Se c’è un mese in cui vale la pena andare in Val Senales, in Alto Adige, è quello di settembre quando si può assistere alla tradizionale transumanza delle pecore, che tutti gli anni si ripete in doppia data, anche a metà giugno. Sapevi che qui vive Ötzi, l’uomo venuto dai ghiacci?
Ci vai in camper? Puoi fare affidamento sull’area di sosta del Maso Corto, al termine della Val Senales, ai piedi di un anfiteatro di alte cime. E’ l’unica struttura per la sosta in tutto il territorio. Dispone di novanta piazzole, di camper service, di colonnine per l’allaccio elettrico e di blocco servizi con docce e lavelli. In pochi minuti a piedi si raggiungono la fermata dei bus di linea e la partenza della funivia per i ghiacciai.
E proprio al Maso Corto arriva nel primo pomeriggio la transumanza l’11 settembre. Pastori e pecore lasciano la Malga Rofenberg nella Valle di Vent e rientrano in Italia fino ad arrivare al Rifugio Bella Vista e subito dopo a Maso Corto. A causa delle restrizioni Covid la tradizionale Festa dei Pastori con musica e specialità locali potrebbe essere annullata. In caso di condizioni meteorologiche avverse le date potrebbero subire variazioni.

Verso gli alti pascoli
Ogni anno in Val Senales il bestiame si sposta lungo direttrici stabili, in primavera e in autunno, guidato da gruppi di pastori insieme ai loro cani. Una pratica pastoriia molto antica. Nel 2019 l’Unesco l’ha riconosciuta come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, raccogliendo la richiesta di Austria, Grecia e Italia. Si possono distinguere due grandi tipi di transumanza: orizzontale in aree pianeggianti o di altipiano e verticale nelle zone di montagna. Quella della Val Senales rientra nel secondo gruppo ed è anche transfrontaliera – fra Italia e Austria – e transglaciale: nel mese di giugno si attraversano due passi per portare un cospicuo numero di pecore dai paesi della valle fino ai pascoli estivi presso Vent, nell’Ötztal.
Animali e pastori arrivano a camminare per più di quaranta chilometri passando per crinali, nevai e canaloni alpini a volte ancora innevati. A metà settembre si compie il viaggio a ritroso, meno pericoloso per le condizioni climatiche più miti, e le greggi rientrano in valle.

Durante la transumanza di andata e di ritorno alcuni turisti seguono e accompagnano il cammino delle pecore, altri le attendono in alta quota, altri ancora aspettano in valle, dove gli animali vengono separati e consegnati ai proprietari in base alla marcatura colorata. È un grande spettacolo da vivere in prima persona e da osservare nelle sue varie fasi.
Le pecore sciamano in apparente ordine sparso, preannunciate dai loro campanacci. Qualcuna avanza in fila composta, altre in gruppetto, poche trotterellano da sole ma tutte seguono la medesima direzione. Se una si ferma si fermano tutte, se una si muove si muovono tutte. Procedono a testa bassa, non guardano avanti ma seguono la coda di chi le precede; ogni tanto sollevano il capo, si fermano a brucare l’erba fra le rocce e belano in continuazione.
Sono marciatrici instancabili. Il loro lungo viaggio si svolge nel grandioso paesaggio lunare d’alta quota alle spalle del Maso Corto, un ambiente aspro di rocce e ghiacciai.

Grawand, l’hotel-ristorante più alto d’Europa
Vi si arriva percorrendo un sentiero (segnavia 3) oppure utilizzando la funivia che in pochi minuti di vertiginosa risalita porta a 3.212 metri. Qui si trova il Grawand, l’hotel-ristorante più alto d’Europa, e dalla sua terrazza panoramica si gode di una straordinaria vista su un’incredibile corona di cime tempestate da ghiacciai e da neve perenni. Dalla stazione a monte partono numerosi sentieri estivi, escursionistici ed alpinistici, e per buona parte dell’anno varie piste da sci servite da impianti. Uno di questi sentieri conduce al luogo del ritrovamento di Ötzi, l’uomo venuto dai ghiacci.
L’avventura di Ötzi in Val Senales
Era il 19 settembre del 1991 quando due alpinisti tedeschi avvistarono casualmente un corpo congelato affiorante dai ghiacci delle Alpi di Ötz, nei pressi del Rifugio Similaun. Non era un alpinista disperso e tragicamente morto, come si pensò inizialmente, ma un uomo del Neolitico che fra i ghiacci di queste montagne trovò la sua fine. Ora la mummia congelata, soprannominata Ötzi, è studiata, conservata e mostrata al pubblico nelle sale del Museo Archeologico di Bolzano, insieme ai numerosi oggetti e ai capi di vestiario ritrovati insieme al corpo. In Val Senales però, dove tutto è iniziato, l’incredibile storia dell’uomo del Similaun continua a riecheggiare.
Nei sotterranei del Glacier Hotel Grawand si trova l’allestimento Ötzi Show Galleria, che illustra la storia del cacciatore preistorico e la vicenda del suo ritrovamento. A Madonna di Senales si può invece visitare l’ArcheoParc, un parco-museo didattico con mostre permanenti, ricostruzioni e un ricco programma giornaliero di dimostrazioni e laboratori ambientati all’epoca del Neolitico, particolarmente indicati per i bambini.
Per gli amanti delle passeggiate poco più a nord di Madonna di Senales si apre il Lago di Vernago, nelle cui acque si riflette l’omonimo borgo. È uno specchio d’acqua artificiale dal particolare color turchese, attrezzato per una facile gita che percorre il periplo delle sue rive.

Certosa, il paese-monastero
Più a sud di Madonna di Senales si trova un altro borgo meritevole di visita: è Certosa, il paese più insolito di tutta la conca. Il centro abitato si è sviluppato trasformando in residenze civili le diverse aree dell’originario monastero Monte degli Angeli, utilizzato fino al 1782 dai monaci Certosini. Così come una regola dei monaci prevedeva l’obbligo al silenzio, ancora oggi a Certosa il silenzio risuona più di ogni altro rumore. Al centro del paese-monastero si eleva una bella fontana sormontata da statue di religiosi incappucciati, che ricordano le origini del luogo.
Da non perdere il bel sentiero che collega Certosa a Madonna di Senales: la Via Monachorum attraversa un incantevole bosco di larici (segnavia 19-21). La passeggiata, detta anche Silentium, è corredata da pannelli con citazioni filosofiche che stimolano a riflettere sul silenzio e sul tacere, frasi che invitano ad ascoltare i sussurri della natura e del proprio animo.
Per ricevere informazioni dettagliate si può contattare l’associazione turistica Val Senales allo 0473 679148. Per informazioni e orari dei bus da Maso Corto alla Val Senales si può contattare M – altoadigemobilità allo 0471 220880. La funivia in pochi minuti porta dai circa 2.000 metri di Maso Corto fino a quota 3.212, nel regno dei ghiacciai. Trovi tutte le informazioni sul sito della Val Senales.
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