Il lago di Bolsena è non solo il più grande del Lazio, ma anche uno dei meglio fruibili in bicicletta. Pedaliamo lungo le sue sponde e tra le ondulate colline punteggiate da borghi medioevali.
Indice dell'itinerario

Il Lazio è la regione italiana in assoluto più ricca di laghi vulcanici: i principali si trovano poco a sud – Nemi e Albano – e a nord della capitale – Bracciano, Martignano, Vico e Bolsena – e generalmente sono di grande interesse ambientale e paesaggistico e, soprattutto per quelli della zona settentrionale, anche degli autentici serbatoi di acqua potabile. Ma fra tutti il più spettacolare è senz’altro il lago di Bolsena che noi abbiamo visitare in bici.

Il lago di Bolsena è il maggiore d’Europa nel suo genere e anche l’unico che annovera due bellissime isole, la Martana e la Bisentina. Gli amanti delle due ruote non possono fare a meno di essere attirati da quest’ampio bacino, le cui rive sono scandite da vivaci paesi di notevole valore storico alternati ad angoli di grande tranquillità. Anche i dintorni contribuiscono ad aumentare l’interesse, dato che vi si trovano alcune delle mete più ambite della Tuscia come Tuscania o Civita di Bagnoregio, la famosa “città che muore”.

escursione-in-battello-sul-lago
Escursione in battello sul lago

L’unico neo per i ciclisti è che, a parte un breve tratto del lungolago, non si possono evitare strade bellissime ma a volte sin troppo trafficate. Nell’organizzazione del territorio, tuttavia, qualcosa si sta muovendo: lo dimostra la realizzazione del Sentiero dei Briganti, un percorso ciclabile di circa 80 chilometri che da Vulci, passando per il lago, arriva a Monte Rufeno ripercorrendo appunto le tracce dei briganti che un tempo abitavano numerosi in queste campagne.

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Scorcio sul lago di Bolsena da Marta
Scorcio sul lago di Bolsena da Marta

Come organizzare un tour in bici per il lago di Bolsena?

L’itinerario che vi proponiamo – e che, grazie alla presenza di adeguate strutture ricettive, si presta perfettamente a completare una visita in camper, caravan o tenda – esplora in tre tappe tutta l’area intorno al bacino, per un totale di circa 215 chilometri (il solo periplo delle sponde è lungo poco più di 80 chilometri).

Si tratta di percorsi che, se effettuati per intero, sono destinati a chi ha un minimo di allenamento: la natura collinare della zona comporta infatti lunghe salite, alcune piuttosto impegnative, a cui seguono discese ripide e divertenti a forte velocità. Base ideale per il giro in bici è Bolsena, il paese che dà nome al lago: da qui si parte per effettuare i tre anelli, ognuno dei quali prevede il ritorno in giornata.

scorcio-lago-con-Capodimonte
Scorcio lago con Capodimonte

Bolsena, Civita di Bagnoregio, Montefiascone e ritorno – 50 km, difficoltà facile

Bolsena-Lubriano

La millenaria basilica di Santa Cristina è il principale monumento religioso di Bolsena: la particolarità di questa chiesa è rappresentata dalla cappella in cui sono conservate alcune reliquie del Miracolo Eucaristico verificatosi nel 1263 e in seguito al quale fu istituita la festa del Corpus Domini. Caratterizza il profilo del borgo la panoramica Rocca Monaldeschi della Cervara, nella quale si trova un interessante museo del territorio che approfondisce vari temi di storia, archeologia e tradizioni locali.

Rocca Monaldeschi

Dalla piazza centrale si prende la strada in direzione di Orvieto, che sale ripidamente sino alla rocca, e si prosegue in netta ma graduale salita verso le colline alle spalle dell’abitato da cui si gode una splendida vista. Si passa così accanto alle interessanti rovine della città romana di Volsinii, che meritano una visita; nei pressi si trovano anche resti di mura etrusche e un fontanile con acqua potabile.

Dopo circa 8 chilometri si incontra un primo bivio e si va a destra verso Bagnoregio, ancora in una salita senza strappi ma alquanto faticosa: si è ripagati da bellissimi paesaggi. All’incrocio con la statale 71 si prosegue dritti e si imbocca una strada campestre con continui saliscendi, abbastanza tranquilla a parte i camion provenienti da una vicina cava, e al bivio più avanti si svolta a destra (girando a sinistra si può raggiungere Lubriano, un grazioso paesino da cui si ammira un bel panorama su Civita).

Lubriano-Montefiascone

Sulla sommità di uno stretto sperone tufaceo Civita di Bagnoregio è uno dei borghi più scenografici dell’Italia centrale

La strada sale ancora sino a Bagnoregio, attraversa tutto l’abitato passando accanto alla statua del concittadino San Bonaventura – al quale è dedicata una delle chiese – e arriva al belvedere, da cui si gode la vista più classica verso Civita di Bagnoregio. Per raggiungerla consigliamo di lasciare qui la bici e proseguire a piedi, scendendo la scalinata e imboccando il ponte pedonale che dà accesso allo sperone tufaceo sul quale sorge il borgo (in bici sarebbe necessario percorrere una discesa ripidissima fino allo stesso ponte e risalirlo portando la bici a mano, ma si tratta di una soluzione inutilmente faticosa).

La strada principale, cui si accede dalla Porta Santa Maria, è intersecata da numerosi vicoletti a formare un impianto tipico e suggestivo, con una chiesa di fondazione romanica e alcuni palazzetti rinascimentali.
Visitata Civita, si torna indietro seguendo le indicazioni per Viterbo e più avanti per Montefiascone, passando accanto al Monumento ai Caduti dalla singolare forma a piramide. Dopo circa 5 chilometri si torna di nuovo sulla 71 e si va a sinistra, tra splendidi paesaggi campestri.

Leggi anche: “Camper friendly, le località amiche dei camperisti: Civita di Bagnoregio”

Montefiascone vista dai Giardini della Rocca

Montefiascone-Bolsena

Giunti a Montefiascone, coloro che intendono effettuare il giro completo del lago devono scendere verso Marta e ricollegarsi al successivo itinerario per Tuscania; gli altri prenderanno invece la statale 2 Cassia in direzione di Bolsena. Tra le mete di rilievo si annoverano la Rocca dei Papi, così chiamata perché vi soggiornarono numerosi pontefici, la maestosa cattedrale di Santa Margherita con grande cupola e la basilica romanico-gotica di San Flaviano, composta da due chiese sovrapposte e con facciata decorata da una loggia rinascimentale (all’interno si trova una lapide dedicata a Giovanni Defuk, il celebre estimatore del vino Est! Est!! Est!!!).

La cupola della cattedrale di Montefiascone

Poco oltre il paese la strada inizia a digradare e continuerà così praticamente fino alla meta. Da segnalare, al chilometro 108, la deviazione sulla destra per il parco di Turona dove, nel cuore di un fitto bosco, ci sono tavoli da picnic e una fonte; per accedervi bisogna però faticare su sterrate in nettissima salita. Il tracciato principale arriva a una strada asfaltata che verso sinistra riporta sulla Cassia: il parco può essere dunque la destinazione di una breve gita per un giorno più tranquillo.

Chiesa San Salvatore vista dalla Rocca

Bolsena, San Lorenzo Nuovo, Grotte di Castro, Gradoli e ritorno – 65 km, difficoltà media

Come secondo itinerario in bici per il lago di Bolsena presentiamo una variante del precedente, che i più allenati potranno anche effettuare insieme; i dislivelli sono notevoli, ma la discesa finale è divertentissima.

Area sosta a Pajeto

Bolsena-Grotte di Castro

Da Bolsena, come detto, si segue la Cassia verso San Lorenzo Nuovo. Dopo il bivio per Gradoli (che in questo caso va ignorato, continuando sulla statale) la strada inizia a salire in modo graduale ma piuttosto deciso per i successivi 4 chilometri, aprendo sulla sinistra uno splendido panorama sul bacino.

San Lorenzo Nuovo venne fondato per volere del pontefice Clemente XIV, che a causa della malaria il 3 giugno 1772 dispose il trasferimento coatto di tutti gli abitanti dal paese in riva al lago – di cui non rimane alcuna testimonianza – sulle più sicure colline dell’entroterra. Si dice che gli architetti, nel progettare la bella piazza, si siano ispirati all’Amalienborg di Copenhagen: il risultato è uno spazio ottagonale assai armonioso con una chiesa in cui sono ospitati alcuni dipinti del XVI secolo.

Grotte di Castro

All’incrocio semaforico poco distante si va a sinistra per la statale 74 in direzione di Grotte di Castro, da cui ci separano solo 3 chilometri da percorrere in tranquillità dati i modesti dislivelli; tra splendidi panorami spicca in distanza, sulla destra, il profilo del lontano Monte Amiata. L’abitato, stretto su uno sperone tufaceo, è dominato dalla mole di due possenti chiese: la più importante è la basilica di Maria Santissima del Suffragio e San Giovanni Battista, edificata tra il 1625 e il 1672 sui resti di costruzioni più antiche.

Nelle grotte sottostanti è ospitato un interessante museo diocesano (per la visita occorre rivolgersi in parrocchia), mentre in un’antica costruzione nei pressi della piazza centrale è allestito il piccolo ma prezioso museo archeologico dove si trovano reperti etruschi provenienti dalla vicina necropoli delle Pianezze.

Gradoli-Bolsena

Dalla strada per cui siamo giunti in paese, superata la deviazione in netta discesa per la necropoli si svolta a destra superando il bivio per Onano e Acquapendente (a sinistra c’è l’ingresso per il borgo) e si prosegue dritti in ambiente aperto e solare. Si sale in modo continuo sino alla biforcazione che da un lato conduce a Pitigliano e dall’altro a Gradoli, lungo la statale 489 che scende dolcemente fino al centro sorvegliato dal cinquecentesco Palazzo Farnese (nel quale ha sede un museo del costume).

Gradoli

Da qui inizia la discesa più divertente della zona: è netta ma continua, con molte curve dolci che fanno toccare facilmente punte di una sessantina di chilometri orari, perciò attenzione perché lo scarso traffico può indurre a commettere leggerezze. Arrivati al bivio per Bolsena si svolta a sinistra, incontrando lungo la strada la deviazione ancora a sinistra per la necropoli delle Pianezze, senz’altro meritevole di una visita prima del rientro alla base.

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Bolsena, Capodimonte, Marta, Tuscania e ritorno – 100 km circa, difficoltà alta

Bolsena-Tuscania

Chi effettua il periplo del lago può raggiungere Marta da Montefiascone, come descritto nella tappa precedente. Partendo da Bolsena conviene invece procedere in senso antiorario sulla Cassia fino a imboccare il bivio per Gradoli, superando il successivo incrocio per Grotte di Castro e toccando il bel complesso di Borghetto, dove sono i resti di un antico mulino.

Giro in kayak al lago di Bolsena

A breve distanza si prende una deviazione a sinistra che torna verso il lago; dopo circa un chilometro la strada diviene sterrata e costeggia le rive del bacino, ricalcando in questo tratto il Sentiero dei Briganti del quale si incontrano diversi cartelli con illustrazioni di storie legate al brigantaggio e alla vita quotidiana dei pescatori. L’ambiente è verdeggiante con dislivelli minimi fino alla collina di Bisentium, un promontorio fittamente boscoso a picco sul lago che un tempo ospitava l’omonima città, abbandonata due secoli fa e di cui non è rimasta traccia: di fronte, l’isola Bisentina ne ricorda il nome.

Capodimonte vista dal porto

Da qui, per scavalcare la collina bisogna affrontare una durissima salita che i meno allenati potranno più opportunamente superare a piedi con la bici al fianco. Si scende al di là sino alla strada principale e si prende a sinistra verso Capodimonte, su cui risalta la mole di Palazzo Farnese; a pochi passi la collegiata dell’Assunta. Procedendo sul fresco e piacevole lungolago attrezzato con panchine e fontanelle, all’incrocio si imbocca la strada a sinistra per Marta, borgo di pescatori dominato dalla caratteristica Torre dell’Orologio (residuo di un castello medioevale) ai cui piedi si trova un giardino panoramico, dove vale la pena fare una sosta prima di prendere la strada a destra che si allontana dal lago portando verso Tuscania.

Lungolago borgo di pescatori a Marta

Tuscania-Capodimonte

In breve la vista si fa suggestiva, in un ambiente bucolico di boschetti e siepi che si alternano alle vaste campagne punteggiate da bei casali; ben visibile è la forra del fiume Marta, emissario del lago di Bolsena. In questo tratto non ci sono dislivelli impossibili e si procede tranquillamente con continui e godibili saliscendi finché compaiono le mura di Tuscania, forse la più bella città della Tuscia con le sue chiese, torri, vicoli, botteghe artigiane e antiche residenze. Da non perdere il panorama da Piazza Italia, con la collina dominata dal Palazzo Baronale e la Fontana delle Sette Cannelle.

Tuscania

Uscendo dal paese si raggiunge il monumento più insigne ed emozionante: la chiesa di San Pietro, edificata nell’VIII secolo e più tardi rimaneggiata, che offre molti pregevoli dettagli artistici e architettonici tra cui un grande rosone decorato con le immagini degli Evangelisti, alcuni affreschi e un’imponente cripta.

Da qui si scende a sinistra verso quell’altro gioiello medioevale che è la basilica di Santa Maria Maggiore e si prosegue sulla provinciale per Viterbo fino a Piazza Trieste, da dove si prende la seconda traversa sulla sinistra per l’altra provinciale che conduce a Piansano e a Valentano. Segue una salitina tranquilla, poi la strada costeggia vasti campi di grano e di trifoglio che fanno dimenticare la fatica (attenzione solo alle poche auto, che sfrecciano veloci).

Collegiata di Santa Maria Assunta in Cielo a Capodimonte

Più avanti il tracciato si spiana tra paesaggi sempre più ampi, mentre in lontananza sulla destra si profila Montefiascone, alto sul colle. In circa 12 chilometri si arriva al bivio per Arlena di Castro e Piansano: si prende a destra per quest’ultima località e, poco dopo, ancora a destra per un ulteriore bivio da cui si raggiunge la provinciale di Poggio Marano per Capodimonte.

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Capodimonte-Bolsena

Dopo continui saliscendi si inizia a digradare in modo più deciso fino alla provinciale per Viterbo, che si attraversa scendendo nuovamente al lungolago di Capodimonte e tornando a Bolsena per la strada dell’andata.

Questo tratto è in comune con il giro completo del bacino, e a chi lo sta effettuando raccomandiamo particolare attenzione nel trovare la deviazione per la dismessa strada del lungolago, poiché in tal senso non è segnalata: si tratta di un piccolo bivio sulla destra, con un cartello indicante un camping, che si stacca dalla strada per Valentano dove questa, dopo una salita, curva a sinistra allontanandosi dal lago e rendendo ben visibile la mole della collina di Bisentium.

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Isola Bisentina

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Oltre al lago di Bolsena vuoi compiere altri due semplici tracciati in bici? Ecco un suggerimento per un tour sui laghi di Vico e di Bracciano.

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