Partiamo da Amiens per un viaggio in Piccardia, una regione punteggiata di borghi e castelli che testimoniano un passato antico da visitare in camper vista la numerosa presenza di campeggi e aree di sosta.
Vernes e i viaggi straordinari
Quando a soli undici anni lo scrittore Jules Verne fuggì da casa e s’imbarcò su una nave diretta in India per procurarsi una collana di coralli da regalare alla cugina, di cui era follemente innamorato, non sapeva che stava gettando le fondamenta della sua futura vita letteraria. Non lo sapeva nemmeno il padre, noto avvocato di Nantes che lo intercettò poco prima che la nave salpasse e lo punì severamente. Servì a poco, perché Jules continuò a cullare il sogno dell’avventura nonostante in famiglia lo si volesse avviare alla carriera forense.
Purtroppo per lui dovette accontentarsi solo della fantasia finché, grazie al successo dei suoi primi romanzi e al ricco contratto firmato con l’editore Hetzel, poté acquistare uno yacht con cui veleggiò fino alle coste dell’Africa settentrionale. Successivamente si ritirò ad Amiens, dove la quiete di una cittadina periferica e della campagna leggermente increspata della Piccardia diedero un forte contributo alla sua ispirazione, consentendogli di portare a termine opere come Il giro del mondo in ottanta giorni, L’isola misteriosa e Michele Strogoff.

Amiens
Verne studiò molto e incardinò le sue straordinarie novelle di fantascienza su solide basi scientifiche. Queste e molte altre informazioni si possono ricavare dalla visita al museo che Amiens ha dedicato al suo più illustre concittadino, che lì morì nel 1905.
La casa che abitò per oltre trent’anni è diventata custode del suo genio: l’arredo è originale, ma a colpire sono le stanze del secondo piano, con lo studio, la ricca biblioteca e la curiosa ricostruzione dell’interno del suo yacht, e soprattutto la soffitta, dove sono esposti i modelli delle ricostruzioni delle macchine che lo scrittore aveva immaginato per i suoi racconti e le testimonianze dei lavori ispirati dalle opere dello scrittore, dalle locandine cinematografiche ai fumetti, dalle copertine dei libri alle marionette.

Che tra le opere di Verne e la loro trasposizione artistica ci sia sempre stata familiarità lo testimonia anche la realizzazione, nel 1889, del circo in muratura da lui inaugurato e a lui intitolato, tuttora utilizzato per spettacoli di grande fascino. A scatenare la fervida fantasia dello scrittore potrebbero aver contribuito la straordinaria architettura della duecentesca cattedrale cittadina, la chiesa più grande di Francia, inserita dall’Unesco nella lista dei patrimoni dell’umanità.

Il labirinto ottagonale
Forse lo scrittore fu influenzato dalle sculture della facciata, che danno vita a quella che per la sua completezza filologica è stata definita la Bibbia di Amiens; oppure dall’enigmatico labirinto ottagonale – lungo più di 200 metri – intarsiato sul pavimento della navata centrale; o ancora dalla gigantesca statua dell’Angelo Piangente collocata alle spalle del sontuoso altare barocco. E chissà cosa avrebbe scritto se oggi avesse potuto ammirare anche lo spettacolo di son et lumière che ogni sera d’estate anima le statue della facciata con la forza narrativa dei colori.

Poco verniani nelle atmosfere sono invece gli Hortillonnages, centinaia di orti privati ricavati su isolotti di quella che fu una palude del fiume Somme, intersecati da canali sui quali transitano imbarcazioni simili a gondole (barques à cornet) spinte da motori rigorosamente elettrici. Immediatamente a ridosso degli Hortillonnages si può passeggiare nel caratteristico quartiere di Saint-Leu, dove l’acqua dei canali riflette le variopinte facciate delle case dei pescatori che oggi sono diventate locali alla moda.
Dal Medioevo alla Rivoluzione
Un altro personaggio che in quell’angolo a nord della Francia dovette molto alla sua fervida fantasia fu Jean de La Fontaine, autore di celebri favole ispirate a quelle di Esopo e Fedro. Nato nel 1621 a Château-Thierry, a metà strada fra Parigi e Reims, resistette poco alla tranquillità della campagna e si trasferì nella capitale, entrando in contatto con gli intellettuali dell’epoca e facendosi apprezzare per l’attività letteraria.

Anche la sua casa natale è stata trasformata in un museo dove ripercorrere le principali tappe della sua vita, mentre in tutte le aiuole del centro sono collocate installazioni scultoree che ricordano alcune delle favole più conosciute. La vera attrazione della cittadina è rappresentata dalle vestigia del castello medioevale, interessate da un accurato lavoro di restauro volto a consolidare l’esistente senza ricostruzioni avventate; è possibile assistere all’evoluzione dei rapaci che vi sono ospitati e provare di persona a lanciare massi con la catapulta.
Napoleone III preferisce Pierrefonds
Il nostro viaggio in Piccardia prosegue verso Amiens, risalendo nei pressi del fiume Oise in cui sono diverse le occasioni per ammirare un paesaggio di grande impatto. Pierrefonds è nobilitata dalla presenza di un maniero quattrocentesco in cui ambientare vicende fiabesche risulta tutt’altro che complicato. L’attuale conformazione deve molto all’intervento risanatore voluto da Napoleone III, che lo elesse a sua residenza occasionale. Cortile, portico e cappella rinascimentali accolgono il visitatore e lo predispongono alla visita dei piani superiori, dove stanze e sale sono finemente decorate.

Capitando in città intorno a Ferragosto ci si può imbattere in un’animatissima ricostruzione del villaggio medioevale che un tempo si trovava ai piedi del castello, arricchita da un mercatino di oggetti d’epoca, dall’esibizione di domatori e giocolieri e da una giostra in cui cavalieri e cavallerizze si sfidano all’ultimo colpo di lancia. Tutt’intorno i figuranti in costume rendono credibile l’atmosfera.

Chantilly, che crema!
Un altro splendido maniero che sicuramente ha offerto ottimi spunti d’ispirazione è quello che sorge in forme esuberanti a Chantilly, nota più per la crema che per i monumenti. Distrutto e ricostruito più volte, il castello deve le attuali architetture all’estro del duca d’Aumale, nell’Ottocento uno degli uomini più ricchi d’Europa, il quale lo lasciò in eredità all’Institut de France perché ne facesse la sede del Musée Condé, con la clausola che le opere d’arte in esso ospitate – di Raffaello, Botticelli, Van Dyck, Veronese – non potessero essere spostate.
Nelle grandi scuderie che si allungano verso l’abitato oltre il meraviglioso parco è ospitato un museo del cavallo che in quindici sale ripercorre la storia del rapporto fra l’uomo e l’animale dalla notte dei tempi ai giorni nostri.

Senlis
A pochi chilometri di distanza si trova Senlis, Augustomagus secondo i Romani che nel III secolo la circondarono di possenti mura, parti delle quali sono ancora oggi visibili, insieme alle fondamenta di un anfiteatro. La cinta muraria racchiude i resti del castello che vide l’elezione a re di Francia di Ugo Capeto, nel 987, l’attiguo priorato di Saint-Maurice, realizzato nel XIII secolo per volere del re santo Luigi IX, e la cattedrale di Notre-Dame con una torre campanaria – anch’essa duecentesca – alta 78 metri.
Una seconda cinta muraria fu realizzata su ordine di Filippo Augusto e sotto le sue vestigia è possibile fare una bella passeggiata lungo il ruscello Nonette. Infine, di fronte all’originale parco dei divertimenti La Mer de Sable, resistono alle ingiurie del tempo i resti della cistercense abbazia di Chaalis, dove nel Cinquecento fu abate il cardinale Ippolito d’Este: ciò che rimane dalla furia iconoclasta della Rivoluzione sono i ruderi della chiesa e della cappella rinascimentale.

Laon
Per il viaggio in Piccardia una buona sosta può essere Compiegne e al suo sontuoso palazzo, fatto ricostruire da Napoleone dopo che i rivoluzionari l’avevano raso al suolo. Raggiungiamo poi Laon, edificata su una collina che a causa delle sue fortificazioni è detta la montagna incoronata. I gioielli più brillanti di questa corona panoramica sono rappresentati dalle guglie della maestosa cattedrale e dal campanile della chiesa duecentesca di Saint-Martin.

All’interno delle mura cittadine, parte delle quali fa ancora bella mostra di sé insieme alle due poderose porte d’Ardon e di Soissons, si trovano il palazzo vescovile e la cappella dei Templari, realizzata nel 1134 secondo il modello del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Intorno a Laon meritano una visita Monampteuil, punto di partenza di una bella pista ciclabile che lungo l’Ailette raggiunge Vauclair dopo aver superato un laghetto balneabile, e il borgo di Marle con un museo archeologico e la ricostruzione di un villaggio merovingio che fa da teatro a rappresentazioni di scontri fra Galli e Romani.

Un altro luogo interessante dove apprendere informazioni sul passato antico della Francia in maniera interattiva è Samara, qualche chilometro a nord-ovest di Amiens: cento ettari di parco naturale e archeologico dove, accanto a un lussureggiante arboreto e a un labirinto vegetale, si trovano accurate ricostruzioni di abitazioni dell’età preistorica e protostorica nelle quali è possibile partecipare ad alcuni laboratori di scavo e di artigianato.

E poi su, fino al mare della Manica
E finalmente si giunge alla Manica seguendo il corso della Somme, che vi si getta aprendosi in un’ampia baia. Sulle sponde opposte si guardano Le Crotoy e Saint-Valery-sur-Somme, entrambe note per la qualità dei frutti di mare che si pescano nei loro fondali. Le due località sono collegate da un trenino a vapore a scartamento ridotto che costituisce una delle attrattive della zona.
Tra le due cittadine la più accattivante è sicuramente la seconda grazie alle finezze architettoniche della cittadella medioevale in cui spiccano la chiesa di Saint-Martin e il castello, realizzato in posizione dominante sulla baia, oltre alle graziose viuzze caratterizzate da variopinte casette un tempo abitate dai pescatori.
Per assaporare al meglio il viaggio in Piccardia, merita una deviazione Cayeux-sur-Mer, borgo marittimo noto per la sua lunga spiaggia ciottolosa ma soprattutto per le quattrocento cabine colorate che le fanno da sfondo.

La vera perla della zona è rappresentata dal Parc du Marquenterre, un’area ornitologica protetta realizzata nel cuore della riserva naturale della Baie de Somme: le sue paludi sono la dimora di numerosi uccelli da ammirare in tutta la loro bellezza grazie alla presenza di casette di osservazione poste in punti strategici.
Cicogne, spatole, avocette, beccaccini e decine di altre specie di volatili vi nidificano o si fermano il tempo necessario per riprendere le forze, rimanendo a portata di teleobiettivo in modo da garantire un perfetto souvenir della visita. Poi riprendono il volo per proseguire la loro migrazione, in una sorta di giro del mondo… non certo in ottanta giorni, come sarebbe invece piaciuto a Jules Verne.

La Thiérache, questa chiesa è una fortezza
Fertile regione a nord-est di Laon, la Thiérache fu attraversata in lungo e in largo da decine di eserciti che si spostavano tra Champagne e Piccardia. Le popolazioni locali, per evitare guai nel corso delle invasioni, s’ingegnarono e col tempo elaborarono originali strategie difensive, prima fra tutte la trasformazione delle chiese dei paesi in fortezze difficili da espugnare: al loro interno il prete ospitava tutte le famiglie del circondario e offriva protezione finché le armate non prendevano altre direzioni.
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