Personaggi famosi in camper: Susanna Tamaro

A tu per tu con Susanna Tamaro che ci racconta dove la porta il suo amato furgoncino. E' una delle interviste di PleinAir ai personaggi famosi in camper

Continuano le nostre interviste ai personaggi famosi in camper. Abbiamo incontrato la scrittrice Susanna Tamaro che ama viaggiare a bordo del suo piccolo furgonato. Alla ricerca di borghi sperduti e incontri sinceri, nello spirito del campeggio delle origini.

Sono una campeggiatrice nata e mi piace parlare di campeggio! Tra i personaggi famosi in camper si distingue Susanna Tamaro, persona affabile e poco formale. Triestina di nascita e umbra d’adozione, l’autrice del best seller Va’ dove ti porta il cuore vive da decenni nelle campagne di Orvieto, circondata dai boschi e dai suoi animali. E scopriamo che le piace davvero raccontare del suo “amato furgoncino”, un mezzo “con cui si viene a creare un rapporto speciale”.

D. Susanna e le vacanze all’aria aperta, una storia che inizia tanto tempo fa…

La prima canadese l’ho comprata con i miei risparmi a quindici anni: in cotone, pesantissima, di marca cecoslovacca. E anche adesso c’è sempre un igloo nel gavone: amo dormirci sul materassino con il sacco a pelo, usando il mezzo per la parte “tecnica” (cucina, bagno e così via). Anzi in tenda dormo benissimo, meglio che in qualunque altro luogo. Nel Duemila ho acquistato dalla Adami Camper di Padova un furgone camperizzato su Volkswagen Transporter del 1997, appartenuto a coppia che se l’era fatto allestire su misura; era bianco, ma da qualche anno l’ho dipinto di un color pistacchio!

Ha una disposizione ottimale con bagno in coda, zona cucina laterale, fornello, dinette trasformabile e gavoncini per riporre i sacchi a pelo – tutto quel che serve, insomma. È piccolo e perfetto per girare nei paesini e sulle strade di montagna. Nei primi anni a dire il vero aveva frequenti problemi meccanici. Si fermava ovunque (incluso il raccordo di Salerno) e credo di avere girato tutte le officine dell’Italia Centrale! Poi improvvisamente “è guarito” e ora va benissimo… a volte penso che vorrei cambiarlo, ma poi mi ricredo: ci sono affezionata, è parte della mia vita.

Susanna Tamaro-furgone camperizzato-verde-prato-personaggi famosi in camper

D. Ci sono mete che l’attraggono?

Ho scoperto in questi anni un’Italia meravigliosa fuori dalle strade principali e mi attrae l’idea di un vero e proprio Grand Tour con il mio amato furgoncino, un po’ come facevano scrittori e artisti al tempo di Goethe. In particolare, amo l’Italia centrale e meridionale: vi è una ricchezza incredibile di cose da vedere e da scoprire, di umanità. Mi piace esplorare i piccoli borghi, andare a mangiare nelle trattorie sperdute. Amo anche molto andare per mare. Una volta, quand’ero ancora giovane, ho girato in traghetto le isole della Grecia d’inverno, ritrovandomi bloccata a Santorini da una mareggiata in cui mi erovomitata anche l’anima: finii per chiedere ospitalità a un pescatore. Sono stata in Israele e in vari paesi del Mediterraneo. Ero giovane ed eroica (ride, n.d.r.). Adesso non potrei farlo più.

Susanna Tamaro in Val Passiria-escursione-natura-montagna
Susanna Tamaro in Val Passiria

D. La sua distanza dalla vita pubblica è legata anche a una tematica di cui lei parla apertamente….

Soffro di sindrome di Asperger, e anche per questo per me è fondamentale viaggiare in camper. Non riesco ad adattarmi ad andare in albergo, ci sto male al punto da non riuscire a dormire: avendo un sistema percettivo esagerato, l’eccesso di stimoli mi manda in tilt facilmente e devo avere sempre intorno a me sempre un posto che conosco. Ebbene, ho trovato la soluzione quando ho compreso che con un camper posso viaggiare con la mia casa, le mie cose, insomma con la mia lumachina che viene con me, sentendomi protetta. Lo sottolineo perché sono convinta che tante altre persone potrebbero trovare aiuto in questo. Purtroppo al momento riesco a concedermi uscite al massimo di quattro o cinque giorni: è un grande limite, ma sono esperienze talmente ricche di emozioni che va bene così.

Susanna Tamaro-furgone camperizzato-interno-personaggi famosi in camper

D. Ha mai scritto in camper?

Sì: ho terminato Il Grande Albero durante un soggiorno in riva al mare. Come le dicevo, sono solita piantare la tenda vicino al mezzo. Una mattina di cinque anni fa mi sveglio, apro la zip (il rumore della cerniera è una delle cose che prediligo!) e vedo, nella piazzola di fronte alla mia, una signora che legge Va’ dove ti porta il cuore. Ci siamo guardate: non credeva ai suoi occhi, di trovarsi l’autrice proprio davanti!.

D. Nel libro Il tuo sguardo illumina il mondo dedicato al poeta friulano Pierluigi Cappello, lei scrive “Tu saiche da sola il massimo che potrei gestire sarebbe un camper”.

Pierluigi Cappello era una persona meravigliosa e un grandissimo poeta. È stata una ricchezza essere sua amica e un grande strazio, perché ho pianto tanto quando è scomparso. Quello che gli ho scritto è vero: dentro il camper mi è più facile gestirmi, ho tutte le cose a portata di mano… basta muovere un braccio!

D. In un altro libro uscito nel 2006, Ascolta la mia voce, lei scrive: “Per mettersi in viaggio c’è bisogno della nostalgia di qualcosa”. Lo pensa ancora?

È vero, ma è vero anche dell’altro. Con gli anni cambia il rapporto con il viaggio. Quando ero giovane ho fatto esperienze che oggi, francamente, non so come ho fatto ad affrontare. Devo avere avuto un custode speciale… So che avevo una grande inquietudine dentro e dovevo andare alla scoperta di me. Poi negli anni le prospettive cambiano. Da tanti anni conduco una vita ritirata, circondata dalla natura e dagli animali, e questo mi ha dato una grande stabilità: in campagna ho meno necessità di inseguire altri orizzonti. Ora che lavoro da casa e ho pochi contatti, viaggiare significa andare a incontrare persone, a vedere il mondo.

Susanna Tamaro-montagna-Livigno-escursione
Susanna Tamaro a Livigno

D. Tornando al libro che ha dedicato a Pierluigi Cappello, in un passaggio scrive: “Io sognavo di girare il mondo parlando con tutti gli esseri che non avevano il dono della parola”.

Prima che scrittrice mi considero una naturalista. Ho lavorato per trasmissioni di divulgazione scientifica e documentari, collaborando ad esempio con il programma Geo negli anni Ottanta. Se mi fossi laureata in scienze naturali e se non avessi l’Asperger forse sarei in una foresta tropicale a cercare qualche specie di formica!È importante imparare a conoscere la natura, perché noi siamo fatti di natura. Vedo che non si sa riconoscere uno scoiattolo, distinguere un’ape da una vespa, una biscia da una vipera.

Ma per amare e difendere la natura bisogna conoscerla, altrimenti rimane un concetto generico e senza radici nella vita. Per questo durante il lockdown ho tenuto una scuola di scienze naturali sulla mia pagina social che ha avuto molto successo. Mi sono detta: “ora che siamotutti chiusi in casa, impariamo a conoscere quello che vedremo quando saremo fuori”. È un po’ come andare in un museo: non ti godi i quadri se non ne sai nulla. La stessa cosa vale per la natura: se non la conosci non sai decifrare “il grande libro”. E occorre iniziare dai bambini.

D. Nei suoi viaggi en plein air ha trovato un’accoglienza adeguata?

Penso che si potrebbe fare molto di più nel nostro territorio per questo tipo di turismo, che oltretutto al tempo del CoViD-19 rappresenta un modo ideale di viaggiare in autonomia e sicurezza. E sono convinta che potrebbe rappresentare una risorsa per tante aree povere d’Italia. Abito lungo un ramo della Via Romea che si collega alla Francigena, e negli anni ho visto aumentare il passaggio dei pellegrini: c’è un grande potenziale ma mancano i luoghi dove fermarsi. Ai nostri giorni l’attrezzatura pesa poco ed è possibile camminare portando in uno zaino tenda, materassino e sacco a pelo.

Ebbene, i comuni potrebbero mettere a disposizione gli spazi (in fondo bastano uno spiazzo e qualche albero) per creare tanti piccoli campeggi nelle località del nostro Centro Italia e lungo i cammini: un modo per promuovere il turismo e per creare posti di lavoro per i giovani. Penso a strutture essenziali, ad approdi protetti per gli itineranti. Nei campeggi tradizionali invece ci sono sempre meno spazi per le tende, e sempre più spazi per le case mobili. Negli anni si è abbandonata l’idea originaria, mentre io mi sento incline al campeggio puro, semplice e un po’ spartano… E poi devo dire questi mega camper superaccessoriati mi fanno anche un po’ paura: mi sembrano più impegnativi da tenere di una casa.

Va’ dove ti porta il cuore termina con il progetto di un viaggio in bicicletta…

Sì: attraverso le grandi ciclabili d’Europa. Sogno ancora di farlo con le mie amiche e forse un giorno ci riusciremo.

———————————–

Scopri tutte le interviste realizzate da Pleinair ai personaggi famosi in camper!

Tutte le news di PleinAir le puoi leggere sulla rivista digitale sul pc, sul tablet o sullo smartphone. Con un anno di abbonamento a PLEINAIR (11 numeri cartacei) hai a disposizione gli inserti speciali, la rivista digitale e l’archivio digitale dal 2015 (con gli allegati).

Se invece vuoi approfittare degli sconti e dei vantaggi del PLEINAIRCLUB, abbonati subito!