Personaggi famosi in camper: Stefano Ghisolfi

Il climber azzurro si è aggiudicato i Campionati Italiani di Arrampicata ad Arco, in Trentino. A PleinAir l'atleta racconta la sua passione per la vita all'aria aperta. Continua il nostro viaggio tra i personaggi famosi in camper

Stefano Ghisolfi è uno tra i più forti arrampicatori del mondo. Si è appena aggiudicato i Campionati Italiani di Arrampicata ad Arco, in Trentino, ed è Campione d’Italia 2022. E va in camper da sempre. Continua il viaggio di PleinAir tra i personaggi famosi in camper.

Sembra non avere fine il 2022 da record di Stefano Ghisolfi. Reduce dall’impresa in Norvegia, dove ha chiuso Move Hard e cominciato a muovere i primi passi su Silence (la via più difficile del mondo), il climber delle Fiamme Oro conquista i Campionati Italiani Lead in Trentino. Proprio dove Ghisolfi risiede abitualmente. Piemontese, il climber azzurro è riuscito a classificarsi al primo posto: per lui si tratta addirittura del nono titolo nazionale in carriera nel Lead.

Arco è la mia casa e giocare in casa per me è sempre una doppia responsabilità –  afferma il neocampione tricolore. “Ho dato il massimo e sono contento di essere arrivato così in alto, questo risultato mi riempie di fiducia per il 2023 e mi fa guardare con ottimismo al grande obiettivo delle Olimpiadi di Parigi 2024”.

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8 anni di vittorie internazionali

Ora tra i personaggi famosi in camper c’è anche il climber azzurro. Torinese classe 1993, è uno degli scalatori più forti del mondo sia su parete artificiale che su roccia. Otto anni di vittorie internazionali e imprese ai massimi livelli che – ci racconta con naturalezza – si sono affiancati sin dalle origini alle modalità del viaggio itinerante.

Il suo prossimo obiettivo si riassume in un numero e una lettera: 9c. È il quasi irraggiungibile grado di difficoltà di Silence, la via di arrampicata su roccia che è stata liberata il 3 settembre 2017 a Flatanger (Norvegia) dal climber ceco Adam Ondra. Se ad oggi nessuno è stato ancora in grado di ripetere quell’ascesa, ha i numeri per provarci Stefano Ghisolfi.

La mountain bike e il primo approccio al pleinair

Stefano ha più o meno sei anni quando insieme alla sorella inizia a prendere parte a delle competizioni di mountain bike: ben presto i genitori comprendono che un camper è la soluzione giusta per consentire a tutta la famiglia di spostarsi e gestire al meglio queste occasioni di sano svago fuori dalla grande città. Il mansardato dei Ghisolfi – un Rimor lungo sette metri e mezzo con grande garage – diventa lo strumento per seguire le gare dei figli e trascorrere le vacanze estive girando l’Italia e spingendosi oltreconfine: dalle Calanche di Marsiglia alla Puglia, dal Trentino all’Austria.

A undici anni la frequentazione di un corso di arrampicata indoor apre la strada a una nuova passione. I successi ottenuti in questa disciplina lo portano sempre più in alto, sino a qualificarsi nella Coppa Europa giovanile entrando nella nazionale italiana. Anche in questa seconda fase sportiva il camper lo accompagna ovunque consentendogli di sostare nelle immediate vicinanze delle palestre dove si svolgono le competizioni. “Nella mia prima gara internazionale a Imst, in Austria, l’intera squadra alloggiava in camper”, ci confessa. ” “Ci eravamo sistemati tutti in quattro o cinque veicoli!”.

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Stefano Ghisolfi-Campione d'Italia 2022-climber-fidanzata-camper-cucina

La passione per il camper

Raggiunta l’età della patente Stefano ben presto acquista il suo primo veicolo ricreazionale, un Westfalia California che funge al tempo stesso da automobile per gli spostamenti quotidiani. Utilizza un piccolo camper e ha un irriducibile amore per l’arrampicata anche la riccioluta Sara Grippo: s’incontrano in occasione di una gara e non si separano più. Ci fa sorridere pensare che la prima casa che mettono su insieme ha quattro ruote: vendono i rispettivi furgonati per acquistare un camper puro Challenger su meccanica Ducato, lungo 540 cm, con sedili cabina girevoli e lettone posteriore sempre pronto.

Per passare successivamente al veicolo attuale, un CI Kyros K2 della stessa lunghezza del precedente: «quella giusta per noi che viaggiamo sempre in due e riusciamo così a infilarci ovunque». Quella di Sara, detto per inciso, è un’altra storia di passione e di coraggio. Con il suo ampio sorriso ha fronteggiato per anni una rara malattia autoimmune – la glomerulonefrite – che le ha compromesso la funzionalità dei reni. Non si è mai persa d’animo: ha continuato ad arrampicare alternando la dialisi alle progressioni in parete fino a quando, nel febbraio del 2018, un trapianto riuscito le ha restituito la libertà di vivere e guardare avanti.

Un leader nella lead, ma non solo

Dopo le gare giovanili Stefano – che nel frattempo si è stabilito ad Arco, in Trentino, in qualità di membro del Gruppo Sportivo Fiamme Oro – inizia a competere in Coppa del Mondo con la nazionale senior: il miglior risultato lo consegue nel 2021 con il primo posto nel circuito generale della Coppa del Mondo per la specialità lead (difficoltà), quella in cui esprime il meglio delle sue potenzialità (è arrivato secondo, ad esempio, nel 2017 e nel 2018). Scalare non significa solo cercare le pareti artificiali. Mettere le mani sulla roccia nuda di una falesia è l’altro percorso parallelo in cui Stefano si cimenta ai massimi livelli: è uno dei pochi atleti al mondo ad avere asceso vie classificate 9b+.

Ma il luogo che esercita su di lui un’attrazione magnetica è Flatanger, sulla costa norvegese a settecento chilometri da Oslo. È lì che nel settembre 2020 mette a segno la prima ripetizione della Change, il 9b+ aperto da Adam Ondra nel 2012. «Io e Sara in quel periodo sostavamo al Climb Flatanger Camping, frequentato dagli scalatori perché si trova a pochi minuti a piedi dalla falesia. Abbiamo voluto andarci in camper, nonostante i tre giorni di viaggio per arrivarci».

D. Come collochi nel tuo percorso umano, prima ancora che professionale, la dimensione dell’aria aperta?

L’attività indoor ha sicuramente un peso importante. Ma forse quella che mi piace di più, e in cui mi vedo proiettato nel mio futuro, è la scalata in ambiente naturale. La carriera agonistica indoor a un certo punto finirà, ma ho sempre pensato che la mia carriera legata al mondo delle falesie durerà per sempre: ci sono tantissimi atleti anche forti che scalano fino a sessant’anni e oltre.

Un tempo la falesia voleva dire per me fuggire dalla città partendo a bordo del mio furgone. Adesso questa dimensione la posso vivere tutti i giorni: la mia casa ad Arco è già nella natura. Ma sempre, anche nei viaggi che faccio, sono alla ricerca dell’aria aperta, della libertà e del divertimento che solo l’arrampicata su roccia può darmi».

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il furgone di Stefano Ghisolfi, qui con la fidanzata

Il camper nella vita di uno sportivo

D. Com’è la vita di uno sportivo, anzi di due, in un piccolo camper? Quali strutture ricettive utilizzate?

In camper ci sentiamo davvero a casa. Il mezzo che abbiamo scelto è per noi il perfetto compromesso tra la comodità in sosta e quella in viaggio. Sarebbe impensabile possedere un mansardato con garage come quello dei miei genitori: è molto comodo, dentro ci sta davvero di tutto, ma non ci permetterebbe di arrivare ai piedi delle falesie o di infilarci nei parcheggi di una palestra.

Il nostro camper ha in compenso molto spazio nel bagagliaio sotto il letto dove riporre al sicuro l’attrezzatura – zaini, corde, moschettoni… Altri punti a favore sono il letto sempre pronto e il fatto di poterci stare in piedi senza dover sollevare il tetto.

Una comodità che apprezziamo soprattutto d’inverno, quando fa buio presto e si trascorre all’interno della cellula un maggior numero di ore. Fra gli accessori abbiamo un pannello fotovoltaico per caricare le batterie installato da C-Lover Van Solutions e un condizionatore della linea OFF IndelB. Non ci serve altro, il nostro mezzo è piccolo e indipendente: tant’è che non abbiamo nemmeno bisogno di collegarci alla corrente. Quanto alle strutture ricettive, tendiamo a soggiornare nei campeggi, soprattutto per ragioni di sicurezza visto che ci muoviamo con parecchia attrezzatura.

Ecco perchè abbiamo inserito Stefano Ghisolfi tra i personaggi famosi in camper.

D. Quali viaggi hai nel cassetto?

Voglio tornare a Flatanger per tentare Silence, l’unica via del mondo che è gradata 9c: la prossima estate ho intenzione di tornare lì con il camper e provarla.

D. Chi è Stefano oggi?

Scalo per vivere, è il mio lavoro. Ma è altrettanto vero che vivo per scalare: se anche non fosse il mio lavoro, lo farei lo stesso.

L’impegno per l’ambiente

L’atleta delle Fiamme Oro non smette di dedicarsi anche a progetti legati alla tutela dell’ambiente e al rispetto della natura. Nel 2020 infatti è entrato a far parte dei Green Heroes”, un gruppo di cinque atleti di diverse discipline che vuole diffondere un messaggio di sensibilizzazione sui temi della sostenibilità ambientale e che nel 2021 ha raccolto fondi per piantare 432 alberi tra l’Italia e il Guatemala.

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Potrai trovare altre interviste ai personaggi famosi in camper: Mogol, l’attore Cesare Bocci, la scrittrice Susanna Tamaro che ci racconta dove la porta il suo amato furgoncino, il re dell’arrampicata Manolo e la cantautrice Nathalie.

Continua a seguire il nostro viaggio a puntate con i personaggi famosi del mondo dello sport, dello spettacolo e della musica che hanno scelto il camper e la vita all’aria aperta!