L’obesità è un’epidemia che affligge milioni di persone al mondo. Il solo dato italiano, pubblicato in questi giorni, delinea un vero e proprio allarme sociale e sanitario con 23 milioni di obesi, uno su quattro dei quali è un bambino. Dieta malsana e vita sedentaria restano le principali cause di obesità, ma sono molti gli studi che indagano altri possibili fattori concorrenti allo sviluppo della malattia. Complice insospettabile dell’aumento di peso, ad esempio, potrebbe essere la polvere domestica come è stato visto di recente da un gruppo di ricercatori della Duke University, prestigioso ateneo statunitense del North Carolina.
INTERFERENTI ENDOCRINI: NEMICI INVISIBILI
È ormai ampiamente noto a medici e scienziati che la polvere in casa sia veicolo dei cosiddetti interferenti endocrini cioè tutte quelle sostanze chimiche presenti in oggetti e prodotti di uso domestico che determinano il cosiddetto inquinamento indoor esponendoci a rischi per la salute anche peggiori di quelli legati all’inquinamento atmosferico. Bisfenolo A, ftalati e altre sostanze che troviamo nella plastica dura di piatti, posate, contenitori per alimenti, pellicole, giocattoli così come in detersivi, vernici, cosmetici sono, infatti, capaci di compromettere il sistema ormonale, neurologico e sessuale – riproduttivo di chi vi è continuamente esposto, soprattutto se bambini.
SOSTANZE CHE SVILUPPANO CELLULE GRASSE
Più recente e meno ampia, invece, la letteratura scientifica relativa alla capacità degli interferenti endocrini di compromettere anche la salute del sistema metabolico. Forti di alcuni studi condotti in tal senso su modelli animali i ricercatori del North Carolina hanno esteso la ricerca a modelli umani prelevando campioni di polvere in 194 abitazioni. Da ogni campione hanno innanzitutto estratto le sostanze chimiche presenti – oltre 100 – per poi testarne in vitro la capacità di sviluppare cellule adipose. È emerso che tali sostanze hanno favorito la crescita di cellule del grasso anche quando la loro concentrazione nella polvere era minima. Un fattore di rischio, questo, particolarmente allarmante per i bambini i quali si stima ingeriscano tra i 50 e i 100 milligrammi di polvere al giorno. Ecco, ben due terzi delle sostanze estratte si sono rivelate in grado di promuovere lo sviluppo di cellule grasse in una quantità di polvere inferiore fino a 1000 volte a quella inalata giornalmente da un bambino. Non è un caso che diverse tra le sostanze capaci di sviluppare la crescita di grasso siano state rinvenute nei campioni di polvere estratti da abitazioni in cui risiedevano bimbi obesi.
COME PROTEGGERSI DAGLI INTERFERENTI ENDOCRINI
A seguire alcuni consigli per ridurre l’esposizione a questi nemici subdoli e invisibili che insidiano le nostre case e la nostra salute. Cerchiamo innanzitutto di mangiare il più possibile prodotti freschi preparati in casa e non dall’industria, riduciamo al minimo gli inscatolati e i cibi avvolti in pellicole di plastica preferendo sempre il vetro come materiale per i contenitori dei cibi.
Evitiamo le pentole antiaderenti, specie se rovinate, sostituiamole con quelle in acciaio.
Riduciamo il più possibile la plastica dalle stanze dei bambini: gli ftalati sono volatili e si assorbono respirando al punto che negli ambienti domestici l’inquinamento è quattro volte maggiore rispetto a quello di una grande strada trafficata. Per questo è fondamentale aprire le finestre e arieggiare sempre per fare uscire dalle nostre case questi nemici invisibili e subdoli.
Attenzione, infine, a cosmetici, profumi, creme per il corpo: basta una spruzzata di dopobarba per trovare interferenti endocrini nelle urine fino a 48 ore dopo l’applicazione!
FONTE: https://www.eurekalert.org/pub_releases/2019-03/tes-cih032019.php