Con lo sviluppo della scienza e della tecnologia, negli ultimi 150 anni, nei paesi industrializzati, la vita media si è allungata di 2.5 anni ogni decade, anche se sembra che quella dei nostri figli sarà l’unica generazione a vivere meno dei loro genitori. Ne parliamo con la dr.ssa Debora Rasio, dirigente medico presso l’Ospedale Sant’Andrea di Roma che cura per noi la rubrica dedicata all’alimentazione secondo natura.
La qualità della nostra vita è sempre più inficiata da malattie croniche disabilitanti che un tempo erano appannaggio esclusivo della terza età: tumori, diabete di tipo 2, aterosclerosi, malattie infiammatorie croniche, per nominarne solo alcune, compaiono sempre più precocemente. I tumori nei bambini e negli adolescenti, ad esempio, aumentano dell’1.5 percento annuo. Per malattie neurodegenerative come l’Alzheimer si parla di vere e proprie pandemie.
La nostra vitalità va progressivamente riducendosi: non è inusuale osservare la discrepanza fra una tavolata domenicale dove i nonni consumano senza il minimo sforzo un pasto completo composto da antipasto, primo, secondo, contorno, pane, frutta e dolce, e l’affollamento giornaliero degli ambulatori medici da parte di un numero sempre crescente di giovani alla ricerca di un aiuto farmacologico per poter digerire pasti alquanto semplificati. Allo stesso modo, spesso si osserva che donne di 65-70 anni tollerino bene una chemioterapia adiuvante dopo un intervento per tumore al seno, mentre lo stesso dosaggio di farmaci comporti senso di prostrazione e stanchezza cronica (chiamata fatigue) nelle trentenni.
Veniamo al mondo con un bagaglio di vitalità che dobbiamo preservare per vivere non solo a lungo, ma anche in salute. Un frutto appena colto emana le qualità che ha assorbito dall’ambiente: la forza vivificante del sole, l’energia del vento, la risonanza di luna, stelle, terra. Queste forze ci permeano quando consumiamo un alimento che ha potuto raccogliere in sé gli elementi della natura. Entro quattro giorni dalla raccolta, i cibi emanano particelle di luce chiamate fotoni. Anche l’uovo recentemente deposto, o il burro appena centrifugato è fonte di fotoni. Un chicco di cereale, piantato, cresce. Mantiene intatta, allo stato dormiente, la vita. E’ questa vita che ci nutre, che ci accresce in vitalità. E’ per questo che la nostra alimentazione dovrebbe essere soprattutto vegetale: le piante condensano la luce solare attraverso la fotosintesi clorofilliana, luce-vitalità che assorbiamo quando ce ne nutriamo.
La scienza ajurvedica divide i cibi in tre categorie: sattvici, rajasici e tamasici.
I cibi sattvici sono di elevata qualità; aiutano a mantenere il corpo in salute, ne aumentano forza, vigore e vitalità, migliorano le funzioni mentali e favoriscono la trascendenza. Sono gli unici alimenti consumati dai Brahmani, i sacerdoti.
Sono sattvici i cereali integrali e i legumi, le verdure e la frutta fresca, la frutta secca oleosa, l’olio estratto a freddo, il miele, il latte, il burro fresco, il ghi e lo yogurt, ma solo se provenienti da animali allevati senza sofferenze.
I cibi rajasici sono di media qualità, generano energia fisica, aumentano le forze, la passione, rendono dinamici. Sono i dolci, la carne , il formaggio, il pesce, i cibi fritti, le uova, le patate e altri tuberi, le spezie, il tè, il caffè, la cioccolata. Sono adatti per gli adulti fino all’età di 45-50 anni.
I cibi tamasici sono di bassa qualità: appesantiscono il corpo, ottenebrano la mente e i sensi. Sono l’alcool, l’aglio, la cipolla, l’aceto, i funghi, i cibi in scatola, trattati, riscaldati, raffinati; gli alimenti che contengono conservanti e altre sostanze chimiche, quelli provenienti da animali costretti a sofferenze, il cibo consumato in eccesso.
Sorprende realizzare che quasi tutto ciò di cui ci nutriamo oggi è tamasico: il latte, le carni e le uova provengono da allevamenti intensivi dove gli animali mangiano sementi geneticamente modificate coltivate con elevate dosi di pesticidi ad azione cancerogene e sono mantenuti in condizioni di vita inaccettabili per una società che si considera culturalmente avanzata; frutta e verdura provengono da territori impoveriti dall’utilizzo di monoculture e pesticidi, sono raccolte non ancora mature e conservate per mesi in frigoriferi ad atmosfera controllata, pani e prodotti da forno sono preparati con farine deprivate di ogni potere nutrizionale e ulteriormente trattate con agenti sbiancanti e sostanze chimiche che vanno sotto il nome ingannevole di “miglioratori delle farine”, zucchero raffinato, oli vegetali estratti con solventi chimici, succhi di frutta, merendine, cibi inscatolati, surgelati, precotti e affumicati hanno invaso gli scaffali del supermercato e le nostre dispense. Per non parlare della pressoché inesauribile lista di sostanze chimiche aggiunte agli alimenti.
Ci nutriamo prevalentemente di cibo privo di vitalità. La parte “eterica” dell’alimento sempre più è svanita, resta quella “materica” difficilmente in grado di innalzarci, purtroppo ben capace di ridurre la nostra capacità vitale e farci precocemente ammalare.
Per cominciare, quando facciamo la spesa, evitiamo le corsie centrali, regno degli inscatolati e prediligiamo quelle laterali dove sono reperibili i prodotti freschi. Riscopriamo i mercati locali, dove agricoltori e allevatori del territorio portano i loro prodotti. Sempre più si stanno diffondendo gruppi di acquisto per ricevere cibi freschi, spesso biologici, direttamente a casa a prezzi calmierati dalla filiera corta.
Mangiare bene e invecchiare in salute non è impossibile. Basta occuparsene.
Dottoressa Debora Rasio
Nutrizionista presso l’ospedale Sant’Andrea
Università di Roma La Sapienza
Laureata in medicina e chirurgia e specialista in oncologia, Debora Rasio vanta una notevole attività di ricerca anche all’estero – fra le collaborazioni quella con il Kimmel Cancer Center della Thomas Jefferson University di Philadelphia. Proprio l’attività come oncologa e i suoi studi nel campo della biologia molecolare l’hanno portata a interessarsi di alimentazione come strumento per tutelare la salute. La Dott.ssa Rasio vanta inoltre collaborazioni con le trasmissioni televisive Uno mattina (RaiUno) e Cose dell’altro Geo (RaiTre), oltre a curare la rubrica settimanale Salute & Benessere su Radio Monte Carlo.

