Arriva la primavera e i weekend lunghi di sole. Per una vacanza slow di Pasqua in camper all’insegna della tradizione ti segnaliamo 7 mete in Italia e all’estero. Le località scelte si sono organizzate quasi tutte per accogliere i turisti itineranti: ti segnaliamo aree di sosta e campeggi che riaprono proprio in occasione della festa.
La settimana di Pasqua è un susseguirsi di cortei in costume, processioni ritmate dalle nenie, rappresentazioni d’intensa drammaticità e diffusa commozione. Da nord a sud, ti portiamo in viaggio in camper tra i riti più toccanti della Pasqua.
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Bormio (SO)
Si chiamano Pasquali le portantine a tema religioso portate in spalla dai giovani del paese a Bormio, in Valtellina. La sfilata si tiene ogni anno la mattina di Pasqua a partire dalle 10. Era consuetudine nella cultura contadina di queste parti cucinare un agnello da distribuire in piazza del Kuerc il giorno di Pasqua. Una tradizione sostituita dalla benedizione dell’agnello vivo.
Nacque così la gara tra i “reparti” per agghindare al meglio il proprio animale. Gli agnellini venivano adagiati sulle portantine di muschio addobbate che ancora oggi sfilano in corteo. I quartieri del paese (Buglio, Combo, Dossiglio, Dossorovina e Maggiore) si mettono all’opera già nei mesi invernali sotto la guida di un capogruppo. Tutto è studiato nei dettagli e falegnami e fabbri realizzano con certosina precisione i decori che verranno valutati da una giuria che stilerà una classifica. La premiazione alle 17 del lunedì di Pasquetta con i Pasquali che restano in esposizione fino alle 19.
Sosta camper: camper service comunale a pagamento presso il piazzale della cabinovia Bormio/Bormio 2000.
Tredozio (FC)
Divertente e spettacolare la Sagra e il Palio dell’Uovo che si svolge a Tredozio nei giorni di Pasqua e Pasquetta e che vede protagonisti i quattro rioni cittadini. Le squadre si misurano in gare di abilità e destrezza nelle ambientazioni più varie, all’interno di un pagliaio e sull’argine del fiume. Punto sosta in paese.
Sosta camper: Camping Le Volte.
Caccamo (PA)

Rievoca l’entrata di Gesù a Gerusalemme il rito de U signuruzzu a cavaddu ”che vede coinvolti i ragazzi del paese ogni anno la mattina della domenica delle Palme, nel 2026 il 29 marzo. Sono dodici, tanti quanti gli apostoli, indossano tuniche bianche e stringono nella mano un lungo ramo di ulivo. Accompagnano Gesù chierichetto che sfila per le vie del centro sul dorso di un asinello agghindato con i fiori. Sul ciglio della strada i bambini che non partecipano direttamente al corteo agitano in aria ramoscelli d’ulivo. Il rintocco delle campane alle 8.30 annuncia l’inizio della parata che si conclude in Piazza Duomo alle 11.30 dopo la visita di sette chiese. Subito dopo viene celebrata la messa durante la quale vengono benedette le palme e i ramoscelli d’ulivo.
Non andate via senza un souvenir goloso: sono prodotti tipici u panacèna, il pane dolce con semi di finocchio e la salsiccia pasqualora. Tutti i giorni è possibile effettuare visite guidate al borgo prenotando al 339 372181.
Sosta camper per la Pasqua: parcheggio senza servizi in Via Termitana, nei pressi della villa comunale
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Erice (TP)

La processione di Erice, oggi come nel passato, è metafora del cammino spirituale di un’intera comunità che partecipa attivamente. Ogni gruppo è infatti affidato a una categoria (ceramisti, albergatori, imprenditrici, giovani) che ne cura la composizione e i dettagli. Il lento corteo percorre la via erta e scoscesa che conduce alla piazzetta del Carmine e prosegue lungo le strade lastricate, mentre la litania recitata in più lingue scandisce il passo dei portatori. È d’obbligo una sosta nella pasticceria di Maria Grammatico in Via Vittorio Emanuele 14 che in occasione della Pasqua sciorina calde genovesi, piramidi di bocconcini e sospiri e, naturalmente, l’agnello pasquale di marzapane.
Sosta camper: la sosta in paese è possibile fuoristagione al di fuori delle mura; in alternativa la città è raggiungibile in autobus o in funivia dalla vicina Trapani con un tragitto di soli dieci minuti che regala una bellissima vista panoramica sulle Isole Egadi. A Trapani c’è l’area attrezzata Parking Le Saline in Via I Dorsale ZIR (tel. 349 9776553).
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Iglesias (CI)

La Pasqua di Iglesias è un segno tangibile che la cultura aragonese ha lasciato in Sardegna dopo quattro secoli di dominazione. Le processioni che vedono impegnata la Arciconfraternita della Vergine della Pietà del Santo Monte, la più antica della città, sono quattro: la Processione dei Misteri (martedì), dell’Addolorata (giovedì), del Monte e del Descenso (venerdì mattina e sera).
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Mendrisio (Svizzera)

A Mendrisio, in Ticino, è molto sentita la tradizione dei “Trasparenti”, i grandi lampioni dipinti che illuminano il percorso dei figuranti. Nelle sere del Giovedì e del Venerdì Santo le luci della città vengono spente e le strade vengono rischiarate dal bagliore di queste opere in movimento. Circa duecentosessanta lampioni vengono accesi già nelle settimane precedenti ed esposte lungo le arterie principali. Tutto l’anno sono custodite nel piccolo Museo del Trasparente, in Casa Croci, sul piazzale del municipio.
Entrambi i cortei partono dalla chiesa di San Giovanni, percorrono le strette vie del centro storico, raggiungono a chiesa dei Cappuccini e rientrano al punto di partenza. La processione del Giovedì coinvolge un minor numero di figuranti rispetto a quella del Venerdì, più austera e solenne, con centinaia di bambini e adulti che accompagnano la statua della Madonna e la scultura del Cristo morto. Il silenzio è interrotto dal suono degli zoccoli che si confonde con la sinfonia intonata dalle bande di ottoni. Le due processioni sono iscritte nella lista dei Beni Immateriali Culturali dell’UNESCO dal 2019. Qui per saperne di più.
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Siviglia (Spagna)

La Settimana Santa di Siviglia è una festa di straordinaria intensità devozionale. Le confraternite sfilano in una sessantina di processioni che partono da diverse zone della città. Dal venerdì di passione alla domenica di Pasqua e con sessione doppia (di giorno e di notte) il Giovedì Santo (la Madrugá). Durano varie ore: quella del Santo Entierro è la più corta e dura quattro ore, invece quella della Sed e de El Cerro del Aguila si protraggono fino a quattordici ore. Le statue sono portate in spalla dai costaleros lungo un percorso obbligato che tocca la cattedrale e la Carrera Oficial. Le pause durante il tragitto servono ai costaleros per riposare e al pubblico di intonare la saeta (un motivo flamenco di origine araba) dai balconi.
Segui il nostro itinerario sulle 10 cose + 1 da vedere e da fare a Siviglia.
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