In camper e a piedi, avventuriamoci in una delle più importanti e vaste aree protette d’Europa: l'alta valle del Möll in Austria
Austria Alti Tauri borgo Heilingenblut
Indice dell'itinerario

In passato l’alta valle del Möll era ambita per le numerose miniere dove si estraeva il dorato metallo. Oggi è la natura incontaminata il bene più prezioso di questo territorio dominato dalla vetta del Großglockner. In Austria in camper e a piedi, avventuriamoci in una delle più importanti e vaste aree protette d’Europa. E non è l’unica area verde dell’Austria che invita a una vacanza a tutta natura. Scopri anche la Carinzia.

La catena degli Alti Tauri

Fra la Carinzia e il Tirolo Orientale, a 3.798 metri sul livello del mare, la cima del Großglockner domina la catena degli Alti Tauri e Heiligenblut, uno dei borghi più caratteristici dell’arco alpino. È da qui che la montagna più alta, ambita e iconica d’Austria svela tutta la sua maestosità: appare a punta, come un’enorme glocke (campana) di ghiaccio e roccia.

Austria-Alti Tauri-Heiligenblut partenza sentiero
l’ambiente alpino del parco Nazionale Alti Tauri nei pressi di Heiligenblut

Sul Gran Campanaro

Nel 1783 il medico naturalista Belsazar Hacquet, autore dell’opera Viaggio di piacere mineralogico-botanico dal monte Triglav in Carniola al monte Glockner in Tirolo, negli anni 1779-1781, fu il primo a individuare un possibile itinerario di scalata al “Gran Campanaro” (Großglockner). Il 24 agosto del 1799 Sigmund von Hohenwart e quattro guide arrivarono sulla sommità del Kleinglockner (3.770 m), ma non sulla cima principale.

Questa fu raggiunta l’anno successivo da Franz Joseph Horasch, parroco di Döllach, da Sepp e Martin Klotz e da due abitanti di Heiligenblut. Al contrario di quanto successe per altre importanti imprese nelle Alpi, i primi salitori non lasciarono alcun resoconto scritto della loro avventura. In ricordo della scalata restano due tele custodite nelle sale dell’Alpenverein Museum di Innsbruck: una di Otto Barth del 1911, l’altra di Johann Pögl risalente al 1928.

La notizia della “conquista del Großglockner” si diffuse in tutto il paese. Crebbe l’interesse per questa montagna e i visitatori raggiunsero sempre più numerosi Heiligenblut e Kals, nel Tirolo Orientale, per affrontarne la scalata o semplicemente ammirarne la bellezza.

La cima più alta dell’Austria

Al Gran Campanaro furono attribuiti termini altisonanti: “Signore di mille vette”, “Re delle Alpi Orientali”, “Imperatore dei ghiacciai” e perfino “Dio dei monti”. Ancor oggi la cima più alta d’Austria è una meta ambita: come sottolineò l’esploratore e politico irlandese John Ball, «nessun vero alpinista può guardarla senza desiderare di raggiungerne la cima».

D’estate migliaia di alpinisti opportunamente equipaggiati, legati in cordata, affrontano la scalata del Großglockner. Al suo fascino non ha saputo resistere l’ex pilota di Formula 1 Mark Webber, che lo scorso anno ha raggiunto la sommità accompagnato da due leggende dell’alpinismo: la guida alpina austriaca Peter Habler, che l’otto maggio del 1978 insieme a Reinhold Messner salì l’Everest senza usare ossigeno supplementare, e il nepalese Nirmal Purja, che riuscì ad inanellare tutte le quattordici cime di ottomila metri in soli 189 giorni.

Per affrontare la salita dal versante carinziano si parte dalla Glocknerhaus, sulla Strada Alpina del Großglockner. Poi si continua fino al Salmhütte, la cui costruzione originaria risale al 1799 durante i primi tentativi di scalata alla montagna. Infine ci s’inerpica al Rifugio Erzherzog-Johann-Hütte (il Nido dell’Aquila), provvidenziale punto d’appoggio a circa 3.450 metri sul livello del mare, ai piedi della cuspide terminale. La vetta si raggiunge in meno di tre ore di cammino, dopo aver superato una non banale cresta aerea e alcuni tratti rocciosi, resi insidiosi dal ghiaccio e dal vetrato.

Il belvedere di Sissi

Chi non se la sente di affrontare la scalata può salire al belvedere Kaiser Franz Josefs Höhe, il cui nome ricorda la visita dell’imperatore con la moglie Elisabetta – l’amata principessa Sissi – nel 1856. Adagiato a 2.369 metri sul livello del mare, con spettacolari vedute sul Ghiacciaio Pasterze e il Großglockner, questo scenografico e frequentatissimo avamposto si raggiunge agevolmente da Heiligenblut grazie alla Großglockner Hochalpenstrasse.

Austria-Alti Tauri-strada alpina del Grobglockner
strada alpina del Grobglockner

Fra natura e cultura

Il Ghiacciaio Pasterze

Il Ghiacciaio Pasterze e il Großglockner rientrano nei confini del Nationalpark Hohe Tauern, il Parco Nazionale degli Alti Tauri, uno dei più vasti dell’Europa Centrale e una straordinaria oasi di biodiversità. Si spazia dalla zona forestale a partire dai 600 metri di altitudine, in cui prosperano boschi misti e peccete, fino al piano nivale, dove solo pochi licheni e piante riescono a sopravvivere a condizioni climatiche decisamente ostili.

Oltre alla salvaguardia degli habitat naturali e alla ricerca scientifica, tra gli obiettivi primari dell’area protetta figurano la tutela della cultura locale, dei prodotti tipici, delle attività storiche e delle architetture tradizionali, dai mulini alle chiesette.

La Bricciuskapelle

Come la Bricciuskapelle, posta a meno di due ore di facile cammino da Heiligenblut e nota per una singolare leggenda. Nella prima metà del X secolo il nobile danese Briccius lasciò Costantinopoli per tornare in patria; travolto da una valanga trovò la morte nel luogo dove poi fu eretto il modesto edificio sacro sopra citato.

Con sé aveva un dono dell’Imperatore: un’ampolla con alcune gocce del sangue di Cristo. Furono alcuni contadini a trovare i resti del pellegrino in un pianoro dove, in pieno inverno, erano misteriosamente sbocciate tre spighe di grano in mezzo alla neve.

Arte e misticismo ad Heiligenblut

Nel borgo di Heilingenblut la parrocchiale di San Vincenzo di Saragozza ospita l’imponente tabernacolo di roccia con l’ostensorio e l’ampolla con il Santo Sangue (Heiligen Blut). All’interno della chiesa si possono ammirare uno splendido altare ligneo e alcune tele ispirate alle vicende del nobile Briccius; all’esterno trionfa un’immagine di San Cristoforo protettore dei viaggiatori, dei pellegrini e degli alpinisti.

Arte e misticismo s’intrecciano ad Heiligenblut: il sentiero didattico Natura Mystica porta a scoprire il profumo del bosco e dei funghi, ad ammirare aree paludose, a toccare le cortecce di abeti dritti come fusi, ad ascoltare i versi degli animali e il fragore della cascata Gößnitzwasserfall, alta circa settanta metri e raggiungibile con due ore di cammino dalla località Winkl, a nordovest del campeggio).

Austria-Alti Tauri-cabina ghiacciaio

L’avventura continua

Da soli, accompagnati da guide alpine o dai ranger del parco, l’avventura continua su tracciati lunghi o brevi, facili o impegnativi, alla scoperta di ghiacciai e percorsi amati da chi vuole ammirare e fotografare la fauna selvatica.

Per Heiligenblut passa anche l’Alpe Adria Trail, un cammino che dal Großglockner raggiunge l’Adriatico passando per alcuni dei più suggestivi scenari ambientali tra Carinzia, Slovenia e Friuli Venezia-Giulia. Una scarpinata epica: settecentocinquanta chilometri su sentieri ben segnalati, accessibili solo ai camminatori, serviti da numerosi punti di ristoro e strutture dove si può pernottare.

Sono in tutto quarantatré tappe di circa sei ore ciascuna, percorribili anche solo in parte secondo i propri desideri e programmi. Senza dimenticare il record del runner Michele Evangelista che nel 2015 ha chiuso l’intero percorso in centoquarantadue ore e quattro minuti.

Infine, da Heiligenblut si parte sulle tracce dei cercatori d’oro: da millenni i monti degli Alti Tauri e la Mölltal superiore sono conosciuti per il prezioso metallo, già utilizzato dai Romani per coniare monete. L’estrazione fu particolarmente florida tra il Quattrocento e il Cinquecento, quando a Großkirchheim si contavano più di trecentocinquanta miniere.

Oggi nei pressi di Heiligenblut, nella Fleißtal, è stato ricostruito un villaggio-museo dei cercatori d’oro del XVI secolo. Con gli stivali ai piedi, turisti e valligiani sono tornati a setacciare le sabbie del torrente, nella speranza di trovare pagliuzze e piccole pepite. Come succedeva nel Medioevo, durante la corsa all’oro negli Alti Tauri.

La strada Alpina del Großglockner: un capolavoro d’ingegneria

Lunga quarantotto chilometri, la celeberrima Strada Alpina del Großglockner unisce Heiligenblut a Fusch an der Glocknerstraße, e di conseguenza la Carinzia al Salisburghese. Transitabile dagli inizi di maggio ai primi di novembre, la rotabile – privata e a pagamento – s’insinua attraverso la catena degli Alti Tauri con trentasei tornanti particolarmente apprezzati da motociclisti e da ciclisti.

Ogni anno percorsa da circa novecentomila visitatori, la Strada Alpina del Großglockner è una risorsa fondamentale per l’economia locale. Dichiarato Monumento Nazionale nel 2015, questo straordinario capolavoro d’ingegneria iniziò ad essere progettato nel 1924 da Franz Wallach. I lavori iniziati nel 1930 terminarono dopo cinque anni, il 3 agosto del 1935: furono scavate gallerie, eretti sessantasette ponti, rimossi 870mila metri cubi di terra e roccia.

Un’opera faraonica soprattutto se si pensa alle attrezzature disponibili all’epoca e alle avversità del clima; il suo costo oggi potrebbe essere di circa 53,5 milioni di euro, senza contare i costi delle strade complementari e quelli dell’istallazione delle linee telefoniche. Nei pressi del laghetto Fusch è possibile vedere una mostra permanente dedicata alla costruzione della strada, allestita all’interno di un edificio che fungeva da alloggio per gli operai.

Lungo la rotabile più bella d’Austria s’incontrano strepitosi punti panoramici, pannelli esplicativi e allestimenti museali: come quello visibile presso il centro visitatori al Kaiser Franz Josefs Höhe, che propone esposizioni tematiche, cortometraggi e una singolare collezione di auto e moto.

Poi si può proseguire a piedi lungo il Panoramaweg Kaiserstein fino al vicino Osservatorio Wilhelm Swarovski, singolare ed avveniristico edificio di vetro e metallo (per l’escursione mettere in conto un paio d’ore per la sola andata). Da lì, grazie a raffinati e potenti strumenti ottici, si possono osservare gli alpinisti in azione durante la salita al Großglockner, ma anche marmotte grassocce, stambecchi dalle potenti corna ricurve all’indietro e aquile reali la cui apertura alare può superare i due metri.

Ghiacciaio Pasterze, il maggiore delle Alpi Orientali

L’Osservatorio domina ciò che resta del Ghiacciaio Pasterze, il maggiore delle Alpi Orientali: tra il 2019 e il 2020 ha ridotto la sua lunghezza di ben cinquantadue metri e mezzo. Se un paio di decenni fa la funicolare univa il belvedere Kaiser Franz Josefs Höhe al ghiacciaio, oggi per raggiungere quest’ultimo dalla stazione a valle bisogna camminare per più di un quarto d’ora, su sentiero e rocce ben segnalati.
Nel 1852, quando iniziarono le misurazioni, il ghiacciaio era lungo circa undici chilometri; oggi, meno della metà.

Heilingenblut_Parco-Nazionale_Camping-Grossglockner
il Camping Grossglockner

Carta d’identità del Parco degli Alti Tauri

  • Nome: Parco Nazionale degli Alti Tauri
  • Anno di istituzione: 1981
  • Estensione: Oltre 1.800 chilometri quadrati compresi negli stati federati di Carinzia, Salisburgo e Tirolo
  • Caratteristiche geomorfologiche salienti: Sono presenti oltre trentaquattro vette sopra i 3.000 m, trecentotrentadue ghiacciai e più di cinquecentocinquanta laghi alpini. Un ecosistema unico articolato in quattro fasce climatiche comprese tra i 600 m dei fondovalle ai 3.798 m della cima del Großglockner.
  • Tra le specie rare: La grande Genziana bavarese (Gentiana bavarica) e il Ranuncolo dei ghiacciai (Ranunculus glacialis).

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