Appuntamento della rubrica dei nostri diari di viaggio. Viaggio in inverno in Costa Rica per un itinerario di coppia con un 4x4 e tenda da tetto, con foto, dettagli sulle soste camper e informazioni pratiche
Indice dell'itinerario

Un mezzo a quattro ruote motrici, una tenda da tetto e tanta voglia di avventura: ecco gli ingredienti di un fantastico viaggio in camper in Costa Rica, nel cuore dell’America centrale fra città storiche, alture panoramiche, sorprendenti parchi nazionali e remote spiagge caraibiche.

L’arrivo in aereo a San José ci regala un bellissimo tramonto, mentre sotto di noi le colline che circondano la città sono punteggiate da una miriade di piccole abitazioni illuminate. Una temperatura piacevole ci accoglie all’uscita del terminal, poi una corsa in taxi ci porta fino all’hotel nel cuore della capitale. 

Il primo giorno in città è dedicato a girovagare in centro lungo percorsi improvvisati. Da Piazza della Cultura raggiungiamo la cattedrale, poi attraversiamo i curati parchi cittadini per ammirare la tipica architettura coloniale a Barrio Otoya e Barrio Amon.

Cartina viaggio in camper in Costa Rica

Le pratiche per la consegna del 4×4 equipaggiato con tenda da tetto che ci accompagnerà in questa avventura sono rapide, così ci mettiamo subito in marcia verso la costa atlantica: la strada è tortuosa, un saliscendi tra la fitta vegetazione del Parco nazionale Braulio Carrillo. Sostiamo per la notte presso una piccola struttura turistica dove senza problemi apriamo la tenda e dormiamo per la prima volta sul tetto della vettura.

Visitiamo Limón prima di riprendere il cammino verso sud lungo le ampie spiagge affacciate sul Mar dei Caraibi. Una sosta al centro per la salvaguardia dei bradipi consente di osservare da vicino questi pigri animali: ci rattrista vederli in cattività ma sappiamo che gli esemplari presenti in questa riserva sono recuperati da situazioni difficili; qui vengono curati e, se possibile, rimessi in libertà.

Leggi anche: Viaggio fai da te in Namibia con un 4×4

Puerto Viejo de Talamanca

Il viaggio prosegue verso Puerto Viejo de Talamanca, dove respiriamo la filosofia rastafariana, per poi approdare a Punta Uva, una lingua di sabbia dorata che divide l’oceano dalla rigogliosa vegetazione dove sostiamo in un campeggio che si sviluppa tra gli altissimi alberi che contornano la spiaggia. La notte è accompagnata dalle grida delle scimmie urlatrici e dal rumore delle onde. La sveglia è all’alba e il buio cala intorno alle 18; ma ci siamo già abituati ai ritmi legati alla luce naturale. 

Costa-Rica-in-camper-Inglesia-de-la-Merced-San-Jose
Inglesia de la Merced San Jose

Pochi chilometri ci separano dal Rifugio naturale Gandoca-Manzanillo e dalle sue spiagge scintillanti. Ci inoltriamo a piedi nella foresta per cinque chilometri fino a Punta Mona, che ci ricompensa con la sua bellezza e il suo isolamento. Usciti dal parco gustiamo un buon pranzo in una simpatica soda, così si chiamano i piccoli ristoranti locali.

Lasciamo la costa per esplorare all’interno il territorio dei Bribri, popolo aborigeno che ha conservato la propria lingua e vive principalmente di agricoltura, allevamento, caccia e pesca. La pista si addentra in una fitta vegetazione lungo zone montane, poi discende nella piana del fiume Sixaola che segna il confine con Panama.

Bratsi

A Bratsi riprendiamo il cammino in direzione Suretka, sostando in un centro sociale che promuove iniziative per la salvaguardia delle tradizioni finanziandosi con piccole attività turistiche. La sede, realizzata con i metodi tradizionali, stupisce per le proporzioni: un immenso tetto di foglie di banano sorretto da una complessa struttura di legno. 

Da Suretka inizia la parte più selvaggia del nostro tour: la pista sale tra pendii sempre più ripidi e a volte si riduce a semplici tracce. Seguiamo le indicazioni del nostro navigatore Gps per non perderci nel dedalo di deviazioni che non toccano centri abitati veri e propri ma solo piccoli gruppi di case di legno. A Pandora riprendiamo la strada verso l’oceano dove terminiamo la nostra giornata sulla lingua di sabbia che divide il Pacifico dal Río Bananito.

villaggio di Tortuguero costa Rica in camper
Il caratteristico villaggio di Tortuguero

Parco Nazionale del Tortuguero, tra fuoco e acqua

La prossima meta è il Parco Nazionale del Tortuguero, che tutela una vastissima area umida tra la foresta tropicale e l’oceano che rappresenta anche un’importante zona di riproduzione delle tartarughe marine. A Caño Blanco lasciamo i nostri veicoli per salire su un battello che segue le infinite anse del fiume Suerte tra fitta vegetazione e lingue di sabbia che invadono l’alveo fino a immetterci nel più ampio fiume Tortuguero. Sbarchiamo nell’omonimo villaggio dal fascino caraibico, caratterizzato da abitazioni, negozietti e ristorantini multicolori. Raggiungiamo il vicino hotel, colorato e affacciato sulla spiaggia dove pernotteremo, non prima di una passeggiata notturna con una guida locale che ci fa scoprire aspetti a noi sconosciuti della fauna locale.

Il mattino seguente iniziamo il percorso nel parco lungo il sentiero immerso nella vegetazione che costeggia il mare. Pannelli posti al centro accoglienza indicano come comportarsi in caso di incontro con giaguari o caimani. Purtroppo non ci capita di osservare nessun animale, a parte coloratissimi pappagalli Ara macao.

Al ritorno passeggiamo sulla battigia, avvolti da solitudine e natura, e dopo pranzo visitiamo il piccolo centro per la salvaguardia delle tartarughe. La navigazione di ritorno da Tortuguero mette a dura prova l’abilità del pilota a causa della bassa marea. Tra banchi di sabbia uccelli e due piccoli caimani assistono immobili al nostro passaggio.

Vulcano Arenal

Recuperato il veicolo puntiamo per il Vulcano Arenal tra piste che tagliano campi coltivati e piccolissimi centri urbani, in un reticolo di incroci e sterrati dove ci districhiamo grazie al navigatore satellitare. Raggiunta l’arteria principale appare all’improvviso contro il cielo la perfetta piramide del vulcano, ancora attivo, la cui ultima eruzione è avvenuta nel 2010. Camminiamo nel parco tra colate di lava e rigogliosa vegetazione, in vista del più grande lago del Costa Rica dove incontriamo alcuni esemplari di pizote, molto simili ai procioni, e diversi buffi gallinacei. Trascorriamo la notte in sosta libera sulla riva del lago: dagli oblò si scorge uno splendido panorama con il profilo del vulcano.

Costa-Rica-Il-vulcano-Arenal
Il vulcano Arenal si staglia dall’omonimo lago

Lago Arenal

La pista che costeggia il Lago Arenal è immersa in una folta vegetazione con diversi facili guadi. A Tronadora saliamo sulle colline e il territorio cambia sensibilmente con ampi spazi brulli, battuti dai venti. Una sosta a Liberia, capoluogo della regione di Guanacaste, e poi ci dirigiamo di nuovo verso nord sulla veloce arteria in direzione Nicaragua per raggiungere la costa del Pacifico; in particolare tocchiamo Playa Coyotera e Playa del Coco, e poi Playa El Jobo e Playa Rajada: luoghi incantevoli, ma dove è vietato trascorrere la notte per tutelare la colonia di tartarughe. 

Una pacifica costa: le migliori playas della Costa Rica in camper

Nei giorni successivi percorriamo le piste che portano a sud compiendo numerose deviazioni per rimanere vicini alla costa. Alcune spiagge, protette da riserve naturali, sono purtroppo irraggiungibili per problemi legati alla pandemia. La nostra ricerca ci porta su piste abbandonate, che comunque riusciamo a percorrere sino alla zona turistica di Bahía Culebra e a Playa Hermosa, ampia e bella come l’avevamo immaginata. Da Playa Coco si susseguono una serie di belle spiagge sino a Brasilito. Da qui passeggiamo fino a Playa Conchal, considerata tra le più belle del Costa Rica per la sabbia candida di minuscoli frammenti di conchiglia.

Playa Tamarindo

Più a sud incontriamo la famosa Playa Tamarindo, centro turistico con la maggiore concentrazione di strutture ricettive di ogni livello. Un angolo di paradiso rovinato dal turismo di massa, in contrapposizione con Playa Grande, immensa e deserta, dove ci immergiamo in spazi incontaminati. In un susseguirsi di emozioni giungiamo alla bellissima Playa San Juanillo, formata da due piccole anse di sabbia bianca divise da un promontorio di rocce e delimitate da una ricca vegetazione, ideale per un bagno nelle acque cristalline.

La piccola località di Sámara mantiene un turismo discreto, e possiamo tranquillamente passeggiare sull’ampia spiaggia tra l’oceano e la vegetazione che la circonda. Il campeggio è un punto privilegiato per gustare l’immancabile tramonto sull’oceano.

Playa Carrillo

Da Playa Carrillo la pista è un susseguirsi di passaggi nell’entroterra, con ripide salite e discese, per poi ritornare sul Pacifico. Lasciamo l’asse principale e raggiungiamo la spiaggia a nord di Manzanillo. Approfittando della bassa marea viaggiamo per qualche chilometro sul bagnasciuga, guidando sulla sabbia bianchissima tra il verde della vegetazione e il blu del mare: un invito a una sosta per immortalare il momento e godere di questi spazi straordinari.

Playa Carmen

Santa Teresa è uno dei luoghi più frequentati dagli amanti del surf che raggiungono il Costa Rica, e lo capiamo subito dal traffico di fuoristrada, quad e motociclette condotte da giovani, con l’immancabile tavola a bordo, che scorrazzano in tutte le direzioni alzando nuvole di polvere. Delusi dalla confusione proseguiamo velocemente per Playa Carmen fino alla bellissima Playa Mar Azul, chiusa tra rocce e con un delizioso campeggio affacciato sul blu.

Playa Montezuma

La bella Playa Montezuma appare all’improvviso tra la fitta vegetazione. Ora la strada è asfaltata ed entriamo nel Refugio Nacional de Vida Silvestre Curú, vasto parco privato: purtroppo i percorsi che portano alle spiagge più belle sono chiusi per problemi legati alla pandemia. 

Una coda di balena nell’oceano

A Puerto Paquera ci imbarchiamo sul traghetto che, attraverso il Golfo di Nicoya, permette di raggiungere la città di Puntarenas e l’omonima regione. Ora stiamo percorrendo il tratto meno interessante del nostro viaggio, ma sappiamo che il trasferimento condurrà ad altre bellissime sorprese. Una sosta al Ristorante Torino gestito da un’italiana ci permette di conoscere altre sfaccettature della vita locale e di quella dei nostri concittadini espatriati. 

Seguendo la bella strada costiera arriviamo alla cittadina di Quepos, ottimo punto di appoggio per la visita al Parco Manuel Antonio. Pur attuando una rigorosa protezione di fauna e flora, il sito accoglie un grande flusso di turisti attratti anche dalle bellissime spiagge ed è ideale per trascorrere una giornata di relax. Percorriamo a piedi i sentieri interni per poi riposarci sulle bellissime Playa Las Gemelas e Playa Manuel Antonio, dove le simpatiche scimmie cappuccino reclamano qualche boccone dai tanti turisti. 

La nostra giornata si conclude a Barrio El Cocal, quartiere di Quepos sulla spiaggia oltre il fiume, lontano dal centro cittadino. L’area camping è gestita dall’associazione che si occupa di iniziative sociali per coinvolgere i giovani del luogo. Cosa c’è di meglio di un ottimo bagno, un bellissimo tramonto ed un buon piatto di pesce e verdure messo a disposizione dal responsabile della struttura?

Parco nazionale marino Ballena

Proseguendo verso sud incrociamo Playa Dominical, Playa Dominicalito e Playa Hermosa, belle ed ampie, prima di raggiungere Uvita e il Parco nazionale marino Ballena, la cui caratteristica è la lingua di sabbia che si allunga nell’oceano disegnando una coda di balena. 

Sempre lungo la Costanera Sur scendiamo in direzione di Panama per visitare la Finca 6, importante sito archeologico Unesco e museo con reperti di epoca precolombiana. Qui popolazioni vissute tra il IX e il XV secolo hanno realizzato sfere di pietra anche di oltre due metri di diametro, lavorando rocce provenienti da chilometri di distanza, poste all’ingresso delle abitazioni per evidenziare l’importanza della famiglia. Purtroppo nei secoli molte sfere sono state distrutte o rimosse dal luogo di origine e si trovano, ormai fuori contesto, anche presso collezioni museali straniere.

Dal piccolo abitato di Sierpe un traghetto rudimentale ci permette di attraversare il corso d’acqua per riprendere il cammino sulla riva opposta. Attraversando le montagne ci si aprono splendidi scorci sull’oceano e attraversiamo piccole comunità rurali. La pista ci costringe a velocità ridotte, consentendoci di gustare l’ambiente attorno a noi. Poi la discesa a Bahía Drake, un luogo molto selvaggio con il piccolo centro di Agujitas de Drake dove pranziamo nella terrazza di una soda. Il campeggio, molto spartano, è posizionato su un’incantevole spiaggia e come unici clienti scegliamo il miglior posto per aprire la tenda a pochi passi dal mare. Anche per oggi la giornata si chiude in un piccolo angolo di paradiso colorato da un acceso tramonto.

Parco Nazionale Corcovado

Seguendo i confini del Parco Nazionale Corcovado la pista lascia posto all’asfalto e, verso Puerto Jiménez, possiamo viaggiare in tutta tranquillità. Riprendiamo la marcia in direzione di Carate, ingresso sud del Corcovado, su una pista ampia, ma con un fondo sconnesso che ci costringe a mantenere basse velocità.

Non manchiamo di visitare Playa Pan Dulce, che merita una sosta per il pranzo, e Playa de Oro. Un percorso tortuoso, con piccoli guadi, su una pista appena segnata nella valle del torrente Carate, conduce ad un lodge che la proprietaria americana ci mostra con orgoglio, descrivendo con enfasi la gioia di poter vivere in Costa Rica. Veniamo ospitati per la notte, accampati nel giardino.

La visita al Parco Nazionale Corcovado inizia presto, per il sentiero che si snoda nella fitta vegetazione lungo la spiaggia. Purtroppo, nonostante i chilometri di cammino, non incontriamo animali, ma sappiamo che la fauna resta nelle zone interne e meno accessibili ai visitatori. Ammiriamo però i maestosi alberi dalle impressionanti radici. Recuperato il veicolo raggiungiamo il campeggio di Puerto Jiménez, dove il tramonto ci regala una completa immersione nel rosso e nell’arancio del mare e del cielo. 

Seguiamo la Inter American Highway, poi la deviazione sterrata per Golfito per raggiungere Pavones, piccolo centro turistico per gli appassionati di surf in una delle zone al mondo dove si generano le più lunghe onde. Poche strutture spartane accolgono un turismo giovane, mentre noi optiamo per una sosta libera in riva al mare.

Tra cielo e terra

Siamo al giro di boa del nostro viaggio: da questo momento iniziano le tappe di avvicinamento a San Josè puntando in direzione nord. Tra bellissime alture panoramiche raggiungiamo San Vito, cittadina fondata da migranti italiani qui giunti negli anni Cinquanta del secolo scorso con un piano di colonizzazione agricola lanciato dal governo del Costa Rica riservato agli stranieri.

Diretti verso il Parco internazionale La Amistad attraversiamo immense piantagioni di caffè: una sosta presso una di queste ci consente di apprezzarne le differenti qualità e di conoscere i processi di lavorazione. Giunti all’area protetta percorriamo il sentiero interno per diversi chilometri, ma anche in questo caso nessun animale sembra desideroso di mostrarsi. Una breve sosta alla pizzeria di Fabrizio, italiano espatriato, e subito siamo in cerca del nostro rifugio per la notte: un centro turistico con un piccolo lago e tanti uccelli acquatici dove approfittiamo delle strutture messe a disposizione degli ospiti per preparare la cena da campo.

La strada nazionale 2 che porta nella regione di San Josè taglia infinite piantagioni di ananas della multinazionale Del Monte. A San Isidro de El General saliamo lungo i rilievi della Cordillera Central con scorci panoramici che si aprono tra la vegetazione e le nuvole. Sembra quasi di essere in volo tra cielo e terra: scopriamo infatti di aver raggiunto l’altitudine di 3.280 metri.

Vulcano Irazú

Poi intraprendiamo una lunga discesa fino alla città di Cartago per continuare lungo ampie alture coltivate sino al Vulcano Irazú, ancora attivo, che con i suoi 3.432 metri d’altitudine è il più alto della Costa Rica: una breve passeggiata ci porta ai bordi del cratere. Attraversando Cartago possiamo visitare il santuario di Nostra Signora degli Angeli, dove è conservata un’immagine ritenuta miracolosa posta su una piccola roccia nera. È chiusa a  causa della pandemia, ma ci viene consentito l’accesso: visitiamo così in solitudine la chiesa dalla inconsueta architettura in legno.

Vulcano Poás

Saliamo al Vulcano Poás nelle prime ore del mattino, quando l’umidità non ha ancora formato le nuvole che possono arrivare a ricoprirlo totalmente. La vista panoramica su uno dei crateri è emozionante, mentre getti di gas si elevano dal fondo.

Anche il Poas, come altri vulcani del Costa Rica, è ancora in attività e le visite si svolgono con ogni precauzione: vengono forniti elmetti protettivi e appositi pannelli istruiscono su come comportarsi in caso di attività vulcanica improvvisa. Nel pomeriggio riusciamo a ritagliarci il tempo per una breve visita a Heredia prima di riconsegnare il veicolo all’agenzia di noleggio che ci ha già organizzato il trasferimento all’hotel di San Josè.

Monumento Nacional Guayabo

Gli ultimi giorni di permanenza in Costa Rica trascorrono tra passeggiate in centro città, visite a musei con preziose collezioni di oggetti precolombiani e un’escursione al Monumento Nacional Guayabo, la più grande area archeologica della Costa Rica che conserva costruzioni in pietra realizzate tra il XI secolo avanti Cristo e il XV secolo dopo Cristo. 

Mentre l’aereo si alza in volo, cominciamo a riordinare gli appunti presi lungo il percorso per farne un resoconto per gli amanti della vacanza en plein air, augurandoci possano tornare utili a chi vorrà provare le emozioni di questa avventura nel cuore del Centro America.

Laura D’Erme

Informazioni utili per il viaggio in Costa Rica in camper

In Costa Rica la rete viabilistica è buona; occorre però tenere conto che la maggior parte delle strade sono piste e spesso ci si trova ad affrontare guadi che nella stagione secca non presentano difficoltà, mentre negli altri periodi possono diventare pericolosi. La scelta di un 4×4 permette una maggiore sicurezza anche sui percorsi con fondo sconnesso.

Il paese non ha ancora sviluppato una rete di strutture accoglienti verso chi ama vivere la vacanza in stile pleinair: i pochissimi campeggi sono molto spartani e spesso ci si deve adattare a soste in libera. Per questo occorre prepararsi in anticipo studiando le strade e la geomorfologia del territorio, così da poter arrivare in sicurezza nel luogo previsto per la sosta notturna. La formula 4×4 più tenda da tetto da noi sperimentata permette una maggiore libertà e offre la possibilità di trascorrere la notte a ridosso della spiaggia. In rete è possibile reperire gli indirizzi di diversi operatori che offrono il noleggio di questa tipologia di veicoli.

Chi non se la sente di organizzare un viaggio così articolato in modo autonomo può fare affidamento sull’esperienza del tour operator Rotta360, che organizza viaggi di gruppo accompagnati da una guida con la formula fly and drive.

Dove sostare in camper in Costa Rica 

Di seguito le strutture e le possibilità di sosta di cui si sono avvalsi i protagonisti dell’esperienza.

  • San José Hotel Cultura Plaza, Calle 5 Avenida Primera y al frente de Cine Variedades, tel. 00506/6262/7300, www.hotelculturaplaza.com.
  • Punta Uva Camping Arrecife, Limón Province, tel. 00506/8447/9917.
  • Tortuguero Hotel El Icaco, Roxana, Pococí, tel. 00506/2709/8044.
  • Playa Grande Camping Piratas, Guanacaste, tel. 00506/7203/9086, GPS 10°19’16.1”N 85°50’14.7”W.
  • Sámara Camping Coco’s, Guanacaste, tel. 00506/8667/5498, GPS 9°52’52.9”N 85°31’29.2”W.
  • Playa Mar Azul Camping Mar Azul, Carrera Mar Azul, Puntarenas, GPS 9°36’35.8”N 85°08’40.6”W.
  • Uvita Camping El Tecal, Provincia de Puntarenas, tel. 00506/2743/8012, hotelcabinaseltecal.com.
  • Bahía Drake Ganadito Camping Bahía Drake, tel. 00506/6201/2536.
  • San Vito El Barco, Coto Brus 613, Puntarenas, tel. 00506/2773/3114, GPS 8°49’11.0”N 82°58’13.0”W.
  • Mesas Centro turistico Los Chocuacos, Puntarenas, tel. 00506/6080/6742, 8°57’58.3”N 83°10’31.8”W.

________________________________________________________

Tutti gli itinerari, i weekend, i diari di viaggio li puoi leggere sulla rivista digitale da smartphone, tablet o PC. Per gli iscritti al PLEINAIRCLUB l’accesso alla rivista digitale è inclusa.

Con l’abbonamento a PleinAir (11 numeri cartacei) ricevi la rivista e gli inserti speciali comodamente a casa e risparmi!

photo gallery