Un pout pourri di ambienti diversi da fruire soprattutto fuoristagione. 5 borghi della Calabria invitano a una vacanza non solo balneare
Indice dell'itinerario

Dici Calabria e pensi al mare? No! Chi crede che sia la destinazione da scegliere per la vacanza estiva sbaglia di grosso. La regione è un pout pourri di ambienti diversi da fruire soprattutto fuoristagione. Ti proponiamo 5 borghi in Calabria da visitare in camper nei periodi dell’anno in cui non è presa d’assalto dai turisti.

Cosa puoi fare in Calabria in alternativa al turismo balneare? Il territorio comlprende il Parco del Pollino, il Parco Nazionale della Sila e quello dell’Aspromonte. Quindi hai una fitta rete di sentieri a disposizione per le escursioni in montagna. Esistono tre cammini nella provincia di Reggio Calabria come il Sentiero dell’Inglese e quello del Brigante ma anche la ciclovia dei parchi.

Ma anche aree archeologiche come quella di Sibari o la villa romana di Casignana, sconosciuta ai più. Gli appassionati di storia e di archeologia possono visitare il museo che custodisce i pregevoli Bronzi di Riace a Reggio Calabria.

Morano Calabro, il paese dei filatelli

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Morano Calabro

Incastonato nella fitta vegetazione del Parco del Pollino alle falde del versante calabrese del massiccio, il borgo era una stazione romana sulla strada consolare tra Capua e Reggio Calabria. Si fa apprezzare per la giusta fusione di arte e natura. La trama dei vicoli, fitta e ancora integra, sale verso il castello restaurato di epoca normanna da cui si gode un’impareggiabile vista sui boschi. La visita potrebbe partire dalla quattrocentesca chiesa di San Bernardino da Siena, in stile tardo-gotico con la facciata in pietra gialla, situata all’entrata del paese accanto alla villa comunale.

Elegante il chiostro, con la biblioteca comunale annessa, che ospita rassegne ed eventi. Dipinti meravigliosi si possono ammirare nella Collegiata di San Nicola mentre nella chiesa più antica del paese, dedicata ai santi Pietro e Paolo, si notano un crocifisso ligneo di scuola napoletana e una croce in oro e argento. Quest’ultima, risalente all’anno Mille e rimaneggiata più volte, custodisce anche due pregiate statue in marmo di Pietro Bernini, padre del più noto Gian Lorenzo.

Non andate via senza prima aver assaggiato i filatelli, un particolare tipo di pasta fatta a mano condito con il sugo di cinghiale, le vecchiarelle, che assomigliano alle frittelle, e la frittata alla contadina servita all’interno di una pagnotta secondo l’antica usanza di consumare un unico pasto – che faceva da primo, secondo e contorno – durante il duro lavoro nei campi.

Sosta camper: area attrezzata Giovanni Paolo II

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Diamante, il borgo “piccante”

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Diamante

Tra i borghi della Calabria va sicuramente annoverato Diamante. Non è solo il peperoncino l’attrazione di questa splendida località conosciuta come città dei murales per le mura dipinte delle case. L’occasione per visitarla potrebbe essere proprio il festival dedicato a una delle spezie più potenti che solitamente si svolge nella prima settimana di settembre. Si tratta di un periodo ideale quando le spiagge non sono affollate e si può godere degli ampi arenili e del mare cristallino.

Sosta camper: area attrezzata Lido Albatros e Ulisse Area Camper.

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Scilla, la ninfa dalla bellezza sconvolgente

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Scilla

La costa su cui è adagiato questo delizioso borgo della Calabria meridionale è chiamata Viola per le sfumature che assume il mare in questo tratto. Siamo a un a passo dalla Sicilia. Aggrappato a una rupe il Castello Ruffo divide Marina Grande da Chianalea. La sua architettura risente delle modifiche effettuate nelle varie epoche dalle famiglie che lo hanno abitato.

Nel 1533 fu acquistato dalla famiglia Ruffo come dimostra lo stemma della sul portale d’ingresso. Imperdibile una passeggiata nel quartiere Chianalea, un minuscolo villaggio di pescatori con le numerose botteghe di artigiani che vendono i manufatti locali. Sul borgo aleggia la leggenda di Scilla e Cariddi, i due mostri marini che vivevano nello stretto di Messina. Una storia affascinante che appassiona gli amanti della mitologia greca e non solo.

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Sosta camper: area di sosta Pacì

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Civita, il paese arberëshë

Immerso in una vallata circondato dalle montagne boscose del Parco Nazionale del Pollino. Si presenta così l’antico borgo di Castrum Sancti Salvatoris distrutto dal terremoto del 1456 e ricostruito dai profughi dell’Albania meridionale a partire dal 1470. Sono numerosi i segni lasciati dall’etnia arberëshë in paese – raccolti in un museo che espone foto, utensili e libri – o visibili in alcuni riti come le kalimere, i canti popolari intonati durante la Settimana Santa o la vallja, la danza che rievoca le vittorie di Skandenberg, condottiero albanese, contro i Turchi.

Passeggiando nella zona più a monte chiamata rione Sant’Antonio e posando lo sguardo in alto, è impossibile non notare i tetti delle case in pietra del centro storico con i caratteristici comignoli, più elaborati quelli posti sopra alle abitazioni appartenenti un tempo alle famiglie nobili o potenti.

Scendendo più a valle, nel rione Magazeno, si ammira uno splendido panorama sulla Piana di Sibari. Dal belvedere Djepeza, un balcone naturale su uno sperone di roccia, si apre una bellissima veduta sulle Gole del Raganello dove si può praticare il canyoning in tutta sicurezza. Chi è meno avvezzo all’acqua ma è spinto da una buona dose di adrenalina può cimentarsi nella cosiddetta “via delle capre”, una ferrata di particolare fascino sconsigliata a chi soffre di vertigini: in alcuni tratti il passaggio è stretto e impervio.

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Cleto, la cialetta e la vista sulle Eolie

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Cleto

Abbarbicato su una collina alle pendici del monte Sant’Angelo, Cleto è un borgo di origine normanna dell’entroterra cosentino che merita senz’altro una visita. Immerso tra gli ulivi, a pochi chilometri dal mare, potrebbe rivelarsi una tappa di grande interesse per chi, in questa estate diversa, cerca mete più defilate e meno frequentate.

Il centro storico, scavato in una gigantesca mole d’arenaria che lo rende un raro esempio di borgo rupestre, è dominato dall’imponente castello di cui sono visibili solo i ruderi dei muri perimetrali, il portale di epoca medievale e le torri. Da qui nelle giornate con poca foschia, la vista spazia fino alle Isole Eolie. Il patrimonio storico e il paesaggio non sono le uniche attrazioni del posto.

Non perdete l’occasione di assaggiare la buonissima cialetta, il pane tipico di Cleto condito con aglio, olio e origano selvatico preparato dalle donne secondo l’antica trazione che si tramanda di madre in figlia.Chi visita Cleto non può andar via senza aver assaggiato l’insalata di patate preparata con pomodori, cipolla rossa di Tropea, basilico e olive verdi”, ci spiega Franco Roppo Valente, uno dei fondatori dell’associazione La Piazza, che ha l’obiettivo di ridare vita al paese – che come tanti altri borghi rischia lo spopolamento – portando avanti un attento lavoro di valorizzazione del territorio.

Una ricetta fresca ed estiva che utilizza le eccellenze locali, l’olio extravergine di oliva e le olive verdi “ammaccate” che le massaie preparano nel mese di ottobre. Un valore aggiunto lo danno le erbe aromatiche”, continua Roppo Valente.

Sosta Camper: a circa sette chilometri da Cleto, nel comune di Amantea, sulla litoranea Tirrenica SS 18, si possono trovare due aree attrezzate per la sosta camper a pochi metri dal mare; in alternativa, sempre ad Amantea, in località Coreca (via Malta 4), c’è il campeggio The Garden Park Caterina.

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