Basta leggere qualche sonetto del Belli o qualche verso di una poesia di Trilussa per avere la sensazione che la Città Eterna sia un vero luogo accogliente e autentico. Ma Roma ha anche un volto misterioso, segreto e che la rende una vera meta esoterica. Non solo terra di imperatori e papi, dunque, ma anche di personalità che si sono distinte nelle scienze occulte e mistiche. Quello che ti proponiamo è un itinerario diverso dal racconto tradizionale della città: fatti sorprendere da storie, intrighi, leggende e scorci. Ti sembrerà ancora più accattivante.
Castel Sant’Angelo e il fantasma di Beatrice Cenci

Castel Sant’Angelo, ad esempio, ha un fascino misterioso: pare che il fantasma di Beatrice Cenci (di cui abbiamo parlato qui) si aggiri sul maniero la notte dell’11 settembre, data della sua morte. La nobile, insieme alla matrigna Lucrezia e ai fratelli, organizzò l’omicidio del padre, il conte Francesco Cenci, a causa delle numerose violenze perpetrate ai danni dei suoi familiari. Scoperti, furono giustiziati da Papa Clemente VIII, che non volle mai condannarlo definitivamente, nonostante le numerose denunce a suo carico. È solo uno dei crimini commessi all’ombra del Cupolone.
Il misticismo del Quartiere Coppedè

Ti trovi a pochi passi dal caos di via Tagliamento, ma appena varchi l’arco monumentale che segna l’ingresso al quartiere Coppedè (di cui abbiamo parlato qui), sembra di entrare in un mondo incantato. Questo piccolo gioiello architettonico, progettato da Gino Coppedè nei primi del ‘900, è un concentrato di stili e suggestioni: dall’Art Nouveau al gotico, dal barocco all’eclettismo più sfrenato.
Ma cosa rende Coppedè un luogo esoterico? Basta guardarsi intorno. Sui palazzi, sulle fontane e nei dettagli nascosti emergono simboli massonici, creature mitologiche, segni zodiacali e misteriose incisioni. Non perderti la Fontana delle Rane, protagonista di leggende urbane e racconti esoterici.
Se vuoi respirare un’aria da romanzo gotico, dirigiti verso il Villino delle Fate, un edificio in cui ogni dettaglio sembra raccontare una storia mistica.
La leggenda della Sedia del Diavolo e della Casina delle Civette
A Roma il Diavolo ha lasciato più di una traccia, e una delle più inquietanti si trova sempre nel quartiere Trieste. Si tratta della cosiddetta Sedia del Diavolo, un antico sepolcro romano in laterizio che, con il passare del tempo, ha assunto la forma di un trono sinistro.

Secondo la leggenda, di notte il luogo è infestato da presenze oscure e strani fenomeni paranormali. In passato, era considerato un punto di ritrovo per alchimisti e stregoni, che lo usavano per i loro riti.
Se invece preferisci un mistero più raffinato, spostati verso Villa Torlonia per visitare la Casina delle Civette (di cui abbiamo parlato qui). Questa dimora dall’aria fiabesca nasconde un’anima mistica: il suo nome deriva dalle decorazioni a forma di civetta, simbolo di conoscenza segreta e legame con il mondo dell’occulto. Il proprietario, il principe Giovanni Torlonia, era affascinato dall’esoterismo e riempì la villa di vetrate con simboli alchemici, massonici e zodiacali.
La Porta Alchemica, la magia a Piazza Vittorio

Pochi sanno che all’interno del giardino di Piazza Vittorio si cela una porta magica che non conduce in alcun luogo. Anche chiamata Porta Alchemica o Porta dei Cieli è ciò che rimane di Villa Palombara, residenza di Massimiliano Savelli Palombara, marchese di Pietraforte. L’aristocratico probabilmente iniziò ad appassionarsi all’alchimia e all’esoterismo grazie alla frequentazione con la regina Cristina di Svezia, che dopo aver abdicato al trono istituì un’accademia alchemica nell’attuale Palazzo Corsini alla Lungara.
Si narra che un giorno Giuseppe Francesco Borri, membro del cenacolo e ospite del marchese, scomparve nel giardino della residenza mentre cercava un’erba in grado di produrre oro. Sul luogo furono trovate tracce del prezioso metallo, oltre a manoscritti con formule alchemiche e segni oscuri. Convinto che si trattasse della ricetta per la pietra filosofale, il padrone di casa avrebbe fatto incidere sulle cinque porte della villa simboli associati a metalli, cerchi, piramidi e una stella a sei punte (il sigillo di Salomone). Cosa in realtà rappresenti la porta magica resta un enigma ancora da svelare
Largo Argentina, omicidi eccellenti

La città è intrisa di omicidi per lo più irrisolti, tuttora avvolti nel mistero. Ma qual è il fatto di sangue più celebre della storia di Roma? Ovviamente le Idi di Marzo, il 15 marzo del 44 avanti Cristo, il giorno del tragico assassinio di Giulio Cesare, uno degli uomini che hanno scritto la storia di Roma. Il console fu trafitto con ventitré pugnalate durante una seduta del Senato. Spaventati dal suo potere una volta diventato dittatore a vita, i senatori intervennero tramando il suo omicidio.
L’evento segna uno spartiacque nella storia di Roma: con la morte violenta del capo indiscusso di Roma la Repubblica si avvia a diventare Impero, trasformando per sempre il destino dell’umanità. Per celebrare la ricorrenza ogni anno, il 15 marzo, la città mette in scena tra Largo di Torre Argentina e i Fori una rappresentazione d’intensa drammaticità in cui dove teatro, orgoglio e spirito di appartenenza si mescolano egregiamente.
La meridiana al Pantheon

Nelle sue proporzioni perfette (il diametro è pari all’altezza) il tempio nasconde un complesso sistema di numeri e richiami simbolici. Realizzato nel 27 a.C. da Marco Vipsanio Agrippa, viene restaurato sotto l’imperatore Adriano che lo dedica alle sette divinità planetarie, simboli delle sfere celesti visibili al tempo e delle loro dinamiche: Apollo (sole), Diana (luna), Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno. La somma dei primi sette numeri è 28, come i riquadri della cupola, le colonne e le paraste, in un’epoca in cui non era affatto banale dividere una circonferenza secondo i multipli del 7.
Una scelta non casuale, perché il 28 è un numero perfetto, corrispondente alla somma dei suoi divisori (14+7+4+2+1). La sua cupola, tra le più grandi del mondo, funziona come un’imponente meridiana. Il fascio di luce proiettato al mezzogiorno astronomico attraverso l’oculus, l’apertura sulla sommità del diametro di nove metri, raggiunge una posizione diversa a seconda del periodo dell’anno.

In particolare nel solstizio d’estate (21 giugno) il cerchio di luce cade al centro del portale d’ingresso. Facile capire come nei secoli al Pantheon siano state accostate storie e leggende di ogni tipo.
Santa Maria Maggiore, il Quadrato del Sator

Tra le tante meraviglie di Santa Maria Maggiore, ce n’è una che pochi notano: il misterioso Quadrato del Sator.
Si tratta di un’iscrizione composta da cinque parole palindromiche:
SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS
Questa enigmatica frase si trova in diverse parti del mondo, ma il suo significato rimane oscuro. Alcuni studiosi lo considerano un codice segreto dei cristiani perseguitati, altri lo collegano alla Cabala e alla numerologia esoterica.
Il Quadrato del Sator ha un potere ipnotico: le parole possono essere lette in tutte le direzioni, creando un intreccio di significati senza fine. Se ti fermi davanti a questa scritta e provi a decifrarla, potresti ritrovarti immerso in uno dei più grandi misteri della storia.