Una vacanza attiva a misura di camper tra i maestosi paesaggi dolomitici del Cadore. Con gli scarponcini nel gavone e le mtb elettriche sul portabici, vi proponiamo alcune imperdibili escursioni facendo affidamento su valide opportunità di sosta
Indice dell'itinerario

A darci il buongiorno, insieme ai primi raggi del sole che illuminavano la cima del Monte Cristallo, è stato un lungo muggito. Diretta verso i pascoli della Val d’Ansiei una mucca, forse incuriosita dalla sagoma del nostro camper, si è avvicinata ai finestrini per curiosare. Un incontro inatteso che ha aggiunto una nota di allegria al primo risveglio della nostra vacanza tra in Cadore: dopo una robusta colazione abbiamo allacciato gli scarponi e siamo partiti alla scoperta di alcuni tra i paesaggi più belli e famosi delle Dolomiti.

Ecco alcune escursioni a piedi e in sella ad una mountain bike nel magico scenario dei Monti Pallidi, che abbiamo realizzato seguendo un itinerario ad anello oppure rientrando alla base con i mezzi pubblici.

Esplora il versante alto-atesino delle Tre Cime di Lavaredo!

1° GIORNO: Da Fedra Vecchia al lago di Misurina

1 h 20’ Fedèra Vecchia – Malga Maraia; 2 h Malga Maraia – Rifugio Città di Carpi; 1 h 30’ Rifugio Città di Carpi – Rifugio Col de Varda; 1 h Rifugio Col de Varda – Lago di Misurina

Tre Cime di Lavaredo peaks seen from Misurina lake in Dolomites, Italy in winter, Belluno-Trentino Alto Adige border. Misurina lake, Tre Cime di Lavaredo, Auronzo, Dolomiti, South Tyrol, Italy.

Dal parcheggio vicino all’Hotel Cristallo, lungo la statale che da Auronzo di Cadore porta al lago di Misurina, partiamo di buon mattino verso Malga Maraia, raggiungibile lungo un sentiero non molto impegnativo percorribile a piedi o in bicicletta. Subito ci incanta il fascino dei tabià, i caratteristici fienili in legno; quindi il sentiero 1120 inizia a inerpicarsi all’interno di un bosco fino ad incrociare il sentiero 120. Ancora un piccolo sforzo ed eccoci alla malga, da poco ristrutturata e immersa nel verde della natura. Il tempo per un caffè e partenza alla volta del Rifugio Città di Carpi.

Da qui decidiamo di affrontare la cosiddetta “direttissima”, assai più ripida e impegnativa della mulattiera che lo raggiunge. La comparsa delle bandiere che garriscono al vento e poi della sagoma del rifugio ci confortano; e ancor più ci rinfranca lo spezzatino con polenta che consumiamo all’interno del locale, rustico al punto giusto.

Dopo aver apprezzato un panorama straordinario sulle Cime di Maraia, dal Campanile Dülfer alla Punta dell’Agnello, riprendiamo il cammino verso il Rifugio Col de Varda. Da qui ci godiamo la vista sul Lago di Misurina sottostante e imbocchiamo il sentiero 120 fino a valle (in alternativa si può utilizzare la seggiovia).

A questo punto quel che ci vuole è una merenda al tavolino di un bar affacciato sullo lago, con le Tre Cime a fare da sfondo. Leggenda vuole che lo specchio d’acqua sia nato dalle lacrime del re Sorapiss per la morte di sua figlia, la piccola principessa Misurina. In realtà la sua origine è glaciale, ed è contraddistinto da un particolare microclima indicato ad alleviare alcuni disturbi respiratori.

Ammirati i colori del tramonto, a bordo di un autobus torniamo al punto di partenza per recuperare il camper e quindi puntiamo verso l’accogliente area di sosta di Misurina.

2°  GIORNO: Dal lago di Misurina al Monte Piana

2 h a piedi lungo il sentiero 122, 15’ con il servizio di shuttle jeep partendo dall’area di sosta, più 1-2 h per l’itinerario attraverso le trincee.

L’escursione sul Monte Piana offre la possibilità di conoscere alcuni dei più drammatici momenti della Prima Guerra Mondiale. Si arriva al Rifugio Angelo Bosi (2.205 m) a piedi in circa due ore oppure con la navetta. Dalla vicina Cappella degli Eroi si accede a un vero e proprio museo all’aperto della Grande Guerra.

Seguendo le indicazioni, si cammina nelle trincee dove persero la vita più di 14.000 soldati durante mesi di scontri violentissimi. Lungo il cammino si incontrano alcuni edifici dell’epoca, ricostruiti grazie ai volontari dell’Associazione Amici del Monte Piana. Qua e là resti di filo spinato, proiettili, pezzi di ferro contorti per l’esplosione di qualche ordigno: tutto parla della tragedia che vide contrapposti italiani ed austriaci in un contesto naturalistico semplicemente straordinario.

Da lassù si dominano con lo sguardo le Tre Cime di Lavaredo, il Sorapiss, i Cadini di Misurina, il Cristallo, la Croda Rossa. Il Monte Piana è infatti una sorta di panettone posto nel mezzo di una corona di montagne che si possono ammirare a 360 gradi. Dal rifugio lo si può fare comodamente seduti a un tavolo davanti alle vetrate, degustando uno dei piatti della cucina locale. Prima di andare via date un’occhiata al piccolo museo di oggetti bellici allestito in un’apposita saletta.

3° GIORNO: Da Misurina ad Auronzo di Cadore

Pista ciclabile di 25 chilometri solo andata

La terza giornata tra le Dolomiti di Cadore è dedicata alle due ruote. Scaricate le e-bike dal portabici e allacciato saldamente il casco, costeggiamo il lago di Misurina fino alla stazione di partenza della seggiovia che sale al Rifugio Col de Varda. Qui inizia la ciclabile che porta ad Auronzo di Cadore: il primo tratto, fino a Palùs San Marco, è particolarmente ripido, per cui bisogna prestare molta attenzione a causa del fondo per lo più sterrato.

Dopo una decina di chilometri la discesa inizia a farsi meno impegnativa. Raggiungiamo l’ingresso della riserva naturale della Foresta di Somadida, 1.700 ettari di bosco protetti che un tempo garantivano alla Repubblica di Venezia l’approvvigionamento di alberi per la realizzazione delle loro navi. È una delle più belle foreste delle Dolomiti, attorniata da cime quali il Cristallo, il Sorapiss e le Marmarole e accompagnata dalle acque del fiume Ansiei.

Il percorso prosegue in leggera discesa fino quasi alle porte di Auronzo, il centro abitato più importante della valle. La località si caratterizza per il suo lago artificiale (lago di Santa Caterina), creato da una diga sull’Ansiei alta 55 metri, e per il Fun bob realizzato sul pendio più ripido del Monte Agudo, tre chilometri di adrenalina pura. Fatti due passi per il centro cittadino e messo qualcosa sotto i denti, risaliamo in bicicletta per iniziare il rientro: ci attende un dislivello di quasi mille metri per il quale facciamo grande affidamento sulla pedalata assistita delle nostre e-bike.

Aerial view of Lago di Santa Caterina and Auronzo di Cadore comune, Dolomites, Italy

Superata Palùs San Marco la salita si fa dura, ma la carica della batteria mantiene le sue promesse e ci permette di raggiungere Misurina senza richiedere sforzi sovrumani. Una bella birra fresca al tavolo di un bar che si affaccia sul lago è la giusta conclusione della giornata, prima della cena a bordo del camper parcheggiato nella vicina area di sosta.

4° GIORNO: Le Tre Cime di Lavaredo

Percorso ad anello di circa 4 ore

Tre Cime Di Lavaredo peaks in incredible orange sunset light. View from the cave in mountain against Three peaks of Lavaredo, Dolomite Alps, Italy, Europe. Landscape photography

Per arrivare alle Tre Cime di Lavaredo prendiamo l’autobus che ferma davanti al ristorante Genzianella, nei pressi dell’area di sosta di Misurina. In pochi minuti siamo al parcheggio del Rifugio Auronzo, punto di partenza di uno degli anelli escursionistici più suggestivi delle Alpi. Una scelta azzeccata: il parcheggio in quota si riempie in breve tempo, soprattutto in alta stagione, e il costo di sosta e pedaggio per i camper è di 45 euro. In alternativa si può salire fin lassù a piedi, ma bisogna mettere in conto 7 chilometri di strada (più altrettanti al ritorno).

Dal Rifugio Auronzo ci incamminiamo lungo il sentiero 104 verso il Rifugio Lavaredo, preceduto dalla Cappella degli Alpini (o chiesetta della Madonna della Croda) eretta nel 1917 in omaggio al XII Battaglione Bersaglieri. È poco più di una passeggiata, prevalentemente pianeggiante, che consente di scaldare i muscoli prima della salita verso la forcella Lavaredo (2.454). A sinistra inizia a farsi inconfondibile la sagoma delle Tre Cime, un capolavoro della natura che da solo merita il viaggio.

Raggiunta la forcella, il punto più elevato del trekking (2.454 m), prendiamo il sentiero 101 che ci permette di raggiungere, dopo ripetuti saliscendi, il Rifugio Locatelli, dove ci riposiamo e rifocilliamo godendo la vista delle Tre Cime. A questo si torna al Rifugio Auronzo seguendo lo stesso sentiero dell’andata; in alternativa, si può imboccare il sentiero 105 che scende all’altipiano della Grava Longa, con i suoi piccoli laghetti, per poi risalire verso la forcella Col di Mezzo. Da lì al parcheggio e alla fermata dell’autobus sono solo pochi minuti, perlopiù in discesa.

5° GIORNO: Il lago di Sorapis

3,5 h tra andata e ritorno

È considerata una delle escursioni irrinunciabili della zona, anche se non si tratta di un percorso per tutti. Attraverso un sentiero piuttosto impegnativo, a tratti un po’ esposto, si giunge prima al Rifugio Alfonso Vandelli e poi al lago di Sorapis. Il punto di partenza è lungo la Regionale 48 delle Dolomiti, poco a sud rispetto all’Hotel Passo Tre Croci, nei pressi del quale lasciamo il camper di buon mattino. Dopo un primo tratto pianeggiante in mezzo ai prati, il sentiero entra nella foresta e inizia ad inerpicarsi.

Da questo punto si procede con molta attenzione: lo spazio in cui camminare è piuttosto stretto e non mancano passaggi esposti – assistiti da cordini fissati alla parete o da scalini di ferro – poco adatti a chi soffre di vertigini o non ha dimestichezza con le escursioni ad alta quota. Tuttavia il panorama che si gode lungo il percorso è davvero incantevole. A poche decine di metri dal rifugio si distende il lago di Sorapis, circondato da una corona di cime che si elevano oltre i 3.000 m: tra queste lo scenografico spuntone roccioso chiamato “il dito di Dio”.

Le acque del laghetto sono di un turchese quasi innaturale, a causa delle sottilissime polveri di roccia trasportate dai ruscelli che scendono dal ghiacciaio soprastante: un vero spettacolo, ancora più suggestivo se si ha la fortuna di goderne in una giornata di sole. Tutto intorno, sui pendii scoscesi delle montagne, si aprono piccole aree erbose in cui accoccolarsi per ammirare l’insieme in silenzio: l’atteggiamento giusto per rendere omaggio a questa grande, inimitabile bellezza.        

Piana Lake and Locatelli mountain refuge in Tre cime National Park

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La Ciclabile delle Dolomiti

Realizzata lungo il tracciato di una ferrovia dismessa, la Ciclabile delle Dolomiti si snoda in territorio veneto attraverso i borghi del Cadore fino al passo di Cimabanche (51 chilometri dalla partenza) per poi discendere a Dobbiaco, in provincia di Bolzano (62 chilometri in totale). 

Da qui ci si può collegare alla Ciclovia della Drava (di cui abbiamo parlato qui), che prende il via da San Candido e segue il corso del fiume in territorio austriaco e sloveno. Tra Cortina e Dobbiaco il percorso della Ciclabile delle Dolomiti è utilizzato come pista per lo sci di fondo.

Di seguito le principali località cadorine raggiunte dal tracciato.

Ciclabile delle Dolomiti: Calalzo di Cadore

A circa 30 chilometri dal casello della A7 Pian di Vedoia, raggiungibile anche in treno, Calalzo è il punto di partenza della ciclabile che scorre sempre ben segnalata e quasi sempre su fondo dedicato. Da non perdere una passeggiata nel bosco al piccolo Lago delle Tose.

Ciclabile delle Dolomiti: Pieve di Cadore

3 km – Alla casa natale di Tiziano Vecellio, un edificio cadorino del XV secolo, si può abbinare una visita alla chiesa di Santa Maria Nascente, che custodisce opere dello stesso Tiziano e della sua scuola. Il Museo dell’Occhiale racconta invece la storia di un’industria ancora oggi fiorente nel territorio cadorino.

Ciclabile delle Dolomiti: Borca di Cadore

20,5 km – Ai piedi del Monte Antelao, è un punto di partenza strategico per le escursioni. La chiesa dei Santi Simone e Taddeo conserva un organo del 1791 costruito da maestro organaro Gaetano Callido.

Ciclabile delle Dolomiti: San Vito di Cadore

24,7 km – Puoi visitare il Museo Etnografico delle Tradizioni Popolari, che racconta la vita contadina e le attività artigianali del Cadore; piacevole la passeggiata sulle rive del lago di Mosigo.

Ciclabile delle Dolomiti: Cortina d’Ampezzo

36,7 km – La perla delle Dolomiti, eletta sede delle Olimpiadi invernali per il 2026, merita una tappa anche solo per una passeggiata in Corso Italia, assaporando le atmosfere della località che ha fatto la storia del turismo montano.

Cibiana e i 50 murales

Offre lo spunto per una gita insolita la località di Cibiana, distribuita in tre frazioni lungo la vallata del torrente Rite. La sua particolarità è rappresentata da oltre cinquanta murales che decorano le facciate delle antiche abitazioni. Le pitture, realizzate a partire dagli anni Ottanta da artisti di fama internazionale, si ispirano alle attività tradizionali o ai più importanti eventi storici. Per ammirarle basta seguire a piedi un piacevole itinerario che si snoda tra i vicoli delle frazioni.

Dove sostare presso le Dolomiti di Cadore

  • Auronzo di Cadore Area di sosta di Misurina, SP49 di Misurina, 60 piazzole con servizio di carico e scarico. Costo 20 euro ogni 24 ore, durata massima della sosta 48 ore.
  • Camping “Alla Baita”, Via Guide Alpine 4, tel. 0435 39151, www.campingallabaitamisurina.com. Dotato di ristorante, a breve distanza dall’area di sosta di Misurina.
  • Area di sosta in località Taiarezze, presso il punto di partenza degli impianti per il Monte Agudo. Dispone di 20 stalli, acqua e pozzetto di scarico. Costo 20 euro ogni 24 ore, durata massima della sosta 48 ore.
  • Campeggio Europa, Via Pause 21, tel. 0435 400688, www.camping europa.org. Sulla strada per il lago di Misurina, dotato di 90 piazzole.

Rifugi alle Dolomiti di Cadore

  • Malga Maraia, tel. 329 6739687, www.malghemaraiapopena.it. Sul sentiero 120 che conduce al rifugio Città di Carpi, rappresenta un’ottima opportunità di ristoro a base di ingredienti a chilometro zero.
  • Rifugio Città di Carpi, www.rifugiocittadicarpi.it, rifugiocarpi@libero.it. Aperto dal 17 giugno, offre semplici e gustosi piatti di montagna all’interno o su una terrazza panoramica.
  • Rifugio Col de Varda www.rifugiocoldevarda.it, tel. 0435 39041: a 2.106 metri di quota sopra il lago di Misurina, può essere raggiunto a piedi o in seggiovia; punto di ristoro lungo l’Alta Via delle Dolomiti n. 4, apre durante la stagione dello sci e, in estate, da giugno a settembre.
  • Rifugio Angelo Bosi, tel. 0435 39034, www.rifugiobosimontepiana.business.site. Aperto da metà giugno a metà settembre, è il punto di riferimento – e di ristoro – per gli escursionisti che salgono sul Monte Piana.
  • Rifugio Monte Agudo, tel. 0435 400522, www.rifugidelcadore.it. Raggiungibile a piedi o in seggiovia, offre un panorama sulla valle di Auronzo, dal lago di Santa Caterina fino alle Tre Cime.
  • Rifugio Auronzo, tel. 0435 39002, www.rifugioauronzo.it. Tappa di avvio dell’anello escursionistico alla base delle Tre Cime di Lavaredo, offre un centinaio di posti letto e 130 posti a sedere.
  • Rifugio Lavaredo, tel. 349 6028675, www.rifugiolavaredo.com. Aperto da metà giugno a fine settembre, è la struttura intermedia dell’anello escursionistico delle Tre Cime, a venti minuti di cammino dal precedente; cucina tipica da rifugio.
  • Rifugio Locatelli, tel. 389 9076228, www.dreizinnenhuette.com. Aperto dal 24 giugno al 24 settembre, offre una delle viste più suggestive sulle Tre Cime, posizionate proprio di fronte; collocato in territorio altoatesino, offre i piatti tipici della tradizione locale.
  • Rifugio Alfonso Vandelli, tel. 0435 39015, www.rifugiovandelli.it. Aperto dal 20 giugno al 20 settembre, si trova a poche decine di metri dal lago di Sorapis; menù tipico.

Leggi anche: “Vacanza in camper più bici a San Candido in Alta Pusteria”

TESTO DI GIANLUCA RICCI

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