Arrivare in camper a Nordkapp, Capo Nord, luogo iconico della Norvegia. È il sogno che tanti camperisti vorrebbero realizzare almeno una volta nella vita. E una volta arrivati fin lassù sarebbe un vero peccato trascurare luoghi sorprendenti a portata di ruote come le fantastiche Isole Lofoten. Ecco una proposta di viaggio in Norvegia tra Capo Nord e le Lofoten, senza dimenticare le isole Vesterålen.

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Organizzare un viaggio in camper verso Norvegia, Capo Nord e Lofoten
Organizzare un viaggio in Norvegia tra Capo Nord e le Isole Lofoten in camper richiede di avere innanzitutto le idee chiare su alcuni aspetti. Partire con il proprio mezzo dall’Italia o arrivare in aereo e noleggiare un veicolo sul posto? Quanto tempo si ha a disposizione? Cosa vedere? A seconda delle risposte variano i punti di accesso alla Norvegia e anche i percorsi. Per la conformazione geografica del Paese con un’unica strada principale che l’attraversa, quella costiera, un itinerario circolare costringerebbe a ripassare dagli stessi luoghi o a tagliare l’interno montuoso, perdendo i tratti costieri più spettacolari.

Il tracciato che proponiamo per scoprire la Norvegia tra Capo Nord e le Lofoten in camper richiede almeno due settimane escluso l’avvicinamento dall’Italia al nostro punto di partenza, Kirkenes, a circa 3.600 chilometri da Milano. Un semicerchio che attraversa il versante settentrionale del Paese partendo dal Finnmark per terminare a Bodø.

Noleggiare un camper in Norvegia e verso Capo Nord
Come noleggiare un camper in Norvegia (bobil in norvegese)? Per seguire questo itinerario verso Norvegia e Capo Nord in camper puoi volare su Kirkenes o Bodø, rispettivamente punto di partenza e arrivo.
- A Kirkenes è attivo il centro Kirkenes-Bil.
- A Bodø c’è Rent easy, presente anche a Kristiansand e Ålesund.
- Attenzione: in alta stagione non è prevista la possibilità di riconsegnare il mezzo in un luogo diverso da quello del prelievo.
- In alternativa puoi volare fino a Tromsø, dove hanno sede Arctic Campers, attivo a Tromsø e Oslo, e a Norway Campers attivo a Tromsø e Oslo. In questo caso l’itinerario migliore attraversa le isole Vesterålen e Lofoten, quindi punta su Bodø, Rovaniemi, Inari, Kirkenes, Capo Nord, Alta.
- Tra gli operatori di noleggio camper attivi in Norvegia ci sono anche Indie Campers, presente a Oslo, Bergen, Trondheim e Tromsø.
- E Roadsurfer, presente a Bergen e Oslo, CamperDays, con sede a Oslo.
Itinerario verso Capo Nord in camper: partendo da Kirkenes
Ultima città norvegese, praticamente sul confine con la Russia, Kirkenes è famosa per essere il “capolinea” del battello postale che collega le zone più sperdute del nord con Bergen. Non c’è molto da vedere perché la città fu completamente rasa al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale. Il Grenselandmuseet racconta la storia di questa città di confine. L’Andersgrotta, un vecchio bunker tedesco, narra le vicende belliche. Tante e tutte legate alla natura sono le cose da fare. Per esempio la pesca al granchio reale o le escursioni in barca nel fiordo. Se siete arrivati dalla Finlandia avrete già percorso la bella Pasvikdalen, una valle lunga cento chilometri. Qui si possono fare delle belle camminate nella taiga fino al confine russo.

La Varanger Scenic Route in camper
Lasciata Kirkenes iniziamo l’avvicinamento a Capo Nord con la strada E6. Ma conviene allungare il percorso facendo una deviazione sulla Varanger Scenic Route. Sono in tutto 160 chilometri di strada costiera da Varangerbotn a Vardø e Domen, fino a Hamningberg. Il regno del vento e degli uccelli marini con un paesaggio da fine del mondo.
Lungo la strada passiamo prima da Karasjok, capitale della Lapponia. Qui hanno sede il Sámediggi, il parlamento sami, e un museo che racconta la vita e la cultura di queste popolazioni. Più oltre incontriamo la cittadina di Lakselv, dove passa il fiume omonimo anche chiamato “fiume dei salmoni” per la grande abbondanza di questa specie.
Proseguiamo verso Capo Nord costeggiando le acque azzurro scuro del Porsangerfjord. Sulla strada si incontra il posteggio di Nordmanset.

Finalmente, Capo Nord
Nordkapp, Capo Nord, è il sogno. “È un confine mentale”, come mi disse una volta uno psicologo genovese che incontrai sul plateau. In effetti non c’è niente su questa punta dell’isola di Magerøya sferzata dal vento gelido. Eppure, se ogni anno così tante persone affrontano un tragitto così lungo, vuol dire che è il viaggio stesso a darsi un significato. Una volta giunti sul posto vi sarete già abituati ad avere luce 24 ore al giorno, se ci andate nel periodo estivo. Ma vedere il sole all’orizzonte scendere a sfiorare le acque dell’Oceano Artico per poi risalire è uno spettacolo indimenticabile.

La strada che porta da Honningsvåg fino al plateau è molto bella, con tantissimi scorci fotografici. Sull’isola c’è anche Skarsvåg, il villaggio di pescatori più settentrionale al mondo. Con una passeggiata si raggiunge il Kirkeporten, una formazione rocciosa naturale che, come dice il nome, ricorda il portale di una chiesa. La vista da qui sull’altopiano di Capo Nord è davvero fantastica.
Da Capo Nord in camper verso sud: Kvaløya, l’isola delle balene
Da Capo Nord si può solamente ritornare verso sud. Ritornati al bivio di Olderfjord, proseguiamo verso Skaidi dove facciamo una deviazione di una sessantina di chilometri per raggiungere Hammerfest, sull’isola di Kvaløya, “l’isola delle balene”. Hammerfest è il centro abitato più antico del nord della Norvegia e la città più settentrionale del mondo. Per raggiungerla passiamo sopra uno dei tantissimi ponti che collegano le isole tra loro e con la terraferma. La Norvegia ha investito in infrastrutture moltissimo del suo ricchissimo fondo sovrano dovuto al petrolio e al gas. Gallerie, strade e ponti sono stati notevolmente migliorati e le distanze sono state ridotte.

I fiordi artici e Alta in camper
Il bello di un viaggio nella Norvegia settentrionale è che non ci si perde. C’è una strada sola, la E6! Da Skaidi ci inoltriamo nell’interno, nel vidda, l’altopiano tipico nordico: duro, aperto, minerale. Dove il paesaggio è orizzontale, il cielo enorme e gli alberi non crescono.
Alta è il centro principale. È famoso per i graffiti rupestri inseriti dall’Unesco nel Patrimoni dell’Umanità dal 1985: oltre 5.000 incisioni databili tra il 4200 e il 500 a.C. diffuse tra numerosi siti. Quello principale (circa 3.000 incisioni) si trova a Jiepmaluokta, a circa quattro chilometri dal centro abitato. Un museo a cielo aperto che racconta la vita delle antiche popolazioni nordiche. Ad Alta da vedere c’è anche la moderna e splendida Cattedrale dell’Aurora Boreale.
Norvegia in camper: verso Tromsø
Poco dopo Alta, sulla strada verso Tromsø, un ponte attraversa il Kåfjord. Questo fiordo è famoso perché durante la Seconda Guerra Mondiale dava rifugio alla Tirpitz, la corazzata più potente della flotta tedesca alla quale è dedicato un museo. Tranne brevi tratti, viaggiamo sempre con il mare sulla destra in un continuo zigzagare tra i fiordi. Arrivati a Olderdalen accorciamo le distanze di un centinaio di chilometri seguendo la strada 91 e prendendo due traghetti: il primo fino a Lyngseidet e il secondo da Svensby a Breidvik. È facile perdere l’orientamento tra tutti questi bracci di mare che frastagliano la costa! Non si capisce mai se ci si trova su un’isola o su qualche penisola della terraferma. A Fagernes rientriamo sulla E8 che in mezz’ora ci porterà a Tromsø.

Tromsø, capitale della Lapponia
Poco prima di imboccare il ponte che porta sull’isola di Tromsø, una piccola deviazione conduce alla funivia Fjellheisen. Nelle vicinanze c’è un’area di parcheggio dove incontriamo altri camper. Dai 421 metri dello Storsteinen si gode una vista splendida sulla città, e per chi ha voglia di camminare non mancano splendide passeggiate. Ai piedi del ponte l’Ishavskatedralen (la Cattedrale del Mar Glaciale) merita una sosta.

Tromsø è una vera metropoli in miniatura. Ha un centro storico con molte case in legno antiche, è un polo universitario, ha una vita culturale vivace ed è animata da numerosi locali. Il territorio comunale si estende dalla terraferma (Tromsdalen) all’isola vera e propria (Tromsøya) fino all’altra isola di Kvaløya (un toponimo, questo, molto comune in Norvegia: ce ne sono almeno venticinque), una muraglia che galleggia nell’oceano. Pochissimi la percorrono tutta, quasi nessuno si ferma. Kvaløya vuol dire cime selvagge da dove ammirare gli immensi spazi dell’oceano con fiordi spettacolari. Senti la luce polare, gusti il silenzio, ti fai cullare dal vento. Vivi spiagge come Grøtfjord (dove c’è anche un campeggio attrezzato) e villaggi come Sommarøy o Ersfjordbotn.
Norvegia in camper: Senja e le Isole Vesterålen
Continuiamo il viaggio verso sud. Da Kvaløya a Brensholmen parte il traghetto che conduce a Botnhamn, sull’isola di Senja, la più grande della Norvegia. Percorriamo quindi la strada panoramica costiera fino a Gryllefjord, dove ci imbarchiamo sul traghetto per Andenes. In alta stagione (metà giugno–metà agosto) ci sono tre partenze al giorno e non è possibile prenotare, si arriva e ci si mette in fila; così abbiamo dormito in coda per poter prendere la prima corsa del mattino.

Le Vesterålen
Siamo giunti così alle Isole Vesterålen. A differenza delle più famose Lofoten, le Vesterålen sono un arcipelago costituito da grandi isole; un contesto più ampio, più verde, più “continentale”, con paesaggi meno drammatici ma più abitabili e un’identità agricola. Le Lofoten invece sono un arcipelago lineare e compatto la cui economia è storicamente basata sulla pesca del merluzzo artico (skrei) e la gente ha un’identità marinara, mercantile, aperta al mondo.
È facile confondersi tra i due arcipelaghi perché costituiscono una linea di isole separate solo dallo stretto canale di Raftsund, che superiamo con un ponte spettacolare. La distanza tra Andenes e Å (si pronuncia “Oo”), il punto più meridionale delle Lofoten, è di circa 340 chilometri. È un percorso da affrontare con calma: le strade sono abbastanza strette e la bellezza dei paesaggi invita a fermarsi spesso per goderseli e fotografarli.
Le Vesteralen: Andøya, Hinnøya, Langøya
Andøya (l’isola di Andenes) è uno dei paradisi per l’osservazione delle balene. Scendendo lungo la panoramica strada costiera passiamo un ponte a Risøyhamn ed entriamo nell’isola di Hinnøya, la più grande delle Vesterålen, con i suoi paesaggi alpini e le uniche montagne ricoperte di foreste nel nord della Norvegia. La strada prosegue zigzagando tra i fiordi fino al ponte per Sortland, sull’isola di Langøya. Sortland è chiamata la “Città blu” per le facciate delle case dipinte (parcheggio tollerato). Allungando il percorso di una cinquantina di chilometri si può giungere alla splendida spiaggia sabbiosa di Eidsfjorden a Straumsjøen, dove si può anche sostare per la notte.

Norvegia in camper: le Isole Lofoten
Da Sortland per arrivare alle Lofoten ci sono due strade. La prima ripercorre il ponte e attraversa tutta Hinnøya sulla E10. Noi abbiamo preferito la seconda che costeggia l’isola, raggiunge con due ponti Stokmarknes (dove c’è il museo dell’Hurtigruten, la linea postale di navigazione) sull’Hadseløya e permette di imbarcarci sul traghetto a Melbu.
Venti minuti per attraversare il Raftsundet e siamo alle Lofoten a Fiskebøl. La strada principale attraversa tutto l’arcipelago in un continuo susseguirsi di paesaggi incantevoli con montagne aguzze, fiordi, laghi sotto una luce che non ha uguali. Un paradiso per fotografi e pittori: forse è proprio per questo che troviamo gallerie d’arte ovunque. Attenzione però: la strada non è molto larga ed è difficile fermarsi per fotografare. Ci sono dei punti di sosta panoramici segnalati, come quello di Austnefjorden oppure il View Point Svolvær, nei pressi del capoluogo.
Svolvær e il Trollfjord
Svolvær è una cittadina interessante, soprattutto come punto di partenza per le escursioni naturalistiche per osservare balene e lorche. Qui si ammirano le aquile di mare nel famoso Trollfjord, uno dei punti più spettacolari delle Lofoten, raggiungibile solo via mare. Da vedere il museo sulla Seconda Guerra Mondiale (Lofoten Krigsminnemuseum) e, se vi piace la birra, d’obbligo una visita alla Lofotpils Bryggeri.

Kabelvåg e Henningsvær: tra stoccafisso e villaggi di pescatori
Kabelvåg è considerata da oltre un millennio la capitale dello stoccafisso. Qui sono da vedere la cattedrale e un interessante acquario. Con una piccola deviazione dalla strada principale giungiamo a Henningsvær, un grazioso villaggio di pescatori posto su un’isola in mare aperto, con un campo da calcio sul mare sferzato da un forte vento incessante. Un incubo per chi gioca in porta!
Il vento può essere, del resto, molto pericoloso per chi viaggia alla guida di un camper. Il ponte curvo che collega Austvågøya e Vestvågøya è protetto da un semaforo che blocca il traffico se le raffiche sono troppo violente. In ogni caso, proprio ai piedi c’è un punto di sosta.

Lofoten: Borg e il Nusfjord in camper
Borg è un antico insediamento dove si trovano un museo e la ricostruzione della più grande fattoria vichinga, lunga più di 80 metri.
Un tunnel conduce ora sulla Flakstadøya. Lungo la strada incontriamo la Myrlandstranda, un punto panoramico. Da lì una breve deviazione porta a Nusfjord: è un fiordo segreto, un museo a cielo aperto. Antico borgo di pescatori tra i più antichi e meglio conservati della Norvegia, tanto da essere designato dall’Unesco come progetto pilota per preservare l’architettura tradizionale. Il camper può essere posteggiato all’esterno del villaggio.
Le cascate di Mølnelvfossen, il Kjerkfjorden e il Reinebringen
Appena tornati sulla strada principale incontriamo le cascate di Mølnelvfossen e proseguiamo sull’ultimo tratto, quello che conduce alla Moskenesøya, forse il più bello. Il breve tratto da Hamnøy a Reine è il punto più spettacolare e fotografato con una serie di ponti che collegano isole e isolette. I due villaggi sono legati all’industria del pesce e ci sono ancora molte rorbuer (le capanne rosse dei pescatori) restaurate. Qui è la natura a fare da padrona. Dal porto Ytre Hamn di Reine parte una barca che conduce al Kjerkfjorden, un fiordo profondo e molto scenografico; sul percorso si può sbarcare a Vindstad per una passeggiata fino alla Bunesstrand, spiaggia famosa per la sua sabbia chiara e il mare turchese circondato da monti ripidi.

Il Reinebringen è uno dei punti più famosi delle Lofoten. Una cresta sospesa tra fiordi, oceano e isole. Un panorama simile merita lo sforzo di un sentiero quasi tutto a scalini in pietra e molto ripido. A pochi minuti dal parcheggio del sentiero ci si può fermare a Djupfjord, una piazzola sul mare aperto.
Å, estremità delle Lofoten
Ormai la fine del viaggio si avvicina. Å, punto di partenza dei traghetti che riportano sulla terraferma, è solo a pochi chilometri. Qui visitiamo il Fiskeværsmuseum, un museo diffuso dedicato alla pesca tra antichi magazzini, essiccatoi e botteghe. E il Tørrfiskmuseum che racconta la storia del prodotto simbolo delle Lofoten. Prima di imbarcarci verso la terraferma godiamo gli ultimi scorci del paesaggio dal punto panoramico di Ågvatnet, incastonato tra montagne ripidissime che raggiungiamo con un breve sentiero. È il “belvedere naturale” del villaggio: si trova proprio al termine della strada E10, dove finisce tutto. Da qui solo scogliere, mare aperto e le montagne che cadono a picco sull’acqua.
Bodø, ultima tappa del viaggio in Norvegia e a Capo Nord in camper
Dopo poco più di tre ore di traversata giungiamo a Bodø. In città c’è poco da vedere ma a una decina di chilometri è imperdibile il maelstrom, lo spettacolare fenomeno del potente gorgo causato dalla marea del Saltstraumen che si crea quando si invertono le correnti nello stretto passaggio tra Saltenfjorden e Skjerstadfjorden. È il maelstrom più potente al mondo: 400 milioni di metri cubi di acqua marina che si muovono a una velocità media di 13 chilometri all’ora. Il nostro itinerario si ferma qui, ma non le possibilità offerte da un viaggio in Norvegia. Troppe per esaurirle nell’arco di una sola vacanza, abbastanza per mettere questo e gli altri Paesi della Scandinavia nell’agenda delle prossime avventure nel Grande Nord.

Norvegia, il paradiso dei camperisti
Pochi luoghi in Europa possono competere con la Norvegia per il titolo non ufficiale di paradiso dei camperisti. Qui il camper non è una moda: è un modo di vivere lo spazio, il tempo e il paesaggio.
Basta attraversare un quartiere residenziale per rendersene conto: i camper parcheggiati davanti alle case sono tantissimi, quasi parte dell’arredo urbano. All’inizio sorprende. Poi diventa chiaro: strade ben mantenute e chiaramente segnalate, traffico contenuto, una sensazione di sicurezza costante e soprattutto un ambiente naturale che sembra disegnato apposta per essere attraversato lentamente.
Sosta libera e Allemannsretten: le regole per il campeggio in Norvegia
In Norvegia il turismo itinerante è insito nella cultura del suo popolo. C’è un motivo profondo, che risale addirittura all’epoca dei Vichinghi: l’Allemannsretten, il “diritto di tutti”. Una consuetudine antichissima che garantiva il diritto di muoversi liberamente nella natura, di accamparsi, raccogliere bacche e funghi, accendere fuochi e trovare acqua praticamente ovunque.
Esistono naturalmente delle limitazioni: zone militari, campi coltivati, pascoli, parchi naturali. In generale vale la regola di non più di due notti nello stesso posto, salvo accordi con i proprietari dei terreni privati o in zone remote, e bisogna fermarsi ad almeno 150 metri da un’abitazione. Ma in un Paese dove spesso è più facile trovare una piazzola naturale che una casa, questo si traduce in una libertà di movimento quasi unica in Europa.

Così per un norvegese niente di più facile prendere il proprio camper e trascorrere un fine settimana immerso nella natura a due passi da casa. Il camper è il mezzo perfetto per arrivare. Poi si esplorano i paesaggi a piedi, in bici o in barca. Ogni grande area del Paese offre esperienze “a corto raggio”: lasci il mezzo in una piazzola e ti muovi leggero tra sentieri, fiordi, villaggi e belvedere.
Norvegia, Capo Nord e Lofoten in camper: dove sostare
La Norvegia offre una rete fittissima di aree attrezzate, campeggi e punti di servizio per il carico e lo scarico che rendono il viaggio verso Norvegia e Capo Nord in camper sorprendentemente comodo. Sono presenti circa 1.000 campeggi (l’Acsi ne recensisce 201). La sosta notturna in aree consentite e segnate è di norma accettata salvo cartelli contrari e purché non si resti troppo a lungo nello stesso posto. In molte aree panoramiche sono presenti espliciti divieti di campeggio libero.

Le regole per sostare in camper e campeggiare in Norvegia
Stai organizzando un viaggio verso Norvegia e Capo Nord in camper? Le regole prescrivono di sostare a una distanza di almeno 150 metri dalle abitazioni e fino a un massimo di due pernottamenti, evitando campi coltivati, pascoli e aree protette.
Dal 15 aprile al 15 settembre sono vietati i fuochi all’aperto nella maggior parte delle aree naturali; è fatto obbligo, va da sé, di raccogliere sempre i rifiuti. Molte stazioni di servizio lungo le principali strade (E6, E39, E16) offrono rubinetti con acqua potabile segnalati come Vannfylling.
Spesso il servizio è gratuito se si fa anche rifornimento di carburante. Nelle stazioni di servizio e aree camper indicate sulla cartina ufficiale norvegese (Veiatlas Norge) ci sono le Tømmestasjon/Dump Station per lo scarico delle acque grigie e del WC chimico, spesso gratuite o incluse nel servizio. Naturalmente è assolutamente vietato scaricare le acque grigie nel terreno o nei tombini pubblici.

