La Valle di Anterselva pullula di campeggi dove la sosta camper è anche un’occasione per ammirare panorami mozzafiato. Scopri di più sull’Alto Adige e costruisci il tuo itinerario tenendo a portata di mano la App PleinAir o la rivista digitale dove puoi consultare tutti i numeri arretrati di PleinAir. Non sei ancora abbonato? Clicca qui.
La valle di Anterselva, Antholzertal in tedesco, è un tappeto di prati e boschi che dalla Val Pusteria si distende per una quindicina di chilometri verso l’Austria. Grazie a una collocazione piuttosto defilata e alla scarsa antropizzazione (conta meno di tremila abitanti sparsi in piccoli borghi), la valle ha conservato una natura in gran parte ancora integra, modellata con cautela dal lavoro secolare dell’uomo.

La leggenda del lago
Si narra che un vecchio mendicante, dopo aver chiesto l’elemosina ai ricchi proprietari di tre masi e avendo ricevuto da loro solo del pane ammuffito si arrabbiò e disse: «Fra qualche giorno sgorgherà una sorgente dietro ognuna delle vostre case e vedrete cosa succederà!». Gli avari contadini non lo presero sul serio, ma di lì a poco il vaticinio si avverò e uscì fuori così tanta acqua da sommergere i masi e dare vita al Lago di Anterselva.
In realtà il bacino si è formato in seguito a ingenti frane che hanno interrotto il corso del torrente omonimo, proveniente dal vicino Passo Stalle al confine naturale fra Italia e Austria, ma di fronte alle sue acque immobili e cristalline, regno di trote e salmerini e avvolte nel silenzio ovattato delle montagne, non è difficile credere di essere in un luogo sbucato fuori da una favola.

Siamo a quota 1.642, nel cuore del Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina, che insieme al vicino parco nazionale austriaco degli Alti Tauri forma una delle aree protette più vaste d’Europa. Lo specchio lacustre, lambito da fitte foreste di larici, abeti e pini cembri, è il terzo più grande fra i laghi alpini dell’Alto Adige ed è alimentato da sorgenti sotterranee e piccoli affluenti che scendono dai massicci montuosi circostanti, come il Collalto e il Collaspro, le cui vette vanno ben oltre i tremila. Nelle calde giornate estive, quando il sole si fa sentire anche quassù, i più audaci non resistono alla tentazione di un bagno rinfrescante, un’esperienza assolutamente “da brividi”.
Una bella passeggiata di circa tre chilometri, adatta a tutti e praticabile anche con passeggini (alcuni tratti però sono in salita), gira intorno al lago offrendo scorci da cartolina ed è dotata di pannelli informativi su flora, fauna e geologia della zona. Uno dei punti più belli del percorso, e anche il più frequentato, è il grande prato di fronte al ristorante Platz am See, una distesa verde fra acqua e bosco ideale per relax e picnic. Per itinerari più impegnativi non c’è che l’imbarazzo della scelta, visto che tutta la valle è disseminata di sentieri di ogni tipo e difficoltà, alcuni dei quali fruibili anche in mountain bike.

A piedi e oltreconfine
Proprio nelle vicinanze del lago, ad esempio, seguendo il segnavia n. 7b si sale serpeggiando in mezzo alla foresta fino a raggiungere in un’oretta la Malga Steinzger, a 1.894 metri di quota, che offre cibo e bevande insieme a una vista grandiosa. Da qui si può continuare fino alla malga Obere Steinzger (2.076 m, senza ristoro), dove s’incrocia il percorso n. 7a che a destra traccia l’itinerario decisamente impegnativo, adatto ad escursionisti esperti, verso la cima della Croda Rossa (2.818 m), mentre a sinistra prosegue fino ad immettersi nel sentiero n. 7 che scende ai 2.052 metri di Passo Stalle, cerniera naturale fra la valle di Anterselva e l’austriaca Defereggental.
Il valico è facilmente raggiungibile anche con la strada che sale stretta e tortuosa dal Lago di Anterselva, aperta da maggio a ottobre (meteo permettendo) ma interdetta a pull-man, camper e caravan. Il transito, regolato da un semaforo, è consentito per un quarto d’ora alternativamente nelle delle due direzioni: dal trentesimo al quarantacinquesimo minuto di ogni ora verso l’Austria e dal primo al quindicesimo minuto verso l’Italia. Si può arrivare al passo anche con un servizio navetta, attivo tutti i giorni da metà maggio a fine ottobre, con partenza alle 9.30 dal lago altoatesino e ritorno alle 15 da Passo Stalle.

Il valico, un tempo luogo di passaggio per contadini, pellegrini e contrabbandieri, offre un panorama di quelli che non si dimenticano ed è una delle porte d’accesso al Tirolo Orientale e al parco nazionale Hohe Tauern, la più grande delle riserve austriache. Da qui ci vuole poco per raggiungere le sponde del piccolo Obersee, a quota 2.016, un lago dalle trasparenze tropicali su cui si affaccia il ristorante-rifugio Alpengasthaus, costruito sessant’anni fa e assai frequentato dal turismo montano.
Una curiosità: nel 1999 fu ritrovata in queste acque una piroga in legno di pino cembro antica di un migliaio di anni, usata probabilmente per pescare e attualmente custodita nel museo archeologico di St. Jakob in Defereggen, che rappresenta il reperto navale rinvenuto alla maggior altitudine in Europa.
Da qui passa il sentiero delle due valli (meglio conosciuto come 2 Täler Trail), un percorso di novanta chilometri che unisce la Defereggental alla valle di Anterselva e si sviluppa in sei tappe giornaliere (con possibilità di pernottamento) fra la località austriaca di Hopfgarten e quella altoatesina di Rasun di Sotto. Un piccolo tratto di questo itinerario è contrassegnato con il sentiero n. 113, che parte dal parcheggio vicino all’Alpengasthaus e, costeggiando lo splendido Obersee, porta in una mezz’oretta di facile passeggiata alla Staller Alm (1.956 m), un alpeggio con due malghe, un torrentello e mucche al pascolo (ottimi piatti tirolesi e formaggi di produzione propria).
Il ritorno può avvenire con una piccola variante: una volta raggiunto lo specchio lacustre, si può superare il ponticello di legno sullo Stalleralmbach e proseguire a sinistra lungo l’altra sponda dell’Obersee fino a tornare al punto di partenza.

Lo stadio del biathlon
Dopo un assaggio del paesaggio bucolico del Tirolo austriaco, rientriamo in terra altoatesina per andare alla scoperta di qualcosa che ha reso la valle di Anterselva famosa a livello internazionale: lo stadio del biathlon. La struttura, infatti, che si trova nelle immediate vicinanze del lago, è visitabile solo nella bella stagione con interessanti tour guidati di un paio d’ore che introducono i partecipanti all’interno di un mondo, quello del biathlon, la cui storia affonda le radici molto indietro nel tempo, quando l’uomo andava a caccia sugli sci con arco e frecce.
Oggi ovviamente è solo uno sport, e anche molto popolare, che unisce la pratica dello sci nordico a quella del tiro a segno, dove al posto di archi e prede ci sono carabine e bersagli fissi da colpire durante una gara di fondo.

Sentieri&Krapfen
Il sentiero n. 1, che dal lago scende lungo tutta la vallata attraversando prati e boschi, collega fra loro piccoli borghi che si fanno timidamente largo in mezzo ai pascoli e da cui partono molte altre escursioni. Ad Anterselva di Mezzo, per esempio, dove si trovano una chiesa, l’ufficio turistico, un forno che vende deliziosi krapfen e l’unico campeggio della valle (in bella posizione e ben attrezzato), dal parcheggio vicino agli impianti sportivi si sale verso le cascate Klammbach ed Egger (sentiero n. 3 e poi n. 12), entrambe oltre i millecinquecento metri di quota.
La prima, molto alta, è osservabile in lontananza da una comoda piattaforma panoramica in legno, mentre la seconda è raggiungibile con una breve ma ripida deviazione, ben segnalata nei pressi di un ponte, che porta quasi sotto la cascata. Chi ne ha voglia può continuare a salire ai 1.623 metri della Malga Berger (circondata dai boschi e raggiungibile anche in mountain bike con la strada forestale) che comprende una baita secolare ed offre eccellenti piatti tipici altoatesini: notevole la frittata con marmellata di mirtilli rossi.

Scendendo lungo la valle s’incontra Anterselva di Sotto, da dove il percorso Biotopweg porta con una bella quanto facile passeggiata al Biotopo di Rasun, un’area protetta caratterizzata da stagni e zone umide in mezzo a un bosco di latifoglie. La torbiera, residuo di un vasto territorio paludoso formatosi in seguito all’interramento di un lago e bonificato negli anni Sessanta, è visitabile tramite passerelle di legno e sentieri con pannelli didattici che illustrano fauna e flora della riserva naturale, dove sono presenti specie vegetali rare come la rosolida (una pianta carnivora) e l’orchidea Malaxis paludosa.
Il ritorno può avvenire seguendo l’itinerario n. 1 che affianca il rio Anterselva, oppure raggiungendo il vicino paese di Rasun di Sopra e prendendo il bus (gratuito con la Holiday Pass) che collega le varie località della valle. Il piccolo centro ospita lo storico Castello Heufler, sontuosa villa nobiliare risalente al 1578 e oggi adibita ad albergo e ristorante, al cui interno si può ammirare una delle più belle e antiche Stube di tutto l’Alto Adige.

Ma che bel castello…
E a proposito di castelli, stavolta con tanto di mastio e mura merlate, all’imbocco della vicina valle di Casies spicca in mezzo ai boschi quello di Monguelfo, nei pressi dell’omonimo borgo, fatto costruire fra il 1126 e il 1140 dai fratelli Schvikher e Otto von Welsperg, membri di una delle più importanti famiglie aristocratiche del Tirolo. Seguendo le indicazioni si arriva a un parcheggio, dal quale si sale a piedi lungo la strada per una decina di minuti fino all’entrata della fortezza, posta a 1.150 metri di quota e protetta da uno stretto ponte di legno (un tempo levatoio) sorretto da due piloni in pietra.
L’imponente torre quadrata, alta trentaquattro metri e purtroppo non accessibile, costituisce la parte più antica del castello, mentre la cappella romanica, gli alloggi per la servitù e il palazzo sono successivi. Fra il XV e il XVI secolo il maniero fu più volte ampliato e ristrutturato, ma nel 1765 un incendio ne danneggiò gravemente alcune parti e, nonostante i restauri che seguirono, da allora non fu più abitato e finì in uno stato di abbandono. Oggi la struttura, visitabile durante la stagione estiva, è gestita dall’associazione culturale Kuratorium Schloss Welsperg, che ne cura la conservazione e organizza al suo interno mostre, concerti e manifestazioni varie.

Le colonne dalle forme bizzarre
E dopo un viaggio nella storia fra le splendide sale del castello è il momento di andare alla scoperta di un altro tipo di monumento, questa volta creato dalla natura, un miracolo geologico fra i più suggestivi dell’intero arco alpino: le piramidi di Perca. Si tratta di colonne argillose dalle forme bizzarre e in continua mutazione, sormontate da massi erratici che sembra possano cadere da un momento all’altro, createsi sul pendio di una morena in seguito a fenomeni erosivi.
Si raggiungono facilmente con la SS49 della Val Pusteria, lungo la quale s’incontra lo storico ponte in pietra di Rasun (eretto nel 1847 e chiuso al traffico nel 2008 dopo la realizzazione del nuovo viadotto) e da cui una deviazione presso Perca sale in direzione di Vila di Sopra. Da qui si prosegue seguendo le indicazioni per Plata fino al parcheggio n. 2 (a pagamento, 4 euro per tutta la giornata), da dove un facile sentiero porta in circa mezz’ora alle postazioni panoramiche davanti ai pinnacoli di terra. Al ritorno, tanto per chiudere in bellezza, i piatti tipici e i favolosi dolci fatti in casa del vicino Caffè Piramidi sono una tentazione troppo forte per resistere. Scenari idilliaci, meraviglie naturali e buona tavola: possiamo chiedere di più?
Testo e foto di Paolo Ferrari




