Dott.sa Debora Rasio

Medico, specialista in oncologia medica, ricercatrice presso la Sapienza Università di Roma, nutrizionista Rai, Mediaset e La7, autrice dei bestsellers “Death by Medicine” -Axios Press; “La dieta non dieta” -Mondadori- e il recente “La dieta per la vita” -Longanesi, vanta una notevole attività di ricerca anche all’estero – fra le collaborazioni quella con il Kimmel Cancer Center della Thomas Jefferson University di Philadelphia. Proprio l’attività come oncologa e i suoi studi nel campo della biologia molecolare l’hanno portata a interessarsi di alimentazione come strumento per tutelare la salute

Dieta senza glutine nella tiroidite di Hashimoto, c’è un razionale?

Indice

La dieta senza glutine sta diventando sempre più popolare tra i pazienti con tiroidite di Hashimoto. Ma qual è la logica dietro questa tendenza? Senza rappresentare una cura definitiva, l’eliminazione del glutine può rivelarsi utile nel gestire alcuni aspetti della malattia. Analizziamo i principali meccanismi che collegano il glutine a questa forma di tiroidite e i benefici che una dieta senza glutine può offrire.

1. Coesistenza di celiachia e Hashimoto, una questione di predisposizione genetica  

  • La tiroidite di Hashimoto è accumunata alla celiachia dalla predisposizione genetica, legata ai geni HLA-DQ2 e HLA-DQ8. Chi possiede questi geni ha un rischio aumentato di sviluppare entrambe le malattie autoimmuni. Per questo, non è raro trovare pazienti con Hashimoto che manifestano anche sintomi di celiachia, o viceversa.
  • La celiachia è una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca l’intestino tenue in risposta all’ingestione di glutine. Questa risposta autoimmune può “scatenare” o peggiorare altre condizioni autoimmuni, inclusa la tiroidite di Hashimoto, attraverso un processo noto come “autoimmunità multipla”, in cui un sistema immunitario già iperattivo è più predisposto ad attaccare anche altri organi.

2. Sindrome dell’intestino permeabile (Leaky Gut) e ruolo del glutine

  • Un concetto che sta guadagnando rilevanza nella medicina moderna è quello della sindrome dell’intestino permeabile o “leaky gut,” una condizione in cui la parete intestinale diventa più permeabile e permette il passaggio nel circolo sanguigno di batteri, virus e frammenti di proteine alimentari non completamente digerite. Il glutine può contribuire all’aumento della permeabilità intestinale stimolando la produzione di zonulina, una proteina che regola l’apertura delle giunzioni strette tra le cellule intestinali.
  • Questo fenomeno è particolarmente rilevante per le malattie autoimmuni come Hashimoto, poiché il passaggio di molecole infiammatorie nel sangue può innescare una risposta infiammatoria sistemica che aggrava i sintomi e peggiora l’attacco autoimmune contro la tiroide. 

3. Mimetismo molecolare ovvero la somiglianza fra glutine e cellule tiroidee

  • Alcuni frammenti proteici del glutine hanno una struttura simile a quella delle cellule tiroidee. Quando il sistema immunitario reagisce contro il glutine, può accidentalmente attaccare anche i tessuti della tiroide a causa di questa somiglianza.
  • Questo processo contribuisce all’aumento della produzione di autoanticorpi come gli anti-TPO e anti-TG, indicatori tipici della tiroidite di Hashimoto. In questo modo, l’assunzione di glutine potrebbe amplificare l’attacco autoimmune contro la tiroide, rendendo più attivi i processi infiammatori che caratterizzano questa condizione.

4. Infiammazione sistemica e glutine

  • Il glutine può contribuire a una infiammazione sistemica anche in individui che non sono celiaci ma sono sensibili a questa proteina. Diversi studi hanno mostrato che nei pazienti con Hashimoto, una dieta ricca di glutine può portare a un aumento delle citochine infiammatorie come IL-6 e TNF-α, che intensificano l’infiammazione della tiroide.
  • Ridurre o eliminare il glutine dalla dieta può quindi abbassare la carica infiammatoria complessiva, aiutando il sistema immunitario a riequilibrarsi e a ridurre l’aggressività contro la tiroide. Per i pazienti con Hashimoto, questo può tradursi in una riduzione dei sintomi e una migliore gestione dell’autoimmunità.

5. Aumentato assorbimento di nutrienti

  • La dieta senza glutine, mitigando l’infiammazione intestinale, può favorire l’assorbimento di nutrienti come la vitamina D, il ferro e il selenio, riducendo il rischio di carenze che potrebbero peggiorare la funzione tiroidea. In particolare, il selenio ha un ruolo cruciale nella riduzione degli anticorpi anti-tiroide e protegge la tiroide dai danni autoimmuni, partecipando alla formazione di enzimi antiossidanti come il glutatione e supportando la conversione degli ormoni tiroidei nella loro forma attiva.

6. Equilibrio del microbioma intestinale 

  • Un microbioma intestinale sano gioca un ruolo fondamentale nelle malattie autoimmuni, inclusa la tiroidite di Hashimoto. Questo ecosistema batterico dialoga continuamente con il sistema immunitario aiutando a mantenere la tolleranza immunitaria, ovvero la capacità di riconoscere e rispettare le cellule e i tessuti propri dell’organismo, prevenendo attacchi contro i tessuti del corpo, come la tiroide. Quando il microbioma è in equilibrio (eubiosi), fornisce una funzione protettiva contro l’autoimmunità; al contrario, uno squilibrio (disbiosi) può facilitare risposte immunitarie anomale. 
  • Una dieta senza glutine può aiutare a migliorare la diversità batterica, un indice di eubiosi, sia riducendo la permeabilità intestinale sia grazie all’introduzione di alimenti alternativi ricchi di fibre e nutrienti che supportano la crescita di batteri benefici. Una maggiore diversità del microbioma intestinale contribuisce alla tolleranza immunitaria.

La dieta senza glutine come supporto nella gestione della tiroidite di Hashimoto

Per i pazienti con tiroidite di Hashimoto, la dieta senza glutine può rappresentare un approccio complementare nella gestione della malattia, offrendo diversi benefici, pur non essendo una cura definitiva. Eliminare il glutine può infatti contribuire a:

  • Ridurre la permeabilità intestinale: migliorando l’integrità della barriera intestinale e abbassando l’infiammazione.
  • Diminuire la produzione di autoanticorpi: mitigando l’attacco autoimmune alla tiroide, con molti pazienti che riportano una riduzione di anticorpi anti-TPO e anti-TG.
  • Favorire l’eubiosi: sostenendo un microbioma intestinale sano, fondamentale per il corretto funzionamento del sistema immunitario.
  • Migliorare l’assorbimento dei nutrienti essenziali: ottimizzando l’assunzione di elementi cruciali per la tiroide e contribuendo a un benessere generale più elevato.
  • Ridurre l’infiammazione: alleviando sintomi frequenti come stanchezza, dolori muscolari e problemi digestivi.

Molti pazienti segnalano anche un miglioramento complessivo del benessere e dell’umore, aspetto spesso legato alla riduzione dell’infiammazione e a una risposta immunitaria più equilibrata.

Senza glutine non significa necessariamente sano 

È importante non confondere la dieta senza glutine con il consumo dei numerosi prodotti ultra-trasformati senza glutine presenti in commercio, spesso ricchi di additivi, zuccheri e conservanti, sostanze che possono compromettere il microbioma e indebolire la barriera intestinale.

Per ottenere benefici da una dieta senza glutine, è cruciale scegliere cereali integrali in chicco naturalmente privi di glutine, come riso nero, riso rosso, quinoa, miglio, teff, sorgo, amaranto e grano saraceno. Inseriti in rotazione, questi alimenti offrono un profilo nutrizionale ricco e diversificato, apportando fibre, antiossidanti e nutrienti essenziali per la salute intestinale e generale. Una ricchezza alimentare che rappresenta un vantaggio rispetto a una dieta monotona a base di frumento, poiché sostiene la diversità batterica del microbioma intestinale, fondamentale per una risposta immunitaria equilibrata.

Una dieta sana per la tiroide e per l’intero organismo dovrebbe fondarsi su una grande varietà di alimenti vegetali, non solo cereali in chicco ma anche legumi, frutta, verdura, spezie, erbe aromatiche, che dovrebbero rappresentare l’80% della nostra alimentazione, integrati da proteine di alta qualità come quelle di uova, pesce, carne e derivati fermentati del latte di capra e pecora. Una dieta così strutturata, ricca di nutrienti essenziali e sostanze antinfiammatorie, è un’alleata preziosa per la salute della tiroide e un pilastro di benessere per l’intero organismo.

ultimi articoli

veicoli e accessori schede tecniche