Dott.sa Debora Rasio

Medico, specialista in oncologia medica, ricercatrice presso la Sapienza Università di Roma, nutrizionista Rai, Mediaset e La7, autrice dei bestsellers “Death by Medicine” -Axios Press; “La dieta non dieta” -Mondadori- e il recente “La dieta per la vita” -Longanesi, vanta una notevole attività di ricerca anche all’estero – fra le collaborazioni quella con il Kimmel Cancer Center della Thomas Jefferson University di Philadelphia. Proprio l’attività come oncologa e i suoi studi nel campo della biologia molecolare l’hanno portata a interessarsi di alimentazione come strumento per tutelare la salute

Tumore alla prostata: gli Omega-3 possono rallentare la crescita del tumore

Indice

La gestione del tumore alla prostata è un processo multidimensionale che varia a seconda della gravità, dell’aggressività della malattia e dell’età del paziente. Nei casi a basso rischio o con rischio intermedio favorevole, si preferisce spesso la “sorveglianza attiva” che consiste nel monitorare l’evoluzione del tumore evitando interventi immediati e i relativi effetti collaterali. In questo contesto, le modifiche dello stile di vita, in particolare della dieta, possono giocare un ruolo strategico nel modulare l’evoluzione della malattia. 

Il rapporto omega-3/omega-6 influenza la crescita tumorale 

Uno studio recente, pubblicato sul Journal of Clinical Oncology e noto come CAPFISH-3 Randomized Clinical Trial, ha esaminato l’effetto di una dieta ricca di omega-3 e povera di omega-6, integrata con olio di pesce, sulla progressione del tumore prostatico. Lo studio ha coinvolto 100 pazienti sottoposti a sorveglianza attiva per cancro prostatico a basso rischio o con rischio intermedio favorevole. 

Dieta e integratori: il programma d’intervento

I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi. Il primo gruppo è stato istruito a ridurre il consumo di alimenti ricchi di omega-6, come patatine, biscotti, fette biscottate, maionese, pizza, cibi fritti e alimenti processati e ad aumentare, parallelamente, l’assunzione di pesce pescato, una fonte naturale di omega-3. A completamento della dieta, i partecipanti di questo gruppo hanno anche assunto quotidianamente un integratore di olio di pesce ricco di omega-3. Il secondo gruppo, invece, non ha ricevuto alcun tipo di consulenza dietetica né integratori, fungendo da gruppo di controllo.

Monitoraggio della crescita del tumore

Per valutare l’efficacia dell’intervento, è stato analizzato l’indice Ki-67, un importante marcatore di proliferazione cellulare tumorale, associato al rischio di progressione, metastasi e mortalità. Sono state effettuate biopsie prostatiche all’inizio dello studio e dopo un anno, nello stesso punto della ghiandola, per misurare i cambiamenti nell’indice ki-67 in relazione alla dieta seguita.

I risultati

Dopo un anno, il gruppo che seguiva la dieta ricca di omega-3 e povera di omega-6, integrata con olio di pesce, ha mostrato una riduzione del 15% nell’indice Ki-67, indicando un significativo rallentamento della crescita tumorale. Al contrario, il gruppo di controllo ha registrato un aumento del 24% dello stesso indice. Non sono invece emerse differenze significative in termini di grado tumorale, dimensioni del tumore o livelli di PSA.

Un equilibrio essenziale per la salute

Gli acidi grassi omega-3 e omega-6 sono entrambi essenziali, ma devono essere assunti in modo equilibrato. Gli omega-6, abbondanti in oli di semi come girasole, mais e soia, possono favorire l’infiammazione se consumati in eccesso. Al contrario gli omega-3, presenti in alimenti come sgombro, salmone selvaggio, alici, sardine, semi di lino, semi di chia e noci, offrono potenti benefici antinfiammatori e contribuiscono al benessere cardiovascolare, cognitivo e immunitario.

Mantenere un rapporto equilibrato tra questi acidi grassi è cruciale. La dieta occidentale moderna, purtroppo, è spesso sbilanciata a favore degli omega-6, favorendo lo sviluppo di condizioni infiammatorie che sottendono molte malattie croniche, inclusi i tumori. Per correggere questo squilibrio, è fondamentale non solo aumentare l’assunzione di omega-3 attraverso la dieta o integratori, ma anche ridurre fortemente l’apporto di omega-6, largamente presenti nei prodotti trasformati a livello industriale. 

Il potere della dieta 

Lo studio CAPFISH-3 indica che una dieta ricca di omega-3 e povera di omega-6, integrata con olio di pesce, può ridurre significativamente la proliferazione cellulare tumorale negli uomini con tumore alla prostata in fase iniziale. Modifiche semplici e consapevoli nelle abitudini alimentari possono rallentare la crescita del tumore e migliorare la qualità della vita, ritardando trattamenti invasivi. Una semplice scelta alimentare può cambiare il futuro: mangiare bene è un atto di cura e di prevenzione.

Fonte Aronson WJ, Grogan T, Liang P, et al. High Omega-3, Low Omega-6 Diet With Fish Oil for Men With Prostate Cancer on Active Surveillance: The CAPFISH-3 Randomized Clinical Trial. J Clin Oncol. 2024 Dec 13. doi: 10.1200/JCO.24.00608. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39671538/

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