Per la vacanza nelle Dolomiti Bellunesi puoi fare base al Camping Civetta a Val di Zoldo, tra Pelmo e Civetta, per semplici passeggiate, ferrate e escursioni in mountain bike e hai a disposizione una grande varietà di percorsi per le ciaspole e lo slittino.

Costruisci il tuo itinerario sulle Dolomiti Bellunesi sfogliando la guida “Veneto in camper” disponibile gratis!
Il Museo del Ferro e del Chiodo
La scoperta del territorio può prendere il via da Forno di Val di Zoldo, la località più vicina a Longarone e Belluno (ci troviamo nel comune sparso di Val di Zoldo, nato dalla fusione tra gli ex comuni di Forno di Zoldo e Zoldo Alto).
Qui è aperto solo nel periodo estivo l’interessante Museo del Ferro e del Chiodo che approfondisce la storia delle fusinele, le fucine locali, e la figura del ciodarot, il fabbro produttore di chiodi da scarpe: una piccola industria che nel passato segnò l’economia dell’intera valle. Il museo è al centro del paese, pertanto per raggiungerlo occorrerà cercare – con un po’ di difficoltà – un parcheggio lungo la strada principale e proseguire a piedi.

Poco più di otto chilometri in direzione nord, un po’ faticosi per la presenza di tornanti, ci separano dalla alta Val di Zoldo, un insieme di frazioni sparse tra il versante orientale del massiccio del Civetta e la parete ovest della cima del Monte Pelmo.
Chi vuole concedersi una pausa rilassante e rigenerante può prevedere una tappa presso il Dolomia Spa, un centro benessere con piscina situato lungo la strada principale. Da non perdere (per chi ha almeno sedici anni) il percorso con sauna finlandese, bagno di vapore, vasca idromassaggio, doccia emozionale con cromoterapia, tinozza in legno di abete per bagni freddi, vasche skin touch, massaggi di coppia e suite a uso esclusivo.

Adatta a tutta la famiglia è l’ampia vasca con acqua a trentadue gradi e una spettacolare vista sul Civetta. Il parcheggio alle spalle del grande tornante della strada principale, dietro le ultime case del paese, può essere una buona soluzione di sosta anche notturna, ma la sua accessibilità dipende dalle condizioni della neve e dalla pulizia delle strade: il fondo naturale è spesso ghiacciato.
Dal pian del Crep a Selva di Cadore
Gli impianti di Pecol sono il punto di partenza per la risalita al Pian del Crep, in particolare dal panoramico ristoro Su’n Paradis, ai piedi del Civetta. Nonostante la quota relativamente contenuta (1.766 m) l’area offre sei assolate piste rosse molto apprezzate e tre blu tra cui la lunga Lendina, che regala ai principianti un po’ di continuità; la nera Foppe (numero 38) e la rossa Cristelin (numero 39) sono inoltre illuminate per lo sci notturno.
Seguendo per meno di un chilometro la provinciale 251 in direzione Forcella Staulanza s’incontra l’area sciistica di Palafavera dove ha sede il Centro Biathlon: quattro piste di differente livello di difficoltà per un totale di sette chilometri e mezzo su percorso omologato per le gare, che dispone dell’unico poligono regolamentare veneto dove appassionati e principianti possono provare l’emozione del tiro. Gli impianti di Palafavera salgono al Col di Dôf (1.917 m), subito alle spalle del Col dei Baldi (1.920 m), un panettone sul lato settentrionale del massiccio del Civetta.

Da qui, oltre alla discesa con due piste blu e due rosse, è possibile il collegamento su tracciati blu con i Piani di Pezzè di Alleghe. Giusto di fronte si staglia la parete sud del Pelmetto, dove fu ritrovata la prima serie italiana di impronte di dinosauro.
Alcune curve impegnative (con pendenza del quindici per cento) separano l’area di Palafavera dal Passo Staulanza (o Forcella Staulanza, 1.768 m), che mette in comunicazione con la Val Fiorentina e Selva di Cadore. Poco prima del passo, al terzo tornante in discesa, si trovano un ampio parcheggio (utilizzabile anche per il pernottamento, facendo attenzione al ghiaccio) e le indicazioni per l’escursione con le ciaspole verso il Rifugio Città di Fiume.
Tra le località da vedere in zona c’è Feltre!

Verso Pescul
La strada prosegue verso valle, costeggiata da entrambi i lati dai quattro anelli di piste del Centro Fondo Peronaz (1.600 m), in uno scenario unico alle pendici del Monte Pelmo. A Pescul, la prima frazione del Comune di Selva di Cadore, nella soleggiata Val Fiorentina, lungo la strada principale si trova il Museo Vittorino Cazzetta, recentemente ampliato, che comprende quattro interessanti sezioni espositive.
A trecento metri dal museo c’è un nuovo e ampio parcheggio diurno, valido per lasciarvi il camper durante la visita. Da Pescul, con parcheggio accessibile, parte la prima delle due funivie che permettono di raggiungere la cima del Fertazza (2.101 m), la vetta sciabile più elevata e panoramica.

Azienda agricola Milchhof Agostini
Tornati alla guida del veicolo, poche centinaia di metri oltre il paese si giunge a un bivio. Una breve deviazione a destra sulla strada per Passo Giau permette di raggiungere il caseificio dell’azienda agricola Milchhof Agostini, dove è possibile acquistare ricotta, mozzarelle e formaggi tipici come il Zonia (semicotto da consumare fresco, dolce e morbido), il Giau (semicotto con media stagionatura non pressato sul torchio, con gusto intenso e talvolta acidulo), la Fiorentina (media stagionatura a latte intero, compatto e leggermente piccante) e il Bacalin (a latte intero, con stagionatura oltre i sei mesi).
Il nostro itinerario prosegue invece a sinistra lungo la SP251 superando Colle Santa Lucia e la sua pittoresca chiesina (è vietato il parcheggio) e poi lungo la SR203 fino a raggiungere Caprile.
L’altro versante: da Piani di Pezzè alla Val di Fiemme
Guidando verso sud per quattro chilometri si raggiunge Alleghe, la principale cittadina del comprensorio, affacciata sull’omonimo lago. Dal pittoresco centro di questa località partono gli impianti per raggiungere i Piani di Pezzè, stazione sciistica attrezzata con uno snow park e il parco Ally Farm, una struttura di recente realizzazione pensata per il divertimento dei più piccoli.
Salendo a Col dei Baldi, Forcella Pecol (1.864 m) e Col Fioret (2.082 m) si hanno a disposizione diciassette piste (otto blu, sei rosse, una nera e due campi scuola). L’unico parcheggio autorizzato ai camper è a nord del paese, oltre il lago, con navetta per gli impianti (a pagamento nelle ore diurne, 4 euro); fuori dall’alta stagione è tollerata la sosta sotto il Palaghiaccio, di fronte al laghetto (prestare attenzione al ghiaccio). Gli altri parcheggi sono privati e a pagamento, affollati e sconsigliati.
Ripreso il v.r. si guida sulla strada di montagna fino a oltrepassare Cencenighe Agordino e Falcade per raggiungere il Passo di San Pellegrino, punto di partenza di alcune delle più panoramiche ciaspolate del circondario. Qui un bel parcheggio, gratuito e assolato per tutto il giorno (attenzione a non ostacolare le manovre degli autobus) invita a un pernottamento en pleinar.
Sapevi che il Passo di San Pellegrino è la porta d’accesso alle valli trentine di Fiemme e di Fassa e alle loro opportunità per una vacanza invernale?
Tra le località da vedere in zona c’è la Marmolada!

Monte Fertazza
Si sale con gli impianti di Pescul (due seggiovie) sino al Monte Fertazza (2.100 m). All’arrivo conviene proseguire verso la croce con ripetitore, su una collinetta oltre le piste da sci, per godere di un panorama eccezionale; quindi si scende un po’ più ripidamente a mezza costa verso le piste da sci, seguendo poi le tracce nel bosco. S’incontra infine il sentiero estivo ben indicato che, con un lungo giro, riporta al rifugio Tabiè di Fertazza, da cui si può scendere con la funivia (due ore, in discesa).

Malga Fontanafredda
Si parcheggia presso la Forcella Staulanza (c’è posto per un solo veicolo) oppure settecento metri più avanti presso l’omonimo ristorante. Seguendo un percorso interamente pianeggiante tra boschi e pascoli, si raggiunge in circa tre quarti d’ora la bella Malga Fontanafredda (chiusa d’inverno), sotto le piste da sci quasi deserte del versante nord del Civetta (nessun rischio valanghe). Una passeggiata ideale per famiglie con bambini piccoli.
Rifugio Città di Fiume
Dal parcheggio del terzo tornante di Passo Staulanza un sentiero segue la carrareccia. In poco più di mezz’ora di salita costante si raggiunge la panoramica Malga Fiorentina (1.798 m), dove già s’intravedono le aperture sulla vista del Pelmo e del Croda da Lago. Ancora un breve tratto di dolce salita conduce alla conca riparata del Rifugio Città di Fiume (meno di un’ora dalla partenza, aperto nei weekend, soleggiato dalle 11 alle 15).

Se si sceglie di proseguire, si imbocca il ripido strappo in salita proprio alle spalle del rifugio, sulla sinistra, per poi procedere più dolcemente a mezza costa nel bosco di larici ed abeti (c’è un breve tratto con possibilità di rischio valanga, valutabile in sicurezza una volta sul posto). Con un’altra ora circa si raggiunge Forcella de La Puina (2.034 m) uno dei punti più panoramici. È possibile proseguire per un’ora fino alla Casera Prendera solo se le condizioni del manto nevoso lo permettono (se non si è esperti di montagna conviene farsi accompagnare da una guida).
Rifugio Fulciade e Forca Rossa
Dall’ampio parcheggio vicino alle piste da sci del Passo San Pellegrino si sale in un’ora al rifugio Fuciade. Il primo tratto è asfaltato sino all’hotel Miralago, poi seguono tre chilometri di strada sterrata battuta dalle motoslitte che in condizioni d’innevamento normale possono essere affrontati anche senza ciaspole, con ramponcini da passeggio in presenza di gelo o con passeggini da trekking.
Fantastico lo slittino al ritorno. Volendo dal rifugio Fuciade si può affrontare la più impegnativa la salita sino a Forca Rossa, su tracce poco visibili in caso di neve fresca, con un dislivello di oltre 500 metri, a mezza costa (attenzione al rischio valanghe). In questo caso il tempo di percorrenza è di due ore e mezza.
Valuta gli sconti e i vantaggi del PLEINAIRCLUB in provincia di Belluno!
Una valle deliziosa
Durante un soggiorno in Val di Zoldo è d’obbligo concedersi una coppa di gelato al latte di malga semicrudo con frutti di bosco, mirtilli o mele selvatiche. Proprio il gelato è infatti il dolce tipico del territorio: una tradizione che rimanda alla fine dell’Ottocento, quando gli abitanti emigravano a Venezia, in Austria e in Germania portando con sé l’arte di preparare il rinfrescante dolce a cucchiaio.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale erano più di sessanta le famiglie del comprensorio che ogni estate chiudevano le case e migravano Oltralpe con i loro camioncini ambulanti. Nella piccola valle gli elementi per fare un prodotto di qualità c’erano e ci sono tutti: latte fresco, panna e uova, l’abitudine a lavorare i latticini con macchine mantecatrici (quelle usate per fare il burro), la disponibilità di ghiaccio anche in piena estate.
Provate quello della gelateria Al Soler, nella frazione di Pecol: aperta tutto l’anno propone il suo gelato di latte intero a chilometro zero, nei gusti più comuni, ma anche in alcune specialità con frutti degli orti e dei boschi.

———————
Tutti gli itinerari di PleinAir in Veneto li puoi leggere sulla rivista digitale sul pc, sul tablet o sullo smartphone. Con un anno di abbonamento a PLEINAIR (11 numeri cartacei) hai a disposizione gli inserti speciali, la rivista digitale e l’archivio digitale dal 2015 (con gli allegati). Con l’abbonamento a PleinAir ricevi i prossimi numeri comodamente a casa e risparmi!







