I fanghi rossi e le sfumature di azzurro del mare. Le rocce millenarie e i profumi della macchia mediterranea costellati da testimonianze di archeologia mineraria. I dintorni di Iglesias ammaliano il viaggiatore con i contrasti cromatici, i paesaggi surreali e gli inviti a camminare e pedalare in una scenografia mozzafiato
Indice dell'itinerario

Per te la vacanza al mare ideale è quella in cui puoi abbinare i tuffi nell’acqua azzurra e il relax sulla spiaggia di sabbia fine alle escursioni? Siamo andati a esplorare i dintorni di Iglesias, nel sud della Sardegna, in camper e abbiamo scoperto che la zona offre un mix straordinario di rocce millenarie, calette, grotte e miniere.

Alle prime luci, nel cielo terso del mattino, il colpo d’occhio sulla costa di Nebida è indimenticabile. L’incanto di una striscia di terra rossa, bruna e nera, punteggiata dalla macchia mediterranea, si allunga verso l’orizzonte arricciandosi nel punto in cui il Pan di Zucchero emerge dalle acque, slanciandosi dal mare. Dieci chilometri di costa frastagliata, impervia, quasi priva di segni umani, dove la natura si esprime alla massima potenza.

Il territorio di Iglesias, nella provincia del Sud Sardegna, è ricco di occasioni e spunti. L’archeologia industriale delle miniere dismesse, gli itinerari per il trekking, le proposte per la mountain bike. In sintesi, non solo le tentazioni di un mare cristallino ma un viaggio nella terra sarda più autentica fra gallerie sotterranee e colline di fanghi rossi. Il tutto accompagnato dai sapori decisi della tradizione e da ottimi vini bianchi e rossi ottenuti da vitigni autoctoni.

Cala Domestica, Cala Lunga e Masua

Sardegna-Sulcis Iglesiente-Grotta Azzurra di Masua-Ph. Massimiliano Rella
La Grotta Azzurra o Grotta Sardegna, per la sua sagoma che ricorda l’isola, a Masua

La costa del Sulcis Iglesiente è un susseguirsi di rocce a strapiombo, grotte e poche spiaggette lambite da un mare cristallino. Per esempio Cala Domestica, Cala Lunga e Masua: quest’ultima si trova davanti al Pan di Zucchero, un faraglione alto 133 metri eletto monumento naturale. Un tuffo nelle acque limpide del Golfo di Gonnesa è quel che ci vuole per chi percorre il Cammino Minerario di Santa Barbara, un trekking ad anello di cinquecento chilometri – in buona parte accessibile alle mountain bike – che inizia e termina nel centro di Iglesias toccando la costa di Nebida, Porto Flavia, Cala Domestica e altri luoghi, inclusa la località di Carloforte sull’isola di San Pietro.

Sardegna-Sulcis Iglesiente-spiaggia di Masua-scoglio del Pan di Zucchero
la spiaggia di Masua da cui si scorge lo scoglio del Pan di Zucchero

Sulla spiaggia di Masua ci attende invece un giro in barca di un paio d’ore al Warung Beach Club durante il quale puoi tuffarti in acque altrimenti irraggiungibili. A nuoto si può raggiungere la spettacolare Grotta Sardegna. Sai perchè è chiamata così? Per la sagoma che ricorda la forma della regione. Indimenticabile è anche la nuotata sotto le lastre sedimentarie del Canal Grande di Nebida, un altro monumento naturale accessibile via mare.

Porto Flavia

Sardegna-Sulcis Iglesiente-Porto Flavia dall'alto-mare e roccia
Porto Flavia

A due passi dalla spiaggia di Masua, a strapiombo sul mare, l’impianto di Porto Flavia è un vero e proprio capolavoro di ingegneria. Attiva fra il 1924 e il 1963, la miniera è composta da due tunnel della lunghezza di seicento metri scavati nella roccia, a livelli diversi. Ha un incredinile affaccio sospeso sull’acqua. Da qui i minerali venivano calati su piccole imbarcazioni a vela, le bilancelle, trasportati a Carloforte e quindi trasferiti sui mercantili internazionali. Un sito pazzesco che può essere ammirato dalla barca o nel corso di una visita guidata.

In tour fra le miniere

Sardegna-Cammino Minerario di Santa Barbara-escursionisti-Ph. Massimiliano Rella
Trekking sulla ciclovia del Cammino Minerario di Santa Barbara. In fondo la ex miniera di Masua

Miniera di Monteponi

Per secoli le risorse minerarie di Iglesias hanno condizionato l’attività economica e il paesaggio del Sulcis Iglesiente. Dismessi dagli anni Novanta, i siti di estrazione rappresentano oggi un’originale destinazione turistica e un interessante esempio di archeologia industriale. Appena fuori dall’abitato ci attendono due ex complessi minerari.

Sardegna-Sulcis Iglesiente-Monteponi-Galleria Villamarina-Ph. Massimiliano Rella
il complesso minerario dismesso di Monteponi: la galleria Villa Marina area “Imbocco Suore”

Monteponi, destinato all’estrazione di piombo e zinco, prese l’aspetto attuale a metà Ottocento ad opera di un gruppo ligure-piemontese. Affacciato su un paesaggio surreale di fanghi rossi, risultato dei materiali di scarto, è un insediamento liberamente visitabile. Tra gli impianti dismessi si segnalano i pozzi Sella e Vittorio Emanuele II. La galleria Villamarina, attiva dal 1855 al 1998; e la sala argano del Piano Inclinato, un sistema di carrelli scorrevoli su binari da cui si governava il trasporto dei materiali lungo la collina, presentato all’Expo di Parigi del 1889.

Miniera di San Giovanni

Sardegna-Sulcis Iglesiente-Grotta di Santa Barbara-colonna di carbonato di calcio-Ph. Massimiliano Rella.
la Grotta di Santa Barbara con la colonna di carbonato di calcio alta 26 metri

Ancora una manciata di chilometri e raggiungiamo la Miniera di San Giovanni. Qui nel 1952 fu scoperta
la Grotta di Santa Barbara, un’enorme cavità ricca di stalattiti, stalagmiti e cristalli di barite tabulare scura dove non mancano un laghetto e una colonna in carbonato di calcio alta ventisei metri. La raggiungi solo con visite guidate per gruppi. Bisogna attraversare la miniera a bordo di un trenino e quindi scendere una scala chiocciola.

Grotta di San Giovanni

Sulla costa di Nebida, a undici chilometri da Iglesias nel comune di Domusnovas, sorge la Grotta di San Giovanni, la “grotta carrozzabile” più lunga al mondo: 860 metri scavati dal rio Sa Duchessa (oggi chiusi al traffico automobilistico).

Laveria Lamarmora

A quindici chilometri da Iglesias troviamo Laveria Lamarmora, un impianto che un tempo era preposto al lavaggio dei minerali. Esso è raggiungibile dal belvedere scendendo una scalinata di trecento gradini.
Per avere conto della varietà dei minerali presenti nella zona vale la pena fare un salto al Mumisa-Museo Sardo di Mineralogia a Iglesias. Le sale sono dedicate ai minerali della Sardegna (calciti, bariti e così via) e a una raccolta di esemplari provenienti da tutto il mondo. Il Comune propone la visita in abbinamento al Museo del Costume, che custodisce gli abiti tradizionali dell’Iglesiente.

Iglesias

Sardegna-Iglesias-mura medievali-Ph. Massimiliano Rella
resti delle fortificazioni pisane medievali a Iglesias

Le risorse minerarie del territorio attirarono nei secoli Fenici, Romani e altri popoli. Ma fu nel XIII secolo che il nobile pisano Ugolino della Gherardesca fece raggruppare gli insediamenti dei minatori in una nuova cittadina, Villa di Chiesa (Ecclesiae), menzionata per la prima volta nel 1272. Risalgono ad allora lo statuto comunale del Breve, un documento che regolamentava la vita pubblica e la gestione delle miniere, oggi custodito nell’Archivio Storico Comunale di Iglesias, nonché la costruzione delle mura medievali e del Castello Salvaterra, rifondato dagli Aragonesi nel 1325. Le fortificazioni costeggiano la strada collinare fino a Torre Guelfa, poggiata sull’antistante colle.

Sardegna-Iglesias-Palazzo dell'ex pasticceria Lamarmora-Ph. Massimiliano Rella.
La ex offelleria Lamarmora, oggi caffè, in piazza Lamarmora.

Nel 1324 Villa Ecclesiae fu conquistata dai catalano-aragonesi, segnando gli inizi del dominio iberico delle coste sarde occidentali. Il dominio durò per quattrocento anni fino all’avvento del Regno Sardo Piemontese (1720-1861). Segni evidenti del periodo aragonese sono visibili nei palazzi e nelle chiese del centro storico. Su Corso Matteotti affacciano edifici in stile liberty d’inizio Novecento: in origine erano le dimore dei dirigenti minerari, molti dei quali giunti dal Piemonte. Furono proprio i piemontesi a dare un forte impulso alle miniere.

Non a caso Quintino Sella, ex ministro delle Finanze del Regno d’Italia ed esperto di mineralogia, fu nominato cittadino onorario nel 1871: a lui è dedicato il monumento fresco di restauro in Piazza Sella. Il palazzo dell’antica Offelleria Lamarmora, invece, risale al Novecento ed è affrescato con immagini di pubblicità dell’epoca. Ospita il più bel caffè della città.

Sardegna-Iglesias-scultura-artigianato locale-Ph. Massimiliano Rella
un mamuthones di Alessandro Lai Ceramiche

La Cattedrale di Santa Chiara

Il gioiello di Iglesias è la Cattedrale di Santa Chiara, costruita fra il 1284 e il 1288 su commissione del conte Ugolino. Ha una facciata in pietra chiara e scura affiancata da un campanile a canna quadrata, pianta a croce latina con navata unica, due cappelle laterali e archi a sesto acuto che suddividono l’aula in quattro campate coperte da volte a stella. La chiesa custodisce un crocifisso scolpito e immagini di Gesù, di santi e del martirio di Sant’Antioco, il patrono della diocesi a cui è dedicata la cappella cinquecentesca, ingrandita e abbellita a metà Seicento e conclusa dall’architetto ligure Domenico Spotorno.

Mangiare tipico nel Sulcis Iglesiente

Sardegna-Sulcis Iglesiente-Cozze sgusciate-Ph. Massimiliano Rella
Tataki di tonno rosso di Portoscuso su crema di gazpacho. Ristorante Zenith

I prodotti da forno

Nel Sulcis Iglesiente ci attende un mare di bontà, dalle pizzette con tonno di Carloforte sottolio agli immancabili mustatzeddu, focacce con aglio, olio e ripieno di pomodoro e basilico. Trovi anche una
gran varietà di pane come il cocoi pintao, ossia il “pane della sposa”, a forma di cuore e ricco di decorazioni floreali. Tra i dolci da provare le pardulas, tortini di strutto e farina ripieni di ricotta, zafferano e limone.

Sardegna-Sulcis Iglesiente-Focaccia iglesiente del panificio Vargiu 1891-Ph. Massimiliano Rella
la tipica focaccia iglesiente, Su Mustatzeddu, ripiena di pomodoro, aglio e basilico. Panificio Vargiu 1891

Allo Zenith di Iglesias assaporiamo ricette rivisitate, come le cozze sgusciate su crema fredda di
pomodoro pachino al basilico e povere al nero di seppia. Al ristorante Villa di Chiesa, all’ombra della Cattedrale di Santa Chiara, a soddisfare il palato basta il ricco e originale antipasto di pesce.

Sardegna-Sulcis Iglesiente-Birroteca Fermentazioni Spontanee-birraio Mattia Orlandini-Ph. Massimiliano Rella
Il birraio Mattia Orlandini. Birroteca Fermentazioni Spontanee

Il giro dei sapori continua sulla spiaggia di Masua al Beach Restaurant Warung. Provo la tartare di tonno, zabaione salato, sedano, nocciola e polvere di cappero. Se cerchi una cucina campagnola, il ristorante dell’Artu Hotel propone gustose ricette come i malloreddus alla Campidanese, i classici gnocchetti sardi rivisitati con salsiccia secca di Desulo.

Vino o birra?

Sardegna-Sulcis Iglesiente-Franco Rubiu e il figlio Roberto della Cantina Rubiu-vigneto
Franco Rubiu e il figlio Roberto della Cantina Rubiu

E nel calice? A Iglesias sono presenti tre cantine che producono vini di qualità da vitigni autoctoni: Vermentino e Moscato di Sardegna fra i bianchi, Monica e Carignano fra i rossi. Tra le vigne di Arriali l’enologo Paolo Pitzolu, che ha vissuto in Sudafrica e Argentina, abbina la degustazione di vini aziendali
in edizione limitata (tra cui un Moscato di Sardegna Doc) a formaggi e salumi. Nella cantina di Franco Rubiu e del figlio Roberto l’assaggio dei vini, dal Vermentino di Sardegna Doc al blend di uve rosse Alicante e Carignano, si fa in giardino con formaggi stagionati e semi-stagionati.

Tappa finale da Aru, una bella fattoria rurale ottocentesca: fra le etichette proposte da Mario un Vermentino da vendemmia tardiva, ricco e concentrato, un piacevole rosato di uve Cannonau, spumanti rosè e bianchi da Vermentino. Preferite la birra? Andate da Mattia e Roberta di Birroteca Fermentazioni Spontanee per una lista di bionde, rosse e scure artigianali. Un vero e proprio tempio dove approfondire la cultura della birra made in Sardinia, cominciando dall’ottima bionda della casa.

Sosta camper

  • A Villamassargia c’è l’agricampeggio Donne Rurali a 700 metri dal paese, che dispone di 12 piazzole su fondo erboso e ombreggiato dotate di elettricità, acqua potabile, carico e scarico, servizi igienici, docce, lavanderia e barbecue. In azienda vendita diretta di legumi e prodotti bio, fattoria didattica per studenti e adulti. Prezzo 28 euro a equipaggio (2 adulti e bambini), più 3 euro per ogni persona aggiunta.
  • A Masua c’è il parcheggio a pagamento adiacente alla spiaggia e alla pineta, a ridosso della sterrata che porta alle miniere di Porto Flavia.
  • A Buggerru è disponibile l’area camper Su Marxani Cala Domestica, a due passi dalle spiaggette di Cala Domestica e Cala Lunga, che dispone di carico e scarico acqua (non è presente la corrente), bagni e docce a pagamento (1 euro), chiosco bar con ristoro. Prezzo 15 euro al giorno.

Dove mangiare

A Iglesias puoi mangiare da Alex Pub in Via Garibaldi presso Palazzo Sagittarius che serve pizze, anche gourmet, e carne alla griglia. Nella stessa città, in Via Cagliari 113, trovi Zenith (tel. 0781 1960050, 349 0503492) che è anche il b&b Eos. Lo chef Manuele Loci propone ricette rivisitate come i fusilloni con gamberi rossi, vongole, pomodori freschi, zafferano e basilico.

Dove comprare prodotti tipici

A Iglesias Alessandro Lai Ceramiche in Via Satta 23 produce artigianato artistico e oggettistica per la casa come brocchette, vasi nuragici in argilla e figure antropomorfe della cultura sarda (tel. 338 9102798). Al Panificio Vargiu 1891 in Corso Matteotti 18 puoi fare incetta di mustatzeddu, le tipiche focacce, il pane Ciuvraxiu a lunga lievitazione, il Cocoi Pintao o “pane della sposa” a forma di cuore e ricco di decorazioni floreali, il pane Su pipìu cun S’Ou (il bambino con l’uovo). Tra i dolci le pardulas, tortini ripieni di ricotta, zafferano e limone (tel. 0781 23408, 342 1539595).

Escursioni e visite guidate

A Domusnovas puoi fare riferimento al Consorzio Natura Viva Sardegna (tel. 348 0553309) che organizza visite guidate alla Grotta di San Giovanni. A Iglesias c’è Iglesias Rent Bike c/o Consorzio Iglesiente in Piazza Pichi 3 (tel. 351 8986701) dove puoi noleggiare mountain bike a pedalata assistita. La giornata intera costa dai 35 ai 40 euro solo di bici mentre le visite guidate di mezza giornata per gruppi hanno un costo che parte da 45 euro a persona. Sulcis Hiking Bike propone un trekking guidato di 4 ore con assaggi di prodotti tipici. Il Warung Beach organizza, invece, tour in gommone dalla spiaggia attrezzata di Masua.

Per organizzare la tua vacanza in Sardegna nel Sulcis Iglesiente in camper per avere più informazioni puoi rivolgerti all’Ufficio Turistico di Iglesias in Piazza Municipio (tel. 0781 274507). Fra le iniziative la visita guidata del centro storico di Iglesias (durata 90 minuti, costo 10 euro).

In Sardegna con Corsica Ferries

Le navi della compagnia Corsica Ferries Sardinia Ferries garantiscono collegamenti efficienti e confortevoli verso la Sardegna (ma anche la Corsica e l’Elba) e condizioni di favore agli iscritti al PLEINAIRCLUB.

La Ciclovia del Cammino Minerario di Santa Barbara

Sardegna-Sulcis Iglesiente-Ciclovia del Cammino Minerario di Santa Barbara-Ph. Massimiliano Rella
In bici sulla ciclovia del Cammino Minerario di Santa Barbara. Il belvedere di Nebida, in fondo il Pan di Zucchero

La nuova Ciclovia del Cammino Minerario di Santa Barbara è un percorso che si snoda all’interno del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna. Il tracciato, che va ad aggiungersi all’itinerario a piedi già percorribile da alcuni anni prende il via da Iglesias spaziando a nord fino a Montevecchio e a sud fino a Candiani (Porto Pino), fra scenari e colori unici.

Qui trovi tutte le informazioni per organizzare il viaggio.

testo e foto di Massimiliano Rella

Sardegna-Sulcis Iglesiente-mappa

Ti è piaciuta questa proposta di viaggio in Sardegna in camper?

Leggi anche Sardegna, da Santa Teresa di Gallura a Castelsardo

________________________________________________________

Tutti gli itinerari, i weekend, i diari di viaggio li puoi leggere sulla rivista digitale da smartphone, tablet o PC. Per gli iscritti al PLEINAIRCLUB l’accesso alla rivista digitale è inclusa.

Con l’abbonamento a PleinAir (11 numeri cartacei) ricevi la rivista e gli inserti speciali comodamente a casa e risparmi!

photo gallery

dove sostare