, fa del comprensorio del Passo di Lavazè una delle mete migliori delle Alpi per gli appassionati del fondo. Le piste, che interessano anche il vicino Alto Adige, si snodano verso Malga Ora, le pendici del Corno Bianco e il Passo Oclini. Sullo sfondo, verso nord, si alzano le pareti innevate del Latemar e del Catinaccio. A ovest, invece, compaiono i rilievi del gruppo Ortles-Cevedale e le Dolomiti di Brenta.

Cultura alpina

Dopo le ore trascorse sulle ciaspole o gli sci, la Val di Fiemme consente di scoprire notevoli opere d’arte. Il Palazzo della Magnifica Comunità di Cavalese, che ha preso la forma attuale nel Cinquecento, stupisce chi lo visita con i suoi intagli, i suoi soffitti lignei e con una bella collezione di quadri.

A Predazzo il Museo Geologico delle Dolomiti, inaugurato nel 2018, racconta la storia delle rocce delle Dolomiti e del Mulat, un vulcano estinto, e quella degli scienziati che hanno esplorato la zona. Riportano alla profonda fede della gente di Fiemme le numerose case affrescate di Predazzo e soprattutto gli affreschi della chiesa dei Santi Leonardo e Gottardo a Tesero.

Queste immagini sacre, dipinte tra il Cinquecento e il Seicento da artisti lombardi, altoatesini e trentini, sono state soprannominate la Cappella Sistina di Fiemme. Un paragone azzardato, che però non vi toglierà il piacere di una visita.

La Marcia Longa, longa, longa

Nelle valli di Fiemme e di Fassa, cinquant’anni fa, nacque una grande festa dello sport. Ideata nel 1970 da quattro amici trentini, la Marcialonga è diventata un appuntamento famoso nel mondo e un momento di identità e di aggregazione per le due valli solcate dalle acque dell’Avisio. «L’idea nacque quasi per scherzo su un volo charter che ci riportava in Italia dalla Svezia dopo aver partecipato alla Vasaloppet, la prima gran fondo europea» ci spiega Mario Cristofolini, ottantanove anni, ex medico e appassionato sciatore. Per lo sci nordico italiano e trentino era un momento importante.

Nel 1968, ai Giochi invernali di Grenoble, Franco Nones di Molina di Fiemme aveva vinto sulla 30 chilometri la prima medaglia d’oro del fondo italiano. Due anni dopo iniziano a darsi da fare Paolo “Nele” Zorzi, albergatore di Ziano di Fiemme, e due loro amici di Trento, Giulio Giovannini e Roberto Moggio. «Ognuno ci metteva del suo. Ci aiutarono la Provincia e le Scuole Alpine di Polizia e Guardia di Finanza».

La prima Marcialonga si corse nel 1971, e il successo fu sorprendente. «Ci aspettavamo tra cento e duecento partecipanti, e invece ne arrivarono circa mille. Poi aumentarono ancora. Non abbiamo fatto nulla di eroico, ma è stata una bella cosa» conclude il medico trentino.

Il programma dalle Marcialonga

Negli anni la manifestazione, in programma alla fine di gennaio, è diventata uno dei più attesi appuntamenti di questa disciplina, impegnando i partecipanti in un tracciato di settanta chilometri (la versione light ne conta quarantacinque) che si sviluppa tra Canazei e Molina di Fiemme. «Per le nostre valli la Marcialonga è un evento fondamentale… se non altro perché tutto il resto si ferma” spiega Angelo Corradini, presidente del comitato organizzatore dell’evento. «Il campanilismo tra i paesi di Fiemme e di Fassa scompare, e millecinquecento volontari si mettono al lavoro con un unico obiettivo».

Ma oggi la Marcialonga è anche un business. «Ogni anno partecipano più di seimila fondisti italiani e stranieri, e con loro ci sono migliaia di accompagnatori. Restano tre o quattro notti; molti s’innamorano della zona e tornano in altri momenti dell’anno. La studentessa Alice Varesco, nella sua tesi di laurea, ha calcolato che ogni anno la Marcialonga genera un fatturato di otto milioni di euro».

Sin dalle sue origini l’organizzazione della Marcialonga coinvolge centinaia di persone: medici e infermieri, addetti ai rifornimenti, volontari che si occupano di tante altre cose. Al momento di andare in stampa gli organizzatori ci assicurano che l’edizione 2021 si svolgerà regolarmente, benché la pandemia abbia imposto regole rigorose per i trasferimenti degli atleti, la riduzione del numero dei partecipanti e il divieto di transito della pista nei paesi. Quest’anno gli stranieri, scandinavi in testa, non hanno potuto e non possono al momento venire in Trentino. Ma la Marcialonga rimane una festa globale.

Informazioni pratiche

Dove sostare

  • Cavalese Agricampeggio Perlaie, Via Dolomiti 5, tel. 0462 342211, 340 8533149, www.agriturperlaie.it.
  • Parking Alpe Cermis, SS232, presso la funivia per l’Alpe Cermis. Dispone di acqua, pozzetto ed elettricità.
  • Predazzo Camping Fiemme Village, Località Bellamonte, tel. 327 1012394, www.fiemmevillage.it.
  • Area camper Fiemme, SS50, info@areacamperfiemme.com. Di nuova realizzazione, nelle vicinanze della piscina comunale. Punto sosta a pagamento dotato di acqua e scarico nel parcheggio P2 della funivia Latemar.
  • Risulta chiuso per questa stagione invernale il camping Valle Verde (Loc. Sotto Sassa 2, tel. 0462 502394, www.valleverde.it, info@campingvalleverde.it).

Cosa visitare

  • Cavalese Palazzo della Magnifica Comunità, Via Scario 1, tel. 0462 340812, www.palazzomagnifica.eu.
  • Varena Museo Casa Natale Antonio Longo, Via Antonio Longo 56, tel. 0462 340812.
  • Pampeago-Monte Agnello Museo all’aria aperta RespirArt, respirart.com.
  • Predazzo Museo Geologico delle Dolomiti, Piazza Santi Filippo e Giacomo 1, tel. 0462 500366, www.muse.it.
  • Museo Storico della Guardia di Finanza – Sezione Scuola Alpina di Predazzo, Via Fiamme Gialle 8, tel. 0462 501661.

Attività all’aria aperta

  • La Scuola di Sci e Snowboard Val di Fiemme (www.scuoladisci.net) ha sedi a Castelir di Bellamonte (tel. 0462 576164) e Predazzo (tel. 0462 502999); quella dell’Alpe di Pampeago si trova nel Comune di Tesero (tel. 0462 813337, www.scuolascipampeago.it), quella del Cermis a Cavalese (tel. 0462 341303, www.scuolascicermis.it).
  • Centro Fondo Passo di Lavazè, tel. 0462230447, www.lavaze.com.
  • Guide alpine della Val di Fiemme, Cavalese, tel. 338 3377348, www.guidealpinevaldifiemme.it.
  • Guide alpine Dolomites Experience, Daiano, tel. 348 8271988, www.guide-alpine.it.
  • Sports Center Lago di Tesero, tel. 0462 814064, www.centrodelfondo.com.

Prodotti tipici

  • Apicoltura Dolci sapori del bosco, Castello di Fiemme, tel. 329 0807952, www.dolcimomentidalledolomiti.com.
  • Caseificio Sociale Predazzo e Moena, Predazzo, tel. 0462 501287, www.puzzonedimoena.com.
  • Macelleria Dagostin, Varena e Castello di Fiemme, tel. 0462 340422, www.dagostin.it.
  • Maso dello Speck, Daiano, tel. 0462 342244, www.titospeck.it.

Informazioni utili

L’APT della Valle di Fiemme offre un servizio di Booking Center (tel. 0462 341419) e dispone di uffici turistici a Cavalese (Via Fratelli Bronzetti 60), Predazzo (Via Cesare Battisti 4), Tesero (Via Roma 35) e Ziano di Fiemme (Piazza Italia). Il portale www.visittrentino.info raccoglie informazioni generiche utili per programmare la trasferta nella provincia autonoma.

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