Grado è la meta ideale per il turista che viaggia in camper che, oltre a trovare, confortevoli approdi per la sosta, può abbinare sport e relax in un paesaggio lagunare di rara bellezza.
Affiancata dall’ultimo tratto della ciclovia FVG1 Alpe Adria, la trafficata SR353 s‘innesta nel lungo rettilineo del ponte che unisce Grado alla terraferma. Come una promessa mantenuta, ci attendono le peculiarità che fanno di questo centro lagunare un’isola del buon vivere, della bellezza e del benessere. La località deve la sua nascita ad Aquileia, importante centro di commerci dell’Impero romano, di cui rappresentava lo scalo marittimo; nel V secolo gli stessi aquilei si vi cercarono rifugio dalle incursioni degli Unni guidati da Attila.

La nascita di Grado
Ai nostri giorni la cittadina “figia de Quileia e mare de Venessia” (figlia di Aquileia e madre di Venezia, come recita un detto locale) occupa quasi per intero un’isola distesa fra le onde calme e cerulee dell’alto Adriatico, al centro di una laguna punteggiata da una trentina di isolotti e confinante a est con quella di Marano.
Dall’antico Porto del Mandracchio, caratterizzato dalla forma a ipsilon, iniziamo la passeggiata tra i gioielli del centro storico percorrendo le calli e i campielli di impronta veneziana che confluiscono in Campo dei Patriarchi, l’ampio slargo su cui affacciano le basiliche di Santa Maria delle Grazie e di Sant’Eufemia, fondate rispettivamente nel IV e nel VI secolo, il campanile quattrocentesco sormontato dall’Anzolo San Michele e il lapidario.

Bisogna invece imbarcarsi per raggiungere il quattrocentesco santuario di Barbana, posto sull’omonima isola all’estremità orientale della laguna gradese e meta di pellegrinaggi. Prima dell’aperitivo, è d’obbligo un giro tra le botteghe di artisti e artigiani. C’è l’atelier del poliedrico Gianni Maran, che dipinge pesci di tutte le forme in omaggio alle proprie radici (suo padre era un pescatore gradese) ma anche a un antico simbolo religioso, presente già nei culti babilonesi ed egizi.

Ci allunghiamo fino allo studio di Dino Facchinetti, pittore e scultore la cui attenzione è concentrata sul barco, la tradizionale imbarcazione locale, quale archetipo di creatività, ricerca e apertura continua. Arriviamo infine nelle botteghe di Nico Gaddi e Johnny (Giovanni) Cester. Il primo si diletta con la fotografia, il legno, il ferro e i materiali trovati e di recupero, il secondo esprime la sua arte attraverso la ceramica e la vetrofusione.
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A spasso tra i casoni
Con oltre dieci chilometri di spiagge dorate e assolate esposte a sud, Grado vanta ben trentadue Bandiere Blu per la gestione sostenibile e la qualità delle acque e undici Bandiere Verdi quale località turistica a misura di bambino. Ma il suo vanto più antico è quello delle terme marine: già alla fine dell’Ottocento la località divenne stazione di cura ufficiale dell’Impero Austro-Ungarico, amata dalla nobiltà che ne apprezzava le acque e le benefiche sabbiature bollenti.

Cosa vedere a Grado: il giro in bici
Se amate la bicicletta siete nel posto giusto: dal centro storico interamente pedonale, al percorso lungo il mare ombreggiato da pini e riservato al transito di dueruote e pedoni, fino alla rete di sentieri che si addentra nella Riserva Naturale Regionale della Foce dell’Isonzo-Isola della Cona, tutto invita a mettersi in sella. Le piste ciclabili sono ben tenute e segnalate col simboletto della bandiera gialla della Fiab. I polpacci più allenati da qui possono spingersi fino al cuore dell’Austria percorrendo gli oltre quattrocento chilometri della ciclabile Alpe Adria che termina a Salisburgo.

In bici o a piedi si esplora la Riserva Naturale Foce dell’Isonzo Isola della Cona, un’area umida caratterizzata dalla presenza di acque marine, salmastre e fluviali tra lo sbocco dell’Isonzo e l’alto Adriatico. Inserita nella riserva, la piccola isola della Cona ospita il centro informazioni ed è attraversata da un sentiero dotato di vari punti di osservazione per gli amanti del birdwatching.
Oltre ad accogliere più di trecento specie di uccelli l’area vanta orchidee, lembi di bosco fluviale ed esempi di vegetazione tipica delle barene (isolotti o penisole sempre al di sopra della marea), come i cespugli di fiuri de tapo (Limonium). La parte esterna dell’area protetta si trova lungo il percorso della FVG2, la ciclovia della costa Adriatica. Le escursioni proseguono nella Riserva di Valle Cavanata, istituita dalla Regione Friuli Venezia Giulia nel 1996: un esempio di valle da pesca tipica del sistema lagunare che affonda le radici in età romana.

Le perle a Porto Mandracchio
E ancora, fra gli elementi che caratterizzano il paesaggio lagunare spiccano i casoni, le tipiche case sparse che spuntano qua e là tra gli isolotti. Li possiamo ammirare con un giro in barca partendo dal Porto Mandracchio di Grado, dove ormeggiano i pescherecci.
Fra quelli meglio conservati e di sicuro interesse c’è il casone di Mota Safon, sul versante orientale della laguna, frequentato da Pier Paolo Pasolini tra il 1969 e il 1972; qui lo scrittore e regista di origine friulana girò alcune scene del film Medea a cui prese parte un’indimenticabile Maria Callas. È visitabile rivolgendosi all’ufficio del turismo ed gestito dall’Associazione Graisani de Palù, che provvede anche al trasporto. Un’occasione in più per immergersi nel fascino senza tempo della laguna gradese.

Informazioni pratiche per cosa vedere a Grado
DOVE SOSTARE IN CAMPER A GRADO
- Area di sosta in Viale Italia 75, a due chilometri dal centro, vicino alla pista ciclabile. Dispone di carico e scarico acque, illuminazione, allaccio elettrico; il costo è di 16 euro giornalieri.
- Camping & Ristorante al Bosco, Strada La Rotta, tel. 0431 80485 (ristorante 0431 85943), www.campingalbosco.it. Un’accogliente struttura di piccole dimensioni a conduzione familiare, affacciata sul mare e con spiaggia di sabbia. A circa tre chilometri dal centro, trova lungo il tracciato della ciclabile FVG2, dispone di piazzole per camper, caravan e tende, case mobili, bungalow, noleggio biciclette e minimarket. Il ristorante panoramico, aperto anche agli esterni, propone piatti a base di pesce come i paccheri ai sardoni e i cannolicchi alla brace. È inoltre presente una scuola di kytesurf.
- Camping Villaggio turistico Europa, Via Monfalcone 12, tel. 0431 80877, www.villaggioeuropa.com.
Ampio villaggio con un’area riservata a tende e camper sotto la pineta, a ridosso della spiaggia. Dispone di piazzole da 80 metri quadrati standard, dotate di impianto elettrico da 6Ah, e di piazzole “confort” con acqua, scarico e impianto elettrico da 10Ah. Prezzi a partire da 70 euro per l’equipaggio di due persone. - Residence e Camping Punta Spin, Via Monfalcone 10, tel. 0431 80732, www.puntaspin.it. Offre piazzole di varie tipologie frontemare, in pineta o nel pioppeto, con dimensioni da 65 a 100 metri quadrati. Tariffe da 12,50 a 17,50 euro al giorno per la piazzola più 9,80 a persona







