Giustamente famosa Praga è una città affascinante e velata di mistero. Con molti aspetti insoliti e curiosi da scoprire...
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Indice dell'itinerario

La fama di Praga e il suo fascino velato di mistero derivano da un lungo passato di pacifica convivenza fra le tre etnie che la abitavano, ceca, tedesca ed ebraica, che abbellirono la capitale con splendidi monumenti e palazzi rendendola una delle più belle città d’Europa. In questo sontuoso tessuto urbano i turisti si riversano a fiumi praticamente in tutte le stagioni, seguendo gli itinerari più classici o, come nel nostro caso, andando a cercare qualche aspetto più insolito e curioso.

Scavalcare la Moldava sul celeberrimo Ponte Carlo è un vero e proprio rito di passaggio: lasciandosi alle spalle la città vecchia e superata l’arcigna torre omonima, ci si immerge nel primo bagno di folla. Fra le trenta statue che ornano il ponte spiccano quelle di San Giovanni Nepomuceno e della Crocifissione. La prima, con la pietra lucidata dal tocco dei passanti, ricorda il supplizio del santo, torturato a morte e gettato nel fiume dallo stesso ponte per non aver voluto rivelare al re una confessione ricevuta dalla regina.

Più avanti, l’alta croce che si staglia contro il cielo è ornata da una scritta in cui è ripetuta per tre volte la parola santo: un ebreo fu condannato a far porre a proprie spese il dorato ornamento per aver deriso il simulacro.

Malá Strana, la Città Piccola a ovest della Moldava

Malá Strana, la Città Piccola, è la zona di Praga meno toccata dall’attività edilizia (qui fermatasi alla fine del ‘700). Prima di addentrarsi alla sua scoperta conviene cercare, sulla propria destra, la strada che conduce agli argini del fiume per un’inconsueta panoramica sul Ponte Carlo e il centro storico. Da questo lato la Moldava è interrotta dall’isola di Kampa e dal Ruscello del Diavolo (così chiamato, si dice, a causa di una donna dal carattere terribile che abitava nelle vicinanze) lungo il quale gira ancora la ruota del Mulino del Gran Maestro, recentemente restaurata.

graffiti su muro
Graffiti sul Muro di John Lennon

La Velkoprevorské Námestí

A pochi metri si incontra Velkoprevorské Námestí, una piccola piazza alberata su cui affaccia l’antica sede del Gran Maestro dei Cavalieri di Malta (utilizzata nel film Amadeus per ambientarvi la casa di Salieri). All’esterno del settecentesco palazzo si trova l’ultima testimonianza dell’oppressione russa, il cosiddetto Muro di John Lennon, che a partire dagli anni ’80 fu riempito da graffiti con frasi tratte dalle canzoni dei Beatles e disegni ispirati al musicista inglese: tale pratica era naturalmente avversata dal regime, che reimbiancava continuamente la superficie. Rimanendo sulla piazza si noterà sulla destra la strada più stretta di Praga, con un semaforo che regola l’accesso dei pedoni.

La Piazza della Città Vecchia con la chiesa di San Nicola

Saliamo ora alla splendida chiesa barocca di San Nicola, nella piazza principale del quartiere, chiusa da portici e da palazzi rinascimentali. Sui marciapiedi che la contornano si notano figure stilizzate in ferro somiglianti a volti umani: sono state poste a ricordo di popolani condannati a morte nell’area in cui una volta erano innalzati il patibolo e la gogna.

Prazsky Hrad e la cattedrale di San Vito

Una lunga scala in pietra porta in cima al Prazsky Hrad, il castello del quale si attraversano i giardini dei bastioni, con magnifiche viste panoramiche sui rossi tetti di Praga. Giungiamo così alla cattedrale di San Vito con le splendide vetrate liberty dell’artista moravo Alfons Mucha, la tomba in argento massiccio di San Giovanni Nepomuceno e la cappella di San Venceslao, con le pareti decorate da affreschi gotici cosparsi di pietre dure. Uscendo dalla Porta d’Oro, un tempo ingresso principale, bisognerà voltarsi ad ammirare il mosaico di scuola veneziana che decora la parte alta della facciata.

Il mosaico in stile veneziano sulla facciata della cattedrale di San Vito

La discesa può avvenire attraversando il giardino reale dove, dinanzi al belvedere rinascimentale, si ammira la Fontana Canterina: piegandosi sotto la grande bacinella di bronzo si potranno infatti sentire le delicate vibrazioni sonore prodotte dagli zampilli.

L’intero tragitto è conosciuto come il Percorso dell’Incoronazione che, indubbiamente faticoso da effettuare in salita, si può compiere in senso inverso prendendo dal centro il tram 22 o 23 e salendo direttamente al castello.

Le due città a est della Moldava

battello su rive Moldava
Numerose soste camper presso le rive della Moldava

Sulla riva destra del fiume si affacciano il quartiere giudaico di Josefov, Staré Mesto e Nové Mesto, ovvero la Città Vecchia e Nuova.

Staré Mesto: la Città Vecchia

Una deviazione sulla Brehová costeggia il cimitero in cui per 300 anni gli ebrei di Praga, a causa della mancanza di spazio, furono costretti a seppellire oltre 100.000 salme in strati sovrapposti, mentre dal terreno emergono soltanto 12.000 lapidi addossate l’una all’altra: tra queste il sarcofago di Rabbi Löw, il leggendario creatore del Golem. Accanto alla sinagoga, la più antica d’Europa, il municipio ebraico è caratterizzato da una torre sul quale sono posti due orologi, in uno dei quali le lancette girano in senso antiorario. Tali monumenti furono gli unici a salvarsi dal risanamento attuato nel 1890 per salvaguardare l’intero quartiere dalla precaria situazione igienica in cui versava.

Un dettaglio dell’orologio astronomico del Municipio

La Città Vecchia, ormai quasi interamente isola pedonale, è il cuore di Praga. In prossimità della chiesa di San Francesco, presso la torre di Ponte Carlo si imbocca la Karlova Ulice, fiancheggiata da magnifici palazzi rinascimentali e barocchi. Su una lunga balconata, al civico 22, sorge la statua dorata della principessa slava Libuse, mitica fondatrice di Praga.

A proposito di numeri civici, da notare su ogni palazzo la presenza di una doppia cifra: su fondo blu la posizione progressiva dell’edificio lungo la strada, su rosso la collocazione nel quartiere secondo il vecchio sistema. Polo d’attrazione è la Staromestské Námestí, con le bellissime architetture che contornano la piazza e il monumento innalzato al teologo e riformatore Jan Hus.

Partendo dalla chiesa barocca di San Nicola (omonima e coeva di quella in Malá Strana) e spostando lo sguardo verso destra, si passano in rassegna l’edificio Art Nouveau del Ministero dello Sviluppo Locale, il palazzo Kinsky in stile rococò, le due guglie gotiche della chiesa di Santa Maria di Tyn, la casa Storch con il dipinto di San Venceslao a cavallo e infine il Municipio, con il famosissimo orologio astronomico del XV secolo (il maestro orologiaio che lo realizzò venne accecato per impedirgli di realizzarne un altro simile).

La ricca allegoria che lo compone mostra la Vanità, la Cupidigia, il Turco, simbolo di lussuria, e la Morte, impersonata da uno scheletro: quest’ultimo, sotto gli sguardi attenti dei curiosi, a ogni battito di ora capovolge la clessidra che tiene nella mano sinistra e tira la fune con la destra, animando la processione dei dodici Apostoli che fuoriescono da due piccole finestre più in alto.

Nové Mesto: la Città Nuova

Nové Mesto, abitata in passato da mercanti e artigiani, alla fine del XIX secolo fu in gran parte demolita e ristrutturata secondo lo stile liberty allora in voga.

Piazza Venceslao

Il quartiere si distende attorno a Piazza Carlo, più vicina alla Moldava, e a Piazza Venceslao, dalla parte opposta. Sulla prima, con il traffico che scorre incessante attorno al grande parco centrale, si affacciano la sfarzosa chiesa barocca di Sant’Ignazio e, al civico 40-41, la cosiddetta casa di Faust, dove vissero tre generazioni di alchimisti che dal ‘300 al ‘500 cercarono di trasformare il ferro in oro.

Lunga ben 750 metri e larga 60, Piazza Venceslao dà l’impressione di essere piuttosto un grande viale alberato, ai lati del quale si aprono numerosi negozi. Verso un’estremità sorge l’imponente edificio del Museo Nazionale, fronteggiato dalla statua equestre di San Venceslao: dinanzi al monumento, come ricorda una targa, nel 1969 si dettero fuoco a un mese di distanza l’uno dall’altro gli studenti Jan Palach e Jan Zajíc, eroi oggi quasi dimenticati della protesta giovanile contro l’occupazione sovietica.

Il moderno edificio con le torri soprannominate Ginger e Fred come i celebri ballerini

Sempre in questo quartiere, percorrendo il lungofiume verso sud fino al termine della Masarykovo Nábrezí, di fronte al ponte Jiráskuv si erge il moderno palazzo chiamato Ginger e Fred: due avveniristiche strutture che sembrano allacciarsi nella danza come i due divi americani.

I dintorni di Praga

La ricca monumentalità del centro non deve far dimenticare i dintorni, anch’essi folti di testimonianze storiche. Tappe irrinunciabili e facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici sono la rocca di Vysehrad e Palazzo Troja (metro C fino alla fermata Holesovice e poi bus numero 11). Quest’ultimo, costruito nel 1679 secondo il modello delle ville italiane dell’epoca con giardini in stile francese, è una delle più belle residenze estive di Praga.

Il Palazzo Troja

Palazzo Troja

Voluto dal conte di Sternberk, discendente di una casata fra le più antiche della nobiltà ceca, doveva mostrare l’importanza del proprietario e, contemporaneamente, la sua devozione agli Asburgo. Per realizzare il progetto fu chiamato un architetto di origine francese, Jean-Baptiste Mathey, il quale scelse un luogo che, a causa della presenza di mulini semiabbandonati, ricordava ai visitatori le rovine di Troia, da cui il nome.

Affreschi al Palazzo Troja

Le quattordici stanze visitabili, tutte arredate con mobili d’epoca, presentano grandiosi cicli di affreschi per mano di numerosi artisti italiani. L’ambiente più spettacolare è la vasta sala imperiale, nella quale la tecnica dell’affresco a rilievo dona tridimensionalità alle scene illustranti la vita di Rodolfo I d’Asburgo e la celebrazione del trionfo di Leopoldo I nella battaglia contro i Turchi. Si prosegue con la visita dei giardini ai quali si accede dalla doppia scalinata, abbellita da statue allegoriche, che racchiude tra due rampe curve l’imponente scultura della lotta tra dèi e Titani.

Rocca di Vysehrad

La passeggiata nel polmone verde di Vysehrad passa dinanzi alla Rotonda di San Martino, la più antica cappella romanica praghese, e prosegue lungo i panoramici bastioni, dai quali si osserva la città che si specchia nelle acque della Moldava.

Il giro sullo sperone roccioso tocca le rovine del castello, eretto nel ‘300, e la chiesa neogotica dei santi Pietro e Paolo, con portali dorati e alte guglie gemelle che dominano l’intera collina; nel vicino camposanto sono tumulati i compositori Bedrich Smetana e Anton Dvorák, il poeta e scrittore Jan Neruda e altre illustri figure di artisti. Dalla rocca, lo stesso luogo in cui sorse probabilmente la residenza dei primi signori boemi, la principessa Libuse predisse il glorioso futuro di Praga: e nel lanciare un ultimo sguardo alla città che brilla alla luce del tramonto, non si può fare a meno di pensare che quell’antica profezia si è pienamente realizzata.

Per un viaggio tra i castelli della Boemia segui il nostro itinerario in camper!

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