Meta sognata da molti, Capo Nord è sovente considerato nulla più che il punto estremo della carta geografica continentale, da raggiungere per poter piantare l’ambita bandierina virtuale: “fatto, ci sono stato”. Lo pensavo anch’io quando, con l’incoscienza da ventenne, macinai oltre diecimila chilometri in solo due settimane pur di arrivarci. A distanza di tempo sentivo che era giunta l’ora di tornare, ma con un nuovo approccio.

Avendo solo 15 giorni di ferie a disposizione, conviene senz’altro spenderli il più possibile sul posto prescelto, senza sobbarcarsi un viaggio di trasferimento lungo e costoso che lascerebbe poco tempo alla meta. Arrivare con un volo e noleggiare un mezzo in loco per arrivare a Capo Nord è una soluzione ideale per chi non possiede un camper, e interessante per coloro che lo possiedono già e che, almeno per una volta, potrebbero lasciarlo in rimessaggio.
Perché fly&drive per andare a Capo Nord
Il primo passo è individuare le agenzie di noleggio e come raggiungerle con un volo comodo e non troppo costoso. Conviene affidarsi alle compagnie di bandiera, in grado di assicurare assistenza in caso di disguidi e di offrire una maggiore franchigia bagagli. Per usufruire di tariffe convenienti occorre acquistare i biglietti con largo anticipo, mentre prenotando il camper per tempo ci si assicurerà quello più adeguato alle proprie esigenze.
Se la tipologia di equipaggio lo consente, l’ideale è un furgonato o comunque un camper compatto e maneggevole. Si tratta della spesa maggiore da mettere in bilancio, ma il tempo e la passione non hanno prezzo: il camper consente di modificare il programma strada facendo, in funzione delle tante variabili in gioco. La scelta è caduta su Stoccolma, in Svezia. Esistono comode alternative per quanti volessero toccare solo le regioni più settentrionali, ma nel nostro caso questa è risultata la soluzione migliore.
Scopri come scegliere il camper più adatto a te
Seppure lontana dal Circolo Polare Artico e da Capo Nord, Stoccolma è ben collegata a varie città italiane. Da qui è possibile salire rapidamente verso Capo Nord, per poi dedicare la maggior parte del tempo al ritorno attraverso la Norvegia. La preparazione dei bagagli va effettuata con cura, senza dimenticare oggetti pesanti ma assolutamente necessari quali scarpe da trekking e capi invernali. Con una valigia e un trolley da cabina a testa, noi siamo riusciti a portare anche una macchina compatta per caffè espresso, biancheria da bagno e lenzuola senza sforare le franchigie.
Arrivo a Stoccolma, in Svezia, e partenza in camper

Eccoci all’aeroporto di Stoccolma Arlanda, dove abbiamo prenotato una camera nell’hotel situato all’interno del terminal arrivi. La mattina successiva abbiamo appuntamento presso l’agenzia McRent, piuttosto lontana ma facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. Qui abbiamo trovato un’eccellente organizzazione: accoglienza cordiale, servizi a disposizione, proiezione di un filmato esplicativo sull’utilizzo del veicolo.
Espletate le formalità amministrative ci viene assegnato il furgonato, leggermente più lungo di quello da noi richiesto (599 cm invece di 541), più spazioso e comunque agevole su strada. Prime tappe un vicino supermercato per riempire la dispensa e l’Ikea, dove acquistare cuscini e piumino per il letto. I parcheggi dei centri commerciali si rivelano una grande risorsa perché spesso sono dotati di colonnine con prese di corrente: loro le utilizzano d’inverno per le autovetture, noi per una rigenerante pausa con caffè espresso. Sistemati a dovere i bagagli a bordo, l’avventura verso Capo Nord ha inizio.
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Lungo la E4 verso la Lapponia finlandese
La lunghissima E4, oltre mille chilometri sino al confine con la Finlandia, costeggia il golfo di Botnia attraversando centri industriali ed estese foreste di pini e betulle ma non offre grandi emozioni. Uniche tappe da segnalare, alle estremità del percorso, sono Uppsala e Gammelstaden. A noi interessa però raggiungere al più presto Rovaniemi, in Finlandia. La strada dritta e il furgone agile sono una provocazione per l’acceleratore, ma la prudenza e il susseguirsi di postazioni radar richiamano al rispetto dei limiti di velocità. In territorio finlandese, dove la vegetazione comincia a farsi più bassa e meno fitta, il traffico è praticamente inesistente. Occorre però fare attenzione alle renne che attraversano indisturbate la carreggiata, e non è raro imbattersi in scoiattoli e in stupende volpi rosse.

Rovaniemi, la città di Babbo Natale
Capoluogo della Lapponia finlandese, Rovaniemi è famosa in tutto il mondo come la città di Babbo Natale: il Santa Klaus Village è indubbiamente una speculazione turistica, ma merita una sosta per far felici i più piccoli. Il circolo polare passa di qua e noi ci dormiamo praticamente sopra, raggianti di gioia. Le giornate di sole sono infinite come il territorio che attraversiamo velocemente. È la sterminata terra dei Sami, meglio conosciuti come Lapponi, una popolazione tradizionalmente nomade e dedita all’allevamento delle renne, oggi impegnata in attività artigianali e turistiche.
Nella zona dei grandi laghi si trovano gli importanti centri di Ivalo e Inari, dove è consigliabile integrare la dispensa e fare il pieno di gasolio prima di varcare il confine con la Norvegia a Karigasniemi. Qui in Finlandia i prezzi sono sensibilmente più bassi e l’euro ci fa sentire quasi a casa.
Suggestione Capo Nord

Già prima di entrare nel Finnmark le foreste di conifere cedono il posto alla tundra e a rocce sempre più aspre e spoglie. Una meravigliosa scenografia a cui si aggiungono le acque cristalline del lunghissimo Porsangerfjord, che ci accompagnerà fino alla meta a lungo sognata: Capo Nord. Gli ultimi chilometri sembrano eterni. L’ambiente semidesertico è ogni tanto animato da renne e da un campionario di umanità e mezzi di locomozione: motociclisti e cicloamatori in solitaria, camper ormai desueti e temerarie caravan.

L’euforia è quella della prima volta e guidare il docile furgonato tra queste curve è perfino divertente. Del tutto nuova è invece l’esperienza di attraversare il canale che conduce all’isola di Magerøya tramite il tunnel sottomarino (lungo 6.870 metri e a 212 sotto il livello del mare) che già da tempo non è più soggetto a pedaggio. Le file al traghetto e i trentaquattro chilometri di strada sterrata da Honningsvåg a Capo Nord sono solo un nostalgico ricordo.

Il cartello Nordkapp, Capo Nord, lenisce il brusco impatto con il casello del pedaggio e con l’avveniristico Visitor Centre, mimetizzato alla meno peggio nel sottosuolo. Sarà pure il parcheggio più caro del mondo, ma è anche il più ambito e spettacolare. Ce lo dimostra la giovane coppia di sposi francesi, arrivati da Parigi a bordo di una vecchia Citroën 2CV, che posano in abito da cerimonia sotto il tradizionale mappamondo: è l’una di notte e la temperatura è di soli quattro gradi! Dal canto nostro, brindiamo con il prosecco che ci siamo portati dall’Italia.
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Birdwatching e balene
Intrapresa la strada del ritorno, a Honningsvåg una breve deviazione ci conduce alla vicina Gjesvær per un’imperdibile escursione in barca. Nonostante la stagione inoltrata è infatti possibile vedere i simpatici pulcinella di mare oltre a sule, cormorani, urie nere e impressionanti aquile di mare.

Tra scorci spettacolari, a Olderfjord riprendiamo la E6 che taglia all’interno verso Alta: qui è possibile passeggiare tra le sue famose incisioni rupestri dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. La strada che scende verso sud è lunga e tortuosa. Saltiamo la deviazione per Tromsø puntando direttamente verso il ponte che conduce sull’isola di Senja e i suoi angoli di natura incontaminati.

L’arcipelago delle Isole Vesteralen
La nostra metà è Andenes, sull’isola di Andøya nell’arcipelago delle Isole Vesteralen, collegata a Gryllefjord da un traghetto. Da qui partono le escursioni di avvistamento dei cetacei (nel periodo estivo prevalentemente capodogli e globicefali). Non siamo fortunati e, malgrado quattro ore di navigazione tra panorami di straordinaria bellezza, ce ne andiamo con un pizzico di delusione per il mancato bottino fotografico. La nostra tabella di marcia non ci consente di trattenerci per ritentare il giorno dopo. Quindi accettiamo il rimborso e ci dirigiamo a Svolvær, centro principale e punto di accesso alle isole Lofoten.
L’arcipelago delle Isole Lofoten

Arriviamo al campeggio di Kabelvåg, sull’isola di Austvågøya e vicino alla Vågan Kirke, grazie all’impressionante rete di ponti e gallerie sottomarine che collegano le varie isole. Malgrado l’ora tarda una luce intensa illumina lo spettacolare panorama. Ce lo godiamo il giorno successivo, in tutto il suo splendore, dalla cima dello Svolværgeita, i bizzarri pinnacoli di roccia che sovrastano l’arcipelago; il sentiero parte dal centro cittadino, ma il nostro furgonato trova agevolmente un parcheggio grazie alle dimensioni contenute.

La E10 prosegue fino alla celeberrima Å attraversando le splendide isolette di Vestvågøy, Flakstadøya e Moskenesøya che celano incredibili scorci su insenature dai colori tropicali e rocce dai profili aspri. Per la sosta non c’è che l’imbarazzo della scelta, dai parcheggi delle tante chiese in legno alle spiagge bianchissime dall’acqua trasparente di Rørvik, Gimsøya, Haukland e Ramberg.
La defilata località di Eggum offre un’area sul mare e la possibilità di percorrere un sentiero panoramico lungo la costa. Brevi deviazioni conducono a villaggi da favola come Henningsvær, Nusfjor, Reine, Sakrisoya e Moskenes: ovunque troviamo le tipiche casette colorate dei pescatori trasformate in alloggi per turisti (rorbuer) e gli stalli in legno per essiccare i merluzzi, fulcro dell’economia nelle isole Lofoten.
La lunga discesa verso sud
Il traghetto che collega Moskenes a Bodø rappresenta la via più veloce per tornare sulla costa continentale, ma noi preferiamo percorrere a ritroso la celebre E10 per cercare altri scorci. Traghettiamo senza problemi tra Lodingen e Bognes e per la notte raggiungiamo la bella area di Fauske. Da qui volendo si può percorrere la lenta Strada turistica nazionale di Helgelandskysten che segue la frastagliata costa tra panorami mozzafiato, alternando numerosi tratti in traghetto.

Noi invece scendiamo velocemente sull’arteria interna E6, attraversiamo di nuovo il circolo polare a nord di Mo i Rana e arriviamo faticosamente all’animato centro di Trondheim, dove ricominciamo a vedere la notte. La città merita una sosta per la sua singolare struttura urbanistica e per la bella cattedrale gotica.
Le strade turistiche nazionali
La Strada Panoramica dell’Atlantico
Emozioni a non finire chiudono in bellezza la nostra avventura artica, a cominciare dalla vicina Atlanterhavsvegen, l’incredibile Strada Panoramica dell’Atlantico, considerata tra gli itinerari più belli del mondo. Otto chilometri di ponti e gallerie sottomarine che collegano le diciassette isolette tra Vepang e Averøya. Apposite aree di sosta e piattaforme panoramiche, come a Eldhusøya e Askevågen, consentono di coglierne gli scorci più spettacolari. Più difficoltoso il successivo itinerario Trollstigen-Geiranger, che raggiungiamo traghettando sul Langfjorden.

La Trollstigen
La tortuosa Trollstigen (Scala del Troll), la più famosa e antica strada di montagna della Norvegia, è un capolavoro di ingegneria, così come la balconata panoramica in cima al passo. Gli undici tornanti sono ripidi e stretti ma il nostro furgone non se ne preoccupa affatto. La RV63 prosegue per Valldal tra cascate e frutteti, incredibilmente rigogliosi a questa latitudine. Da qui si può traghettare fino a Geiranger percorrendo per intero il più famoso e fotografato fiordo norvegese, oppure proseguire sulla sponda opposta in un saliscendi di curve tra panorami superbi.

A sera la cittadina di Geiranger si svuota e riacquista la sua dimensione più autentica, malgrado la presenza dei numerosi alberghi. Scegliamo quindi di proseguire verso il punto panoramico del Dalsnibba, il più alto e spettacolare sul fiordo, attraversando un paesaggio tormentato: ovunque regna il silenzio e la vista sui ghiacciai dalla piattaforma con pavimento trasparente è veramente impressionante.

Una carica di adrenalina che cancella la stanchezza e ci consente di arrivare a Lom, dove trascorreremo la notte nel parcheggio della Lom Stavkirke, una delle più belle chiese in legno norvegesi. Al risveglio, oltre al nostro caffè espresso, ci concediamo una ricca colazione alla Bakeriet i Lom, una delle più caratteristiche e famose panetterie della Norvegia.
Di nuovo a Stoccolma
Ci attende ormai la lunga tappa di trasferimento a Stoccolma per la riconsegna – non senza un pizzico di nostalgia – del nostro veicolo. È andato tutto per il meglio e lasciamo ancora una volta la Norvegia con un bagaglio fatto di suggestioni e serenità, di colori e stupore. Quello che solo una natura tanto grandiosa quanto incredibile può regalare, ogni volta di più.

Quando andare
A Capo Nord dal 14 maggio al 29 luglio si registrano ventiquattro ore di luce al giorno, intervallo di tempo che si restringe gradualmente scendendo verso sud. Al Circolo Polare, ad esempio, il fenomeno si verifica tra il 12 giugno e il 1° luglio. Il clima ne risente favorevolmente, ma è pur sempre fresco e variabile e sono necessari capi caldi e impermeabili.
Info pratiche
Viabilità
In ottime condizioni e generalmente poco trafficata, la rete stradale presenta tratti stretti e tortuosi ed è frequente l’attraversamento di animali (renne, ma anche alci), soprattutto nelle ore del crepuscolo. Non è facile valutare esattamente i tempi di percorrenza, anche se oggi ponti e gallerie sottomarine hanno accorciato di molto le distanze evitando spesso l’utilizzo di traghetti. Prestare attenzione alle pendenze e alla possibilità di appannamento repentino dei parabrezza.
Alcuni tratti stradali, ponti o gallerie sono a pagamento, normalmente tramite un sistema automatizzato. Occorre pertanto registrarsi sull’apposito sito, ma in caso di noleggio è l’agenzia che provvede (addebitando il costo al cliente). In alcuni casi sono attivi caselli per il pagamento, ma non sempre accettano contanti ed è preferibile utilizzare una carta di credito. Molti e rigorosi i controlli dei limiti di velocità, tramite apparecchi fissi e mobili.
Esistono diciotto Strade Turistiche Nazionali segnalate che tramite ardite opere architettoniche consentono di fruire al meglio dei grandiosi paesaggi naturali che attraversano (www.vegvesen.no). I supermercati sono aperti in genere con orario continuato, più o meno tra le 7 e le 22. La vendita di alcolici è consentita in genere solo fino alle 20 ed è vietata la domenica. Nei parcheggi si trovano a volte colonnine utili per connettersi gratuitamente alla rete elettrica.

Traghetti
Sono frequenti ed economici sulle brevi linee, con accesso diretto e pagamento sul posto (in media 15/20 euro a passaggio). Sulle tratte più lunghe con poche corse giornaliere è consigliabile la prenotazione.
Valuta
La Finlandia adotta l’Euro. In Svezia vige la Corona svedese (1 euro è pari a 10,60 corone) e in Norvegia quella norvegese (1 euro è pari a 11,10 corone).

Dove sostare
Nessun problema per la sosta, consentita praticamente ovunque. Le strutture organizzate sono diffuse e occupano spesso posizioni privilegiate e panoramiche. Tra le aree attrezzate da segnalare quelle di Innhavet e Fauske. Informazioni sul campeggio in Norvegia e un elenco delle strutture sono disponibili su un’apposita pagina del sito dell’ente turistico norvegese.
Per le isole Lofoten consigliamo di fare base al campeggio Kabelvåg Feriehus og Camping, una struttura in posizione strategica con servizi eccellenti (circa 20 euro al giorno), e all’incantevole area di Eggum (10 euro al giorno, no elettricità). Assai più caro a Capo Nord l’accesso al parcheggio in pendenza su ghiaia (poco meno di 60 euro per 24 ore), dove gli unici servizi sono quelli pubblici del Centro Visitatori.
Noleggiare un camper
Noi ci siamo avvalsi della rete McRent, azienda del gruppo Hymer che offre qualsiasi tipologia di veicolo, tutti ben accessoriati. Alla ricezione del preventivo è richiesto un acconto del 30%, mentre il saldo va effettuato quaranta giorni prima del noleggio tramite carta di credito o bonifico bancario. Al momento della consegna viene bloccata una cifra a garanzia di eventuali danni: per questo è bene verificare attentamente le condizioni del mezzo e far registrare eventuali anomalie (nel dubbio conviene fotografarle). Tra i supplementi figurano l’opzione pedaggi (obbligatoria per Svezia e Norvegia), l’assicurazione per riduzione responsabilità, il kit cucina.
Dotazioni e obblighi
Noi abbiamo rinunciato alla biancheria (preferiamo la nostra) e alle sedie con tavolo, non avendo il tempo per fruirne e dovendo stivare nel garage le nostre valigie. Le dotazioni essenziali per l’utilizzo del camper sono invece comprese così come, in genere, la seconda guida (da richiedere). L’agenzia organizza, su richiesta, anche al transfer da e per l’aeroporto.
Al ritorno occorre provvedere alla pulizia interna, allo svuotamento dei serbatoi e al riordino delle proprie cose nelle valigie: operazioni che converrà effettuare durante l’ultima sosta presso un’area di servizio. Una raccomandazione: prima di acquistare i biglietti aerei prestare attenzione ai giorni e agli orari di apertura dell’agenzia di noleggio prescelta.
A titolo di esempio, ecco un conteggio approssimativo dei costi per le due settimane di noleggio in alta stagione e il percorso da noi effettuato fino a Capo Nord. Noleggio furgonato 2.300 euro, biglietti aerei 360 euro, traghetti e pedaggi 170 euro, carburante 950 euro (il gasolio costa in genere più che da noi, ma presso alcune catene di distribuzione si trovano prezzi equivalenti), due notti in hotel 180 euro, parcheggi e campeggi 110 euro. Totale: 4.070 euro.
Testo e foto di Daniele Giorgini
