Il litio è da tempo conosciuto in ambito psichiatrico nel trattamento del disturbo bipolare. Ma questo utilizzo farmacologico ha oscurato il suo ruolo di nutriente essenziale, capace di influenzare profondamente la salute cerebrale.
In piccole dosi, come oligoelemento naturalmente presente nella terra e in alcune acque potabili, il litio agisce come una sorta di “custode invisibile” del cervello, regolando l’equilibrio dei neurotrasmettitori, proteggendo i neuroni dallo stress ossidativo e modulando l’infiammazione.
Litio e salute cerebrale
Il cervello è un organo ad altissima richiesta energetica e fortemente sensibile agli insulti ossidativi, infiammatori e tossici. Il litio, anche in microdosi, agisce su molteplici livelli di protezione e supporto neurologico:
- Favorisce la plasticità sinaptica e la comunicazione tra neuroni;
- Stimola la neurogenesi, ovvero la formazione di nuovi neuroni, soprattutto nell’ippocampo, la regione della memoria;
- Inibisce l’accumulo di proteine tossiche, come beta-amiloide e tau, coinvolte nell’Alzheimer;
- Stabilizza l’umore e regola l’eccitabilità dei neuroni;
- Protegge il DNA delle cellule nervose e ne favorisce la riparazione;
- Regola l’attività di enzimi chiave coinvolti in processi degenerativi.
Attraverso queste molteplici azioni il litio rende il cervello più resistente alle sfide dell’invecchiamento, più pronto a difendersi e rigenerarsi.
Una protezione dalle malattie neurodegenerative
Sempre più studi suggeriscono che basse dosi di litio possano ridurre significativamente il rischio di decadimento cognitivo e di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. In uno studio condotto in Brasile, l’assunzione di litio ha ridotto del 600% il rischio di sviluppare demenza in persone anziane in trattamento con antidepressivi.
Questa straordinaria efficacia sembrerebbe derivare dalla capacità del litio di interferire con proteine tossiche come la tau e di inibire l’enzima GSK-3β (glicogeno sintasi chinasi 3 beta), noto per favorire la neurodegenerazione.
Il pompiere del cervello
L’infiammazione cronica è uno dei principali motori silenti del deterioramento neurologico. Il litio si è rivelato un potente mitigatore della risposta infiammatoria cerebrale: riduce la produzione di citochine infiammatorie come IL-1β e TNF-α, e frena l’attività distruttiva della microglia iperattiva, (le cellule immunitarie del cervello).
Riequilibra l’umore
Anche a dosi infinitesimali, il litio sembra migliorare la stabilità dell’umore e la resilienza emotiva. Agisce su dopamina, serotonina e glutammato, i tre pilastri della neurochimica delle emozioni. Inoltre, favorisce la neurogenesi nell’ippocampo, una regione chiave per la regolazione dell’umore e della memoria.
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Litio nell’acqua potabile; un effetto protettivo di massa?
In alcuni studi epidemiologici condotti in Austria, Giappone e Stati Uniti, è emersa una correlazione tra più alti livelli di litio nell’acqua potabile e una minore incidenza di suicidi, aggressività e disturbi dell’umore nella popolazione generale.
Questi dati suggeriscono che un’esposizione cronica a microdosi di litio possa esercitare un effetto protettivo silenzioso ma significativo sul benessere psichico collettivo.
Un oligoelemento dimenticato
Il litio non è riconosciuto come nutriente essenziale in parte a causa della sua identità ambigua: è stato per decenni etichettato come farmaco psichiatrico, e questo ha generato timori, confusione e pregiudizi. Ma il litio è, a tutti gli effetti, un elemento della tavola periodica, come ferro, zinco o magnesio. La sua funzione nutritiva è semplicemente meno conosciuta.
Diversi ricercatori sostengono oggi che il litio dovrebbe essere considerato un micronutriente essenziale per la salute cerebrale, e che microdosi giornaliere (0,3-1 mg) possano offrire benefici significativi, completamente scevri degli effetti collaterali di dosi farmacologiche.
Litio orotato: forma e dosaggio
Quando si parla di integratori a base di litio, spesso si trovano in commercio prodotti etichettati come “litio orotato 150 mg”. È importante però comprendere che quei 150 mg si riferiscono al peso dell’intero composto, ovvero la combinazione tra litio e acido orotico, e non alla quantità effettiva di litio puro contenuta nella compressa.
In realtà, ogni compressa da 150 mg di litio orotato fornisce solo circa 5 o 6 milligrammi di litio elementare, cioè una quantità molto piccola, che corrisponde a circa il 3-4% del totale. Queste dosi così ridotte rientrano nella categoria delle microdosi, utilizzate a fini nutrizionali o con finalità neuroprotettive, ben lontane dalle dosi farmacologiche impiegate in ambito psichiatrico.
A differenza di queste ultime, che possono variare da 300 a 1800 mg di litio elementare al giorno e che richiedono necessariamente un attento monitoraggio medico, le microdosi contenute negli integratori non necessitano di esami del sangue e sono considerate sicure per l’uso quotidiano.
Cosa ci impedisce di reintegrare il litio nella nostra salute quotidiana?
Il litio come oligoelemento rappresenta un campo di studio affascinante, con implicazioni profonde per la salute del cervello, la longevità e l’equilibrio emotivo. I suoi effetti antinfiammatori, neuroprotettivi e stabilizzanti sembrano convergere in un’unica direzione: mantenere il cervello più lucido, vitale e resistente nel tempo.
In attesa che la ricerca clinica allarghi ulteriormente gli orizzonti, forse è tempo di rivedere il nostro rapporto con questo piccolo, silenzioso alleato nascosto… nell’acqua, nella terra, e forse nel futuro della medicina preventiva.
Fonti principali
- Nunes PV, Forlenza OV, Gattaz WF. Lithium and risk for Alzheimer’s disease in elderly patients with bipolar disorder. British Journal of Psychiatry. 2007;190(4):359-360. doi:10.1192/bjp.bp.106.029868.
- Yu F, Wang Z, Tanaka M, Chiu CT. “Lithium ameliorates neuroinflammation in animal models of neurodegenerative diseases.” Neurosci Bull. 2021
- Greenblatt JM. Nutritional Lithium: A Cinderella Story
- Young W. “Review of lithium effects on brain and blood.” Cell Transplant. 2009.
- Schrauzer GN, Shrestha KP. “Lithium in drinking water and the incidences of crimes, suicides, and arrests related to drug addictions.” Biol Trace Elem Res. 1990.
- Ohgami H et al. “Lithium levels in drinking water and risk of suicide.” Br J Psychiatry. 2009.
- Wright JV, MD. “The Amazing Potential of Low-Dose Lithium” (Life Extension Magazine)
Young W. Cell Transplant. 2009